Di ritorno da otto giorni trascorsi a Napoli mi e venuto di confrontare le cose che ho visto a Napoli con quelle che conosco di Firenze.
Le chiese di Napoli sono diverse come concezione del trascendentale da quelle di Firenze. Nelle chiese napoletane si rappresenta un’immagine dello spirito. A Firenze si manifesta la purezza dello spirito. A Napoli lo spirito è un’idea preziosa e viene rappresentato con i materiali più preziosi. Gli arredi delle chiese napoletane sono sontuosi, si tratta di ori, argenti, pietre preziose, porpore, velluti, marmi, vetrate colorate piombate e di tutto di più. Gli interni delle chiese napoletane sono veramente belli, ricchi e sfarzosi, denotano un’idea della gioia di vivere e danno del divino un’idea di opulenza.
A Firenze hanno avuto un’altra idea della casa di Dio. È un’idea severa dello spirito. Gli interni delle chiese fiorentine in genere sono piuttosto severi e nelle chiese più importanti non c’è nessuno luccichio. Lo spirito divino è puro spirito e non viene rappresentato con ornamenti. Una dimostrazione ne è che la facciata del Duomo di Firenze (Santa Maria del Fiore) e della chiesa di S. Croce in piazza Santa Croce sono rimaste in pietra per quattro secoli circa, fino all’ottocento, quando sono state completate in marmo per dare maggior decoro alle piazze in occasione della nomina di Firenze a capitale del Regno d’Italia. Erano state lasciate le facciate di pietra, mentre il resto dell’esterno delle due chiese era di marmo, erano state lasciate incompiute. Le facciate di pietra davano un’idea più alta della religiosità dei fiorentini, più austera.
E forse per questo erano più belle. Questo perché la povertà della chiesa è un’idea più evangelica e più aderente al Vangelo.
È rimasta a Firenze ancora una basilica con la facciata di pietra, ed è la basilica di San Lorenzo che contiene tra l’altro le Cappelle Medicee con opere di Michelangelo.
mercoledì 18 settembre 2002