Luciano Cesare Ascenzi

29 febbraio 2012

pappa al pomodoro

Filed under: Fai da te per mangiare meglio — dastella @ 21:11
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Per la pappa al pomodoro per due persone gli ingredienti sono : pomodori molto maturi due, oppure 400 grammi di pomodori pelati, pane secco o fresco è uguale, la quantità necessaria per due persone, foglie di basilico e un aglio, olio extra.
Mettere i pomodori tagliati a pezzettini con un filo d’olio e un aglio in una capace padella e per 5 minuti lasciarla su un fuoco medio girando. Ammollare in uno scolapasta il pane e mentre lo bagnate sbriciolatelo con le mani. Quando è fradicio e sbriciolato lo strizzate un po e lo mettete insieme al basilico nella padella a cuocere per altri 5 minuti con il pomodoro, girando di tanto in tanto, quando è ben amalgamato è pronto.
Servire nei piatti con parmigiano grattugiato.
Buon appetito.

26 febbraio 2012

arringhe marinate

Filed under: Fai da te per mangiare meglio — dastella @ 21:47
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Per la facile preparazione di questo piatto per due persone occorrono tre filetti di arringa, una carota, un gambo di sedano, una cipolla di media grandezza e un ciuffo di prezzemolo.
Si lavano i filetti e si tagliano a pezzetti, si tritano finemente la carota, il sedano e la cipolla e anche il basilico.
In un recipiente adatto con coperchio ci si adagiano i pezzetti di arringa e si coprono con gli odori tritati si aggiunge inoltre bastante olio extra, tanto da quasi coprire i pezzetti e il trito e si mescola e si tappa con il coperchio. Poi ogni tanto mescolare.
Se la prepari per il pranzo è meglio prepararla 24 ore prima. Per la cena idem. Più sta a macerarsi nell’olio con il trito meglio viene. Più delicata e meno salata.
Da provare.

20 febbraio 2012

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 21:45
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Metto nello spazio sidereo un messaggio per te, so che lo leggerai….
sto arrivando, c’è ancora qualcosa da sistemare ma è quasi fatta.
Sappi che nessuno lo può impedire….ci devi soltanto credere, da parte mia l’ho sempre fatto.
Firenze è una piccola città e nonostante questo in otto anni ci siamo incontrati soltanto due volte e nelle due volte eri con un fidanzato diverso.
Fai mente locale ai luoghi e capirai che è quasi l’ora…… è possibile, ti ripeto credimi.
Tutto si è compiuto.
Sto arrivando…..oppure ti aspetto.

19 febbraio 2012

Frittata di spinaci e frittata di cipolle

Filed under: Fai da te per mangiare meglio — dastella @ 20:42
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Frittata di spinaci e frittata di cipolle
Le frittate si possono fare in diverse varietà, alcune ho già descritte, ne aggiungo altre due che sono solito preparare e mangiare, perchè a me la frittata piace parecchio.
Quella di spinaci per prima. Prendi spinaci quanti ne basta per una frittata per due persone, regolati sulla quantità ne tornano pochi dopo bolliti e quattro uova. Scocci le uova e le sbatti e regoli di sale mentre hai messo a lessare gli spinaci, bastano quindici minuti.
Scoli gli spinaci e li strizzi, ma non tanto e li metti sul fuoco in padella con un po d’olio extra. Mentre prendono la temperatura della padella li distribuisci sul fondo della padella e quando sono pronti di temperatura ci versi sopra le uova sbattute e le fai cuocere bene, poi volti la frittata con l’aiuto di un piatto piano, un movimento veloce sopra l’acquaio. Con il piatto viene meglio che con il coperchio di una pentola.
Quando l’hai capovolta la fai cuocere anche da l’altra parte.
Viene buona, rustica.
Con le cipolle invece, per due persone per fare la frittata ci vogliono due cipolle, quattro uova e burro. É più adatto il burro per la frittata con le cipolle, che farai schiumare in una padella dove poi aggiungerai le cipolle tagliate a fette e le farai appassire con poco fuoco, è facile bruciare il burro.
Intanto sbatti le uova, le regoli di sale e quando le cipolle sono appassite ci versi sopra le uova sbattute che porterai a cottura da quella parte e poi giri la frittata e la farai cuocere anche da l’altra parte.
È buona anche con le cipolle, sembra dolciastra.

17 febbraio 2012

perchè le…

Filed under: Medicine — dastella @ 17:11
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Avevo scritto un foglio sul bukkake e la sodomia visti sotto i diversi aspetti, quelli maschili e quelli femminili, questi me li immagino soltanto. Il fatto è che non l’ho salvato sul pc e l’ho perso e non saprei replicarlo esattamente anche se nella sostanza saprei riscriverlo.
Ma edesso mi è venuta un altra fantasia contorta sulle donne viste sotto l’aspetto sessuale, intendo proprio mentre stanno sotto.
Ve la dico e prendetela come volete.
Mi chiedevo perchè le donne non la danno a tutti e a questo interrogativo m’è venuta questa pensata….ed è perchè non deve essere proprio una bella e piacevole cosa essere trombate, intendo con questo trombate da chiunque ma intendo anche proprio l’essere trombate in se stesso, anche se le femmine sono predisposte e abilitate fisicamente per questo, loro lo fanno soltanto se sono veramente attratte e ispirate da un uomo o lo amano sul serio oppure se sono pagate veramente bene. Questo credo accada non per un condizionamento sociale imposto dalle diverse società patriarcali ma proprio per la particolare situazione di sottomissione della donna nel rapporto sessuale. Per quello che gli viene imposto dal maschio e che la femmina è disposta ad accettare e condividere con grande desiderio soltanto da chi le ispira e le accende, intendo dire con questo soltanto da chi amano veramente del tutto e senza condizioni.
É proprio sotto l’aspetto, l’immagine psicologica intendo dell’essere trombate che è strana davvero, non solo per me che mi eccita quando immagino di trombarne una, ma per loro e così loro diventano stitiche, ma fanno bene e fanno bene a farlo soltanto con chi vogliono loro.
Mi risulta anche che certe non concedono tutte le loro grazie nemmeno al marito, questa l’ho sentita e la prendo per vera. Potrebbe essere che anche se l’hanno sposato e il perchè lo sanno solo loro, forse non lo amano abbastanza o al riguardo lui non le ispira abbastanza almeno sotto quell’aspetto.
Non deve essere proprio facile essere donne.

il sesso

Filed under: Medicine — dastella @ 17:06
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Gran parte del piacere sessuale nell’uomo e nella donna è un appagamento psicologico. Non è soltanto il piacere puramente fisico che fa desiderare tanto il sesso negli uomini e nelle donne, ma invece la posizione psicologica che si recita nell’atto sessuale.
È tutto un fatto di dominio. Il dominare dell’uomo la donna e della donna di essere dominata dall’uomo. Il piacere è più intenso, quanto più intenso è il senso di dominio e possesso dell’uomo che prende la donna, e viceversa, è più intenso nella donna che si sente dominata e posseduta quando è presa.
L’uomo deve avere fantasia perchè in genere è l’uomo che propone e nel coito, l’uomo è anche l’unico dei due attivo. È la passività della donna che eccita psicologicamente l’uomo nel coito, la passività e la sottomissione della donna, e la passività e la sottomissione sono la bellezza della donna nel coito.
La donna deve essere sedotta e la donna è sedotta quando trova un uomo che psicologicamente la soggioga, quando trova un uomo o un maschio che psicologicamente o fisicamente la domina. Più è soggiogata e più è passiva e disposta a farsi sottomettere e possedere e vorrei dire più è anche generosa nel coito.
L’evoluzionista Darwin ha dimostrato che tutti gli sviluppi fisici sono un adattamento all’ambiente e servono alla conservazione della specie, così anche il fatto che abitualmente il maschio della specie umana e di quasi tutti gli esseri viventi è più alto e grosso e ha un aspetto decisamente più vistoso che serve a soggiogare e sedurre attraverso l’aspetto e la potenza dovuta all’aspetto, la donna e le femmine in quasi tutte le specie viventi.
Anche per questo viene tanto curato il look dei giovani maschi e con questo l’impressione che vogliono dare di loro alle femmine.

il coraggio

Filed under: Medicine — dastella @ 16:59
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Ci sono diversi tipi di coraggio, il più noto lo conoscono tutti è lo sprezzo del pericolo in battaglia per la propria incolumità fisica, non tutti sono capaci.
Poi dato che ne ho fatto l’esperienza so che ci vuole coraggio anche ad esprimere i propri sentimenti alla ragazza che ami, questo per il pericolo eventuale di essere rifiutati che mi avrebbe fatto sentire meno tra tutti gli uomini, anche in questo non tutti sono capaci per gli stessi motivi miei, io perlomeno non lo ero, ma fino ad una certa età.
Poi mi sono accorto che ci vuole coraggio anche per il modo di abbigliarsi, io questo non l’ho mai avuto, neanche adesso.
Per tutta la mia vita ho evitato accuratamente di comprare abiti troppo vistosi che non avrei avuto il coraggio di indossare, anche adesso.
Ho sempre cercato di non dare troppo nell’occhio, di passare abbastanza inosservato anche se confesso di aver sempre tenuto abbastanza al mio modo di vestire, più in passato che adesso, e che non è mai stato troppo ricercato, accurato, ma comunque è sempre stato importante, pur con certi limiti.
Mi terrorizzava il fatto che dovessi eventualmente sembrare ridicolo per avere indosso abiti eccessivi o troppo eccentrici, non avrei sopportato la vergogna che mi avrebbe causato questo.
Per questo mi è sempre mancato il coraggio.
Il fatto di vestire in modo da stare bene nei propri riguarda proprio
questo e anche evitare un modo di vestire troppo sciatto o banale perchè quando compro un capo opero comunque una scelta di gusto, l’abito mi deve far sentire comunque adeguato al confronto e all’indagine quotidiana di uomini e donne.
Noi esseri umani siamo fatti tutti così, ci piace giudicare gli altri anche dagli abiti che indossano, per farcene un idea più esatta, almeno riteniamo di farcela, pollice su o giù, secondo i gusti.
Per questo coraggio ne ho sempre avuto poco.
Non ho mai cercato il centro del riflettore sul palco, preferivo essere in platea, lì stavo bene nei miei comodi panni.

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 16:22
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Lei ha scelto me….ma lei mi conosce? In realtà, lei mi ha mai capito ? Non mi conosco io e a volte io mi sono intollerabile.
È la bellezza del mio carattere che a volte mi risulta intollerabile e non c’è solo bellezza. Troppo rigore, troppo ascetismo, troppa ingenuità, io sono il mio carnefice. In realtà lei mi ha mai capito? Cosa vede in me che io non so e che io non sono? Con me non ci si diverte, perlomeno io non mi diverto, troppo rigore, troppo ascetismo, troppa ingenuità, io sono la mia tortura.
Ho attraversato villaggi e città, ho saltato fossi, ho corso, ho imprecato e ho bestemmiato, mi sono ferito e ho sanguinato, ho ferito, e mi sono rotolato in pozze di fango, ho indossato il cilicio, sono un eretico, sono impuro e a volte sono terribile come un santo….vivo nell’ombra.

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 16:07
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Incominciai a frequentare la sede anche fuori dalle ore di servizio alle quali ero obbligato per contratto, incominciai ad andarci anche la sera, la dovevo studiare e capire.
Quando ce la trovavo ci guatavamo come due lottatori che si studiano per la presa. Elettricità passava nell’incrociarsi di un istante del nostro sguardo, eravamo entrambi seri, specialmente quando Claudio la coccolava tra le sue braccia….un istante…
Di struscio con noncuranza mi informava che fumava il doppio da quando era diventata volontaria all’Humanitas, e non gli restavano più unghie…erano proprio rase a sangue per il continuo rosicchiarsele…mangiarsele.
Quando si intratteneva un po di più nei miei pressi mi faceva confidenze che m lasciavano di pietra…del tipo “ Ho iniziato ad andare a scuola guida…il Giuliani mi da delle lezioni di guida private con la sua auto”….e proseguiva con un lamento…”Ma a me non piace guidare l’auto di Claudio…” (una Punto)…come a dire…Sono disperata…come posso fare?…
Io piano piano impazzii per lei, sempre di più….
Non ci sono limiti alla follia…

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 16:00
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Mi sembra che tu abbia studiato il greco e il latino….è vero o è soltanto un caso?

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 15:46
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Dico a voi! Potete disprezzare quello sguardo? Con gli occhi mi ha rifondato come essere umano. Ascoltatemi ,vi dico! Quello sguardo mi ha dato dignità, i suoi occhi mi hanno dato coraggio.
I suoi grandi occhi scuri mi hanno reso amabile, allora ho capito che potevo essere amato. Sentite! Quegli occhi illuminati mi hanno avvolto e acceso di purezza e voluttà. Il suo sguardo di donna bambina, mi comunicava la promessa di infinite tenerezze e mi carezzava l’animo, riscaldava il cuore ad un tizzone d’inferno ormai raggelato, ad un avventuriero oramai stanco come me, mi benediceva la bambina.

Chiara

Filed under: Pensieri liberati,Poesie — dastella @ 15:39
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Nella superficie oramai rasserenata degli oceani, vedo il tuo nome
Nel colpo di spada del torero, vedo il tuo nome
Nella vampa degli altiforni, vedo il tuo nome
Nel riflesso dell’argento, vedo il tuo nome
Nella coda elettrica della volpe, vedo il tuo nome
Nella picchiata vertiginosa del falco, vedo il tuo nome
Nel passare della folgore e nello schianto della folgore, vedo il tuo nome
Nella mia aquila e nel mio serpente, vedo il tuo nome
Nelle luci ed ombre delle notti di luna piena, vedo il tuo nome
Nel balzo sordo ed esatto del felino, vedo il tuo nome
Nei sandali consumati del profeta sul tetto, vedo il tuo nome
Nell’atto di fede dei martiri dell’idea, vedo il tuo nome
Nei petali puri della rosa canina, vedo il tuo nome
Nella preghiera dell’infermo, vedo il tuo nome
Nella remissione di tutti i miei peccati, vedo il tuo nome
Nello spruzzo benedicente dell’acqua santa, vedo il tuo sguardo, Chiara.

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 15:31
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Ho voluto bene a molte ragazze, voglio bene a tutte le ragazze che ho corteggiato in maniera piu o meno goffa, non ne ho dimenticata nessuna a cominciare da Deborah e Eleonora e le altre che ho incontrato nel tempo, me le ricordo tutte e di tutte ho nostalgia e struggimento. Ma una mi è rimasta confitta nel cuore come un sogno irrealizzato e fino a poco tempo fa credevo ancora di farcela a realizzarlo, me ne sono accorto oggi che ci sono stato quasi un’ora insieme ed è la ragazza per la quale ho fatto di più è la ragazza che in una giornata disumana mi ha fatto crescere come persona, mi ha fatto diventare uomo. Mi sembra di rivivere la storia di Lorenz e l’oca Martina. Il padre dell’etologia Lorenz allevò un uovo d’oca fino che non si dischiuse e ne venne fuori un pulcino d’oca che Lorenz chiamò Martina. Martina la prima cosa che vide al mondo fù Lorenz e Martina credette e si comporto come se Lorenz fosse sua madre, l’oca credeva di essere un uomo come Lorenz e lo seguiva e richiedeva col suo comportamento a Lorenz le cure che una femmina d’oca adulta riserva al suo pulcino. Bene, l’oca Martina sono io e l’etologo Lorenz è Chiara. Lorenz ha universalizzato nel mondo animale quest’esperienza e ha scoperto l’imprinting. Per quanto riguarda me non ripeterò lo stesso errore che ho fatto per ben due volte, adesso sono quasi rientrato all’Humanitas non mi farò buttare fuori per la terza volta, tratterò Chiara come tutte le altre ragazze, non la corteggerò più, anche se l’amo, mi basta starle vicino, aspettare come un cane aspetta un ghiotto boccone o una carezza dalla sua padrona che Chiara posi lo sguardo su di me, che mi sia amica e che ogni tanto mi parli. Ci sono molte persone nuove, persone che non conosco, specialmente ragazze, all’Humanitas, ragazze anche belle, oltre le ragazze che conoscevo da prima e che mi piacevano e che mi piacciono ancora, ma trattero tutte, compreso Chiara allo stesso modo, con gentilezza e un po’ di distacco. Ho aspettato tanto, ho fatto tanto per ritornare e adesso che ho capito non farò più errori che possono compromettere la mia permanenza in quest’associazione.

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 15:26
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La notte del mio scontento la passai come sempre sveglio. Ma questa volta a recriminare. Non avevo capito la situazione. Potevo passarla con la ragazza a cui volevo bene e invece, purtroppo la trascorsi fumando e bevendo caffè, infelice come non mai, in vita mia. Ma la mattina dopo andai a lavorare con una determinazione che non avevo mai avuto in queste faccende. Chiara, doveva partire a mezzogiorno per il mare con il fidanzato. Chiara aveva trascorso la notte all’Humanitas Firenze Nord. Quando arrivai speravo che fosse sempre nella camera nottanti. C’era. Era ancora nella brandina a dormire. La svegliai e gli dissi “Ti voglio bene,” mi rispose “Ho no ,DAI !”. Fu un dai che durò fino a sera. Gli avrò detto “Ti voglio bene” cento volte e lei rispondeva sempre “Ho no, DAI !” Fino a che la toccai con intenzione, e fui buttato fuori dalla sede dell’Humanitas Firenze Nord. Nella preghiera di un giorno ad una ragazzina di 28 anni più giovane di me, seppur respinto, nella preghiera ad una donna, seppur respinto, c’è tutto il mio orgoglio di uomo. Il mio orgoglio non è nell’esser ancora vivo a 48 anni, nonostante tutto. Il mio orgoglio non è nelle mie capacità intellettuali o nella mia energia. Il mio orgoglio di uomo è nella preghiera lunga un giorno ad una donna.

16 febbraio 2012

Vocalizzo numero 147

Filed under: Vocalizzi e musica — dastella @ 20:45
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14 febbraio 2012

frittata di patate e frittata di carciofi

Filed under: Fai da te per mangiare meglio — dastella @ 21:19
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Queste due frittate sono simili nella preparazione.
Iniziamo dalla frittata di patate. Prendi una patata grossa la sbucci e la tagli a fette che metti in padella con un po d’olio e gli fai prendere colore. Le porti a fine cottura. Quando sono cotte senza toglierle dal fuoco ci versi sopra tre uova sbattute e regolate di sale e fai cuocere il tutto fino a che devi girare la frittata perché se no viene troppo cotta da una parte e troppo poco dall’altra e non è buona. Per girarla prendi il coperchio di una pentola grande come la padella. Copri e giri e rimetti sul fuoco la frittata girata ancora un paio di minute ed è pronta da portare in tavola.
Buona, rustica.
Per quella di carciofi prendi due carciofi e sempre tre uova. Levi le foglie più coriacee e spunti tagliandole quelle rimaste sul gambo.
Affili i gambi nettandoli con un coltello e tagli i carciofi a fette che metti in padella dopo averli infarinati, e li porti a fine cottura. Falli indorare e che sembrino croccanti. Poi ci versi le uova sbattute e regolate, volti, tre minuti ancora ed è pronta.
Buona e rustica, è un cibo di prima sussistenza, come gli interventi di primo soccorso.

minestra di ceci

Filed under: Fai da te per mangiare meglio — dastella @ 20:47
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Vi volevo invitare a provare un altra versione della pasta e ceci, più ricca e mi sembra più di soddisfazione.
Prendi una pentola e versi sul fondo un po di olio extra, tanto quanto ne basta per far soffriggere una cipollina, mezza carota, un gambo di sedano e un ciuffetto di prezzemolo tritati grossolanamente. Li devi soffriggere un quarto d’ora circa e poi aggiungi acqua quanta ne basta per cuocerci dopo la pasta e la porti al bollore. A questo punto ci versi la quantità di ceci che avrai precedentemente tenuti in ammollo 24 ore, 24 tempo consigliato, la quantità di ceci dipende dalle persone. I ceci devono bollire 1 ora poi ne togli con una ramina insieme agli odori tritati una buona metà e li passi al passino o li frulli al frullatore e li rimetti sfatti in pentola con gli altri e porti di nuovo al bollore. Quando bolle metti in pentola la pasta e se necessario aggiungi acqua con un romaiolo quanta ne basta perché a fine cottura della pasta rimanga un po di brodo perché bollendo il liquido del brodo evapora e anche la pasta ne assorbe.
Io ho trovato una qualità di pasta che è ideale per la pasta e ceci si chiama le, si chiama Calamarata e la produce la Coop.
Da aggiungere il parmigiano grattato nei piatti.
Importante è fare cuocere la pasta insieme al brodo e i ceci e fare attenzione che non si addensi troppo in qual caso aggiungere acqua.
Per questo piatto mi spreco, è eccellente.
So che c’è chi insieme al trito di odori a soffriggere ci mette anche dei dadini di pancetta ma io che cerco di mangiare vegetariano non so dirvi niente sul risultato finale, magari provate anche con la pancetta dopo.

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 15:46
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Chiara

Il 2 agosto del 97 affrontai finalmente le mie paure e feci quello che credevo non sarei mai riuscito a fare, data la mia vicenda. Mi venne di ritorno sentimenti che allora in quel giorno non sapevo definire e che avrei riconosciuto e isolato soltanto in seguito, col tempo, in completa solitudine.
Non riconobbi il dolore, perché era confuso con l’orgoglio di essere capace di esprimere i miei sentimenti a una ragazza che ripetutamente mi diceva di no, ero confuso e perso di ritrovarmi completamente solo, in un ambiente totalmente contrario ai miei propositi, ai miei sentimenti. Poi in completa solitudine mentre disinfettavo le mie ferite che oramai erano diventate ulcere, riuscii a capire i sentimenti che mi ingolfavano da quel giorno fatale per la mia vita. E riuscii a analizzarli.
Prima identificai il dolore che scandiva il tempo di ogni gesto quotidiano come certi strumenti che usano i musicisti, il dolore mi aveva allagato traboccando da chissà quale profonda sorgente interiore, o forse era come l’alluvione dell’acqua da una falla su una fiancata di una nave, che si piega lentamente di fianco, affondando .
Poi isolai lo sbigottimento e lo smarrimento tutti e due identificabili con l’impressione di essere come un torero incornato e poi pesticciato dal toro o come essere stato sbalzato dalla groppa di un cavallo selvaggio in un rodeo e essere anche scalciato a terra dal cavallo. Infine viene la solitudine, la comprensione della solitudine e la consapevolezza di essere destinato alla solitudine oppure alla rovina e alla malattia. La solitudine come assenza di una donna che ti possa consolare e curare i mali prodotti dalla vita, una donna con la quale crescere e condividere il pane e il vino e io con lei volevo condividere tutto e gli avrei dato tutto.

domenica 8 giugno 2003

12 febbraio 2012

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 16:01
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La surgelata Chiara è stato scongelata, c’è voluto ma il risultato finale è veramente meraviglioso.
Auguri Chiara, io sono sempre qua.

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 15:46
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Il cuore pulsa fiotti di sangue e a volte mi viene la pelle d’oca….
E vivo sempre qui….
È per te Chiara…quando vuoi
Mi raccomando

11 febbraio 2012

amare

Filed under: Medicine — dastella @ 13:39
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La mia amica Francesca L. stasera era a cena a casa mia insieme ad altre amiche e a un certo punto della cena mentre discutevamo appassionatamente di sentimenti lei mi ha detto “Tu ami il prossimo ma non ami te stesso” una cosa presso a poco così e io di rimando “ Ti sbagli io mi amo perché io ho il rispetto di me stesso”….è vero però non glielo ho spiegato il fatto io che mi amo perché ho il rispetto di me stesso….per spiegarlo bisogna prendere nientemeno che il Vangelo e l’amare come lo intende e lo insegna Gesù cioè “amare il prossimo tuo come te stesso” cioè amare come dedizione al prossimo, amare come servizio, amare in atti concreti il prossimo. Tutto questo quando lo metti in atto oltre a fare star bene il tuo prossimo, fa stare bene te stesso prima di tutto, perché amare è un atto di una bellezza sconvolgente e se sei in grado di amare in maniera matura e con dedizione finisce che stai bene in te stesso e la conseguenza è che impari ad avere il rispetto di te stesso perché non hai niente da rimproverarti e così stai bene….Perché io ho il rispetto di me stesso e sto bene in me stesso?….Porterò alcuni esempi ma ne potrei portare anche tanti altri in altri campi. Ecco qua, io mi amo perché ho il rispetto di me stesso e dunque sto bene in me stesso perché ho rinunciato a Deborah perché troppo giovane e ancora minorenne, perché ho rinunciato a una notte d’amore con Eleonora perché lei era fidanzata con un altro, perché sono venuto via una prima volta dall’ Humanitas Firenze Nord per Chiara e una seconda volta mi sono fatto buttare fuori sempre perché amavo Chiara, perché ho amato appassionatamente e senza pregiudizi e gelosie Sissi che faceva la pornostar di lavoro, perché ho scritto quasi trecento lettere d’amore ad Ambra senza ricevere nessuna risposta, perché non faccio il pazzo con Francesca F. e prendo atto e rispetto Giorgio suo attuale ragazzo….potrei portare tanti altri esempi in altri campi che potrebbero sembrare cause di sofferenza invece sono la causa del mio benessere, perché ho fatto quello che la situazione richiedeva e non ho nulla da rimproverarmi, semmai è chi mi ha messo di fronte a certi dilemmi o chi mi ha impedito di più che è da compatire….
Questo è cosa intende Gesù quando dice “ Vi porto la pace vi do la mia pace”

10 febbraio 2012

le leggi e i giudizi secondo le leggi

Filed under: Medicine — dastella @ 16:37
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Nella storia degli uomini fin dagli albori, da quando gli uomini hanno iniziato a vivere in gruppi prima, e tribù e villaggi, poi città stato e infine in nazioni, si sono ingegnati con le migliori intenzioni di darsi delle leggi per la convivenza civile.
Ma di fatto anche se con le migliori intenzioni i legislatori non hanno potuto prescindere dalla condizione umana che non è un gran che sebbene noi reputiamo esattamente il contrario.
C’è da dire che le leggi sono quasi sempre, intendo quelle odierne dei paesi democratici, i paesi più civili intendo, migliori dei magistrati che le interpretano e le applicano perchè gli uomini, “ i magistrati” non possono essere migliori di quello che sono in realtà, intendo con questo che non possono prescindere da se stessi e la condizione umana e con questo intepretano e applicano le leggi, leggi che di fatto sono impassibili, i magistrati possono soltanto misurare le persone e pesare i reati in base ai loro pregiudizi, insofferenze, idee politiche e sentimenti che hanno un peso nel loro giudizio, e proprio in questo che non possono prescindere da se e di fatto portano le leggi a un livello più basso e soggettivo.
Voglio dire con questo che lo stesso reato commesso dalla stessa persona e giudicato da 10 tribunali diversi dello stesso paese potrebbe avere 10 sentenze diverse.
Poi bisogna intendere tra giustizia e cosa è bene.
In Germania c’era una giustizia nazista e chi giudicava secondo le leggi naziste credeva nella legge nazista, con questo che fosse appunto giusta, almeno per loro, i tedeschi.
É infatti vero che dopo la resa della Germania e gli aguzzini dei lager quando vennero arrestati e sottoposti ad profonde analisi psicologiche e psichiatriche dagli alleati per capire come era stato possibile il lager, risultò che i carnefici erano persone assolutamente normali, ne più ne meno.
Avevano fatto quello che avevano fatto perchè ritenevano che fosse giusto ed era di fatto giusto secondo le leggi naziste e loro le avevano soltanto applicate senza nessun rimorso, neppure dopo la caduta del nazismo.
Dichiaravano “abbiamo eseguito degli ordini”. Vero, avevano applicato le leggi della Germania nazista.
E così centinaia di storie ed esempi nelle alterne vicende degli uomini riunitisi per vivere insieme a volte con le migliori intenzioni anche se in reatà a volte le migliori intenzioni non bastano e che le leggi saranno sempre migliori di chi giudica in base ad esse. La deriva tra la legge e chi giudica secondo la legge è che le leggi sono impassibili e gli uomini no.

cecità

Filed under: Medicine — dastella @ 16:27
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Omero il poeta greco che ha scritto l’Iliade e L’Odissea, mi sembra in questo ordine era cieco, lui non poteva vedere ma in quanto cieco nessuno poteva vedere lui.
Intendo con questo che non potevi fissare il suo sguardo.
Ray Charles, il cantante nero, cieco praticamente dalla nascita, morto da poco, era pure cieco e se qualcosa ti voleva dire al riguardo l’ha già detta o te l’avrebbe detta. Adesso non possiamo sapere più niente di lui, niente d’altro, in quanto lui è morto.
Lui non ci vedeva e neppure noi lui.
Adesso è troppo tardi.
Intendo dire che nei suoi occhi essiccati nessuno ha potuto fissare lo sguardo in quanto cieco.
Non potranno più adesso, perchè oramai è morto.
Steve Wonder, cantante nero, cieco pure lui, famoso soprattutto negli anni ottanta, è ed era nella stessa condizione di non vedente ma anche di non visto allora e adesso, anche se ancora vivo.
Il pipistrello, attivo solo la notte è difatti un uccello notturno ed è cieco e nel suo volo imprevedibile e irregolare, rotto in segmenti si orizzonta con degli ultrasuoni, una specie di radar naturale che gli segnala gli ostacoli che così può evitare, nella notte.
Solo lui sa dove va, a noi non è dato sapere ne prevedere, non va comunque a sbattere da nessuna parte.
Il pipistrello è anche il logo del rum Bacardi, rum prodotto a Cuba con altri rum famosi, della stessa casa Bacardi e con ingenti partecipazione di capitali statunitensi.
Molti governi tra i quali quello inglese cercano di far chiudere la Bacardi, chissà perchè?

Satana

Filed under: Divago — dastella @ 16:00
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Toc, Toc…Chi è? Sono Satana il seduttore sono venuto per lusingarla e rendergli la vita più facile, diventerà felice…..venga rispose lei…
lui entrò e elegantemente e inavvertito gli salì in groppa…..adesso la cavalca bisbigliandogli all’orecchio.
Forse così si capisce meglio

potenza dei nomi…che ritornano

Filed under: Medicine — dastella @ 15:56
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Mi sono fumato Maria scrissi una volta e giù uno sbrodolio di insensatezza, non fumavo più in quel periodo ma forse ero comunque troppo stanco e avevo anche sonno.
Ma qui cade l’asino e tutti gli asini, perchè qui vive uno che si fa le canne (Marjiuana) e questo è in grado di impedire per la Legge che crea tutte le leggi qualsiasi accesso qui, per questo motivo e per il fatto che si chiama Claudio Gonnelli , intendi il significato di Gonnelli, paziente della dottoressa Stefania Pecchioli che solo per il nome è significativa per il fatto che io quando ero militare V.A.M a Grosseto avevo un compagno di corso che si chiamava Luciano Pecchioli di Brozzi, Firenze, e era considerato da tutti un omosessuale nonostante non ci fosse nessuna prova di questo, ma solo per il fatto che faceva il parrucchiere da donna sempre a Brozzi, la stessa Brozzi dove aveva fatto la custode ( bidella) in una scuola elementare la mia mamma,
Luciano era considerato così soltanto per i modi un po femminili che aveva, questo dava da dubitare ma non a me che non ci credevo. Tutto questo impedisce qualsiasi cosa in via Cimabue 14.
Aggiungi il Crespina a Mariannoud in via Cimabue e fai un tale macello e non sai da dove è arrivato nel culo a tutti, me compreso.

lussuriosi…

Filed under: Medicine — dastella @ 15:48
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Avete Satana alla porta….lui il seduttore via ha lusingato, avete aperto….e vi è saltato in groppa e adesso vi bisbiglia all’orecchio….

Dio avrà pietà di voi, della vostra miseria e la vostra vita miserabile?
Lo scoprirete solo vivendo…..

In uno dei primi libri del vecchio testamento c’è la vicenda delle città di Sodoma e Gomorra e l’ira di Dio per questo peccato.
Le due città e i suoi abitanti furono distrutte da una pioggia di fuoco e zolfo per volontà di Dio per purificare quella piaga….
soltanto a Lot e la sua famiglia fu concesso di salvarsi avvisati da un angelo…..mentre uscivano dalla città la moglie di Lot si girò un ultima volta per vedere la città che rovinava…..diventò per questo una statua di sale
unici superstiti Lot e le sue due figlie

si può intendere questo?

l’animale domestico di una volta

Filed under: Medicine — dastella @ 15:41
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Il contadino di una volta allevava il maiale nello stalletto ma non gli comprava da mangiare come si usa adesso negli allevamenti intensivi,
gli dava invece gli scarti della sua mensa, bucce di patate, torsoli di mela, ecc. ecc…tutte cose così per intenderci.
Il maiale ingrassava nello stalletto, diventava in capo ad un anno bello, grasso e lustro. Poi quando era diventato maturo, spesso però passava la maturazione, veniva liberato dallo stalletto e inseguito per tutta l’aia. Bloccato veniva ucciso dagli uomini con una saetta che gli doveva trapassare il cuore.

Cose viste nella prima infanzia in Casentino, Avena.

9 febbraio 2012

il Dio…

Filed under: Medicine — dastella @ 17:29
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Il Dio degli inglesi non è il dollaro

i topini (gnocchi di patate)

Filed under: Fai da te per mangiare meglio — dastella @ 17:14
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La mia mamma che era originaria del Casentino li chiamava “topini” gli gnocchi di patate, la preparazione è semplice.
Gli ingredienti per due persone ; due patate grosse e altrettanta farina in volume e sale.
Metti a bollire le patate con la buccia, una ora circa e sul tavolo versi il mucchietto di farina che aggiusti di sale. Quando le patate sono cotte le sbucci e le tagli a pezzi che metti in un passino e le passi sul mucchietto di farina. Ora devi amalgamare con le mani la farina con le patate passate. Procedi impastando e amalgamando fino a che non viene una palla omogenea, se attaccasse al tavolo versi un po di farina sul tavolo e la spandi con una mano.
Della palla ne tagli un terzo e cominci a rollarla con il palmo di una mano poi quando incomincia ad allungarsi con due mani.
Rollando l’impasto deve allungare fino a diventare delle dimensioni di una grossa corda che taglierai con un coltello in segmenti di 4 o 5 centimetri.
Procedi così con il resto dell’impasto.
Metti sul fuoco una pentola con l’acqua salata necessaria per far bollire tutti i topini che quando bolle ci verserai dentro. I topini vanno sul fondo della pentola, quando iniziano a tornare a galla sono cotti e li scoli.
A questo punto resta solo da condirli con una salsa, pomarola o ragù come preferite, aggiungete parmigiano grattato.
Sono buoni.

spaghetti aglio, olio….

Filed under: Fai da te per mangiare meglio — dastella @ 17:05
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La base di questa ricetta è la classica aglio, olio e peperoncino che è già buona ma io vi suggerisco di arricchirla che viene più buona.
Si procede così: tritate 4 o 5 spicchi d’aglio e metteteli in un tegamino con del peperoncino sbriciolato, versateci olio extra tanto da coprire, in pratica un dito d’olio extra e mettete il tegamino sul fuoco al minimo. Quando inizia a cambiare colore l’aglio, in pratica prima che inizi a ingiallire versate nel tegamino mezzo cucchiaio o un po di più di pane grattugiato e mescolate e fate cuocere ancora tre minuti. Infine mettete nel tegamino un giro di pasta di acciughe un tubetto e mescolate. Un minuto o due e la salsa è pronta.
Vi sorprenderà, facile e buona.

8 febbraio 2012

castagnaccio

Filed under: Fai da te per mangiare meglio — dastella @ 20:57
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Gli ingredienti per la preparazione del castagnaccio per 4 persone sono: farina di castagne 500 grammi, pinoli quanti te ne piace, uvetta quanta te ne piace e un ramoscello di rosmarino.
Si procede così : metti un po d’acqua in un insalatiera, quanta ne basta per mezzo chilo di farina di castagne che versi a pioggia nell’acqua e incominci ad amalgamare con un cucchiaio e giri fino a quando sono spariti tutti i grumi. Deve venire una pastella densa. Quando ritieni che è fatta ci amalgami girando i pinoli e l’uvetta desiderati.
Ora prendi uno stampo e lo ungi sul fondo con olio extra e ci versi dall’insalatiera la pastella di castagne che si distenderà omogenea sul fondo.
Ci puoi versare sopra altri pinoli e dell’altra uvetta e gli aghi di rosmarino.
Nel frattempo dopo aver riscaldato per un quarto d’ora il forno a 200 gradi ci metti lo stampo con la pasta di castagne e ce lo tieni mezzora a 200 gradi ed è fatto.
Da consumare preferibilmente tiepido.
Il castagnaccio è un dolce della tradizione popolare toscana, della tradizione contadina lucchese sembrerebbe ed è composto di ingredienti poveri. Non c’è nemmeno lo zucchero, un dolce senza zucchero si può chiamare dolce?
Per calcolare la grandezza dello stampo pensa che lo spessore del castagnaccio deve entrare tra gli uno e i due centimetri.
Tra gli ingredienti se pensi che ti piacerebbero ci puoi aggiungere dei gherigli di noce insieme ai pinoli e l’uva passa.
Non è una eresia.

7 febbraio 2012

affermo

Filed under: Medicine — dastella @ 16:20
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Il 14 maggio ho compiuto 56 anni e tutto questo è stranissimo, ci pensavo la notte scorsa o in prima mattina del 15 maggio,
era ancora buio e lo sarebbe stato ancora per ore.
Mi dicevo tra me e me, sto meglio di quanto sia mai stato, questo sotto tutti gli aspetti, anche in quello nella stima di me stesso, non sto tutto il giorno e la notte a autoflagellarmi e mi sento leggero e sciolto come mai in vita mia.
Le mie rotelle girano lubrificate al massimo e così anche il pisello, anche quello come non mai.
Ma qualcosa mi frena ed è il mio disinteresse per gli uomini e per le cose degli uomini perchè per tutto ciò non provo nessun interesse.
La realtà è che faccio la vita di un anacoreta, mi sono decisamente escluso da tutto per mancanza di motivazioni, di motivi validi.
Mi sembra per questo di stare meglio o perlomeno più in salute.
Comunque sono in pace e non bramo.
Qualcuno ci dovrebbe comunque spiegare cosa significa vivere meglio e cos’è la salute e cosa si intende per salute…..ascetismo o crapula?
Forse soltanto il monachesimo praticato con agio, questo per me e non intendo convincere nessuno.
Su questo le opinioni sono innumerevoli e anche confuse, ma ognuno fa riferimento a se stesso e rappresenta soltanto se stesso, come in tutte le cose, anche io, replico.
E c’è chi crede di vivere bene soltanto perchè non è riuscito a
vivere meglio o
meglio ancora, perchè non ha mai provato a vivere veramente bene.
Cosa intendo con questo?
Intendo che ognuno deve fare riferimento a se stesso, lo ripeto,
e al suo contesto e le
condizioni date,
che sono diverse per ognuno e irripetibili e non condivisibili e imitabili da nessun altro.
Dopo diverse esperienze mi sono convinto che questa è la mia strada e la mia vita…………fino alla prossima.
Tutto è relativo.
Il filosofo greco diceva che lo stesso uomo che si bagna ogni giorno nello stesso fiume in realtà è ogni giorno un uomo diverso perchè per lui
è trascorso un altro giorno e anche si bagna ogni giorno in un fiume diverso. (ogni giorno l’acqua del fiume non è la stessa del giorno precedente) è comunque un nuovo giorno e diverso.
Busillis ed enigmi.

divago

Filed under: Medicine — dastella @ 16:10
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Il capro espiatorio non è soltanto una figura retorica, è un simbolo della religione ebraica e non solo un simbolo perchè nell’ebraismo antico veniva realmente preso un capro e caricato dei peccati di tutta la comunità (città) veniva avviato al deserto a morire, la comunità così si purificava dai peccati .

Dio realmente esiste e non è il piccolo satrapo Pippo e nemmeno il Cioni e neppure Claudio Martini e neanche Silvio Berlusconi meno che mai George Bush o Vladimir Putin, è molto molto più potente, è nella Legge alla quale tutti sottostiamo.

Vasco Rossi cantava…..é l’ora che cresci le regole sono così……

Una battuta di Woody Allen…..Mao Tse Tung è morto e anch’io non mi sento molto bene…..Questa non centra un cazzo con tutto il resto ma è bellina.

di cosa vivono

Filed under: Medicine — dastella @ 15:57
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Perchè si può vivere anche odiando e disprezzando.
Le Anime Tutta Armonia tipo Jesù e S. Francesco e anche altri tra i religiosi ma anche tra i laici se ne trovano, non si alimentano con l’odio e il disprezzo proprio perchè stanno bene e se ne vanno con passo leggero.
Lo stare bene è fondamentale per capire il perchè di questo.
Ma i malati che sono il resto, di che cosa vivono se stanno male perchè sono cresciuti male? Di che cosa si alimentano per vivere? Bisogna pur mangiare qualcosa.
I comuni che stanno male non si nutrono di amore per il prossimo, tolleranza e umiltà come invece i grandi e covano l’odio e il disprezzo per necessità, per fare un pasto grasso. Il fatto si spiega così….io sto male con me per un miliardo di motivi e per stare un po meglio bisogna che io sappia che ci sono persone che stanno peggio di me ( pensa te!) e se non ne vedo me le creo, odiandole e disprezzandole, lo zingaro, il negro, l’albanese, l’omosessuale, l’ebreo e così via….un infinità.
Il mio odio e disprezzo per loro mi pasce e quando vengo a sapere che un negro è stato linciato io allora mangio, il suo linciaggio mi alimenta, non mangio dunque tutti i giorni ma nei giorni di digiuno totale io covo il mio veleno in vista della disgrazia e rovina del mio nemico personale.
Dunque non mangio nella sostanza per questa distorzione della mia personalità ed è sempre vigilia per me, io non mi nutro amando ma ho trovato un modo velenoso per me e per gli altri e per entrambi dannoso di vivere sopra i miei mezzi. Si può vivere anche di questo se non abbiamo di meglio, se proprio non abbiamo niente di cui vivere.
Sempre non siamo coscenti di noi in questi casi, ci crediamo altro di ciò che siamo, ci crediamo altri che sono meglio di noi ma che non sono come noi.
Questo è lo schema mentale dei razzisti, gli omofobici, i misogini, gli intolleranti e di tutti quelli che escludono e godono delle disgrazie altrui, mettici anche gli invidiosi.

Torta

Filed under: Fai da te per mangiare meglio — dastella @ 15:22
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Per preparare questa torta che trae ispirazione dalla schiacciata alla fiorentina gli ingredienti per 4 persone che occorrono sono : un bicchiere da acqua pieno di latte tiepido, mezzo bicchiere di olio extra, tre uova, farina quanta ne basta per il bicchiere di latte, zucchero 4 cucchiai, la scorza di un limone, lievito per dolci una bustina, vanillina, zucchero a velo e burro.
Si inizia così, versi il bicchiere di latte tiepido in una insalatiera e aggiungi lo zucchero e la farina a pioggia che inizi ad amalgamare girando con una frusta. Deve venire un impasto denso e fluido, per questo regolati con la quantità di farina. Aggiungi all’impasto il mezzo bicchiere d’olio e amalgama girando. Scoccia le uova e sbattile e le aggiungi all’impasto e inizia a amalgamare girando con la frusta. Se l’impasto con queste aggiunte fosse diventato troppo liquido aggiungi farina a pioggia e amalgama girando. Gratta sull’impasto la buccia del limone e strizzaci mezzo limone. Aggiungi ancora la bustina di vanillina e il lievito per dolci e gira a lungo per amalgamare bene.
Intanto avrai imburrato uno stampo con del burro. Abbi l’accortezza di imburrare anche le pareti dello stampo, è importante per una regolare lievitazione.
Avrai in precedenza preparato il forno accendendolo a 180 gradi per almeno un quarto d’ora e anche più. Adesso metti lo stampo con l’impasto in forno e ce lo tieni 40, 45 minuti a 180 gradi senza mai aprire il forno durante la cottura della torta, questo per una corretta lievitazione.
Quando è cotta sfornare dopo 30 minuti e spolverare di zucchero a velo.
É questa una bella torta, c’è chi all’impasto aggiunge i pinoli ma è parecchio buona anche senza.
Per a chi piacciono i dolci.

dalla lettera ai Corinzi

Filed under: Religione — dastella @ 03:18
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Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino, Ma ,divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto. Queste dunque le tre cose che rimangano: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!

Sembra evidente che San Paolo per carità non intende l’elemosina, anche se l’elemosina è un aspetto della carità, un modo di amare. Cos’è la carità per San Paolo quando dice che la carità è più grande della fede? Per San Paolo la carità è la capacità di amare, l’amore per il prossimo, l’amore disinteressato, l’amore come annullamento di se stesso per il prossimo, l’amore che tutto perdona, l’amore per la giustizia, l’amore che non evita nessuno sforzo, fatica, dolore, impegno, l’amore per la verità, tutti i modi di amare.

6 febbraio 2012

chiudetele

Filed under: Medicine — dastella @ 21:00
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Dopo aver letto ciò che mi incuriosiva stamani, arrivato quasi in fondo, alla cronaca di Firenze del quotidiano Repubblica mi imbatto in un articolo sullo spazio estivo delle Rime Rampanti che dovrebbe chiudere, il perchè non lo so, ma lo vuol fare in grande con un canto del cigno e propone un reading di poesia, beat, quello duro e puro.
A me viene l’acquolina solo immaginare e mi pregusto la serata.
Arrivo in orario e senza soldi come sempre, alle 22.00 e mi siedo su una ringhiera di una rampa, non costa niente.
Inizia in orario il tipo dichiarando che leggerà dal primo libro tradotto in italiano di Keruac, dice lui e mi sorprende subito perchè comincia a declamare senza leggere niente e dico tra me e me “l’ha imparate a memoria”….”bravo”……ma vola basso e dopo poco mi rendo conto che è anche confuso e manca del tutto delle parole assolute e essenziali in incastro della grande poesia. Il tipo dice qualche volta “uccello” blatera e modula un po di frasi in inglese. Improvvisa o ha scritto lui il tutto e per questo sa tutto a memoria e ce le spaccia per il beat di Keruac, trasforma l’oro in piombo e spaccia biglietti di banca falsi, alle rampe.
Le volevano chiudere le rampe, guai se non lo fanno!
Che vadano a prendere per il culo qualche altro. La vita può diventare durissima, tra lacci, tagliole e campi minati.
Qui si tratta di credibilità, competenza e sapere quello che si dice e prendesi le proprie responsabilità
Statte accorto.

omosessualità e rapporti omosessuali

Filed under: Medicine — dastella @ 20:47
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Mi sembra ci sia una gran confusione e ignoranza e non ci dovrebbe essere proprio adesso che si cerca di legiferare sulle coppie di fatto.
Non ci sarebbe questo clamore se tra le coppie di fatto non ci fossero implicati gli omosessuali, le coppie omosessuali.
Bisogna distinguere tra omosessuali e rapporti omosessuali.
I primi sono gli uomini e le donne che desiderano sessualmente il loro stesso genere, gli uomini gli uomini e le donne le donne, invece i rapporti omosessuali sono i rapporti anali tra uomo e donna, la sodomia tra maschio e femmina.
Praticamente io che ho desiderato più del rapporto eterosessuale il rapporto omosessuale ma soltanto con le femmine e mai ho desiderato il culo di un uomo, io ho avuto tutta la vita desideri di rapporti omosessuali, pur non essendo omosessuale in quanto non mi interessa e mai mi è interessato il corpo di un uomo, ne il davanti ne il di dietro.
Detto in breve se una donna desidera prenderlo nel culo più che davanti desidera un rapporto omosessuale pur non essendo omosessuale e così è anche per l’uomo che desidera sodomizzare una donna, questo è scientifico.

inflessibili

Filed under: Medicine — dastella @ 20:40
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Essere consapevoli di se è già un impresa, così non resta che mentire a se stessi perchè fa comodo, perchè è facile e anche perchè in genere la gente non sa fare di meglio e diventa inflessibile che è molto diverso che essere disciplinati, la disciplina richiede esercizio e duro lavoro, essere inflessibili invece è facile, basta mentire a se stessi e credersi delle persone perbene senza mai aver fatto un esame di coscienza, cosa difficile questa che richiede disciplina e consapevolezza di se.

il cuculo

Filed under: Medicine — dastella @ 20:27
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Nei lunghi anni della mia cattività a S.S. una parola mi incuteva terrore per quello che per me rappresentava e mi veniva ripetuta decine di volte al giorno, la parola è ” l’operazione ” ed era a causa di un film che avevo visto nel 76 o 77, il film era Qualcuno volò sul nido del cuculo e l’operazione era la lobotomia che Jack Nicholson subisce nel finale, la parola me lo richiamava terrorizzandomi.
L’avete visto il film? Veramente singolare per l’argomento trattato.
Ve lo riassumo per chi l’ha visto facendogli intravedere una soluzione finale diversa, un significato diverso, assolutamente imprevisto e nascosto fino a stasera, anche per me.
Jack arriva in manicomio per una perizia che gli eviti il carcere prendendo l’affare alla leggera.
Arriva con Jack in manicomio la libertà, dopo niente sarà più uguale.
Dentro vige un regime di regole spietato e disumano, serve per mantenere l’ordine.
Jack fa scappare i suoi compagni di detenzione per una pesca d’ altura in barca, arriva persino ad introdurre dentro il manicomio delle puttane e le offre in un baccanale di sesso e alcool.
Queste le cose più rimarchevoli tra innumerevoli altre.
Fa gustare l’ebbrezza della libertà ai suoi compagni di cattività fino a che non saranno più gli stessi. Fino a quando un aguzzino sotto le vesti di infermiere lo informa con un sadico piacere che è lì per restare, non verrà più dimesso, è ergastolo in manicomio invece che in un carcere dopo tutto quello che ha combinato, ci mancherebbe altro.
La figura centrale che cambia il significato del film è l’indiano pellerossa creduto da tutti muto, anche dal personale sanitario.
L’indiano, è una montagna di carne questo indiano, una forza della natura come si vedrà nel finale.
A metà film Jack offre una gomma da masticare all’indiano e lui risponde “grazie”….cazzo! Jack salta sù come impazzito dalla gioia, gridando “l’hai fregati tutti, tu parli” e questo resta il loro segreto fino alla fine del film, l’indiano non pronuncerà nessun altra parola. Nella scena delle puttane viene svezzato e sverginato un ragazzo in cattività, talmente sverginato che si suiciderà per lo sballo e la consapevolezza che ciò non si potrà ripetere più.
è la kapò, che sarebbe l’infermiera caposala, la principale nemica di Jack per tutto il film.
Il film è un conflitto continuo tra l’inflessibilità dell’istituzione e la sregolatezza di Jack
La kapò, lei rappresenta , l’inflessibilità dei regolamenti interni, l’ordine disumano, molto più disumano di Jack, tanto che Jack dopo il suicidio del ragazzo tenta di strangolarla ritenendola la responsabile, come lo è difatti per freddezza e insensibilità, mancanza di empatia con chi deve curare
Per questa rivolta e tutto il resto sottopongono Jack a lobotomia, e la stessa notte dell’operazione, quando Jack viene riportato in camerata oramai inerte e rimarrà inerte per tutto quello gli rimarra da vivere, la notte stessa dicevo l’indiano muto divelte con la sola forza delle sue braccia un colonnino che distribuisce l’acqua, una fontana insomma e con questa sfonda una vetrata con sbarre, si carica Jack sulle spalle e fugge con lui nella notte.
Finalmente liberi, finalmente, e definitivamente tutti e due liberi.

il povero

Filed under: Medicine — dastella @ 16:38
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Un uomo non si sente veramente povero, anche se fosse l’uomo più povero del mondo, finche ha una donna da possedere (scopare), indipendentemente che lei si senta sua o no, basta che lui creda che lei sia sua.
A questo mondo c’è sempre un ultimissima cosa che puoi perdere ed è la donna che sta con te e puoi scopare quando vuoi e come vuoi.
Questa è la psicologia del maschio che come i cani e i gatti piscettano qua e la per marchiare il loro territorio, il loro possedimento.
Un uomo veramente povero, ma povero con la P maiuscola è quando non ha una donna da possedere, o illudersi di possedere, allora si che si sente l’uomo più povero del mondo.
La povertà non è da confondere con la miseria, parola simile ma non uguale, il miserabile porta con se anche lo stigma di un accezione morale negativa, indipendentemente abbia una donna da possedere e che lei sia veramente il suo possesso.

maschere

Filed under: Medicine — dastella @ 16:31
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In Grecia c’era tempio dedicato ad Apollo dove i greci andavano per sognare, perchè l’oracolo interpretasse il sogno, per capire e conoscere se stessi, c’era scritto sul frontone di quel tempio “Conosci te stesso”, appunto, per questo andavano lì a dormire, per la rivelazione.
Si credeva che la conoscenza di se fosse la cosa più difficile, in realtà è l’unica possibile dopo un lavorio interminabile di auscultazione di se.
Per questo serve uno stetoscopio.
Noi viviamo sotto uno strato incalcolabile di maschere delle quali non siamo neppure consapevoli e che ci siamo messi sul volto involontariamente e inconsapevolmente per proteggerci dal dolore, per essere meno vulnerabili nei nostri rapporti con gli altri. Le maschere servono per risultare più gradevoli al prossimo, per non essere giudicati troppo male e per affascinare, per risultare amabili e essere amati.
La tragedia inizia quando ci si convince di essere di volta in volta come reazione alle diverse situazioni, realmente una delle tante maschere che indossiamo invece di se stessi, che è la cosa più comune che accade e capita a tutti, sempre Perchè l’uomo non è poi quella gran cosa che crediamo. Ci piace ingannarci su di noi. Questo è necessario per la convivenza tra noi tutti, perchè ci rassicura su di noi.
I sistemi morali sono artifici, costruzioni molto superiori a l’uomo, a tutta la specie, anche ai costruttori dei sistemi stessi. Tanto per dire.
Di quì le maschere e la loro necessità, per la convivenza, appunto, dato che abbiamo dovuto costruirci questi sistemi.
Ma l’uomo è sempre lo stesso. La stessa è la specie.
E di qui l’ardua difficoltà della consapevolezza di se e l’impossibilità di conoscere il nostro prossimo.

panico

Filed under: Medicine — dastella @ 16:23
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Il pilastro, la struttura portante, tutto quello che reggeva e definiva la mia vita affettiva e la mia psiche era la mia paura che diventava panico e fuga a qualunque dimostrazione d’affetto nei miei confronti da parte di chicchessia, parenti, amici, amiche e più che altro le donne che amai.
Questo era risaputo da tutti nel mio ambito, di fatto persino la mia mamma non è mai stata diretta su questo aspetto, così non mi ha mai detto che mi voleva bene e non mi ha mai ne abbracciato, ne baciato, ne carezzato, l’avrei trovato insopportabile e intollerabile, sarei scappato perchè non avrei resistito all’angoscia.
Credetti così di stare meglio.
E crebbi con questa inispiegabile tara, malato, da qui le mie fughe e poi tutto il resto, e anche il manicomio.
Era questa la mia malattia, anche se in realtà ho desiderato di più il culo delle donne che il loro sesso.
Ma dovevo arrivare a fare i conti con la mia patologia e per ben due volte sono stato travolto dal panico e sono fuggito a causa di due dichiarazioni d’amore troppo dirette ed esplicite, anche se con entrambe in un modo o in un altro cercai di rimediare, dopo, ma quando era ormai troppo tardi.
E fu ancora troppo tardi quando decisi di scattare accettando l’la chiamata di Chiara,
ma non potei averla, questo per molti motivi, tutti importanti dei quali il più importante fu che feci passare troppo tempo da quando lei mi telefonò, come dicevo.
Guarii e fu lei, fu
lei
la causa di tutto, fu
in un bellissimo giorno dell’agosto del 97 nel
quale non guadagnai niente, non la Chiara,come mi proponevo,
intendo dire, ottenni invece la mia definitiva guarigione, la mia salute perfetta.
Nacqui quel giorno e dopo fu tutta un altra storia.
Siete ancora a cercarmi e non mi troverete mai più.
Come vuole la Legge.
Io comunque abito qui per chi mi vuole.

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la coscienza

Filed under: Medicine — dastella @ 16:12
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La coscienza non è data alla nascita agli uomini e forse ne anche l’anima, intendo “L’ Anima” come la vorrebbe la religione cristiana.
Sarebbe troppo bello per gli uomini averla così, noi siamo molto meno ed è già grandioso che ci proponiamo un simile traguardo, molto meno che presumiamo di averlo già raggiunto.
Forse non accadrà mai.
Alcune persone arrivano ad avere coscienza di se e di ciò che è bene e ciò che è male attraverso un percorso di vita che sembra più o meno uguale a quello degli altri, ma con un passo felpato e scalzi per una maggiore sensibilità registrando così il dolore dei piedi feriti su un rovo o il piacere di camminare su un tappeto morbido.
La coscienza è tutta qui, sentire una fitta di dolore per una azione malvagia, commessa, e pace interiore, armonia e benessere spirituale quando facciamo del bene agli altri, specialmente.
Tanti non discriminano tra bene e male perchè per entrambi non ricevono niente indietro, né dolore, né pace, sicchè non stanno tanto a guardare e con i loro scarponi cercano soltanto la soddisfazione dei loro appetiti, qualunque essi siano.

l’eros

Filed under: Medicine — dastella @ 16:06
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Siamo posseduti dall’eros in determinati momenti, quelli forti, appunto e in diversi gradi, come in una scala che misura l’intensità del calore ( gradi fahrenheit)..Per es. passiamo dall’arrapamento alla foia,e intendo dire posseduti perchè la possessione
agisce su di noi senza nessun controllo e freno da parte nostra,
in certi momenti sembra che un demonio alberghi dentro di noi.
Per usare un immagine.
Se invece cerchiamo di capire e analizzare le nostre sensazioni fisiche quando facciamo sesso, di individuare certi perchè arriviamo a capire l’arcano. Per es…..è dal ricordo
della sensazione più piacevole mai provata nell’atto praticato che veniamo marchiati e passiamo così nella foia quando intenzionalmente
vogliamo riportarla alla memoria nella pratica solitaria,
pensiamo sempre a quell’attimo e il cazzo risuona, vibra come non mai, uno spasmo,
è inevitabile,
sembra impossibile in una maniera differente, ne siamo bollati a fuoco per sempre.
Come accade a chi ha coscienza di se perche è introspettivo e cerca nel pozzo di capire e dare un nome preciso ai suoi sentimenti, di volta in volta provati, e di conseguenza capire il valore intrinseco dei suoi
pensieri, trascinati da quelli.
Accadrebbe dunque
che invece di essere posseduti possederemmo l’eros arrivando a controllarlo, quasi sempre. E perderebbero intensità
molte delle sensazioni di cui siamo preda. Ma anche tanta potenza di seduzione, diventerebbe una cosa così, di cui si potrebbe anche fare a meno.
È la mia realtà, di ora.
Es..un terzo del piacere è dato dal calore corporeo della femmina quando glielo metti e lo
tieni al calduccio, lì, dentro di lei, in profondità, nella fica o nell’intestino è l’apoteosi, l’apoteosi della cappella
che risuona come un cembalo
Ma se te lo aspetti e non vieni preso dallo stupore, perchè lo sai,
perchè l’hai capito e così tutto il resto di sensazioni fisiche piacevolissime che si trascinano dietro quelle psicologiche di appagamento e di
possesso della femmina che geme.
Quando hai capito tutto sei diventato troppo vecchio per il sesso e le femmine.
Questo sono io in gran parte.

la morte

Filed under: Medicine — dastella @ 15:54
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La Morte mi ha sfidato a una partita a scacchi.
Non è nuova questa, già nel film svedese“Il settimo sigillo”il cavaliere medioevale viene sfidato ad una partita a scacchi dalla Morte, in gioco vi è la vita del cavaliere e non quella della Morte e questo è ovvio.
Si tratta solo di vedere quanto il cavaliere la tira lunga.
Io credo di avere le mani sul collo dell’oscena Signora….conosco la mossa per dargli scacco matto in tutte le sue varianti e l’applico quotidianamente ma ogni nuovo mattino quando esco di camera convinto a volte di averla oramai stecchita….WHAM mi si para di nuova davanti nel corridoio la sdentata Signora….
E inizia un altra partita perchè con lei non ne basta una, si tratta di indebolirla piano,piano sconfiggendola quotidianamente, di devitalizzarla piano, piano e appassirà, seccherà accartocciandosi su se stessa come una foglia secca.
E non perdere nel frattempo neanche una partita.
Quante ne resta da giocare…?

il pensiero

Filed under: Medicine — dastella @ 15:48
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Mi sono accorto che pensare in silenzio è meno incisivo e meno articolato che pensare ad alta voce, il pensiero espresso verbalmente specialmente quando siamo soli è più articolato e meno frammentato, questo accade anche quando scriviamo, scrivere vi impone di mettere ordine e in fila una serie di spezzoni di pensieri che girano intorno ad una certa cosa, diciamo una teoria o un pensiero originale
Vi consiglio di provate ad ascoltare voi stessi, vi potreste stupire.

il benessere

Filed under: Medicine — dastella @ 15:42
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Ci sono un infinità di corsi, seminari, partiti e cattivi maestri, falsi profeti che promettono che ci faranno stare bene. Impossibile, l’essere umano non è fatto per stare bene, per quanto possa essere fortunato e dotato di talenti trovera sempre motivi di insoddisfazione o di invidia, gelosia e anche noia.
é sin dal’inizio che i fondatori di religione hanno cercato di insegnarci a stare bene.
Budda lasciò una nobile famiglia per cercare di capire perchè fosse infelice. Ci mise 10 anni di vita passata come un anacoreta per capire che la ragione principale di infelicità fossero i desideri e l’assenza di desideri avrebbe dovuto portare alla felicita a far stare bene e predico l’assenza di desideri.
Dopo Budda Gesù di Nazareth di cui non si sa niente prima dei suoi tre anni di vita pubblica.
Si sa che ha fatto il falegname nella bottega del babbo Giuseppe e lì nella piccola Nazareth e sotto la tutela del babbo ha visto, ascoltato e capito così tanto da annunciare una volta lasciata il paese
“che il suo giogo è lieve”.
ciò che sembra pesante e insostenibile è invece leggero. Tutto viene sciupato, quando un insegnamento divino viene scimmiottato.
I partiti si sono sostituiti alle religioni, perchè le religioni non erano più efficaci allo scopo,
“Il materialismo storico” e “l’ateismo di stato” ne ha ubriacati parecchi.
Cercavano solo di sostituire gli insegnamenti di uomini sublimi e divini e promettevano che sarebbero riusciti a farci stare bene con le merci e il mercato.
Grazie Karl, non importava.

il carattere deviato

Filed under: Medicine — dastella @ 15:32
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Non vorrei sembrare insistente con quelle che sembrano delle seghe mentali, ne ho già parlato con gli amici della mia vicenda e impotenza, e il timore ad affrontare una ragazza.
Lo devo anche scrivere.
Mia madre mi ha fatto un danno irrimediabile abbandonandomi; è stato come se mi avesse venduto come uno schiavo, al ritorno il mio carattere era già definito per il resto della mia vita e così il mio disperato bisogno d’amore e l’incapacità di chiedere amore. Mi intortavo su me stesso sempre di più ad ogni nuova ragazza che conoscevo.
Con Carlo e la Patrizia iniziarono i miei rapporti triangolari con le ragazze che mi piacevano. Sarebbero durati fino a ora.
E i miei desideri incestuosi indotti, nascondi e guarda, fai vedere e nascondi,di mia sorella maggiore, ero troppo bambino, troppo impressionabile .
Tornai in quelle condizioni e non potevo che peggiorare.
Il motivo era semplice, me lo ha fatto capire la zia Maria qualche mese fa mentre aspettavo il pranzo. La zia mi chiede “Perché volesti tornare a casa quando eri qua ?” Gli risposi “Non fui mica io a decidere il ritorno a casa, certe decisioni mi passavano sopra il capo. Ero venuto per studiare e non ero portato per lo studio e così ritornai ”, la zia continua “Hai fatto le medie qui alla Lastra….” “No! Ho fatto l’elementari, quarta e quinta, anche ripetuta la quinta, non ti ricordi ?” Va beh! Tutti conosciamo i diti medi.
In pratica quello che mi salvava mi ammazzava anche, e quello che mi ammazzava lo faceva da vero.
Sono rimasto per quasi quaranta anni emotivamente un bambino nel disperato bisogno d’amore, prima della mia mamma che ero arrivato ad odiare perche mi rifiutava e poi le ragazze che giocavano con me. Immagina un bambino irrisolto di quarantacinque anni e prima la Deborah poi l’Eleonora che ci lasciano le penne in un simile Frankstein. Infine in un giorno perfetto far crollare tutti i muri con la Chiara.
Cosa vedevano in me? Mi hanno sempre frainteso, sono sempre stato un pavido vecchio timoroso.
Avevano lasciato segni troppo profondi nella mia psiche i rifiuti di mia madre quando cercavo da bambino di sedere sulle sue ginocchia “Vai via Luciano mi sento male ! “ mi diceva.
Smisi di cercare il suo affetto e quello di qualsiasi altra donna sebbene ne avessi bisogno, ne temevo il rifiuto.
Diventai misogino, e cominciai a desiderare di sodomizzarle. Volevo umiliarle e fargli del male
Le amavo e le odiavo ma più che altro le temevo.

boheme

Filed under: Medicine — dastella @ 15:24
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Vediamo se questa distinzione è dimostrabile e anche se per altri è la medesima.
Io sono nato in una famiglia di mezzi modesti,la mia mamma faceva debiti e con il pizzicagnolo mandava me a fare la spesa quando non era in grado di pagare il debito contratto e il pizzicagnolo Sirio mi diceva di dire alla mamma che c’era un debituccio da pagare ; io mi vergognavo come un ladro e da lì mi sono sempre vergognato dei pochi soldi che mi sono girati per le tasche, proprio come un ladro.
Fino a che incominciai a dipingere, volli diventare un pittore.
Sembra una facezia ma fare il pittore si adatta alle persone povere, su questo c’è tutta una letteratura e storie di vita vissuta, storie vere, su tutte la vita di Van Gogh è emblematica.
E così di colpo non mi sentii più povero e ladro, anzi ci giocavo quando chiedevo di dipinti che valevano migliaia di euro poche centinaia e mi sentivo rispondere eeeeeeee!!! troppo!!! Era un sottile piacere psicologico per il colto nei confronti dello sprovveduto.
A volte riuscivo a venderli a un paio di centinaia e andava bene lo stesso, non ne ho mai fatto una questione di prezzo, il mestiere si doveva alimentare da se, la pittura provvedere a se stessa con le magre vendite, ci riuscivo e ne avanzava anche per il resto, in tutta modestia.
Fare il dandy, il raffinato dilettante o il bohemien ha un potere di attrazione anche nei nostri tempi.
Voglio dire che il pittore con pochi mezzi,psicologicamente sopporta meglio l’indigenza di qualsiasi altra categoria di poveri.
Provare per credere.

la lettura

Filed under: Medicine — dastella @ 15:18
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Ieri sono salito a Romena per ascoltare don Ciotti, e ho incontrato alcuni conoscenti, ragazzi e ragazze, vecchi amici e vecchie conoscenze, tra i quali Roberto M. psicologo che ha lavorato anche alla Tinaia.
Ci siamo messi un po a parlare e lui ad un certo punto mi fa “come fai a stare bene ?” e io sorpreso gli ho risposto in tutta spontaneità “leggo Repubblica e Il Corriere della sera”…sconcerto e sguardo interrogativo da parte sua, ma non sono stato a spiegargli.
In realta una affermazione come la mia è rivelatrice di più verita, cerco di spiegarne solo una ma con un po di immaginazione arrivate anche al resto. Se leggo il Corriere o La Repubblica è segno che ho il tempo per farlo e che ho interesse per quel che succede nel mondo. Questo è pacifico. Dedico tutta la mattina alla lettura del quotidiano, quello o quell’altro.
Sono in pensione e ho tempo e non ho strani pruriti, ho un sano interesse per le persone, ma con molti limiti.
La lettura è la cosa più importane delle mie giornate e mi assorbe tutto.
Poi viene il resto che è molto meno impegnativo.Questo è il mio modo di stare sano.
Come le tartaruge sono sempre in casa.

miscela

Filed under: Medicine — dastella @ 15:13
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Della rabbia, l’odio e l’invidia abbiamo detto, sono sentimenti che danneggiano più che altro chi li nutre, fanno male a loro.
Vorrei parlare dell’amore incondizionato e senza limiti “ama il prossimo tuo come te stesso” che spinto fino a lì consuma e divora, come una follia scarnifica, dissecca, è un esperienza estrema.
Se non bisogna alimentare l’odio e gli altri sentimenti distruttivi sembrerebbe che per stare bene di dover essere equidistanti tra amore e odio, dunque è meglio essere tiepidi?
Una cosa voglio dire, che ho imparato a non odiare nessuno ma anche a non amare tutti incondizionatamente, senza limiti, mi sembra di stare bene così, un po tiepidino.
E essere tiepidi significherebbe forse essere un po vili oppure più saggi? Un po buddisti intendo dire….
C’è una maledizione per i tiepidi nei Vangeli verso chi non prende parte, per chi non è caldo ne freddo. Gesù li allontana da se.
Sembrerebbero troppo cerebrali, cadaveri da obitorio.
E del sospetto che dire? Si insinua nella mente come un tarlo, un rovello e rode, rode scavando gallerie indebolendo anche delle belle menti.

un sogno

Filed under: Medicine — dastella @ 15:08
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Oggi è venuto Stefano e mentre aspettavamo l’ora di andare al David per un buffet di pesce a prezzo fisso gli ho raccontato la fine del lungo sogno che ho avuto stanotte. Gli ho confidato che ero con una donna che aveva sotto le vesti un bambino con un laccio al collo, una specie di nodo scorsoio che si sarebbe potuto stringere fino a strozzare il bambino se lei si sarebbe mossa fino a tanto. Lei inizia a muoversi in preda di un desiderio sessuale sempre più intenso e il bambino è vicino a morire mentre lei è prossima all’orgasmo e qui io inizio a eccitarmi fino godere di un formidabile orgasmo e mi sveglio con il ventre bagnato di sperma e gli occhi spalancati supplicando Dio e invocandolo a testimoniare “ tu lo sai, mi conosci io non ho mai sofferto di simili perversioni, pietà, pietà “
Il buon dottor Freud diceva nei sogni si appagano desideri che nella veglia non trovano soddisfazione.

la memoria

Filed under: Medicine — dastella @ 15:03
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Ieri sera ero da Chille a San Salvi dove c’era uno spettacolo sulla memoria che io avevo visto martedì scorso. Dopo aver sorseggiato una bottiglietta d’aqua liscia e fredda mi sono messo un po a parlare con la ragazza che staccava i biglietti, la Martina e il discorso è caduto sulla memoria, la mia quando ho affermato che nessuno potrebbe capire le mie vicende se non reputasse che io sono stato una persona ostinata. L’ostinazione era tra le mie peculiarità la maggiore e la più importante, non ero un duro, anzi ero timido e ombroso, sensibile e romantico, tenero, ma terribilmente ostinato. L’ostinazione è una strana droga molto vicina all’esaltazione, lo diventa sopra un certo grado, tenere duro, resistere. Da bambino prendevo bizze che duravano giorni e ho odiato la Vittoria per anni tenendo acceso il sacro fuoco del risentimento, il rancore per un tempo spropositato così come ho amato la Chiara incondizionatamente fino a che la memoria affievolendosi a curato la mia nostalgia e simile a queste la mia prigionia a Montelupo si spiega soltanto con una ostinazione divenuta pertinacia.

Il solitario

Filed under: Medicine — dastella @ 14:58
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Uno si domanda io per primo come faccio a stare così bene nella solitudine più assoluta. Una risposta me la sono data “ho addomesticato la mia libido” oppure “ho la libido di Matusalemme”
Si parte da lì io non entro più in competizione con gli altri maschi per affermare la mia libido oppure guardo serenamente una bella ragazza e ne posso fare a meno.
Questa è una fonte di grande serenità e tranquillità, l’assenza di bisogno.
Sarà come Dio comanda.

5 febbraio 2012

Panna cotta

Filed under: Fai da te per mangiare meglio — dastella @ 20:24
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Panna cotta
Ho cambiato titolo alla sezione di cucina del sito, è sempre una cucina proletaria se vuoi oppure monacale, economica sempre ma comunque dignitosa; io ci sono cresciuto e l’ho intitolata “La cucina della fratina” dato che in sala da pranzo ho una fratina e anche per il fatto che sono diventato astemio da più di due anni e vegetariano da quasi un anno simile in questo ad alcune regole monastiche che prevedono l’astensione dalla carne e dall’alcool proprio come me, ma io per scelta e devo dire che non me ne sono accorto.
Nei monasteri non si indulge ai piaceri della buona tavola ma comunque si mangia notoriamente bene, con una cucina curata.
La panna cotta è un dolce della tradizione italiana, precisamente quella piemontese, buono, sobrio.
Ingredienti per la panna cotta per due, tre persone : mezzo litro di panna fresca, un centilitro di latte, tre cucchiai di zucchero, uno o due fogli di colla di pesce, dipende se preferisci la panna più o meno solida, e vaniglia o vanillina.
Metti in un tegamino la panna, il latte e la vaniglia e porti al bollore a fuoco lento girando la panna continuamente con un cucchiaio. Intanto metti in un piatto pieno d’acqua fresca i fogli colla di pesce in modo che si ammorbidiscano. Non aver paura, nell’acqua fresca la colla si ammorbidisce ma non si scioglie. Quando la panna inizia a bollire spegni il fuoco e metti nella panna bollente la colla di pesce ammorbidita e giri con un cucchiaio, si scioglie subito.
Puoi a questo punto devi versare la panna nelle ciotole o negli stampini e quando si sarà raffreddata copri le ciotole con una pellicola per cucina e le metti in frigo. Qui per solidificare per far divenire la panna secondo la tradizione dipende da quanta colla di pesce hai usato, con un foglio devi tenere la panna in frigo otto, dieci ore è non sarà mai soda abbastanza ma è comunque buona. Con due fogli di colla invece sei, otto ore e viene secondo la tradizione. Cioè quando la levi dal frigo puoi rovesciare la panna dalla ciotola in un piattino e la panna mantiene la forma della ciotola.
Ci puoi versare sopra del cioccolato che avrai precedentemente fuso o delle fragole precedentemente passate al frullatore o anche niente che è buona lo stesso.
Facilissima.

4 febbraio 2012

Autoritratto numero 36

Filed under: Dipinti — dastella @ 20:39
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Uova trippate

Filed under: Fai da te per mangiare meglio — dastella @ 20:28
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Per fare la frittata al pomodoro per una persona ci vogliono tre uova, parmigiano grattugiato e duecento grammi di pomodori pelati, oppure un paio di pomodori maturi della bella stagione.
In una padella media fai una frittata con le uova e il parmigiano e quando è pronta pieghi in due o in tre e poi tagli con un coltello in strisce di due centimetri di larghezza. Poi tagli i pomodori a pezzetti e li metti con un filo d’olio nella padella ormai vuota dove hai cotto la frittata e fai cuocere il trito di pomodori per cinque minuti. Quando i pomodori sono pronti ci metti insieme le strisce di frittata e mescoli tutto più volte. Ci vogliono ancora cinque minuti di cottura ed è pronto.
Più facile a farsi che a dirsi, gustoso e rustico.
Ricordati di regolare a piacere di sale prima le uova e poi i pomodori.
Da provare.

vivo

Filed under: Video e immagini — dastella @ 14:18
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