Luciano Cesare Ascenzi

20 febbraio 2012

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 21:45
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Metto nello spazio sidereo un messaggio per te, so che lo leggerai….
sto arrivando, c’è ancora qualcosa da sistemare ma è quasi fatta.
Sappi che nessuno lo può impedire….ci devi soltanto credere, da parte mia l’ho sempre fatto.
Firenze è una piccola città e nonostante questo in otto anni ci siamo incontrati soltanto due volte e nelle due volte eri con un fidanzato diverso.
Fai mente locale ai luoghi e capirai che è quasi l’ora…… è possibile, ti ripeto credimi.
Tutto si è compiuto.
Sto arrivando…..oppure ti aspetto.

17 febbraio 2012

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 16:22
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Lei ha scelto me….ma lei mi conosce? In realtà, lei mi ha mai capito ? Non mi conosco io e a volte io mi sono intollerabile.
È la bellezza del mio carattere che a volte mi risulta intollerabile e non c’è solo bellezza. Troppo rigore, troppo ascetismo, troppa ingenuità, io sono il mio carnefice. In realtà lei mi ha mai capito? Cosa vede in me che io non so e che io non sono? Con me non ci si diverte, perlomeno io non mi diverto, troppo rigore, troppo ascetismo, troppa ingenuità, io sono la mia tortura.
Ho attraversato villaggi e città, ho saltato fossi, ho corso, ho imprecato e ho bestemmiato, mi sono ferito e ho sanguinato, ho ferito, e mi sono rotolato in pozze di fango, ho indossato il cilicio, sono un eretico, sono impuro e a volte sono terribile come un santo….vivo nell’ombra.

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 16:07
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Incominciai a frequentare la sede anche fuori dalle ore di servizio alle quali ero obbligato per contratto, incominciai ad andarci anche la sera, la dovevo studiare e capire.
Quando ce la trovavo ci guatavamo come due lottatori che si studiano per la presa. Elettricità passava nell’incrociarsi di un istante del nostro sguardo, eravamo entrambi seri, specialmente quando Claudio la coccolava tra le sue braccia….un istante…
Di struscio con noncuranza mi informava che fumava il doppio da quando era diventata volontaria all’Humanitas, e non gli restavano più unghie…erano proprio rase a sangue per il continuo rosicchiarsele…mangiarsele.
Quando si intratteneva un po di più nei miei pressi mi faceva confidenze che m lasciavano di pietra…del tipo “ Ho iniziato ad andare a scuola guida…il Giuliani mi da delle lezioni di guida private con la sua auto”….e proseguiva con un lamento…”Ma a me non piace guidare l’auto di Claudio…” (una Punto)…come a dire…Sono disperata…come posso fare?…
Io piano piano impazzii per lei, sempre di più….
Non ci sono limiti alla follia…

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 16:00
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Mi sembra che tu abbia studiato il greco e il latino….è vero o è soltanto un caso?

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 15:46
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Dico a voi! Potete disprezzare quello sguardo? Con gli occhi mi ha rifondato come essere umano. Ascoltatemi ,vi dico! Quello sguardo mi ha dato dignità, i suoi occhi mi hanno dato coraggio.
I suoi grandi occhi scuri mi hanno reso amabile, allora ho capito che potevo essere amato. Sentite! Quegli occhi illuminati mi hanno avvolto e acceso di purezza e voluttà. Il suo sguardo di donna bambina, mi comunicava la promessa di infinite tenerezze e mi carezzava l’animo, riscaldava il cuore ad un tizzone d’inferno ormai raggelato, ad un avventuriero oramai stanco come me, mi benediceva la bambina.

Chiara

Filed under: Pensieri liberati,Poesie — dastella @ 15:39
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Nella superficie oramai rasserenata degli oceani, vedo il tuo nome
Nel colpo di spada del torero, vedo il tuo nome
Nella vampa degli altiforni, vedo il tuo nome
Nel riflesso dell’argento, vedo il tuo nome
Nella coda elettrica della volpe, vedo il tuo nome
Nella picchiata vertiginosa del falco, vedo il tuo nome
Nel passare della folgore e nello schianto della folgore, vedo il tuo nome
Nella mia aquila e nel mio serpente, vedo il tuo nome
Nelle luci ed ombre delle notti di luna piena, vedo il tuo nome
Nel balzo sordo ed esatto del felino, vedo il tuo nome
Nei sandali consumati del profeta sul tetto, vedo il tuo nome
Nell’atto di fede dei martiri dell’idea, vedo il tuo nome
Nei petali puri della rosa canina, vedo il tuo nome
Nella preghiera dell’infermo, vedo il tuo nome
Nella remissione di tutti i miei peccati, vedo il tuo nome
Nello spruzzo benedicente dell’acqua santa, vedo il tuo sguardo, Chiara.

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 15:31
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Ho voluto bene a molte ragazze, voglio bene a tutte le ragazze che ho corteggiato in maniera piu o meno goffa, non ne ho dimenticata nessuna a cominciare da Deborah e Eleonora e le altre che ho incontrato nel tempo, me le ricordo tutte e di tutte ho nostalgia e struggimento. Ma una mi è rimasta confitta nel cuore come un sogno irrealizzato e fino a poco tempo fa credevo ancora di farcela a realizzarlo, me ne sono accorto oggi che ci sono stato quasi un’ora insieme ed è la ragazza per la quale ho fatto di più è la ragazza che in una giornata disumana mi ha fatto crescere come persona, mi ha fatto diventare uomo. Mi sembra di rivivere la storia di Lorenz e l’oca Martina. Il padre dell’etologia Lorenz allevò un uovo d’oca fino che non si dischiuse e ne venne fuori un pulcino d’oca che Lorenz chiamò Martina. Martina la prima cosa che vide al mondo fù Lorenz e Martina credette e si comporto come se Lorenz fosse sua madre, l’oca credeva di essere un uomo come Lorenz e lo seguiva e richiedeva col suo comportamento a Lorenz le cure che una femmina d’oca adulta riserva al suo pulcino. Bene, l’oca Martina sono io e l’etologo Lorenz è Chiara. Lorenz ha universalizzato nel mondo animale quest’esperienza e ha scoperto l’imprinting. Per quanto riguarda me non ripeterò lo stesso errore che ho fatto per ben due volte, adesso sono quasi rientrato all’Humanitas non mi farò buttare fuori per la terza volta, tratterò Chiara come tutte le altre ragazze, non la corteggerò più, anche se l’amo, mi basta starle vicino, aspettare come un cane aspetta un ghiotto boccone o una carezza dalla sua padrona che Chiara posi lo sguardo su di me, che mi sia amica e che ogni tanto mi parli. Ci sono molte persone nuove, persone che non conosco, specialmente ragazze, all’Humanitas, ragazze anche belle, oltre le ragazze che conoscevo da prima e che mi piacevano e che mi piacciono ancora, ma trattero tutte, compreso Chiara allo stesso modo, con gentilezza e un po’ di distacco. Ho aspettato tanto, ho fatto tanto per ritornare e adesso che ho capito non farò più errori che possono compromettere la mia permanenza in quest’associazione.

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 15:26
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La notte del mio scontento la passai come sempre sveglio. Ma questa volta a recriminare. Non avevo capito la situazione. Potevo passarla con la ragazza a cui volevo bene e invece, purtroppo la trascorsi fumando e bevendo caffè, infelice come non mai, in vita mia. Ma la mattina dopo andai a lavorare con una determinazione che non avevo mai avuto in queste faccende. Chiara, doveva partire a mezzogiorno per il mare con il fidanzato. Chiara aveva trascorso la notte all’Humanitas Firenze Nord. Quando arrivai speravo che fosse sempre nella camera nottanti. C’era. Era ancora nella brandina a dormire. La svegliai e gli dissi “Ti voglio bene,” mi rispose “Ho no ,DAI !”. Fu un dai che durò fino a sera. Gli avrò detto “Ti voglio bene” cento volte e lei rispondeva sempre “Ho no, DAI !” Fino a che la toccai con intenzione, e fui buttato fuori dalla sede dell’Humanitas Firenze Nord. Nella preghiera di un giorno ad una ragazzina di 28 anni più giovane di me, seppur respinto, nella preghiera ad una donna, seppur respinto, c’è tutto il mio orgoglio di uomo. Il mio orgoglio non è nell’esser ancora vivo a 48 anni, nonostante tutto. Il mio orgoglio non è nelle mie capacità intellettuali o nella mia energia. Il mio orgoglio di uomo è nella preghiera lunga un giorno ad una donna.

14 febbraio 2012

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 15:46
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Chiara

Il 2 agosto del 97 affrontai finalmente le mie paure e feci quello che credevo non sarei mai riuscito a fare, data la mia vicenda. Mi venne di ritorno sentimenti che allora in quel giorno non sapevo definire e che avrei riconosciuto e isolato soltanto in seguito, col tempo, in completa solitudine.
Non riconobbi il dolore, perché era confuso con l’orgoglio di essere capace di esprimere i miei sentimenti a una ragazza che ripetutamente mi diceva di no, ero confuso e perso di ritrovarmi completamente solo, in un ambiente totalmente contrario ai miei propositi, ai miei sentimenti. Poi in completa solitudine mentre disinfettavo le mie ferite che oramai erano diventate ulcere, riuscii a capire i sentimenti che mi ingolfavano da quel giorno fatale per la mia vita. E riuscii a analizzarli.
Prima identificai il dolore che scandiva il tempo di ogni gesto quotidiano come certi strumenti che usano i musicisti, il dolore mi aveva allagato traboccando da chissà quale profonda sorgente interiore, o forse era come l’alluvione dell’acqua da una falla su una fiancata di una nave, che si piega lentamente di fianco, affondando .
Poi isolai lo sbigottimento e lo smarrimento tutti e due identificabili con l’impressione di essere come un torero incornato e poi pesticciato dal toro o come essere stato sbalzato dalla groppa di un cavallo selvaggio in un rodeo e essere anche scalciato a terra dal cavallo. Infine viene la solitudine, la comprensione della solitudine e la consapevolezza di essere destinato alla solitudine oppure alla rovina e alla malattia. La solitudine come assenza di una donna che ti possa consolare e curare i mali prodotti dalla vita, una donna con la quale crescere e condividere il pane e il vino e io con lei volevo condividere tutto e gli avrei dato tutto.

domenica 8 giugno 2003

12 febbraio 2012

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 16:01
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La surgelata Chiara è stato scongelata, c’è voluto ma il risultato finale è veramente meraviglioso.
Auguri Chiara, io sono sempre qua.

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 15:46
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Il cuore pulsa fiotti di sangue e a volte mi viene la pelle d’oca….
E vivo sempre qui….
È per te Chiara…quando vuoi
Mi raccomando

8 febbraio 2012

la Vittoria

Filed under: Memorie — dastella @ 21:22
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Passo le giornate avvitandomi su me stesso nella sequenza dei ricordi di quando stavo peggio, è come un brulicare di bachi che si pasciono della mia materia grigia, un verminaio si nutre di quel che resta di allora, della mia carogna.
Tutto questo mentre sto seduto o semicoricato sulla mia poltrona finlandese in pelle nera Kroken ( di designer ) di legno piegato a vapore, ultimo e unico residuo di quando pensavo in grande.
Ancora la Vittoria e i fumi dell’alcool e i vapori della mente……
Quando era venuta ad abitare con gli zii e perchè? E come faceva di cognome.
Io la vidi per la prima volta quando era ancora ragazzina e lei ce la mise tutta, forse pensava che fossi uno che poteva dargli una risposta adeguata, più o meno normale invece ero già partito e preda di turbe psichiche, ero disturbato psicologicamente e l’ultima cosa che potevo augurarmi era di innamorarmi. Finii per questo e a causa soprattutto mia dritto dritto come un missile terra terra al manicomio, molto prima di quello che sarebbe dovuto essere. A questo mi aveva portato un lavorio sotterraneo iniziato praticamente dalla mia nascita che mi avrebbe, corroso, destrutturato, sgretolato….e rovinato del tutto.
Da chi ero guidato? Chi l’organizzava allora come adesso?
A quel tempo il mio desiderio d’averla ( la Vittoria ) e l’impossibilità di riuscire ad averla mi costrinsero nel vicolo chiuso di fargli dispetti, d’umiliarla, lei mi rispose in maniera molto più efficace, allegramente.
Tanto per dire il mio amico Fabio T. un vero Apollo, che era la cosa più grossa che avessi mai visto nella Firenze di allora, tipo il terzino dell’Inter e della nazionale Giacinto Facchetti, A Facchetti niente gli stava a paragone in prestanza fisica sui campi di calcio italiani dell’epoca, era un Apollo. Infatti il più famoso giornalista sportivo di quegli anni Gianni Brera, chiamava i calciatori italiani (abatini) tanto per dire, ci mettevano tutti sotto in europa per prestanza fisica, loro erano degli atleti noi delle foche ammaestrate.
A quel tempo, dunque, la Vittoria si fidanzò alla fine, la mia Vittoria, con uno che era il doppio di Fabio, io non credevo esistessero omoni così grossi, mai visto una cosa simile. Non so se poi ha sposato lui, ma di sicuro l’avrebbero fatto abile nei carabinieri per farsene vanto….ha! l’Arma.
Io immaginai in questo un ulteriore dispetto della Vittoria….
Bah! I vapori della mia mente, l’alcool e l’acido lisergico e tutto il resto…..
poi benzodiazepine e S. Salvi….

la Vittoria

Filed under: Memorie — dastella @ 21:10
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La mia mamma non mi insegnò a lavarmi, in pratica per quanto riguarda l’igene e le buone maniere niente di niente.
Iniziai a lavarmi una volta al giorno in vasca quando entrai a S. Salvi nello 83 e pensavo tra me e me “mi lavo tutti i giorni, sono guarito perchè mi tengono qui?”
Fin dall’infanzia mi lavavo una volta la settimana, il sabato e facevo un acqua! Direi piuttosto un brodo.
Va beh! Ci metti anche la masturbazione frenetica e forzata e lo sporco che tutto questo causava e capisci le turbe i dissesti tettonici della mia mente, ma senza capirne le cause.
Mi misi in queste condizioni a dare la caccia alla Vittoria, bella fresca, pulita truccata e profumata. Una volta gli chiesi ?Cos’hai nel viso? Era truccata, oltre le solite ciglia finte e gli occhi grandissimi questi veri, lei rispose “Fard !” Rispose altezzosa, già non ne poteva più di me, che cazzo è il Fard pensai e io stavo li ridacchiando con l’unica cosa pulita che avevo, i denti bianchissimi sotto mustachi nerissimi….come un cretino.
Io che non avevo nessuna idea politica ne mai ne avevo avuta una diventai comunista per andare la domenica mattina a vendere il giornale l’Unità perchè lo faceva la Vittoria. Andavamo a bussare nelle case e offrivamo se lo volevano il giornale, a pagamento.
Andammo anche a casa mia io e la Vittoria, aprì la mia sorella Lidia e mentre gli vendemmo l’Unità feci un breve raffronto tra la Lidia e la Vittoria e pensai ?troppo più bella la Vittoria?.
Ma la mia fine era già giunta e io non lo sapevo, ero già un cadavere per lei e non ne ero cosciente, voleva solo vendicarsi.
Mi risvegliò alla realtà uno strano odore mentre facevamo le scale con i giornali, mi sembrò odore di cacca….che la Vittoria avesse fatto una puzzetta per spregio?
Io su questo ci giurerei….da chiedere per verificare.
Tutto vero, secondo me.

17 gennaio 2012

Camilla

Filed under: Istantanee — dastella @ 21:52
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(continua…)

Licia M.

Filed under: Istantanee — dastella @ 21:27
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(continua…)

28 gennaio 2011

a Ambra

Filed under: Lettere a Ambra — Luciano Cesare Ascenzi @ 22:48
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Chi sa se questo indirizzo è ancora attivo, ci provo dopo averti visto al cinema negli Immaturi. Un film aggraziato. Mi è piaciuto e non mi è giunta nuova la verità sulla dichiarazione di L.G. ti consideravo una brava ragazza, a prova di bomba e non mi ingelosii.
Spero che lo spettacolo teatrale I pugni in tasca passi da Firenze verrei a vederti dal vivo.
Con affetto, Luciano.

9 luglio 2010

Click a Sissi

Filed under: Istantanee — Luciano Cesare Ascenzi @ 20:07
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è Sissi di Chille della balanza

Click a Marina

Filed under: Istantanee — Luciano Cesare Ascenzi @ 19:55
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Click a Marina, una brava ragazza…

1 maggio 2010

Valentina V.

Filed under: Video e immagini — Luciano Cesare Ascenzi @ 18:03
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Valentina V.

25 aprile 2010

La Valentina in giardino

Filed under: Istantanee — Luciano Cesare Ascenzi @ 14:47
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la Valentina dopo pranzo in giardino…

5 aprile 2010

Pasqua con la Valentina

Filed under: Video e immagini — Luciano Cesare Ascenzi @ 10:32
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Pasqua con la Valentina

18 marzo 2010

Elisa

Filed under: Video e immagini — Luciano Cesare Ascenzi @ 18:52
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Elisa

29 gennaio 2010

Eleonora, Giulia e Sara

Filed under: Persone incontrate dopo il 93 — Luciano Cesare Ascenzi @ 11:59
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Ieri Giovedì ero in Tinaia seduto davanti a Guido, come di solito traccheggiavo con uno sguardo ogni tanto al lavoro di Guido e altre volte perso nel vuoto.
Quando è arrivata Annalisa la caposala del villino Borchi accompagnata da tre giovani ragazze risultate poi studentesse infermiere all’ultimo anno.
In Tinaia arrivano in molti e dai più svariati ambiti e sono sempre graditi.
Ci siamo scambiati informazioni tra di noi per fare conoscenza così fino a quando è arrivato il caffè per tutti che abbiamo preso nella stanza delle riunioni e della colazione.
Si discuteva così quasi in confidenza, amabilmente, fino alla fine del caffè e dopo poco ci siamo alzati tutti per congedarci, quando Eleonora ha detto “Ci portano via” e io che gli ero vicino mi sono accostato di più e gli ho chiesto mentre prendevo la sua mano nella mia “Ti dispiace? Vorresti rimanere?” “Si” e a me che trattenevo le sue dita nella mia mano sembrava di avere nella mano un passerotto così tenero e delicate le sue piume. Poi ho piegato un po il capo e lei di rimando ha accennato il movimento di porgere confusa la guancia che io non ho raccolto, ci siamo salutati così e me ne sono andato.
Quando sono arrivato a casa mi sono messo a stirare e pensavo a lei.

17 agosto 2009

Valentina V.

Filed under: Video e immagini — Luciano Cesare Ascenzi @ 04:17
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Valentina V.

13 luglio 2009

Romena: Francesca L.

Filed under: Istantanee — Luciano Cesare Ascenzi @ 21:11
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è la mia amica Francesca L.
Romena, Francesca L.Romena, Francesca L.

Romena: Ilaria L.

Filed under: Istantanee — Luciano Cesare Ascenzi @ 20:50
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è Ilaria la sorella di Francesca L. entrambe mia amiche
Romena Ilaria L.Romena, Ilaria L.

Romena: Antonia M.

Filed under: Istantanee — Luciano Cesare Ascenzi @ 20:36
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è Antonia mia amica e teologa…
Romena, Antonia M.Romena, Antonia M.

4 ottobre 2008

a Ambra

Filed under: Lettere a Ambra — Luciano Cesare Ascenzi @ 00:00
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Io so che tu sai che io so che tu sai, punto
Se fosse possibile parlare a quattro occhi, se no il tempo ne è passato abbastanza per dimenticare tutto per sempre.
Luciano

29 luglio 2008

a Francesca

Filed under: Lettere a Francesca F — Luciano Cesare Ascenzi @ 00:00
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Buon giorno, sono contento di averti ritrovato, non ti posso dire quanto perchè devo mantenere con te un profilo basso e conciso, l'enfasi mi, ci danneggierebbe.
Se risponderai a questa lettera mi farebbe piacere avere il numero del tuo cellulare.
Mi piacerebbe vederti anche qui a Firenze, anche solo per un caffe, dove credi tu; anche a San Salvi che conosci.
Un abbraccio, Luciano.

28 luglio 2008

a Francesca

Filed under: Lettere a Francesca F — Luciano Cesare Ascenzi @ 00:00
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Sono contento di averti incontrato e vederti commossa almeno quanto me. Dopo la messa ero stanco, ti ho cercato un po e quasi subito me ne sono andato, non mi reggevo letteralmente in piedi.
Ti scrivero in un altro modo domani. Devo fare un po d'ordine in testa, non è il momento adesso.
A domani
Un abbraccio, Luciano.

16 aprile 2008

a una mia vecchia conoscenza con affetto

Filed under: Memorie — Luciano Cesare Ascenzi @ 00:00
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Mi ricordo con imbarazzo il tuo coraggio, mi parlavi da uomo nell'orecchio, c'era confusione intorno, mi guardavi mentre ti versavo nella coppa il mio veleno, i tuoi occhi divennero vitrei e ti accasciasti, l'eterno femminino aveva trionfato ancora.
Ci sono state molte occasioni di vilta e ipocrisia nella mia vita quando ho avuto a che fare con ragazze molto coraggiose e io non sono stato alla loro altezza, ma con te il mio malessere è iniziato dopo, prima mi sono incipriato e fatto dei nei finti e salamelecchi e mentre mi ammiravo allo specchio mi compiacevo del bel trucco. Questo perchè non ero innamorato di te.
Poi nei ripetuti incontri nel tempo, io e te, perchè siamo sempre e soltanto io e te e il nostro segreto pur tra la folla, e nella fossa fredda e umida che mi ero scavato per seppellirmi; è lì che ho colto la mia vilta di fronte alla tua proposta coraggiosa e inaudita. E mi sono vergognato. Ti chiedo perdono.
Spero che ti riconosca in questo breve scritto.

17 gennaio 2008

Nikita

Filed under: Memorie — Luciano Cesare Ascenzi @ 00:00
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English: Four-week-old kitten with a funny exp...

Image via Wikipedia

Quando fu? In primavera forse. Di sicuro prima della morte di Pierluigi, che cadde in primavera, appunto.
Morì di eutanasia Nikita, la mia gattina. Il responsabile sono io che la portai dal veterinario per una iniezione letale.
Cos’altro potevo fare? Quando uscivo di casa e rimaneva sola in casa io temevo per lei e la sua incolumità e a ragione, Nikita vedeva da un occhio solo a causa di un glaucoma nell’altro occhio e aveva anche una gamba fratturata, con una frattura mai ricomposta e curata.
Ma Nikita era una cosa portentosa, vi prego di credermi. Voi non ci crederete ma è vero. Nikita ha vissuto gli ultimi mesi di vita, tre o quattro adesso non so quantificare, senza bere. Letteralmente non gli mettevo acqua nella ciotola, anzi di più, la ciotolina dell’acqua la gettai e Nikita mangiava soltanto, ma senza bere.
Tra me e voi Dio è testimone di questo.
Pensate al mio dolore per la perdita di un simile portento.

26 novembre 2007

un dolore

Filed under: Memorie — Luciano Cesare Ascenzi @ 00:00
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Il tempo passava lento e senza nessuna aspettativa.
Avevo da poco iniziato a dipingere in una enorme stanza del reparto psichiatrico e non attendevo niente d’altro o di meglio….la pittura mi dava una soddisfazione piena e inaspettata a proposito di riuscita, avevo un orticello, andava bene, non c’era da aspettarsi di più.
Invece insieme con il permesso accordato di una stanza da adattare a studio per artista, dopo pochi mesi arrivarono di rinforzo al reparto psichiatrico 5 giovani, 3 ragazze e 2 ragazzi con la qualifica di “ausiliari” cioè addetti soltanto alle pulizie, e io cascai in amore, si dice così in inglese? Cioè feci la cosa più ovvia e necessaria, come fosse un obbligo, era la cosa della quale avevo più bisogno (che sconsiderato) dato che le tre ragazze erano giovani e carine e mi trattavano con umanità, erano tenere e io mi innamorai di una di loro. Data la mia vicenda di paziente psichiatrico (malato di mente) ricoverato da alcuni anni e senza nessuna speranza di uscire dimesso mi resi subito conto di non avere nessuna speranza con l’ausiliaria. Ogni giorno la sua gentilezza mi aumentava il disagio e il dolore, strani pensieri di suicidio mediante impiccagione per uscire da quella trappola , e vicolo cieco, nel quale ero andato a cacciarmi.
Il colmo lo raggiunsi un bellissimo pomeriggio d’estate. Eravamo io e lei seduti su una panchina del giardino del reparto e ci si conosceva domandandoci cose sul conto l’uno dell’altro e lei ad un certo punto mi chiese perché ero finito all’Ospedale Giudiziario di Monte Lupo, io gli dissi la vera causa “ ho rubato “ con un certo impaccio cercai di non approfondire la penosa vicenda e mentre la guardavo in faccia per capire come l’avrebbe presa inaspettatamente venne dal profondo del suo cuore uno spasmo che si tradusse in una smorfia di dolore, leggibile, chiaramente in faccia.
Chissà cosa sapeva di me e cosa pensava di me?
Tutto questo me la rese più amabile se fosse stato possibile, era come sospesa, viveva senza sfiorare la terra.
È stata una scena incancellabile per me, nella sua bella fronte una nuvola nera passa veloce….Cosa è rimasto in lei di quei pochi minuti?
Dopo pochi mesi mi trasferirono nei Mini Appartamenti e da allora non l’ho più vista, tanto che ne ho dimenticato persino il nome, ma non quello scambio di colpi a distanza ravvicinata.

27 giugno 2006

la Vittoria

Filed under: Memorie — Luciano Cesare Ascenzi @ 00:00
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La Vittoria mi accompagnò per mano in manicomio, come Virgilio mi portò nella città dolente e mi portò come dice il poeta, anche “a riveder le stelle”..
Ero confuso sentimentalmente anche se il tempo era passato, ne era passato tanto da raffreddare una stella di prima grandezza. Comunque sotto la cenere la brace restava accesa e irradiava calore, ancora, inspiegabilmente dopo tanti anni luce passati....
Poi la Deborah, una killer senza tanti riguardi che mi spara quelle parole a bruciapelo, a me !....Da non crederci!! Mi accasciai morto stecchito, in silenzio e mi ritirai subito su facendo finta di niente, facendo finta che lei avesse detto ad un altro e gli dissi che mi complimentavo con loro e figli maschi gli augurai....
Questo era il contesto, l'ambito e le circostanze quando la rividi, la Vittoria, dopo anni luce venire come immaginavo sarebbe venuta lei nei sogni di tanti anni trascorsi mai veramente creduti possibili, incedendo, in giardino dove eravamo seduti io , la mia mamma e la zia della Vittoria la Simonetta. Era sempre formidabile portava occhiali Ray Ban da sole ed era accompagnata da le sue due figlie, piccole di una decina di anni.
Io ero stato parecchio male a causa di quella impudente che sparava....non ci volevo credere ma mi ero innamorato tanto da stare male, gemevo in giardino in compagnia della mia mamma ma non mi confidavo con lei sulla Deborah....anzi mentivo a me stesso dicendomi ....”e la Vittoria?”
Venne infine la Vittoria, proprio come mi sarei aspettato nel suo caratteristico incedere ed era lei e le sue due bambine di circa dieci anni, la guardai e lei, da dietro le lenti scure da sole, americane, mi guardò....e non ci dicemmo niente....io capii allora ed era il momento....ed era l'ora di vedere chiaro dentro di me.....e capii “adesso amo la Deborah, solo lei...” e gli spedii due lettere e un dipinto per corriere su gomma, alla Deborah....

Il Caneschi si complimentò dicendomi... ” che non tutti sanno scrivere una lettera”...era veramente compiaciuto...di me....e io mi schernii dicendogli
“ è la prima che scrivo, non so come mi è venuta”....ma non fui contento...di me

24 maggio 2006

la diva

Filed under: Persone incontrate dopo il 93 — Luciano Cesare Ascenzi @ 00:00
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Ho i poteri di un pipistrello, questo già da tempo e andai a S. Salvi per vedere che faccia avessero o avesse. Si trattava di una questione di merda che avevo apprezzato.
Un favore fatto e così mi avviai incuriosito.
Erano ragazzini, quattro o cinque liceali.
Capii dai loro movimenti che erano loro e chiesi i loro nomi, avevo apprezzato ma li trattai con un po di sufficienza e superiorità, specialmente la diva.
Adesso ho capito, rischia la vita per me....tutti loro e chissà quanti come loro.
Mi sono accasciato piangendo e singhiozzando stroncato ai suoi piedi e ho aspettato un cenno per rimettermi in piedi.
Sarebbe un giorno e una notte di onore e vera gloria, come non mai nella storia degli uomini tutti, di tutti i tempi.
Nessun.....ha mai...o avrebbe mai....se puoi....se trovi la strada dopo quello che hai fatto per me e che stai facendo....se ce la farai mai....ti aspetto....quando vuoi....amica che a volte impara e a volte insegna....amore mio.

23 maggio 2006

Sissi

Filed under: Persone incontrate dopo il 93 — Luciano Cesare Ascenzi @ 00:00
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Pensavo a te, zingara della notte, ma di giorno.
So che da quando non sono più stato in grado di chiamarti sei diventata una brava ragazza, anche se io lo sapevo già da anni, mi era stato detto, o mi era stato fatto capire, che è la stessa cosa.
Ne ho avuto conferma alcuni giorni fa e mi è venuto da pensare “ che cosa starà facendo quella benedetta ragazza adesso che non fa più la vita?
Si sarà sposata e avrà forse dei bambini ?
Erano belle quelle notti insonni al telefono fra me e te.
Mi sono costate quasi 7 milioni di vecchie lire di bolletta telefonica, rimborsati 5 milioni in realtà e non mi rammarico per questo anche se non ti ho mai incontrato. Tutto serve, è da te che ho incominciato a capire le donne e per uno come me, che all'epoca era alle prime esperienze valeva la cifra, soldi spesi bene.
C'è chi non ci arriva mai e anche chi non arriva mai, questo sono io.
Adesso sono forse all'ultima trincea, quella dove non si può più indietreggiare, pena sprofondare all'inferno e così sia...o piuttosto nella prima, ad un passo....da cascare nelle braccia di Dio che mi aspetta.
Di giorno e di notte passo il tempo a sparacchiare per legittima difesa...o la mia testa o quella dei miei nemici, ce ne sono tanti e anche parecchi amici.
Per farla breve....ti ho dato un appuntamento e tu lo sai...se cado nelle sue braccia ti aspetto, qui al solito posto mi puoi trovare....my
bride.

19 gennaio 2006

Anoressia

Filed under: Memorie — Luciano Cesare Ascenzi @ 00:00
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Occhi di Gatto

Occhi di Gatto (Photo credit: Mariantonietta Continenza)

I rapporti con mia madre stavano più o meno in questi termini in quanto a dimostrazioni d’affetto, ed è che quando tornai unico sopravvissuto del lager polacco dove furono assassinati un milione di esseri umani, scarno ed emaciato, malmesso e senza tutti i miei denti d’oro che mi erano stati tolti e rubati,
rasato a zero, entrando in casa dissi alla mamma “son tornato….” e lei “ah!” e non aggiunse nient’altro.
Non mi chiese se avevo fame o se avevo preso la tosse al lager….
Questi rapporti li avevo impostati io così…..ed erano infatti così.
Da più di dieci anni vivo in esilio in una terra di nessuno, come un interregno, un oltre tromba dove almeno non si dovrebbe…con una gatta cieca da un occhio e che vede poco anche dall’ altro.
Lei si chiama Nikita ed è molto apprensiva, tanto che quando esco la sera mi fa delle raccomandazioni dicendomi ” Copriti bene che fuori fa freddo, mettiti la sciarpa….e stai attento….”
Sono cambiato io o l’ho abituata diversamente?….

24 novembre 2005

Gunilla…

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Vestiti di tutto punto io e Francesco si partiva dal Barco per andare in centro a piedi, per abbordare qualsiasi cosa ci capitasse, l'intenzione erano le straniere prese d'assalto.
C'è da dire che Francesco aveva fatto solo la terza elementare e praticamente dopo un esperienza come apprendista commesso durata pochi mesi nel negozio d'abbigliamento di via Calzaioli di un parente di L. G., Luciano era un nostro amico che lavorava lì e che abitava al Barco e ora è morto, da tempo.
Il negozio era per l'appunto intitolato Gabbanini in via Calzaiuoli, se c'è ancora non so.
Dicevo di Francesco, che dopo quell'esperienza non ha mai più lavorato se non come pellettiere a cottimo e quasi sempre nella sua cantina in via Ancillotto.
Come abbia fatto a entrare alle poste solo Dio lo sa.
Fa il postino a Dicomano da più di trentanni.
Questa la premessa.
Anch'io più o meno avevo la terza elementare, ma dicevo di sapere il francese perchè l'avevo studiato alle medie.
E si andava in centro io e lui tutti azzimati, illusi e velleitari, si camminava un mare. Una quindicina di chilometri per sera, sempre a piedi, anche al ritorno perchè non si sapeva cosa dire, parlavamo soltanto l’italiano. Sempre così fino a che, miracolo! Io e Sergio una sera eravamo andati in centro, sempre a piedi, e dietro la stazione di Santa Maria Novella assaltiamo due belle tipe, come poche, che sconsiderati! Ma che ci prestano attenzione anche se non ci capiamo perchè loro sono norvegesi.
Sergio sapeva l'inglese come io il francese ma gesticolando riusciamo a trascinarcele dentro la Siesta, discoteca che adesso non c'è più, è stata poi Andromeda e adesso non so.
A me mi tocca Gunilla, era bellissima, veramente, non esagero, e non potei dirgli una parola.
La Siesta era vuota, non c'era un anima e la musica andava a tutta randa.
Sempre senza dire un parola dopo dieci minuti che eravamo lì Sergino bacia la sua sulla bocca tirandosela a se con un braccio, io che non sapevo cosa fare perchè non avevo mai baciato una donna sulla bocca, la prima è stata la Valentina quasi un secolo dopo, porto Gunilla sulla pista e non sapevo neppure ballare!
L'abbraccio dondolando un po fuori tempo e la stringo a me e glielo appoggio duro al pancino, io con la mia camicia rosa e i pantaloni bianchi di lino, e lei è meravigliosamente docile e remissiva, silenziosa, si fa baciare sul collo, leccare l'orecchio e le guance, palpare dappertutto, sempre in silenzio, non c'eravamo scambiati una parola comprensibil se non il nome, era così morbida e meravigliosamente bella.
Ma dopo un oretta che eravamo lì mentre io e Sergio eravamo andati a prendere una bevuta scapparono, e al ritorno non c'erano più a sedere, salimmo su dalla cantina velocissimi, la cantina era la Siesta, ma di loro non c'era più nessuna traccia sulla via.
Amen!
Dopo partii per il militare, dopo essere andato sempre con Sergio in ferie alla Baia Domiza.

16 novembre 2005

la Patrizia e la Vittoria

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Forse accadde nel 74, ma non me ne ricordo bene e neanche chi eravamo, anche se certi dettagli sono incisi nella memoria come un tatuaggio.
Di sicuro c’erano perché me lo ricordo Spiro il greco e Andrea G. che lì trovò moglie e forse anche altri che non mi ricordo.
Eravamo nei dintorni di Rimini per le ferie e quella volta cuccammo alcune ragazze di Prato. Io me la dovetti vedere con Patrizia che aveva meno di vent’anni e che mi bisbigliò all’orecchio che era ancora vergine, lo disse con una vocina e cert’occhi, ma io ero distratto, nella mia mente e nel cuore avevo solo la Vittoria. Avevo strascicato la mi pena per lei fino su a Rimini, mentre invece la Vittoria era andata come sempre a Follonica con gli zii, posto dove non andai mai, per fargli dispetto.
Lassù la Patrizia mi diceva tante cose, tipo che non si voleva far sverginare da un assorbente, per intendersi, quelli che le donne non si capisce bene con quanto turbamento si infilano dentro. Perché io capissi bene me ne fece vedere uno, un rotolino stretto e lungo. Arrivai così a capire anch’io, che di queste cose….
Si passeggiava a braccetto la sera, io e lei, ed mi sentivo così ridicolo!Hai presente un plotone di soldati che marcia allineato e coperto all’unisono e uno solo va fuori tempo? Quello ero io, rinunciò a prendermi braccetto e noi due non si fece niente a Rimini.
Ma la storia proseguì a Firenze tra noi, l‘amica della Patrizia di cui non ricordo il nome, ma bella e che se la vedeva con il greco.
Erano ragazze giovani e la mia vergine ma ero distratto, per i noti motivi. Uffa!
Un bel pomeriggio ci ritrovammo a casa di Spiro il greco, io che sono la voce narrante, Andrea G. fratello di Walter G. ma che non era con noi, ma c’era Spiro e le due tipe.
Ci ritrovammo tutti e cinque e non so come sia potuto accadere, in camera da letto. Io non avrei mai saputo portarcele. Erano ragazze, Fighe vere! Non ci potevo credere, erano rimaste tutte e due in slip e reggiseno! Restava solo da levarglieli, sarebbe bastato un dito….
Eravamo tutti su due lettini, mescolati tra noi e Andrea che era un vero amico mi sussurra all’orecchio “ Io me ne vado via Luciano….” e io gli rispondo ebete ebete…”Non andare tanto è vergine…”….come a dire che tanto non la da…mi immaginavo una scena alla Maria Goretti….io non sono quel tipo di stupratore, non avrei mai voluto fare una figura come quella.
E infatti non si fece niente….hazzo!
Quella volta la scampai veramente bella, ero così contento che non successe niente tra me e lei! Così avevo ancora la Vittoria, mi era rimasta lei, anche se non e ne ero del tutto convinto.

25 ottobre 2005

la Vittoria

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La Vittoria usciva di casa e dopo pochi passi prendeva l'autubus alla fermata di via Baracca, poco prima del cinema Aldebaran, che era lì accanto, ma più avanti. Poteva prendere il 29 o il 30 o il 35 tutti l'avrebbero partata al Lady Francesca, che era il negozio d'abbigliamento dove lavorava, più avanti dell'Aldebaran, quasi tutto a diritto, poco dopo il Ponte alle Mosse, in via Ponte alle Mosse, appunto, il Lady aveva degli sporti.
Io invece lavoravo ancora più avanti, ancora tutto a dritto, ma fino ad allora ci ero andato in auto, la mia, una Mini Minor prodotta su licenza dall'Innocenti, le faceva lei le Mini, su licenza, appunto.
Poi per lei ci andai anch'io in autubus, sperando di fare il viaggio insieme, breve sì, ma pur meglio che niente.
A volte è successo.
Heee! Andai al Lady un bel giorno per acquisti, (per modo di dire), andai per lei, non potevo stare senza un contatto, sarei impazzito, che è quello che poi accadde.
Ho! Vittoria!....Ho! Luciano che sorpresa! Cip, cip, cip....bz..bz....
Uscii dal Lady con un paio di jeans, anzi no, rimasero lì perchè erano da accorciare e me li avrebbe portati a casa proprio lei, scorciati.
Non ci potevo credere, si era offerta lei, un orgasmo!
Abitava di fronte, anzi dietro di me, al Barco.
Devo una spiegazione.
La casa dove abitavamo era quanto di più miserabile, almeno a me pareva, ed era un motivo di cruccio per me e di vergogna.
Non gli era stato fatto nessun lavoro di manutenzione da quando era stata assegnata al mio babbo, a riscatto dall'Ina casa. C'erano muri dagli intonaci caduti, tanto per dire e così via.
Io volevo far entrare la Vittoria in casa ma mi vergognavo di fargli vedere dove vivevo, pensavo dicesse tra se e se ?guarda come è povero! E si facesse una cattiva opinione di me e tutto sarebbe stato rovinato, pensavo.
Essere povero era una delle mie grandi vergogne, facevo di tutto per non passare da povero, ma i soldi erano quelli e non mi bastavano neanche per comprare una maschera.
Avrei voluto dirgli tante cose, e stiedi tutti la settimana a pensare cosa gli avrei detto, volevo offrirgli qualcosa e mi lambiccai su cosa....
Nella settimana di attesa della Vittoria mi ingegnai a sistemare, nascondere, camuffare tutto quello che puzzava e dava l'impressione di povertà, ma i soldi erano sempre quelli e l'angosca nell'attesa saliva.
L'ora venne, eeee suonò il campanello e era lei, lo disse da fondo le scale. Panico e aritmie! Il cuore che scoppia…”Sali Vittoria” e lei “scendi te ho fretta, devo andare a mangiare” Era l'ora di cena per la Vittoria.

15 ottobre 2005

Stellina….

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Feci richiesta di una cella singola per poter leggere in pace, dopo pochi mesi di detenzione, la richiesta fu accettata.
La nuova cella era esposta a nord e dava all'esterno, proprio su l'Arno, il fiume passava sotto le mura e la mia finestra con sbarre.
In una finestra esposta a nord non vedi mai il sole, ne il suo sorgere, ne la sua traiettoria alta in cielo fino a che tramonta, ma non è di questo, piuttosto è della gatta Stellina che voglio dire e della sua tragica fine.
In carcere c'era una colonia di gatti randagi che sopravvivevano nutrendosi degli avanzi gettati dai detenuti dalle finestre, eh!
Un giorno mi entra un gattino in cella, uno di quelli. Non scenderò nei particolari, ma va che il gattino o meglio la gattina non se ne va più e inizia a vivere con me, in cella, io la battezzo Stellina e la notte entra sotto le coperte e va giù, giù ai piedi e dorme, come facesse a respirare....
Il giorno invece sta sopra le coperte, dorme sulla mia pancia mentre sto disteso a leggere e piscia sempre nel lavandino dove io mi lavo la faccia, dividiamo il cibo del carcere.
Non passa inosservato tutto questo e a un certo punto un secondino mi proibisce di tenere Stellina con me, io mi rifiuto di ascoltarlo, Stellina resta, fino a quando un gatto maschio della colonia pensa che c'è qualcosa di meglio da fare che mangiare avanzi che cadono dall'alto e incapretta Stellina, lei rimane pregna, gli si gonfia la pancia e arrivato all'ultimo il momento di partorire lo fa come tutte le gatte, in un luogo buio e nascosto, da sola e non nella mia cella.
Non vedendola immagino che abbia fatto i gattini, passano i giorni e Stellina non torna, ma un mattina arriva, passando dalle sbarre come sempre, ma non è lei, è pelle e ossa e non ce la fa a saltare sul letto. Cerco di capire, la prendo in braccio e l'osservo attentamente fino a che mi rendo conto che di dietro ha la natura più lunga, più lunga tre o quattro volte, come se gliela avessero allungata con un bisturi, ma non c'è traccia di sangue. Qualcuno è responsabile di questo, forse il secondino, con complici immagino.
Stellina morì.

7 ottobre 2005

la Vittoria

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Mi innamorai veramente convinto della passionaria; la Vittoria, e diventai comunista per lei ma non tanto convinto, ma io il voto glielo davo ugualmente e senza discutere,
per via della Vittoria.
Arrivai persino all'attivismo militante, andavo la domenica mattina a vendere insieme alla Vittoria il quotidiano del partito comunista l'Unità, nelle case, porta a porta, per via della Vittoria.
La vendemmo anche alla mia sorella Lidia, che ce la comprò.
Glielo dissi alla Vittoria "andiamo a casa mia, c’è la mia sorella Lidia, lei è una comunista, convinta, mica come me".
La famiglia della Vittoria era composta dagli zii e dal cugino Massimo,
e non so perchè è stata cresciuta da loro, erano tutti comunisti convinti, lo zio Umberto, ora morto e il cugino Massimo, idraulici entrambi erano proprio accaniti, forse stalinisti e anche di più se si può.
Mi ricordo certe discussioni al bar! Mi facevano paura i comunisti, fino a che crebbe la Vittoria e allora fu tutta un altra storia, anche se non fui mai del tutto convinto.
Non so di cosa fui preda, mi ritrovai allo stand ungherese della festa nazionale dell'Unità, alle Cascine,
dove servivano il gulash, a fare il volontario in cucina, volontariato alla festa lo faceva anche la Vittoria, lo feci per lei.
Avrei fatto di tutto per la Vittoria. Infatti votai comunista.
Alla festa mi ritrovai a rigovernare i pentoloni e quant'altro per quasi tutta la notte, finii tardi. Ne ebbi abbastanza, subito, smisi immediatamente con il volontariato
politico di quel tipo. Io non ho mai avuto la vocazione al martirio per gli altri, eventualmente per i miei interessi.
L'avrei seguita sulle barricate la passionaria. Ma lei era veramente convinta?
Con quella testolina.
Umberto e Massimo di sicuro, e forse l’hanno cresciuta loro.
Loro lo erano da prima.

13 settembre 2005

Chiara

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Pane, amore e...

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Non mi sono scoraggiato per mancanza di notizie e neppure pensando che fosse impossibile, io ho sempre creduto in te e ho capito che non ero io il solo cacciatore ma anche tu la cacciatrice, poi il genio della lampada si è manifestato, sicuro.
Non ho bisogno d’altro, come ben sai sono sempre qui che aspetto. Seguito ad avere pazienza.
Tanti ne ho visti passare, molti altri ne vedrò nel frattempo, con te nella mente, sulle labbra, dentro il cuore.
Glielo giriamo insieme, abbi fede, almeno quanta ne hai avuta finora
Il tuo, sempre devoto.

9 luglio 2005

Caprera

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Busto a Giuseppe Garibaldi al Museo garibaldin...

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Non sono ancora rassegnato e non lo sarò mai. Voi direte “hai azzardato troppo non è possibile” non è vero, io conosco le mosse e posso uccidere la morte. Se alla fine non ce la faro e perchè è finita la benzina prima di arrivare. Non è possibile calcolare quanto carburante è necessario all’impresa, questo mi ricorda Dorando Petri alla maratona delle olimpiadi di Londra, quando a poche decine di metri dal traguardo….da solo in testa alla corsa svenne per lo sforzo….la troppa fatica….e non riusci a tagliare il traguardo da vincitore. Dopo arrivò un altro e vinse lui.
Se non arrivero sarà soltanto perchè non avrò avuto abbastanza fortuna e sulla fortuna si gioca l’imponderabile.

Una battuta di Nerina quando io e lei, una sera, qualche tempo fa passeggiavamo soli a Greve in Chianti, dove lei aveva insegnato, e io stavo bene.
Nerina : “Lo sai che Garibaldi aveva una Caprera?”
Gliela aveva detta un bambino, un suo alunno.
Una risata allora, e uno spasmo.

22 giugno 2005

Nikita

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4 month, male

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La gatta Nikita fa il suo : Miaoooo, miaooo…..miao
L’uomo vicino…sospettoso….Miagola….chissa chi cazzo si crede d’essere?”

12 aprile 2005

la Vittoria

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Quando lei mi rivelò, sono alta 1,71 capii subito che quel centimetro non l'avrei mai superato. Un centimetro che diventava per me come l'Empire State Building oppure la Grande Muraglia, insuperabile per un essere ammalato.
Lei sicuramente vide nella mia faccia la mia sconfitta definitiva e infierì, forse perchè consigliata e si mise le zeppe e calzava sempre tacchi altissimi, tanto che quando gli ero di fronte gli arrivavo, ne avevo proprio l'impressione, all'inguine.....gli leccavo in pratica la fica, ne avevo la convinzione mentre lei con quegli occhi enormi, disumani con i cigli finti, lunghissimi che sbatteva come se fosse stupita, incredula e che sembravano un battere d'ali filigranate di una farfalla, enorme, tropicale farfalla.....il nome di fantasia di tale creatura della jungla potrebbe essere Vanessa, mi sembra appropiato....la farfalla Vanessa per finzione.
La sensazione e convinzione di essere costretto a leccarla mi faceva sentire come se cuocessi a fuoco lento infilzato in uno spiedo.
Cossi in poco tempo perchè mi ribellai.
Requiem.....
Non l'ho mai leccata e quando molto tempo dopo, oramai del tutto guarito invitato a leccargliela da una mia cara amica, e ad essa auguro tutto il bene possibile, io gli poggiai la mia bocca sulla sua ferita , spalancata, palpitante e umida.......incominciai a tossicchiare e a sputacchirglici sopra, come se volessi levarmi un pelo di bocca estraneo e indesiderato, perchè non voluto.... tanto che lei mi chiese guardando in giù ? ma che fai? ? io risposi ?mi entrano dei peli in bocca non ce la fo?.....finsi

11 aprile 2005

la Vittoria

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Adesso non sto male ma neanche veramente bene, il cervello frulla veloce e non sta mai fermo è questa una sensazione nuova alla quale mi devo abituare. Il pensiero passa da me ora e a chi ero e con questo mi torna spesso in mente la Vittoria e quello che poteva essere tra noi, forse, se io non fossi stato io e il mio destino.
Mi congedai dal servizio militare protrattosi per 14 mesi e mezzo quando la ferma per tutti i militari di leva era 12 mesi, i V.A.M e solo loro ne facevano appunto 14 e mezzo, esclusi i marinai che facevano una leva di quasi 2 anni, forse anche di più, non ricordo bene.
Ero scontento di me come sempre. Il servizio militare mi aveva cambiato, forse in peggio, ma c'era mai stato un meglio? Un me del quale essere mai stato fiero?
Ciondolavo al bar e il mio massimo e più urgente desiderio era trovare una ragazza da amare contraccambiato e questa necessità mi logorava e macinava come una pietra pomice.
Quando vidi una ragazzina piccina che prima della leva non sapevo neppure che esistesse, mai vista proprio e che adesso abitava dietro casa mia, non so perchè ogni volta che ci passavamo accanto al Barco mi salutava con una voce bellina, ma bellina dicendo “Ciao” e andava via veloce con degli occhi bellissimi, forse qualcuno ci aveva presentato non me lo ricordo questo.
Io rimanevo come un bischero anche perchè era giovanina, giovanina.
Indagai su di lei facendo finta di niente con i miei amici, mai avrei confessato che mi stavo innamorando e quanto mi persi per lei in poco tempo, silenzio e intanto il tempo passava e lei cresceva e diventò in breve bellissima e questo mi faceva paura e mi faceva male.
Cercai di farmi sotto senza credere veramente nei miei mezzi e nelle mie possibilità anche se ricevevo una risposta per le emozioni lettegli in volto qualcosa che avrebbe dovuto farmi credere in me, di più.
Lei lavorava come commessa in via Ponte alle Mosse in un negozio d'abbigliamento che non esiste più, si chiamava Lady Francesca e io lavoravo più in su, sempre in via Ponte alle Mosse e ci andavo in auto con la mia Mini Minor, lei in autobus.
Incominciai a prendere il bus anch'io per parlare con lei.
Le poche volte che il mio proposito coincideva e salivamo insieme non sapevo cosa dire, parlava lei, io ridevo e sorridevo a tutto quello che mi diceva, tanto che una volta spazientita mi disse ? ma perchè ridi sempre?? Sotto un paio di baffi nerissimi e foltissimi avevo dei denti immacolati e lei pensò che ridessi per un vezzo, immaginai, che il contrasto tra nero assoluto e il candore glielo mostrassi perchè vanesio, mi sembro di capire.
Stavo lì tutto rintontolito e ridacchiavo non sapendo fare altro.
Lei intanto portava delle ciglia finte lunghissime. Ma ce n'era bisogno con quegli occhi, così incredibilmente grandi e celesti? Io ci sprofondavo come nelle sabbie mobili e me li rivedevo da tutte le parti, con le spopracciglia finte, nere, incredibili occhi, mi suppliziarono.
E alla fine trovai il modo di fare karakiri quando gli chiesi quanto fosse alta e lei dichiarò 1,71 io ero 1,70 incominciai a sentirmi male per questo e per il mio vecchio complesso.
Morii del tutto quando iniziò a portare delle zeppe di sughero che l'alzavano di 10 o 15 centimetri e ogni volta che ci incontravamo mi salutava andandosene, velocissima dicendomi By....By.....giacevo già sotto due metri di terra, oramai, sepolto, con la croce di Cristo sulla cassa.

7 aprile 2005

la Vittoria

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Non ve lo sto a raccontare il mio servizio militare, vi racconto solo delle premesse e questo mi serve per parlare d'altro.
All'epoca mi arrivò la cartolina per presentarmi alla caserma Cavalli per la visita militare. Si diceva così allora a Firenze.
Io mi ingegnai per trovare un modo per farmi riformare alla visita e cercando una probabile malattia o difformità per farmi scartare mi venne la bella idea visto che avevo un ginocchio che se piegato in un certo modo poteva dare l'impressione che non si articolasse proprio bene di dire alla visita che mi faceva male a camminare.
Mi mandarono per questo tre giorni in osservazione all'ospedale militare di via San Gallo.
Il ginocchio in realta non mi aveva mai causato nessun impedimento e non mi aveva mai fatto male ma dentro l'ospedale zoppicavo ostentatamente.
Il terzo giorno quando al verdetto dell'ufficiale medico chiesi se ero abile arruolato oppure no lui rispose ? Ti manderemo nei bersaglieri?.
Con questo buon risultato pensai bene che dato lo dovevo fare il militare era meglio se lo facevo in un corpo dove avrei potuto avere un stipendio e feci così la domanda per essere arruolato nei carabinieri.
Volevo diventare un allievo carabiniere.
Loro avevano uno stipendio pressappoco come un operaio, invece i militari con i soldi dello stato potevano acquistare soltanto un pacchetto di sigarette al giorno, erano più o meno 180 lire al giorno all'epoca e le sigarette tra più vili.
Alla visita per allievo carabiniere dritto sulla bilancia, in mutande per il peso, l'ufficiale medico (un carabiniere) mi fa indicandi con un dito il mio sterno ? é un soprosso? io avevo in realtaà un bozzolino sullo sterno e lui proseguendo ? lei non può fare il carabiniere con questo difetto? immaginai che ci doveva essere una selezione della razza o stirpe italica terrificante per essere arruolati negli allievi carabinieri.
Soltanto quelli meglio riusciti ci riuscivano.
Non ve lo sto a raccontare il mio servizio militare è andata pressapoco come nelle premesse.
Tornai comunque e avevo più o meno 22 anni, ero disoccupato e senza una lira.
Trovato poi lavoro offertomi da Mario R. presso un ingrosso di argenteria e rassicurato e tranquillizzato incominciai a guardami intorno in quello che era sempre stato il mio quartiere da quando ero nato ? Il barco?.
E vidi una ragazzina di 8 anni più giovane di me, lei ne aveva 14 e si chiamava Vittoria e prometteva bene, tanto bene che non avrei mai immaginato tanto quanto.
Incrociavamo gli sguardi io e lei al passare e la mia emozione e la sua, che ci leggevamo entrambi negli occhi, i suoi sempre più grandi e belli incredibilmente, diventava uno spasmo doloroso, in entrambi.
Lei sbocciò come un inaspettata e imprevebile estate e a 16 anni era tanto bella o così a me pareva, ma non mi sbaglio, che nessuna gli si poteva paragonare.
E il mio destino e tanto tesoro che ritenevo mio e questo mi sembrava assolutamente incredibile e l'impossibilità di averla, dopo 6 o 7 anni mi costrinsero e obbligarono a rivolgermi ad uno psichiatra.
E sono ancora qui.
( la Vittoria era amica della Gloria che era la sorella minore di Mario R.
Io ero dunque l'Apocalisse)
Facezia per concludere, ci mancava anche questa.

2 aprile 2005

Sissi

Filed under: Persone incontrate dopo il 93 — Luciano Cesare Ascenzi @ 00:00
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A volte mi ritorna alla mente Sissi, adesso che è finita e i fuochi sono spenti e anche le ceneri si sono raffreddate, oramai.
Sissi rimase così....che non so neanche io so come, lei all'inizio non capiva e perciò cerco di capire. Si interrogò su cosa volevo da lei e provò per questo a terrorizzarmi.....per capire....infine.
Mi disse ben sapendo che avrei recepito esattamente “è calda” e io capii perfettamente che lei si era mangiata le feci (la merda)....di chi? Sara stato vero?....Forse no....Non c'è fine al peggio e al male.....si può vedere nche in certi film hard....cercare su internet per questo....ma anche a Firenze ho conosciuto alcune prostitute che offrivano questo servizio oltre a farsi orinare in bocca se adeguatamente pagate e chi più ne ha più ne metta.
Ancora Sissi che di mestiere faceva la pornostar....diceva ? ti invio una video cassetta con me protagonista, così potrai vedere come sono fatta e chi sono....?....io barcollai un po, ma rimasi dritto, in piedi.
Sissi il video non me lo invio mai e alla confidenza ? è calda ? io non replicai, non aprii bocca proprio...non fiatai.
Sissi incominciò a confessarsi e si scioglieva in pianti, mi aprì il suo animo in quei giorni come non aveva fatto mai con nessuno prima e forse non farà mai più.
A me è rimasto il ricordo inciso di una ventina di notti passate bruciando nello spirito, fulminato....innamorato perso e senza nessuna speranza e consapevole di questo....innamorato di una ragazza che non potei vedere di persona....ne allora ne dopo....mai, letteralmente stordito da quelloche mi diceva, dalle sue confessioni....e i suoi pianti.
Quelle furono le notti della salamandra....poche ma anche troppe per molti aspetti....realmente insostenibili più a lungo.
Eravamo noi due dentro un forno crematorio che funzionava a tutta randa in quel tempo, in tutte quelle notti,in quelle ore piene....non molte....ma anche troppe per altri versi.
I nostri spiriti fondevano contaminandosi o purificandosi, solo Dio lo sa.....
colavano al quel calore.
Mai una ragazza mi scosse così....non in quei termini.
Lei passò nella mia vita e trapassò la mia anima come una meteorite....nel buio dello spazio sidereo e non.....

18 marzo 2005

For You

Filed under: Persone incontrate dopo il 93 — Luciano Cesare Ascenzi @ 00:00
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Potrebbe sembrare di mettere un messaggio in una bottiglia e vararla nell’incommensurabile oceano Pacifico.....quante le possibilità che lo attraversi e arrivi a destinazione.....bah!
Io so che la fagianella occhiuta e infrattata nella macchia osservava e osserva il cacciatore che risale il pendio.....
Io sono sempre lo stesso uomo, soltanto molto più scaltro di quando mi hai conosciuto, infatti in tutto questo tempo mi sono vestito di sacco per arrivare.....
Un poeta greco ha scritto che non è lo scopo raggiunto da Ulisse arrivando a Itaca che lo ha reso felice, ma sono i dieci anni di odissea per arrivare che sono stati la sua vera felicità e gli unici degni di essere vissuti....bah!
Io direi entrambe le cose, non una meglio dell’altra nel viaggio avventuroso Ulisse si è intanto distratto parecchio.....ma poi è comunque arrivato come si era proposto all’inizio e più volte riproposto in seguito, fino quasi a dimenticare nel lungo tempo trascorso.....e Ulisse è scaltro, si ma onesto e mantiene la parola data.....a se stesso......
Sono arrivato bambina, è finita, tutto è finito ma non so dove sei e come fare a contattarti.....vienimi incontro.....

11 marzo 2005

Dedicato alle abusate…..

Filed under: Persone incontrate dopo il 93 — Luciano Cesare Ascenzi @ 00:00
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Ragazze, le vere sconcie siete voi amiche mia, le troie sono meglio di voi perlomeno hanno il coraggio di andare sulla strada e non si vergognano del mestiere che fanno, ne ho amate una per questo e le altre le ho sempre rispettate.
Non fatevi più umiliare, mandate in culo i vostri papponi e magnaccia, il giochino non paga più ormai, vi aiuterebbe a salvarvi l’anima.
Siete sulla soglia dell’inferno, basta soltanto un soffio per cadere nel baratro nel quale dovevo cadere io.

30 maggio 2004

Deborah

Filed under: Persone incontrate dopo il 93 — Luciano Cesare Ascenzi @ 00:00
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Cose incredibili mi erano accadute a S.Salvi nei dieci anni di cattività passati lì dentro ma tutto quello non mi aveva meravigliato affatto, anzi ne ero uscito invecchiato e segnato profondamente, chiedevo allora soltanto di vivere in pace nei luoghi e situazioni che esperivo, cercavo insomma di passare inosservato e per questo provavo a mimetizzarmi per rendermi invisibile.
Ma mi doveva accadere una cosa assolutamente incredibile per me, mai vissuta fino allora e doppiamente incredibile per me dato la mia vita precedente, dato le mie esperienze….fino allora.
Mi confesso…..e mi vergogno….
Una ragazzina di 16 anni di nome Deborah mi mise in croce all’epoca perché lei non mi conosceva e non sapeva chi io fossi, anzi mi fraintendeva e agì incautamente e per questo mi mise in croce e io persi la testa e per questo sono stato molto male a causa sua, anzi mia….mi ammalai perché non sapevo come affrontare Deborah, quella era una situazione che non sapevo come affrontare perché mai affrontata fino allora…..c’era inoltre il fatto che io avevo più di 45 anni ed ero invecchiato a S.Salvi ero rimasto profondamente segnato dalla cattività di S.Salvi e da tutto il resto….
è vero ero profondamente vecchio, se così si può dire e avevo paura di vivere, anzi non volevo vivere per tutto quello che mi era successo fino allora, questo per ripicca…..
mi creai così l’alibi assolutamente fittizio per me che lei era minorenne e che lei poteva essere addirittura mia figlia per età….
ma in realtà io l’amavo, io per lei avevo perso la ragione all’epoca perché l’amavo ed ero impotente nei suoi confronti…. e gli scrissi per questo due lettere dolorose per me e forse anche per lei e gli dicevo che io la ringraziavo molto del suo interessamento ma che io non l’amavo e che non avrei potuto amarla, si poteva comunque essere amici….
Povero me come ero intortato allora e come mi sono rammaricato per questo e quanto sono stato male per lei…..a causa mia.

domenica 30 maggio 2004

24 maggio 2004

a Ambra

Filed under: Lettere a Ambra — Luciano Cesare Ascenzi @ 00:00
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Ambra ti scrivo un ultima lettera e con questa ti dico che ti avevo fatto promesse infondate nella realtà delle cose, difatti io non arriverò mai, questo perché è di fatto impossibile cambiare il mondo.
Io avevo iniziato l’impresa per un altra ragazza e poi l’avevo proseguita per un’altra ancora e poi l’avevo continuata per te facendoti molte promesse.
In verità io credevo di riuscire perché avevo i mezzi e le competenze per questo, credevo allora.
Poi passo per passo, andando avanti la consapevolezza è divenuta completa e mi sono reso conto che l’impresa è impossibile, questo perché il mondo è stato creato in modo che io non debba arrivare mai in nessun posto, infatti tutto il mondo mi è avverso fin nei minimi dettagli.
Cerco di spiegarti senza rivelarti niente.
Ora io sono entrato in possesso di una cifra astronomica per me e il mio modo di vivere, una cifra che non avevo mai posseduto, ben 12.000 euro e con questi soldi intendevo rivoltare il mio mondo come un calzino.
Pensa com’ero stupido, credevo di cambiare il mondo con 12.000 euro e la pensione della mia povera mamma.
Ne ho già spesi quasi la metà di quei soldi e man mano che li vado spendendo questi soldi seguendo un ragionamento logico per me, il mio mondo mi si rivela contrario del tutto fin nei minimi dettagli.
Tutto l’universo mondo è stato costruito avverso a me e alla mia soddisfazione, soddisfazione che potrei raggiungere solo vendendo l’anima al diavolo, cosa questa che non intendo fare.
Io quando ti promettevo di arrivare ero in assoluta buona fede date le conoscenze parziali del mio mondo di allora.
Ieri sono arrivato al traguardo e sono stato illuminato del tutto e ho capito che è impossibile cambiare il mondo fin nei minimi dettagli, anche con 12.000 euro e la pensione della mia mamma, per fare questo bisognerebbe raderlo al suolo fin nelle sue cose minime e ricostruirlo apposta per me e la mia soddisfazione fin nei minimi dettagli, ma il mondo non è stato progettato per questo, questo fin dall’inizio.
Stasera ti scrivo questa lettera amara dopo essere stato nel mio letto per circa un ora a piangere per questo. Ti scrivo perchè adesso sono cosciente che l’impresa è di fatto impossibile, adesso lo so.
Ma non per questo cesserò di lottare, lotterò per salvarmi l’anima e per la lotta in se stessa, questo perché non si deve lottare soltanto quando si crede di uscire vincenti, si può lottare all’infinito anche per un risultato minimo, risultato che per me sarebbe restare al mio posto.
Questa la tragicità delle cose e del mio mondo,questa la mia condizione.
Goditi la vita e sii felice, per quanto è in te.
Sei di fatto libera da adesso.
Per quanto riguarda me mi sono sentito molto fortunato ed ero felice perché sapevo che mi volevi bene.
lunedì 24 maggio 2004

28 marzo 2004

a Ambra

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Ciao carissima, mi rifaccio vivo, per dirti che non mi sono assolutamente dimenticato di te, ho sempre presente a me la promessa che ti ho fatto e sto cercando di mantenerla. Adesso la bambina dovrebbe essere nata, custodiscila come meglio puoi.....io sto arrivando. Mi crucciavo perchè credevo di essere in ritardo e invece sono in anticipo o perlomeno sto rispettando i tempi e le scadenze che sono stabilite da dio e dal mio cono d'ombra vedo che nessuno pensa che io possa mai arrivare, tutti credono che ciò sia impossibile......invece arriverò come promesso con i miei pantaloni militari....non mi prendere per un imbecille o uno completamente fuori di testa....
A tra poco.
Luciano

10 gennaio 2004

a Francesca

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Cara Francy ti scrivo per informarti che il 25. 1. 04 mi verrà erogata la prima rata della pensione e tutti gli arretrati, lo scrivo a te perchè perchè mi facevi coraggio e eri certa che me l'avrebbero accordata, io ivece non ci credevo tanto fino ad oggi che mi hanno iviato dall' INPDAP il decreto attuativo con la data di erogazione e tutte le cifre, eccole..... arretrati lordi 14.834,96 euro per arretrati netti da riscuotere 12.164,67 euro per un lordo mensile 646.20 euro e un netto da riscuotere tutti i mesi di 509,63 euro più la mia pensione....ecco io sono felice....ti aspetto per mangiare insieme al bar Ulisse a S.Salvi sappimi dire quando.
Abbracci
Luciano

16 settembre 2003

a Ambra

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Carissima, ti voglio parlare dei miei alti e bassi dell'umore, stamani mi sentivo depresso, bacchiolato, di cattivo umore, tutto mi remava contro, poi nel primo pomeriggio ho risolto tutti i problemi che avevo con i miei due computers e sono diventato quasi euforico e veleggiavo leggero. Poi sono andato a dipingere al CPA, e lì ho ben lavorato anche se non ho concluso il dipinto, il dipinto così è rimasto irrisolto, devo fare ancora la parte che lo definirà maggiormente e cioè gli occhi e la bocca, che proverò a dipingere quando le campiture che ho steso oggi saranno asciutte. Ultimamente lavorando fresco su fresco mi si sono sporcati i colori. Con i colori a olio bisogna far asciugare un po prima di dipingere sopra, anche se io avevo imparato a dipingere fresco su fresco. Ma per il fatto che dipingo troppo saltuariamente incomicio a denotare qualche imperizia, manco di maestria perchè lavoro troppo poco. Da quando ho cominciato a scrivere il mio diario non più energia per nessun altro lavoro intellettuale e creativo, non mi riesce più nemmeno scrivere come facevo prima, pensieri e intuizioni, non voglio dire riflessioni, perchè non sarebbe la parola esatta, la parola esatta è intuizioni che si concretizzano e prendono forma mentre le butto giù....poi dipingo male anche perchè ho quasi tutti i pennelli di pelo di bue usurati e logorati, e questo è un aspetto importante, è come se un chirurgo operasse con i bisturi che non tagliano e sbeccati.
Non so quanto ti possa interessare quello che ti scrivo, forse ti può servire come cultura generale e per vedermi nella quotidianità.
Ciao amore.
Kiss.
Luciano

5 settembre 2003

a Ambra

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Ambra amore, grosse nuove qui, stamani è venuto un funzionario della guardia di finanza a casa mia per farmi alcune domande, argomento la pensione di reversibilità della mia mamma. A fine colloquio mi ha detto che è tutto a posto e che oggi inoltrerà all'INPDAP che è la previdenza dei dipendenti pubblici i miei documenti e dopo l'INPADAP potrà iniziare a erogarmi la pensione, perchè ripeto, va tutto bene. L'INPDAP aspettava solo questo via dalla guardia di finanza per erogarmi la pensione.....hoooo come sono felice, non sentirò più i morsi della miseria, potrò andare in ferie e tutto il resto,e avrò tutti gli arretrati....eh! Ambra....il funzionario si è meravigliato quando gli ho detto che ho fatto tutto da solo per questa pensione, voglio dire che non mi ha aiutato neppure la mia assistente sociale, sono andato in giro per gli uffici da solo, mi sono spaccato, anzi è più esatto dire che mi ha indirizzato nei movimenti un patronato ed è quello dell'ACLI che ringrazio molto.
Ciao kiss kiss
Luciano

1 settembre 2003

a Ambra

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Carissima, oggi è il primo settembre e formalmente è finito il periodo delle ferie, in tanti luoghi si vendemmia di già, si vendemmia il frutto dell'estate....l'uva, l'uva, sacra per il vino, il vino è vita, il vino è vivo, è organicamente vivo e rende più vivi, più giovani e immaginifici....
dopo questa bella tirata che non c'entra niente tra me e te, ti annuncio che oggi, primo settembre, viene a vivere con me Claudio Gonnelli al posto di Pierluigi, la situazione è tutta da esplorare anche se da i presupposti sembra che la convivenza tra me e Caudio sarà civile. Io personalmente non ho niente contro Claudio e spero che lui condivida i miei scopi, da quello che intravedo sembra di si....
Ti terrò informata.
Kiss amore.
Luciano

27 agosto 2003

a Ambra

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Cara l'unica buona notizia che ho da comunicarti ed è buona da vero è che Giacomo Quinti il mio web master mi ha regalato 2 computer uno è un pentium 75 e l'altro è un pentuim 166 mmx con relative tastiere e mouse e un monitor a colori Cristal super VGA.....se ti sembra poco....io sono sbalordito davvero e Giacomo e venuto a portarmi tutti i mecchinari a casa con Eleonora che aiuta Giacomo a fare i siti, lei è una designer e lavora con Photoshop. Io ho provato i computer e funzionano tutti e due, io mi tengo l'mmx 166 e ci installo Linux Mandrake l'altro cerco di venderlo.
Ciao amore....
Luciano

18 agosto 2003

a Ambra

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How do you do? Spero che stai spassandotela, o perlomeno che sei in un posto che ti piace, e che ti diverti e che sei anche in buona compagnia....fanciullina non pensare ai vecchi e all'inverno e a sorella nostra morte corporale....esaltati perchè sei fonte di vita e di felicità....io ti benedico e in te mi compiaccio.....sei libera, sempre, sempre, asserba un posticino per me nel tuo cuore sempre, sempre....
Luciano

7 agosto 2003

a Ambra

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Cara Ambra, sarei curioso di sapere se sei a Roma oppure sei in ferie, anche per avere un idea di dove collocarti e immaginare cosa stai facendo. Forse sei in un paese straniero. Io quando ero più giovane e lavoravo e avevo ancora l'auto preferivo durante le ferie visitare un paese straniero, all'epoca ho girato mezza Europa e quando avevo proprio la mente in fiamme, nel 76 o 77 volevo andare in Africa, noleggiare un fuori strada e perdermi in Africa, l'Africa mi doveva dare sepoltura. Avevo già comprato le cartine stradali dell'Africa orientale, l'Etiopia, l'Etiopia mi faceva sognare insieme al Kenia. Volevo andare a trovare i Masai in Kenia e ero già andato ad informarmi quanto mi sarebbe costato affittare un fuoristrada, perchè volevo partire da Firenze col fuoristrada e scendere giù, giù fino in Kenia. Ero un guidatore instancabile allora.
Invece sono finito nel 78 in manicomio e il mio delirio sull'Africa è cessato, dovevo pensare all'ora a salvare la pelle e resistere alle violenze a cui venivo sottoposto e che tutt'oggi non sono cessate, e non ho più avuto occasione di fare il turista in un paese straniero, a parte due visite in Francia in 27 anni. Mi mancano i miei viaggi all'estero, mi manca anche il mare, che amavo.
Anche se mi sento privato di qualcosa di sostanziale per il benessere della mia psiche, adesso non sono più così inquieto com'ero 30 anni fa ed è così Firenze a darmi sepoltura adesso.
Kiss
Luciano

5 agosto 2003

a Ambra

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Cara Ambra ti parlo del mio tristissimo e precario Agosto 2003. Inizio dalla mia situazione economica, devo vivere questo mese con 400 euro perchè non ho altro, non ho praticamente una lira da parte e i 400 euro sono gli euro della pensione, i 400 euro li ho suddivisi così; devo vivere 10 giorni di questo mese con 10 euro al giorno e gli altri 20 giorni di Agosto con 15 euro al giorno. La gente dice che con l'euro la vita è aumentata, per me no. Con la lira non mi sarebbero mai bastate 800.000 mila lire al mese invece con 400 euro ce la faccio a vivere un mese, perchè da quando c'è l'euro sono diminuite le mie esigenze e spendo molto meno e ho meno necessità capricciose....400 euro ti dicevo e ci deve entrare tutto, mangiare, le spese per dipingere, lo scooter, i vestiti, e il tempo libero e tutto quello che serve per la casa.
Il secondo aspetto tristissimo di questo Agosto sono le Sacro Sante Ferie che non farò nonostante sia stato invitato a Rimini e a Napoli da i miei amici Lorenzo e Marcello che mi avrebbero ospitato a casa loro, si trattava di avere i soldi per il biglietto del treno che era tutta la spesa che dovevo sostenere, non ho i soldi per il biglietto. Allora rimaneva la possibilità di andare qualche giorno in campagna da mia sorella Valeria, ma non ci andrò perchè non posso lasciare la mia gatta Nikita da sola e non ho un altra situazione soddisfacente per Nikita.
Terzo aspetto di questo tristissimo Agosto è il fatto che dopo che è andato via Pierluigi da casa mi vogliono mandare un altro inquilino....io non voglio nessuno in casa mia, con gli opportuni esorcismi ho evitato per tutto il mese di Luglio che venisse Sergio, Sergio era venuto a vedere la casa poi con un esorcismo ben fatto l'ho allontanato fino a che è sparito del tutto....vade retro....per il mese di Agosto invece si tratta di imporre le mani a Claudio G. e tenerlo a distanza fino a che non sarà più un pericolo per me, anche lui il 25 Agosto è venuto a vedere la casa, doveva venire ad abitare con me addirittura il 25 stesso, fino a ora l'ho tenuto lontano, anche lui spero di farlo sparire....potenza delle mani.
Non vorrei che prendessi questa lettera come un S.O.S. o una lamentela, non è questa la mia intenzione, io invece stò bene, sono in perfetta salute e di buon umore e mi sembra che non mi manchi niente di tutto quello che mi può far stare bene.
Kiss
Luciano

2 agosto 2003

a Ambra

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Mammina, mi sono commosso a scriverti di Gramsci e il suo piccolo figlio, perchè Gramsci era una persona notevole, un grande, dovrebbe essere considerato grande anche da chi non è mai stato comunista perchè la sua grandezza va al di la degli schieramenti politici. Gramsci era un grande umanista, una mente critica, un democratico che si è battuto per gli italiani più deboli e le categorie svantaggiate e questo sotto il fascismo mandato al potere dalla grande borghesia per controllare e far paura agli ultimi, i lavoratori.
Questo era Antonio Gramsci, approssimativamente.
Kiss
Luciano

1 agosto 2003

a Ambra

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Cara mammina, riprendo da dove ti avevo lasciato ieri e cioè da Antonio Gramsci e il suo piccolo figlio.
Il piccolo di Antonio scrive al padre rinchiuso in carcere, e Gramsci risponde al figlio come un pedagogo, un educatore, ovvero un padre, in bellissime lettere dove lo esorta, incita, riprende e bacchetta perchè nonostante i mille problemi di leader comunista rinchiuso in un carcere fascista, dove poi morirà, si sente la responsabilità di padre, di essere un padre che ama il suo piccolo e cerca di formarlo. Antonio fu processato e condannato al carcere da un tribunale fascista e al momento della sentenza un giudice dichiarò "Dobbiamo impedire di pensare a questo cervello", non è stato così, non si può impedire di pensare ad una mente critica e il pensiero di Antonio ha attraversato le sbarre perchè il pensiero è libero, è libero di spaziare in alto, alto.
In carcere Antonio Gramsci oltre alle lettere ai famigliari ha scritto un opera monumentale "I quaderni dal carcere" che è un opera di grande valore e che io ho letto tutta (4 volumi mi sembra) quando anche io ero rinchiuso in carcere (ospedale giudiziario).
Kiss
Luciano

31 luglio 2003

a Ambra

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Cara Ambra ti immagino tra le nausee e feroci appetiti di primizie fuori stagione, che faranno impazzire chi ti sta vicino e ti immagino anche come un uccello costruire il nido per il piccolo implume che covi nel tuo ventre. In certe razze d'uccelli è il maschio che costruisce il nido e spesso instancabile nutre crescendolo il pulcino. Nella nostra specie è la mamma che fino ad una certa, diciamo fino ad un età prepuberale 9 o 10 anni nutre crescendolo il piccolo, gli da tutto quello di cui necessita, la madre è la sua fonte primaria di nutrimento (cibo e affetto). Fino a quell'età il piccolo ha bisogno prevalentemente d'affetto e in special modo di quello della madre, anche se beneficia anche di quello del padre. è verso i 9 o 10 anni che incomincia a crescere l'importanza del padre, il padre inteso come archetipo, il padre morale, l'educatore a volte severo ma pur sempre amoroso come dovrebbe dovrebbe essere. A questo punto mi chiedo.....e io cosa posso fare?....Ambra, leggi le "Lettere dal Carcere" di Antonio Gramsci....Antonio era in carcere, in un carcere fascista e aveva lasciato fuori sua moglie e un figlio piccolo, e nelle lettere che Antonio scrive alla moglie non si dimentica di essere padre e pur essendo in carcere cerca di educare suo figlio a diventare un uomo prima di tutto, e un antifascista, e un buon cittadino poi. Antonio sapeva di cosa aveva bisogno suo figlio, sua moglie lo informava per lettera....ma io che non so niente, cosa posso fare?....Ti auguro e mi auguro che chi ti sta vicino sappia fare la sua parte e la faccia bene.
kiss
Luciano

30 luglio 2003

a Ambra

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Caro amore che cresci, ti ho vista adolescente e poi donna e poi saprò di te da madre. Che dire? Io sono in un mare di guai, e i motivi sono molteplici, niente soldi, una situazione abitativa precaria e a cui cerco di porre argine, tu che sei irrimediabilmente lontana e che mi manchi, io che ti vorrei vicina specilmente in questo momento così delicato per te e anche per me.
Mi rendo conto che puoi prendere ciò che ti scrivo come una lamentazione e che mi potresti vedere come piagato e piegato....non è così, io vivo le mie tribolazione con una grande incoscenza, io sono uno sconsiderato e spesso mi viene dal profondo dello stomaco a pensare a me stesso una strana risata isterica che mi sfigura il volto....è come il ghigno di una iena, non per nulla si chiama iena ridens.
Kiss
Luciano

29 luglio 2003

a Ambra

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Cara Ambra stamani ti tedio con delle sciocchezze, ma che per me sono una lieta sorpresa, direi una novità....dunque, mentre mezz'ora fa andavo a comprare il mangiare per la mia gattina Nikita, ho incrociato in via Beato Angelico dove c'è Zoolandia che è un negozio specializzato in mangiare per animali, due ragazze in divisa, li per li sono rimasto un po così, non le ho riconosciute, erano in una divisa che non avevo mai visto anche se i colori mi erano famigliari e quando ci siamo proprio incrociati gli ho rivolto la parola e gli ho chiesto "Siete carabiniere?" e loro mi hanno risposto "Si" , allora io di rimando"Da quando c'è le carabiniere?" e una di loro "Da circa due anni" io con un po di meraviglia "Non lo sapevo, siete le prime che vedo....auguri", queste due ragazze stavano benissimo in divisa, pantaloni neri con banda rossa proprio come i carabinieri, camicia celeste un po scuro come i carabinieri maschi d'estate e un cappellino nero molto grazioso che ricorda un po nella forma quello degli alpini, pieno di vaghezza il cappellino, sembra comprato in un negozio alla moda e fa una concessione alla femminilità, anche se arruolata nell'Arma, la Benemerita.
Questo mi sembra un altro passo avanti compiuto dalle donne nel lungo cammino della loro emancipazione in questo strano e triste paese che è l'Italia....a volte sembra di essere in un altro paese....forse siamo diventati finlandesi o norvegesi o svedesi....bah!
Ciao amore, a te e al piccolo che verrà.
Kiss
Luciano

27 luglio 2003

a Ambra

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Beatrice, Laura, Silvia ragazze di amori di carta specialmente Beatrice e Laura, ne avevano bisogno Dante e Petrarca per innalzarsi come grossi uccelli preistorici in voli acrobatici e alimentare il loro navigare nello spazio infinito e sconfinato, amori di carta necessariamente infelici perchè l'amore del poeta doveva essere necessariamente infelice perchè potesse cantare come un uccello canoro in gabbia e il suo canto fosse più struggente con il timbro doloroso dell'amore infelice, Beatrice e Laura erano delle Muse per loro..
Per Leopardi e Silvia il discorso è diverso perchè è reale l'amore non corrisposto di Giacomo per Silvia, ma bisogna anche dire che Giacomo aveva puntato sulla cavallina sbagliata e assolutamente non adatta a lui....lei una contadinotta a servizio della sua famiglia e lui un animo delicato e cagionevole che tanto per dirne una se non mi sbaglio a 16 anni parlava già perfettamente l'ebraico e il greco studiati da solo, questo per dire come sono confusi e inadeguati e non razionali i grandi spiriti quando devono dimostrare di sapersi destreggiare nella vita e fare una scelta pratica, come individuare una ragazza da amare. Ma forse non si tratta di scelta e tutto risponde a criteri imponderabili e e assolutamente non gestibili volontariamente.
Poi ci sono io che assomiglio a loro solo per il fatto che ti ho scritto quasi 300 lettere d'amore e anche il mio è un amore infelice, ma non per colpa tua che invece mi vuoi bene, ma a causa della mia cattiva stella, poi ci sono io e tutti gli altri che amano e che per un motivo o un altro non possono vivere il loro amore in modo soddisfacente, e sono infelici a causa del loro amore. Prima o poi l'abbiamo provato tutti o lo proveremo, ed è per questo che parla un liguaggio universale ed è capito da tutti l'amore infelice e tutti ne possono parlare.
Questo è stato un ragionamento fatto più che altro a me stesso, come un discorso fatto ad alta voce da solo e per me stesso, è come fare il punto della situazione e cercare di raggiungere un punto di ulteriore lucidità....scusa se poi l'ho scritto e inviato a te.
Ti voglio bene, a te e a colui che aspetti.
Kiss
Luciano

26 luglio 2003

a Ambra

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Cara Ambra fa molto piacere ad un uomo sapere che la donna che ama sta crescendo nel suo grembo una parte di se e che quando sarà terminata la gestazione, questa sarà un essere umano. Mi riempie di orgoglio sapere che la donna che amo è incinta di me, questa è presso a poco la stessa soddisfazione che prova un uomo durante il coito, un misto di tenerezza e una misura colma di soddisfazione, è come iaculare dentro....dentro....dentro....un fiotto incandescente....il piacere dell'uomo.
Tu non mi potrai mai capire perchè sei una donna, non potrai mai capire la paternità, cioè cosa prova un uomo a sapere che ha messo incinta una donna, a sapere che ha irrigato un terreno fertile con un liquido fertile che darà frutti, ma gli uomini mi capiscono....questo è quanto riguarda la consapevolezza della paternità la buona notizia, la buona novella, ed è soltanto la minima parte del piacere della paternità, che si risolve tutta invece nel crescere ed educare e veder crescere questo cucciolo d'uomo fino a che diventerà a sua volta uomo e potrà a sua volta amare e crescere un'altro cucciolo d'uomo....la filogenesi....vorrei tanto che mio padre fosse vivo in questo momento tra le altre cose.
Che Dio ti benedica bambina.
Kiss
Luciano

22 luglio 2003

a Ambra

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Piccina, qui la vita continua senza gloria e senza infamia. Vivo, vivo in un modo o nell'altro, piu che altro vivo di contrabbando, non visto, è già parecchi anni che vivo di contrabbando, non visto. Sono senza una lira ma forse ce la faccio ad andare qualche giorno in campagna a 30 chilometri da Rimini, ospite del mio amico Lorenzo C. Naturalmente sarò in incognito, e vivrò di contrabbando, non visto....augh!
Sono la mia ombra, sono un ombra....quand'ero bambino leggevo un fumetto intitolato "L'uomo mascherato", l'uomo mascherato viveva nella jungla, in Africa, e faceva brevi puntate nella civiltà a volte, secondo dove le sue avventure lo portavano. Gli indigeni della jungla lo chiamavano "l'ombra che cammina". Sferrava pungni che un anello con raffigurato un teschio stampavano quest'effige in modo incancellabile sul volto dei malcapitati....perchè ti dico questo, umh....non lo so , mi scappava, forse mi è venuta la similitudine tra le ombre....è stata una reminescenza.
Dove andrai in ferie, domanda inutile, tanto so che non arriverà nessuna risposta anche se rispondermi è il tuo desiderio più grande.
Kiss
Luciano

21 luglio 2003

a Ambra

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Cara Ambra vorrei tanto essere con te e parlare del bambino o bambina che nascerà. Io non ho preferenze sul sesso del futuro nascituro, mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu, le bambine si dice che hanno un migliore rapporto col padre e i bambini lo hanno migliore con la madre, così si dice, io penso che molto dipenda dal padre e dalla madre e come sanno usare la loro autorità e il loro carisma.
Mi piacerebbe crescerlo con te questo figlio e progettere piani per il futuro, il tuo, il mio, e del bambino.
Tra tanto disastro riguardo al fatto che non c'è più Non è la Rai una cosa mi fa contento ed è il fatto che non lavori più per Silvio Berlusconi e sei, siete, completamente libere. Non mi piaceva che tu e le altre ragazze lavorassi per il capo del governo e di tanto altro, questa non te la spiego e anche non me la spiego, non so dare una ragione di ciò ma mi fa contento.
Sabato ho aspettato "Speciale per voi", ero libero ma tu non c'eri.
kiss
Luciano

20 luglio 2003

a Ambra

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Ho lottato con il mio diavolo tentatore, e ho lottato con il mio angelo, la notte.
Questo messaggio è come un grosso uccello che si innalza libero e si distende per tutta l'apertura alare e si libera alto, alto....
Questo messaggio è una torpedine, un siluro sganciato a....o meglio un arpione lanciato alla balena bianca.
Nella foresta amazzonica caccio con il curaro le scimmie, frecce al curaro, lanciate con la mia lunghissima cerbottana
Io sono un Masai e la mia prova di iniziazione (della virilità) è di uccidere un leone (drago) con la mia sola lancia
Il leone nel deserto si mimetizza perfettamente. Non vedi il leone nel deserto nemmeno ad un metro di distanza perchè è dello stesso colore fulvo della sabbia....invisibile è il leone.
Sono un esperto della falconeria, caccio con il mio falco i corvi che abitualmente si cibano di carogne....il corvo è il becchino del nord.
Il corvo non è il pipistrello, il pipistrello ha un volo come di farfalla e ama i climi caldi e il crepuscolo e le prime ore della sera d'estate....il pipistrello mi rappresenta e come me è un veggente e si trova a suo agio la notte.
kiss
Luciano

15 luglio 2003

a Ambra

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Carissima so che aspetti un bambino, anche se non so quando deve nascere, neppure approssimativamente. Sarai madre.
Ambra, l'adolescente e poi ragazza sbarazzina e un po impertinete, diventerà tra breve....madre.
Vorrei vederlo questo figlio, io lo chiamo figlio al maschile, anche se non so se sarà un maschio. Vorrei vederlo questo figlio, dicevo, quando nascerà, vorrei vederlo crescere, vorrei aiutarlo a crescere. Poche persone hanno vissuto come me, poche persone al mondo conoscono il male e il bene come me, poche persone si sono crogiolate nel male assoluto e poi lo hanno espiato e dopo sono vissute in grazia di Dio, come è successo a me, e io ne posso parlare...mi puoi considerare una specie di Salomone, Re Salomone era considerato l'uomo più saggio che fosse mai esistito. Anch'io sono saggio. Ho una certa intortata saggezza e ne posso parlare ed è quello che si richiede a un padre, che sappia trasmettere le proprie esperienze depurate dal male a un ragazzo che cresce e che se ne nutra. Gli potrei insegnargli a distinguere tra bene e male, il vero bene e il vero male, cosa non facile da distinguere perchè spesso il bene si nasconde nel male e il male si nasconde nel bene o perlomeno non è facile isolarli distintamente, questo è quello che si richiede a un padre. Ma c'è di più, saprei anche essere tenero e affettuoso e confidenziale con questo piccolo....
purtroppo sono lontano e abito a Firenze, in via Cimabue 14....una distanza astrale.
Ciao
Luciano

11 luglio 2003

a Ambra

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Carissima oggi è il D-day perchè proprio oggi ho lasciato definitivamente S.Salvi, e lì non lascio niente, non c'è più niente che mi lega all'ospedale psichiatrico e credo proprio che difficilmente ci rimetterò piede.
kiss
Luciano

7 luglio 2003

a Ambra

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Il mio desiderio più grande è riposare il mio corpo vicino al tuo quando sono stanco, e anche essere consolato da te quando mi sento male e poi vorrei che preparassi la colazione al mattino e la consumassimo insieme io e te, col sole che sale su alto come una speranza....
Mi piacerebbe inoltre fare bagni di mare, io e te in un mare caraibico smeraldino o prendere un bagno io e te, in prossimità della barriera corallina in Australia, dove il deserto è più deserto e anche la fauna è diversa....
E che mi dici del mare della Cina?....è abbastanza profondo per te? E lo spazio tra stella e stella? Cosa ti fa pensare una distanza incommensurabile che si divarica, come le cosce di una donna?....è una vertigine per me....a questo punto mi sento male e vorrei che tu mi consolassi
Kiss
Luaciano

5 luglio 2003

a Ambra

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Facciamo il punto dalla zona d'ombra....nell'ultimo mese e mezzo, due mesi, mi è cambiata la vita,per primo è arrivato lo studio per dipingere al CPA (centro popolare autogestito, abusivamente occupato), secondo, è andato via da casa Pierluigi e adesso vivo da solo e forse vivrò per sempre da solo, terzo, ho lasciato la Tinaia e lo studio per dipingere di S.Salvi (ospedale psichiatrico) dove appena avrò finito di portare via i miei dipinti non ci avrò più niente a che fare, quarto, ho già iniziato a fare volontariato al giornale Fuori Binario.
Cioè sono cambiati radicalmente i miei parametri e i punti di riferimento, adesso mi sembra di essere più libero, adesso sono libero....credo.
kiss
Luciano

1 luglio 2003

a Ambra

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Oggi sono mistico e ti dico come l'apostolo Paolo....."io Luciano, cristiano per grazia di Dio, apostolo per una grazia speciale di Dio, ho combattuto la buona battaglia, sono arrivato alla fine della corsa...."....bello per uno come Paolo e anche per uno come Luciano....
Paolo ha inventato il Cristianesimo e l'ha predicato ai non Ebrei che erano gli eredi della Legge mentre gli altri apostoli non volevano....se io Luciano che vivo a Firenze lontano dalla Palestina duemila anni dopo Paolo sono cristiano, lo devo a Paolo.
e inoltre Paolo ha scritto una cosa come questa
ascolta Ambra.....dalla prima lettera ai Corinzi....
ascolta dicevo....
Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi vengono i miracoli, poi il dono di far guarigioni, i doni di assistenza, di governare, delle lingue. Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti operatori di miracoli?Tutti possiedono doni di far guarigioni? Tutti parlano le lingue? tutti le interpretano? Aspirate ai carismi più grandi ! E io vi mostrerò una via migliore di tutte....
Capitolo 13.....Se anche io parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.
E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.
E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per essere bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.
La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà.
Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto.
Queste dunque le tre cose che rimangono, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità......

Capito Ambra l'apostolo Paolo? Come parla della riforma del Nuovo Testamento sul Vecchio e di quello che è fondante del Nuovo Testamento e cioè dell'amore per il prossimo e anche della speranza di essere salvati, di andare in paradiso e vedere finalmente il volto di Dio....Non sarebbero riusciti a fare meglio ne Omero, ne Dante, ne Shakespiere
Alla prossima
Kiss
Luciano

28 giugno 2003

a Ambra

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Cara ....cocca oggi per caso su canale 5 ho visto il finale del film "Favola" che ti ha per protagonista....è una storia oltremondo caramellosa, uno sciroppo di zucchero da quanto ho capito nel finale, sembra fatta apposta per far sognare gli ingenui. Io da ragazzo ci sarei andato pazzo, erano le storie che preferivo e che mi rimbambivano del tutto rendendomi un perfetto imbecille perchè credevo che potessero succedere anche nella realtà. Me le rimuginavo spesso sdraiato in un prato a pancia all'insù e con lo sguardo perso nel vuoto guardavo senza vederle le ....stelle....oppure....seduto sull'erba nel crepuscolo che avanzava vedevo il cielo farsi sempre più scuro e la Luna apparire e farsi sempre più chiara....da pallida a sempre più vivida, insieme alla stella della sera.
Comunque complimenti sei una brava attrice per dei film che sembrano fiabe e mi hai fatto fare un viaggio nell'emotività della mia infanzia e adolescenza e anche quando sono diventato uomo guardavo queste storie a naso all'insù e la bocca aperta e il mondo mi sembrava meraviglioso.
Speriamo che sia di buon auspicio tra me e te....
Ciao alla prossima
Luciano

a Ambra

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Prendo sonori ceffoni ogni volta che mi esibisco, sono il clown triste che sotto la pittura di un sorriso stereotipato ha la tragedia nell'anima, salto, corro, cado e mi rialzo con le mie scarpe lunghe mezzo metro, sono la controfigura di me stesso, sono il cascatore di me stesso e mi esibisco tra fili sottili come tela di ragno, tesi tra stella e stella, nel buio cosmico. Non so più qual'è la mia vera faccia, non so più cosa sia più reale, se la mia faccia con il sorriso stereotipato o il mio volto sotto la bianca mano di pittura....nell'ombra. Inganno prima di tutto me stesso....sono scisso.
Quando non sono sonori ceffoni, sono calci nel sedere e io spesso rido e gemo e a volte piango, e lo show ha un successo incredibile e bellissime e giovanissime fanciulle lanciano rose, sulla pista al vecchio clow, quando si spengono le luci e mestamente lo spettacolo finisce....sono Chaplin, sono Calvero....io non so niente di clown o di clown Augusto, io sono Chaplin, sono Calvero.
Kiss
Luciano

27 giugno 2003

a Ambra

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Ambra cara ci sei ancora, sono stracontento di questo, credevo mi avessi lasciato perdere. Io d'altronde mi ero fatto presto una ragione se tu non volevi più saperne di me. Non ti avrei condannato per questo e non ti avrei portato nessun rancore, avrei capito benissimo le tue ragioni, le tue e quelle delle altre, perchè io sono consapevole della mia inadempienza, sono consapevole che non potrò mai venire. Io cerco e ho cercato di venire di fronte a te alla mia maniera, ma mi sembra che più di tanto le cose non si possono spostare, se si poteva non sarei ancora quì, dati gli sforzi che ho fatto per presentarmi di fronte a te. Non ti avevo più scritto lettere piagnucolose e lamentose per il fatto che non c'era più Non è la Rai, potevo anche pensare che era colpa della mia inettitudine e la mia volontà di non risolvere secondo la legge la mia vicenda. Pensavo inoltre che le cose se non abbiamo la possibilità di farne un esperienza pratica si esauriscono naturalmente e che tu ne avessi abbastanza di una situazione inconcludente con un tipo come me, non è così, e io sono felice perchè ti voglio ancora bene.
Seguiterò a scriverti ma non in modo supplichevole....rimarrai sorpresa per quello che ti scriverò....un assaggio te l'ho già dato nelle ultime e-mail che ti ho inviato, ed è tutt'oro, ed è tutto cuore. Giuro che sarò assolutamente onesto e sincero.
Cara....a presto....
Luciano

14 giugno 2003

a Ambra

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Ero contento quando sono partito sulla navicella spaziale, sarei stato più vicino a Dio. Osservavo la Terra dal buio dello spazio illuminata a metà dalla luce del Sole e pensavo agli affanni dei miliardi di esseri umani che ci abitavano e ai loro destini e al loro incrociarsi. Osservavo la Terra e la Luna allontanarsi e guardavo anche le foto che avevo fatto al vecchio buon Dio, Dio aveva un aspetto assai benevolo e saggio. Non sapevo quando avrei rimesso i miei piedi sul suolo terrestre, forse mai, perchè non era tornato mai nessuno di quelli che erano entrati nei campi gravitazionali del vecchio Orione. I miei predecessori avevano continuato a vagare nello spazio fino a quando da Terra non avevano ricevuto più comunicazioni....un sacco di soldi buttati via.
Avrei fatto il nomade dello spazio, ma chi allora avrebbe dato da mangiare alla mia gattina Nikita che era restata sulla Terra? Chi avrebbe pensato a lei mentre io mi sarei smarrito nello spazio? Non ci volevo pensare, scacciai questo pensiero come molti altri, ma la testa restava affollata di pensieri importuni e molte apprensioni....pensai anche al buon Pierluigi che sarebbe voluto venire con me nell'immenso e avrebbe anche lui voluto perdersi nell'infinito, andare, andare, andare sempre più lontano fino a non vedere più la Terra, il Sole e l'intero sistema solare. Violare frontiera su frontiera....Pierluigi non aveva potuto, aveva perso il bus spaziale e io mi rammaricavo molto di questo.
Bevvi una coca per rinfrancarmi e mi misi alla guida della navicella. Volevo dare ancora uno sguardo alla Terra per imprimerla nella memoria, scalai di marcia fino a quasi fermarmi, mi voltai un ultima volta verso la Terra....e poi via sgommando.
kiss
Luciano

a Ambra

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Siamo noi, io e te, il trapezista e la trapezista sotto il tendone e i riflettori, senza rete. Disegnamo arabeschi in cielo e ci ritroviamo puntuali alla presa. Siamo noi, io e te i trapezisti che volteggiamo tra le stelle, nei nostri costumi colorati facciamo capriole tra i trapezi danzanti nello spazio sidereo. Siamo noi, io e te le foche da circo che ci lasciamo tra i trapezi e poi ci ritroviamo sopra il pubblico plaudente.Sono io che ti lancio nello spazio e poi con preciso colpo di reni dopo un triplo salto mortale arrivo puntuale all'appuntamento e ti afferro in alto, in cielo perchè tu non debba rovinare al suolo.
Siamo io e te, lassù ventimila leghe su, nello spazio e ci esibiamo tutte le notti in un vuoto pneumatico, in un assenza di atmosfera e tratteniamo il fiato, mentre volteggiamo come farfalle notturne intorno a una luce, intorno a una stella danzante.
Siamo noi, io e te....
kiss
Luciano

a Ambra

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Sono anni oramai che faccio questo mestiere di guardiano del faro su questo scoglio, piccolo. Sono anni che veglio tutte le notti e indico il porto alle navi, ma io aspetto la grande nave bianca che anche nel buio saprei riconoscere. Sono io la piccola luce di direzione nel buio e aspetto la maestosa nave bianca per indicargli il porto e la rotta perchè non vada sugli scogli affioranti e non faccia naufragio. Anche di giorno osservo la linea d'orizzonte sempre uguale, sempre laggiù. Tra me e la linea c'è quasi sempre un mare piatto battuto incessantemente dal Sole, come Vulcano batte nella sua nera fucina i ferri degli dei. Appena all'alba dopo aver vegliato tutta la notte con il cuore sospeso comincio a osservare la linea sempre uguale e sempre laggiù e mi aspetto di vedere il bianco veliero con le vele gonfie, inclinato, avvicinarsi. Aspetto di vedere prima un puntino lontano e poi sempre più grande farsi riconoscibile come un veliero e poi farsi riconoscibile come il bianco veliero, la nave bianca. Osservo tutti i giorni e le notti la linea e il buio.
kiss
Luciano

13 giugno 2003

a Ambra

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Mi aggiravo metidabondo e maliconico in un cimitero....perchè c'ero? Perchè la necrosi si addice spesso ai miei stati d'animo, la putrefazione e la necrosi. Ero li a passeggiare tra l'erba grassa del cimitero e pensavo alle domande ultime e sempre senza risposta, per tutti gli uomini. Guardavo distrattamente le tombe e le foto delle lapidi e le statue quando mi sono imbattuto nella statua di un angelo, dritto,e a grandezza naturale, grande come un uomo e di marmo pario. Aveva un espressione pensierosa, la bella testa folta di boccoli ed era leggermente inclinata verso sinistra e imbronciata. Mi sono fermato di fronte all'angelo e mi è venuto spontaneo da chiedere all'angelo se sapeva del mio smarrito amore....il mio amore abita a sud e come una rondine una volta è volato fin quì....volevo chiedergli se il mio amore soffre di nostalgia e se si macera nel ricordo, come faccio io....volevo che mi facesse un ambasciata, che volasse da lei e nel sonno gli toccasse una tempia con le labbra e gli sussurrasse nell'orecchio che io gli voglio bene ancora.
kiss
Luciano

12 giugno 2003

a Ambra

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Sono io, Cirano il deforme che ti esprime i suoi sentimenti, sono l'orrido, l'intoccabile, il Quasimodo. Aleggio nelle pievi, vagabondo dei cimiteri. Sono il Tartaro che di conquista in conquista è arrivato fino in Ungheria quasi senza scendere da cavallo, ma per governare bisognava scendere da cavallo e perciò le mie conquiste sono state inutili. Sono io che alzo le gonne alle ragazze e ci guardo sotto. Sono io il trovatore che divaga di castello in castello, gira di rocca in rocca e qualche volta faccio il buffone a corte.
Sono il troll delle foreste nordiche....maligno spiritello delle nebbie e dei muschi, che vive ombroso nell'ombra, nel folto e nel fitto.
Vorrei volteggiare con te farfallina, io e te con le tue ali colorate veleggiare trasportatati di fiore in fiore. Io e te siamo leggeri come polline, siamo un pulviscolo di fertilità e abbondanza, produttori di un miele che trabocca come da una cornupia, io e te siamo il suggello e la salute e imponiamo tutti i crismi.
Kiss
Luciano

10 giugno 2003

a Ambra

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Un sommergibile in superficie su una rotta del nord, nell'Atlantico del nord, di notte, senza luna e senza stelle, in pieno inverno. La prua fende le onde, non si vede niente, buio pesto, si sente le onde che scuotono il sommergibile e il mugghiare del vento che alza le onde. Fa freddo e spruzzi d'acqua come secchiate lavano il ponte del sommergibile e nessun uomo si vede sul ponte. Il sommergibile sembra che segua una rotta intuitivamente di notte al buio senza una minima luce, neppure una stella al nord e centinaia di miglia marine da percorrere ancora. Il sommerglibile è venuto in superficie perchè è notte e è in mezzo all'oceano e le possibilità di incontrare qualcuno sono molto remote, comunque farebbe molto in fretta a inabissarsi e rendersi invisibile restando fermo molti metri sotto la superficie.
La sagoma nera e sinistra del sommergibile lo rende simile a uno squalo e come uno squalo solca la superficie, sinistro, come lo squalo è un terribile predatore. Altra utilità non ne ha il sommergibile e nemmeno lo squalo. Terribili macchine da guerra.
Questa è la guerra.
Kiss
Luciano

6 giugno 2003

a Ambra

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Nel sito http://www.lucianocesareascenzi.com dentro la sezione "La mia vita" puoi trovare da scaricare in formato PDF o da leggere lo scritto autobiografico "Resurrezione".
Se ti interessa buon divertimento.
Luciano

4 giugno 2003

a Ambra

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Notte di tarda e calda primavera, gelsomino profumato e lucciole in giardino e uno spasmo doloroso....fa caldo e sono affannato, insoddisfatto. Il caldo notturno ti da l'impressione di essere prigioniero in un acquitrinio o in una palude....non mi riesce nettarmi e non ho pazienza, ma la notte primaverile trabocca di vita tanto che sembra una galassia o la via Lattea il pulviscolo frusciante di vita minima, quasi un sussurro notturno, un bisbiglìo, mentre aspetto l'aurora e il chiarore che presto verrà. Poche ore di buio e di sonno, ribolle l'aria dopo che di giorno il sole ha battuto con intensità i tetti rossi e i muri calcinati. L'astro è una vampa che rilascia il suo calore anche la notte che passo in mutande e sopra le coperte....sono come smarrito e attonito....e il desiderio di un gelato alla fragola.
Kiss
Luciano

1 giugno 2003

a Ambra

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Amabile, ti scrivo fitto fitto dopo un periodo di silenzio. Il silenzio non era dovuto ad un calo di interesse nei tuoi confronti ma ad un blocco, ad un assenza di ispirazione, insomma non sapevo più cosa scriverti, mi sembrava di averti detto tutto e il contrario di tutto e questo mi dispiaceva anche, il sonar nell'abisso non rilevava più niente e niente ti inviavo, ma continuavo a volerti bene anche da muto. Adesso sono ritornato produttivo e ti dedico un pezzettino di Boheme dove il protagonista canta alla sua bella "....eeee nel mio forziere han rubato tutti i gioielli due ladri gli occhi belli....".....caspita Puccini fa morire Mimi di tisi, e tu come stai con i polmoni? Tossisci spesso? Abbi cura di te.
Alla prossima.
Kiss
Luciano

a Ambra

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Mi piacerebbe sapere perchè non c'è più tutte le notti Non è la Rai. Io avevo bisogno di voi, in modo particolare di te, di vederti tutte le notti per mantenere acceso come una vestale il sacro fuoco. Mi avrebbe fatto bene.IO HO BISOGNO DI VOI....mi viene da bestemmiare, per sfogarmi mi verrebbe di tirare uno schiaffo sonoro a Pierluigi, ma non c'è più....te l'avevo detto? Si, è passato a miglior vita. Con questo non intendo dire che è morto ma letteralmente che adesso fa una vita migliore e non è più nel bunker, non è più nella casa nella prateria. Li c'ha rimesso la salute che è già tanto, ma in compenso è diventato un uomo, è diventato una bella persona in via Cimabue....per questo sono diventato anch'io un uomo, ma il mio tragitto è cominciato molto prima e mi piace pensare che a Pierluigi abbia fatto bene vivere insieme a me, come di sicuro a fatto bene a me vedere con che compostezza e dignità ha affrontato una malattia causata.
Mi ripropongo di fare il bravo ragazzo , di non allungare più le manacce e di non palpare più tette e culi.
Ogni tuo desiderio è un ordine....ma io non sono un indovino.
Kiss
Luciano

31 maggio 2003

a Francesca

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Hai un aspetto sano e appetitoso e profumato come il pane appena sfornato e per me che sono sempre vissuto tra miasmi di morte
sei un boccone molto gustoso e salubre, anche se a te non sembra e non ne hai la cognizione.
Non sei un papavero o un fiore mortifero, trabocchi salute e benessere.
Sei una misura colma per me. Pensa a chi non ha mai avuto niente.
Sono invitato alle nozze e i tuoi occhi riflettono anche la mia immagine.
Abbiamo trasformato il vino in acqua e io sono un marinaio e navigo a vista..
Ti benedico di tutto, di latte e miele e erba grassa e in te io mi compiaccio.
Kiss
Luciano

a Ambra

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Ti lancio una freccia e vibro come la corda dell'arco che ha appena scoccato il dardo.
Viviamo in un tempo malato e mi sono nutrito di erbe velenose, la terra è oramai disseccata e non produce più grano e anche la notte è senza Luna....non c'è più una Luna intorno alla Terra e l'unico Sole è oramai spento, ma i tuoi occhi riflettono il mare, specchiano barche a vela che silenziose fendono l'onda.
Nel Sahara ci sono meno granelli di sabbia che stelle la notte, è nella notte al gelo del deserto che errando si osserva una volta assolutamente animata e lacrime e goccie pesanti di sperma....calde, cadono non in un grembo.
Io allora, sono solo, e ho bisogno di te e mi torturo
Kiss
Luciano

28 maggio 2003

a Ambra

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Pecorella,vello candido, calda lana, stanotte c'eri di nuovo, io ero un po basito perchè non capivo il motivo dell'assenza e aspettavo per te, per te e le altre. Aspettavo in piedi sotto l'acqua, era un acqua di un tempo post guerra atomica, acqua e radiazioni, un acqua ininterrotta in un cielo senza sole....in un buio post atomico, in un tempo ininterrotto di luce artificiale e pioggia, aspettavo te e le altre e stavo in silenzio, neppure un gemito e quasi trattenevo il respiro, quasi non fiatavo in piedi sotto la pioggia....agnellina, piccolo gregge.
Poi ho sentito cantare, era un canto di uccelli canori, di usignoli da guerra, ed è cessata l'acqua e sono spuntare le tre lune del nostro pianeta, il cielo sembrava una fragorosa cascata di stelle, e tre lune, e ho aspettato l'alba di un nuovo giorno e un sorriso.
Kiss.
Luciano

3 aprile 2003

Eleonora

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Stasera ho telefonato a Eleonora e abbiamo parlato del nostro passato, lei mi diceva del suo amore e io capivo che lei mi parlava di me, che l'uomo di cui lei è innamorata sono io, che lei in tutti questi anni mi ha sempre amato e allora il figlio di cui lei è in cinta molto probabilmente è mio, di conseguenza, Ma che avevo capito anche questo, questo non glielo ho detto direttamente. Gli ho detto il resto, che avevo capito che lei parlava di me durante la conversazione telefonica.
Io devo tutto a Eleonora, da lei ho imparato come si fa a dire "ti amo" ad una donna dato che lei lo aveva detto a me, prima. Io mi sono ispirato a lei per dichiararmi a Chiara. Era passato un po di tempo da quando ero vergognosamente fuggito di fronte ad Eleonora. Non mi ero dato pace per questo e ero deciso a non fuggire più di fronte ad una donna. Quando ho conosciuto Eleonora ero ancora irrisolto, ero un pauroso bambino balbettante, dopo che l'ho persa per la mia insipienza sono diventato un uomo e questo grazie al suo esempio.

giovedì 3 aprile 2003

a Ambra

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Fanciullina buone nuove, direi sensazionali....l'Università la Sapienza di Roma pubblicherà la mia autobiografia, che sto per l'appunto scrivendo, sono un pezzo avanti....poi stasera vado a mettere il lucchetto alla stanza che il Centro Popolare Autogestito Firenze Sud, ovvero CPA, ha dato in uso a me e a Massimilano Pruneti per farci un luogo dove lavorare. Sarà il mio atelier e inviterò gente a dipingere con me. Massimiliano per cosa se ne servirà, non lo so.
Questo è quanto.
Kiss
Luciano

26 marzo 2003

a Francesca

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Ho! Francy guarda se puoi venire a S.Salvi venerdì alle 11.00 per la presentazione del libro.
Io sto bene anche se sono praticamente sul lastrico, completamente al verde, spero con un grande sforzo di tutte le meningi in giorni migliori.
Stavo covando qualcosa o un raffreddore o un influenza ma stamani sto meglio è abortito il malanno nella notte, veramente devo avere anticorpi grossi come gatti randagi....questa forse te l'avevo già detta. A volte mi meraviglio della mia vitalità, per vitalità intendo la salute....
Guarda se puoi venerdì....ciao
Luciano

21 marzo 2003

a Francesca

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Cara Francy anche io sono contento di andare a Romena e sono contento che ci sei anche tu sopratutto e che ci sono anche gli altri poi....e come prendere una boccata d'ossigeno quando sono semiasfissiato, vengo per rinnovarmi spiritualmente anche se sono già consapevole che non allontanerò i miei problemi e me li ritroverò tutti allineati e di fronte al mio ritorno....i miei problemi riguardano il mio lavoro di pittore del quale mi crescono dei dubbi. Non sono più così sicuro della mia forza, ho paura di essermi indebolito e mi preoccupa anche il fatto che non sto lavorando molto....insomma vado lento e non sono molto ispirato. E poi c'è la situazione economica che non è molto buona e mi preoccupa.... dunque ben venga Romena in questo momento.
Ciao
Luciano

4 marzo 2003

a Ambra

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Carissima, buone nuove dai fuoriusciti, in questa terra di nessuno le cose vengono bene....sono stato a informarmi all' INPDAP ( La previdenza della pubblica amministrazione) e sembra che i miei fogli per la reversibilità della pensione della mia povera mamma siano in ordine, in pratica sembra che abbia diritto alla pensione con relativi arretrati....la Guardia di Finanza deve attestare che non ho superato i 13.000 euro di reddito annuo per avere diritto alla pensione e sembra anche che deve risultare che ho vissuto con mia madre, invece risulta che con mia madre ha vissuto mio fratello, cosa non vera perchè ci ho vissuto io....in pratica appena l'INPDAP avrà anche queste due risposte incominceranno ad erogare la pensione....sembra per settembre e ottobre e anche di più forse....
Poi sarò indicizzato su Internet tra circa un paio di settimane, voglio dire che digitando il mio nome con i più comuni motori di ricerca mi puoi trovare o anche digitando alcune parole chiave. Prima non era possibile sebbene avessi un sito da circa un anno....come vedi si va lentamente avanti.
Un abbraccio.
Luciano

25 febbraio 2003

a Ambra

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Cara Ambra siamo distanti e ci possiamo vedere soltanto attraverso un vetro divisorio, non abbiamo mai parlato io e te....non dispero che questo possa accadere prima o poi....stanno accadendo cose incredibili, non vengo più privato delle persone care, perlomeno non tutte e qualcuna ritorna dal passato....io mi auguro di poter rivedere prima o poi tutte le persona che ho amato e poter abbracciare anche te....perchè no?
Ieri notte non ce l'ho fatta a vederti in tv....ma stanotte vorrei non dormire come ieri e vederti, vederti mi fa bene, mi ha fatto bene tutto questo tempo....
adesso a Firenze va meglio e io ho paura che non duri molto, ho paura di sbagliare o di fare qualcosa che mi penalizzi, qualcosa che mi faccia tornare indietro....paranoie....il fatto è che non sono abituato a che le cose vadano bene.
Un abbraccio
Luciano

22 febbraio 2003

a Francesca

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Cara Francesca parlami delle vette inviolate e dei grandi silenzi, dove lo sguardo ha una panoramica come a volo d'aquila, lì la gente è più schietta e più dura, sembra quasi intagliata in legno d'abete, che è un legno molto aromatico per via della resina....sui monti l'aria è tersa e in poco tempo cambia in temporale....
adesso basta con l'eloquio aulico...., come sei stata, cosa hai fatto, come va? il tempo era bello? ti ha fatto bene come andare a Romena? sei ritornata rigenerata nello spirito e nel corpo?
Silvia è venuta a vedere il suo ritratto e gli è piaciuto adesso aspetto te, la prossima settimana....dimmi quando puoi venire a S.Salvi.
Un abbraccio.
Luciano

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