Luciano Cesare Ascenzi

6 giugno 2003

Hiroshima

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Hiroshima

Una campana buddista rintocca incessantemente la sua lenta agonia.
Peonie mefitiche esalano un profumo di Morte.
Un solo aereo ad alta quota sorvola Hiroshima inaspettato, è uno strano uccello che deporrà un uovo di morte.
È la Morte radiante.
Temperature da altoforno e un eternità di veleni e contaminazioni.
Il kimono di madam Butterfly è un sudario di Morte e brucia.
Brucia tutto la Morte radiante e bollenti e pesanti gocce di carne e cera colano impregnando una terra per sempre malata e diventata sterile.
Carta giapponese che brucia e lanterne di carta oscurate da un sole tecnologico e assassino.
Ardono ancora a Hiroshima le rovine del tempio di Gerusalemme.
Abominio della desolazione, le madri hanno le lacrime oramai asciutte e incrostate sul volto e non vogliono essere consolate.

22 febbraio 2003

Metamorfosi

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Sono stato trasformato in statua di sale, perchè mi sono voltato indietro....
Ho guardato negli occhi la Medusa e mi sono pietrificato....
Ho dormito in un letto di chiodi....
Ho camminato scalzo sulla brace....
Sono stato automa e poi golem....
Hanno avuto pietà della mia difformità....
Poi ho risolto l'enigma della Sfinge....e volevo tirare giù tutti gli dei dell'Olimpo....
Infine ho fatto pace con Dio, gli uomini e me stesso....
Adesso vivo a Colono nella misericordia di Dio....

domenica 23 febbraio 2003

10 novembre 2002

9 Novembre ( Social Forum)

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Finalmente è giunto il giorno tanto atteso, il giorno di gloria e di onore.
Sono uscito di notte come il pellerossa di "Qualcuno volò sul nido del cuculo",
sono evaso di notte e in silenzio dal manicomio.
Il silenzio e l'immobilità sono i miei alleati migliori, e la tenacia.
Nel mio mondo tutto era tradimento, anche il fratello e la sorella nascondevano il pugnale nella mano tesa.
All'ennesima rivolta sono evaso del tutto.
Il mimetismo del camaleonte è stata l'arma che mi ha fatto prevalere.
Il silenzio e l'immobilità sono i miei alleati migliori, e la pazienza.

10 settembre 2002

avrei…

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Avrei costruito per te un castello di neve
e ti avrei circondato di specchi di ghiaccio.
Dopo il diluvio discesi dal monte Ararat per cercarti
avevo con me le tavole della nuova alleanza,
così proclamai a tutti gli incroci la nuova legge.
Eri più di quanto avessi potuto mai sperare,
saresti stato il riposo del soldato, il mio congedo.
Ero finalmente approdato a Itaca
dopo 10 anni passati a vagabondare nel regno di Poseidone
Poi nel muso di un cane rabbioso
vidi l'ultimo ghigno di Satana, lo sberleffo definitivo
e la pietra mi chiuse nel sepolcro.

24 maggio 2002

Schegge

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È il capro espiatorio di Sodoma quello che muore nel deserto.

La poiana nella sua vertiginosa picchiata ha ghermito un altro pettirosso

La ragazza immagina di avere un gatto appeso al tenero seno

È il vento del Nord che solleva le gonne
e spettina e arruffa le ragazze….è il foen il vento caldo del Nord

Mi sono bruciato gli occhi per sostenere il suo sguardo di cerva….questo fu quando lei uscì dal folto nella radura

12 aprile 2002

Fino a sfiancarmi

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Fino a sfiancarmi ho corso con il mio cuore di cane. Sono stato fedele nonostante tutto, mai ho tradito.
Sui cocci sul muro e scalzo ho camminato, mi sono ferito fino all'osso.
Il mio violino ha per corde i miei capelli e l'archetto i miei budelli.
All'improvviso mentre mi guardava gli venivano gli occhi lucidi a mia madre, era già tanto, mia madre non ha mai pianto, mai piangeva nonostante sia stata squassata fino alle radici dai numerosi lutti.
Sono sopravvissuto all'olocausto. Sono stato il primo a uscire vivo dall'universo chimico, ho aperto una strada ai pochi sopravvissuti che sono seguiti.
Con i miei occhi di zingaro ho penetrato il mistero e ho rubato il fuoco sacro.
Gli dei mi tormentano perché non cedo, e io infatti non cedo.
È il cilicio che mi tiene desto, non è più possibile giocarmi e vincermi

12 febbraio 2002

Il deserto

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Ci sono frati mangioni, io invece sono un monaco radicale, un abitatore di deserti di altre galassie. In pratica sono l'unico abitatore di un 'asteroide tutto mio, novello argonauta.
Il deserto è un ' allucinazione, il deserto da allucinazioni e nel deserto non mi sento solo. In realtà io non sono solo nel deserto e io nuovo Rasputin e monaco radicale mi inoltro in un deserto ancora più estremo, ancora più deserto, dove solo vento gelido e roccia mi accompagnano e mi pietrificano.
Il deserto è purificato dal fuoco e dalla chimica, il deserto è sterilizzato dal fuoco e dalla chimica ma a certe sollecitazioni io devo rispondere, madame, se no non sarei un gentiluomo.

28 gennaio 2002

Multiforme e tentacolare

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Multiforme e tentacolare è la tentazione e un'abisso d'orrore.
Non sono un angelo caduto e l'inferno ha mille sfaccettattute, e l'inferno è un diamante, e l'inferno è un serpente che ti morde il tallone, è un'abisso d'orrore.
Ho covato uova di serpe e ho allevato una serpe e ho incantato una serpe.
E nel deserto ho trovato rifugio.
Sono le fiamme dell'inferno, è il fuoco di uno specchio oscurato,
è un'abisso d'orrore.
La medusa mi ha pietrificato, non si può sostenere il suo sguardo e i suoi capelli di serpente, la medusa è una fossa oceanica è la mia fossa, lì mi volevano seppellire, la medusa è un'abisso d'orrore.

23 ottobre 2001

Al vento di tempesta ho opposto le mie reti da uccellatore…

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Al vento di tempesta ho opposto le mie reti da uccellatore..
Al vento di tempesta ho opposto la mia vela.. ma ne sono stato portato lontano.. e ho fatto naufragio..
Al vento di tempesta ho opposto la mia bandiera.. Giona. Giona ha pernottato nel ventre della balena..negli abissi.. anch'io...
Non diventero una statua di sale...... non mi volterò indietro...

19 agosto 2001

Il monaco radicale…

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Da altrove vengo
Vivo in nessun posto
Vado oltre
L'oceano è simile al deserto, la duna all'onda, la solitudine è causata
dal disprezzo e poi l'amore è partecipazione….
È il carnevale la festa più crudele, nel teatro greco portavano
una maschera
Non ho costruito la mia capanna sulla duna o sull'onda, ma su la roccia

1 giugno 2001

Notturno

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Io, uccello notturno, rapace senza preda, affamato, con le viscere vuote asciutte e tirate come il cuoio.
Io, rapace notturno, mi alzo in brevi voli ciechi, voli a vuoto, voli vuoti come i miei occhi spenti.
Io Barbagianni dal volo spezzato, dalle ali spezzate, obliquo come il mio sguardo che veglia in notti aspre gli sposi in luna di miele, io che non posso.
Io, poeta cieco di versi irregolari e strambi, io poeta in carcere, consapevole di un ergastolo senza speranza di clemenza, di pietà, forse sono innocente.
Io, Lucifero, come Lucifero pieno d'orgoglio, l'orgoglio, il mio orgoglio, l'orgoglio mi precipitò all'inferno.
Io, conosco il supplizio, io sono il supplizio, io forzato della fatica, dell'insonnia, della spossatezza e dell'intontimento, io senza oblio, io che non mi posso dimenticare.

19 febbraio 2001

In levare è il mio canto

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"Il prossim'anno a Gerusalemme" si auguravano gli ebrei della diaspora…….
Nell giardino dell'Eden perduto d'Etiopia voglion tornare i fratelli Rasta…….
Io ho perduto Atlantide e ho sete di giustizia e sono gonfio di fiele…….amaro
In levare è il mio canto……..
L'Intifada è un'ingiuria contro mammona…….i bambini lanciano pietre…..
Troppo orgoglio nei vecchi dottori della legge….Babilonia è stata rasa al suolo……
Wilde è stato processato e condannato…..Baudelaire aveva un cattivo rapporto con la madre…..che l'ha ammalato……
In levare è il mio canto…….
Avevo un cane che amavo….è morto all'eta di 18 anni….era ormai cieco e sordo……..
La mia gatta signora dell'agguato nel buio…..e signore silenzioso dei tetti…….
Vorrei un gallo da combattimento e vorrei metterlo nell'arena contro la Medusa…….
In levare è il mio canto…….

21 gennaio 2001

Sturm und drang

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Tempesta e assalto….. quante volte ho dato l'assalto con la tempesta nel cuore a cose infinitamente più grandi di me?….. perdonatemi non ne ero cosciente….. ma lo rifarei…. era l'assalto del lupo solitario all'alce….. solo in branco il lupo può abbattere l'alce animale molto più grande di lui….. è la fame e il freddo che spinge il lupo con la tempesta nell'animo e mille timori all'assalto di un'enigma infinitamente più grande di lui….. e dopo mi sono sempre trovato come un pesciolino appeso a un amo a dibattermi con la tempesta nel cuore e gonfio di dolore…… perdonatemi non ne ero cosciente….. ma lo rifarei….. meglio della vergogna della fuga….. della rinuncia……

11 settembre 2000

Pain

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Immensi, profondi sono certi sguardi e anche intangibili…. li so far bastare….. sono abituato al pasto frugale e al cilicio….. la chiesa è il luogo del dolore puro….. non ci si va per rallegrarsi….. viene un nodo alla gola e una vertigine…. è il dolore del senegalese camminatore instancabile sotto il carico di perline e specchietti….. roba che non serve…. cerco anch'io di vendere le mie cartine colorate…… non servono….. al camminatore instancabile…..

11 luglio 2000

Amare comunque

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Vorrei ardere nella notte….. e vorrei leccare il sangue delle vostre ferite…… vi prego toglietemi questa corona di papaveri….. e vorrei tenere a lungo il fuoco tra le mani…… e ad un bivio prendere tutte e due le vie….. ma non voglio salire al Golgota eppure ho sempre avuto coraggio…… bevete pure il sangue che zampilla dal mio costato non è infetto….. e la mia bocca sia aperta e piena di brace…… amare sempre è la mia volontà e necessita…… e mi mettero il cilicio e buttero via i miei sandali e camminero sui rovi….

27 marzo 1998

Le mie notti

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Notti bianche
notti attaccato a un amo
notti laterali
notti di una spossatezza antica
notti caliginose
notti oblique
notti in compagnia di un uccello notturno che mi dilania il fegato
notti di inganno e morte
notti di attesa
notti di sperma e rabbia
notti di perghiera
notti di fame e crimini
notti di corrida
notti in una camera piena d'incenso
notti assordanti
notti di caccia e mistificazione
notti di bestemmia
notti di ferro e sangue
notti di oblio
notti di rogna e solitudine
notti sperimentali
notti intrappolato in un sepolcro
giorni e notti in un eterna notte polare

10 gennaio 1997

solitudine

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Ero solo, io e la mia ascia da guerra
ero solo, davanti alle bocche da fuoco del plotone di esecuzione
ero solo e cantavo nel supplizio
sono solo, io e il mio orgoglio
sono solo, io e la mia forza di volontà
sono solo, io e la mia buona volontà
sono solo, io e la mia capacità di amare
sono solo, io e i miei bagliori e le mie tenebre
sono solo, io e la mia intelligenza barbara
sono solo, io e i miei desideri ormai realizzati
sono solo, io e le mie utopie
sono solo, io e i miei buoni propositi
sono solo, io e le mie contraddizioni
sono sempre vissuto solo, questa mia vita vissuta nella più totale solitudine, ha qualcosa di titanico per lo sforzo sostenuto per arrivare fin qui

1 gennaio 1996

Mistero

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Io, ebreo errante, lebbroso e marinaio, ho navigato tutti gli oceani, con un cappello
largo da poeta e una blusa corta e una tavolozza da pittore.
Io, ho stretto tutte le mani che mi venivano tese ,con sincera cordialità e non
tutte erano mani amiche.
Io, ho abbracciato giovanissime ragazze e continuerò a farlo. Una di queste, mi
spaccherà il cuore, con una coltellata alle spalle.
Io, ho amato molte donne, ma di più sono stato amato, anche se, solo da occhi
sognanti, di fanciulle pure e questo è un mistero incompresibile, almeno per me,
per me, che ho violato tutti i tabù, io, che mi sono abbandonato a tutti gli eccessi.
Io, ho faticato la vita e la fatico, ancora adesso, sempre da solo, in un universo
di specchi, che mi rimandano immagini ingannevoli di me. Io, in queste figure
riflesse, non mi riconosco, nel mio essere profondo. Come, non mi riconosco,
nelle immagini che mi ritornano dalla mia gioventù.
Io, sono un mistero a me stesso, io sono incomprensibile a me stesso.

L’angelo

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La notte, dialogo con Mephisto, è un colloquio sordo per me, Mephisto, mi denuda e mi gioca e mi lacera l'anima.
Io ho coraggio, non pavento l'arrivo della notte e di Mephisto, anche se è di notte che il toro viene assassinato,con un colpo di spada al cuore.
Io la notte veglio, solo e cisposo,veglio i piaceri degli amanti, io veglio il giusto sonno della buona gente, io veglio la luna e attendo sfibrato il chiaro dell'alba, che arriva sempre troppo tardi e mi trova spazientito e teso come un violino e pieno di anfetamine
e caffeina e nicotina, dopo l'alcool del giorno prima.
Io veglio,dopo che l'angelo ha visitato, consueto e inavvertito
il mio lettino.

La mia anima

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Io sono io e i miei condizionamenti (circostanze) che mi lasciano solo e costantemente in conflitto. Sarei io senza i miei condizionamenti? Le mie circostanze mi hanno fatto uomo, inavvertitamente.
Io sono una mosca in una tela di ragno invisibile che mi rende più debole e più forte e mi lascia solo e costantemente in conflitto, in trappola.
Sono io, solo, e le mie circostanze (condizionamenti) e in gioco è l'anima, l'anima non è assolutamente un vuoto. Soltanto il vuoto puo essere riempito con qualunque cosa, è già stato fatto.
Mi gioco l'anima ogni ora e la salute e la vita, sul filo teso e sospeso sopra la città, sul filo teso e sospeso sono un saltimbanco e mi gioco l'anima e la salute e la vita ogni ora.

Un’avventura

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Il mio cuore in gola e la mia incertezza. Di fronte, tu nuda, le mie mani e il tuo corpo come creta da modellare.
La tua bocca e i tuoi seni e poi sfolgorante, il tuo sesso vivo e umido, caldo e scuro, palpitante e, poi le tue natiche e l'orifizio.
Come un minatore, come un minatore mi ferivo le mani e ferivo il tuo corpo.
Le mie lacrime e il mio dolore e poi il tuo sorriso e la tua lingua, le mie lacrime e poi il mio cazzo dentro la tua bocca e la tua lingua e il mio piacere e il tuo desiderio e la tua bocca piena.
Il sapore di un uomo e il tuo desiderio e il mio piacere e le mie lacrime, la mia gioia e il mio dolore e poi ancora la mia mano e i miei diti e poi ancora il mio dito inflitto nel tuo orifizio e il mio desiderio e il tuo piacere e così ci siamo amati senza conoscerci.

Troppo tardi

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L'occidente cade in una vertigine, l'oriente precipita in un buco nero,
nell'universo c'è un va e vieni, un desiderio che fa tremare i polsi.
Tempo fa questa vertigine, prima questo buco nero, ha escluso un bambino
e poi un uomo dal giorno, e là era notte e freddo e stridore di denti,
solitudine e gemiti e dolore.
Il lebbroso, il paria si è poi arrampicato da solo sulle più alte vette
dell'onore e della cultura, con la sola forza delle sue mani e l'aiuto di un
cervello amputato, incredibilmente.
Incredibilmente il paria, il lebbroso ha risanato le sue piaghe, sembra
impossibile.
Ed è ora, che un mondo prima comunque non sano ed ipocrita si
esplicita in un desiderio che è una vertigine.
Ma adesso non c'è ciccia per nessuno per quel verso, ne adesso ne mai.

Il toro

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Sono il toro che entra ansimante dal buio dello stallo nella luce abbagliante dell'arena, come gettato.
Qui ho tutto contro non solo il torero e i banderilleros, qui ho tutto contro, ho contro l'universo mondo. È il toro che deve soccombere, ma qualche volta per uno scarto imprevisto del toro la vittima non predestinata è stata il torero.
Il toro non ha una buona vista ma non gli manca il coraggio e la rabbia e la salute. Carica i cavalli dei banderilleros prima e poi il torero.
È incauto il toro e ebile nella lotta, ma non può…. non è leale la lotta per la vita nell'arena. Nell'arena tutto gli è contro, anche l'astuzia.
Però il toro deve essere finito velocemente, perché il toro impara velocemente e non ci sarebbe la possibilità di un'altra veronica per il torero, qualche volta per uno scarto imprevisto del toro la vittima non predestinata è stata il torero….

Disciplina

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Ho addomesticato il mio dolore, il tumore che mi mangiava l'intestino non si è propagato in metastasi, è adesso sotto controllo. Stessa cosa per quanto riguarda la libido, non mi tormenta più in alluccinazioni e febbri di desiderio, che non mi permettevano calma e serenita e mi obbligavano come Onan a versare il mio seme maledetto fuori dal ventre di una donna. Mi era negata una femmina ed ero spinto da una volonta più forte della mia e che mi sovrastava all'autosoddisfazione quasi quotidiana. Da qualche tempo ho il perfetto autocontrollo delle mie pulsioni ed emozioni. Le ho ormai domate, sono lì, aqquietate, impalpabili della consistenza delle ombre e dei fantasmi. Ho esorcizzato il dolore e reso vana la maledizione, sono stato riconsacrato da giovanissime ragazze, che hanno mutato il disprezzo in considerazione. Dovrei essere già morto da tempo o perlomeno talmente danneggiato e lesionato da dover vivere con appena un filo di fiato. Dovrei essere piegato in due per colpi ricevuti. Incredibilmente, anche per me, sono uscito dalla fornace intatto e scrivo, lavoro e dipingo e non ho nessuna ferita aperta e neppure cicatrici nel mio corpo di cinquantenne.

Attore ?

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Attore? Mah! Di sicuro non un fingitore..... e le pallottole sono vere..... non uso mai la controfigura.....

Astronomia & religione

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Simile ad un'antico astronomo nella veglia di notte..... misuro il cielo.... calcolo eclissi.... solstizi.... e il passaggio delle comete.... spesso mi si inumidiscono gli occhi e mi sanguinano le orecchie.... è una volta stellata a volte buia nera.... altre volte chiara come.... stelle fisse.... astri siderei.... e lo zenith....

Dallo sprofondo del più profondo inferno osservo il Paradiso.... angeli.... vergini.... la Madre.... la Vergine.... i profeti con la parola di fuoco..... e mi sanguina la bocca e il naso.... e gli arcangeli.... e l'Angelo....

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