31 gennaio 2012
28 gennaio 2012
20 gennaio 2012
19 gennaio 2012
18 gennaio 2012
17 gennaio 2012
Il balcone
16 gennaio 2012
14 dicembre 2011
10 dicembre 2011
4 dicembre 2011
30 novembre 2011
Lettera a Rosanna
ciao sono luciano, mi ha fatto piacere rivederti e ti scrivo.
mi hai detto che lavori a milano nel mondo della moda, vuoi dire che sei a contatto dei grandi stilisti e delle famose modelle?
io vivo da solo nel solito posto e sembrerebbe che sia in procinto di traslocare, io me lo auguro.
dipingo ancora
magari se dovessi venire a milano ti contatto
di nuovo mi ha fatto piacere rivederti, tanto di più perché non me lo aspettavo
salute e saluti, luciano
28 novembre 2011
22 novembre 2011
20 novembre 2011
la cameretta e la cantina
documento la cameretta e la cantina lasciate entrambe, la cameretta per una più grande e la cantina perché non era quella assegnata a questo appartamento. Per questo motivo e perché la tenevo vuota dal villino mi hanno chiesto di ridargli le chiavi della cantina e hanno fatto bene. Io la tenevo vuota, perciò….
13 novembre 2011
9 novembre 2011
8 novembre 2011
il corridoio studio
è qui che ancora sto imparando e in questa fucina tra le scintille piego il
ferro alla mia volontà
6 novembre 2011
la camera da letto
questa è la stanza dove ho riposato negli ultimi 5 anni, al
sicuro come un pesce nell’oceano…
4 novembre 2011
3 novembre 2011
27 ottobre 2011
26 ottobre 2011
25 ottobre 2011
24 ottobre 2011
17 ottobre 2011
18 settembre 2011
Orecchiette con le zucchine
Per preparare le orecchiette con le zucchine occorrono in primo luogo orecchiette quante ne basta e naturalmente zucchine, una a persona, inoltre olio extra e parmigiano e anche a chi piace peperoncino.
Lessi le zucchine tanto da renderle molli e le metti in una padella tagliate a rondelline con olio extra e peperoncino se ti piace il piccante.
Cuoci a puntino le orecchiette in una pentola e quando sono pronte le scoli e le versi nella padella con le zucchine oramai sfatte. Mescoli, fai insaporire tutto per un paio di minuti e levi dal fuoco e distribuisci nei piatti.
Resta solo da grattarci il parmigiano e sono pronte per essere mangiate.
Facili e sobrie. Può essere che vi piacciano.
Mi sembra che questa ricetta me l’abbia ispirata Giacomo.
Poi sentirò.
12 settembre 2011
Lettera a Giacomo Q.
ho letto il fatto quotidiano in rete, è interessante e in una parte ironico. l’ironia ha la sua importanza, per fare strame è efficace come una buona lama.
il lunedì non esce in edicola e oggi è lunedì ma nei prossimi giorni me ne munirò.
grazie della nuova dritta, salute e saluti, luciano.
28 agosto 2011
25 agosto 2011
21 agosto 2011
18 agosto 2011
La lievitazione
Dopo vari tentativi ho imparato a fissare la lievitazione al culmine dei dolci a lievitazione. Dipende tutto da come si deve trattare le uova prima di aggiungerle agli altri ingredienti. Non vanno montate. Vanno invece sbattute in una tazza con un cucchiaio per amalgamare bene i tuorli con le chiare e aggiunte all’impasto. Se invece le frulli con una frusta elettrica si montano e danno una lievitatura esuberante durante la cottura in forno che si sgonfierà nel raffreddamento del dolce quando lo toglierai dal forno piano, piano. Se invece aggiungi le uova dopo averle sbattute un po con un cucchiaio daranno una lievitatura meno esuberante durante la cottura del dolce in forno ma che si manterrà nel raffreddamento del dopo cottura.
Sembrerebbe inoltre che mettendo due uova sbattute invece di tre insieme a tutti gli altri ingredienti messi nella quantità secondo quanto consigliato per la ricette della schiacciata e del ciambellone, l’impasto lieviterebbe meglio e di più. Provare per una eventuale conferma.
In tutti i casi le uova sono determinati per una buona lievitatura, sia per la quantità, sia per il modo di trattarle.
Infine una variabile : puoi aggiungere al posto dei due giri d’olio extra un pezzetto di strutto precedentemente fuso in un tegamino. Il risultato e sapore finale sarà leggermente diverso. Provare, sperimentare.
5 agosto 2011
3 agosto 2011
Polpo al limone
Per preparare un polpo marinato gli ingredienti sono: un polpo, un limone, prezzemolo, olio extra, sale.
Per una persona abbondante o due scarse occorre un polpo superiore ai cinquecento grammi perché il polpo bollendo si riduce.
Metti a bollire il polpo in una pentola con acqua salata dopo averlo spellato e ripulito. Il polpo deve bollire una decina di minuti anche meno.
Quando il polpo è cotto lo tagli a pezzetti e lo metti in un recipiente con un trito di prezzemolo poco, il succo di un limone, olio extra quanto basta non tanto e un pizzico di sale e metti il recipiente con il polpo condito in frigo che rimescoli di tanto in tanto (ogni mezzora o ogni ora indicativamente) prima di mangiarlo.
Freddo d’estate in una giornata di sole il polpo è una delizia da provare anche solo per la semplicità che richiede la preparazione.
2 agosto 2011
Schiacciata alla Fiorentina
Gli ingredienti per preparare una schiacciata alla fiorentina per sei persone sono : latte un bicchiere da acqua colmo, tre uova, farina quanto basta, zucchero quattro cucchiai, sale un pizzico, olio extra due giri, una arancia, una bustina di vanillina, lievito mezza bustina, zucchero a velo.
Questa preparazione è per sei persone perché ho una forma per sei, grande.
Incomincia versando un bicchiere colmo di latte in una insalatiera e versaci sopra a pioggia un quantitativo di farina che mescolando con un cucchiaio ne venga fuori un impasto fluido e omogeneo, senza grumi.
In un’altra insalatiera scoccia le tre uova e aggiungici quattro cucchiai di zucchero e con una frusta elettrica frulla per un paio di minuti per amalgamare, non deve montare. Adesso aggiungi le uova frullate al latte e mescola per amalgamare.
Aggiungi all’impasto anche un pizzico di sale, due giri d’olio extra e mescola per amalgamare, aggiungi anche la scorza e il succo di una arancia e gira l’impasto con un cucchiaio e se l’impasto fosse diventato troppo liquido aggiungi ancora farina e fai amalgamare girando ancora con il cucchiaio.
Resta soltanto da aggiungere le bustine di vanillina e il lievito e girare bene e a lungo per amalgamare in modo in forno l’impasto lieviti in modo omogeneo.
L’ultima operazione prima di infornare è versare il composto nella forma prima imburrata e poi spolverata di farina.
I tempi e la temperatura del forno per preparare la schiacciata li devi trovare tu per il tuo forno facendo alcuni tentativi. Nel mio forno elettrico preriscaldato per una ventina di minuti e più a centonovanta gradi il tempo di cottura a centonovanta gradi è di quarantacinque minuti, puoi partire da qui.
Non aprire mai il forno durante la cottura della schiacciata e neppure dopo la cottura per almeno dieci minuti per non rovinare la lievitazione.
Quando la schiacciata è stata già levata dal forno ed è completamente fredda spolverarla con zucchero a velo e la schiacciata alla fiorentina a modo mio è pronta.
È buona.
26 luglio 2011
25 luglio 2011
Il solitario
Uno si domanda io per primo come faccio a stare così bene nella solitudine più assoluta. Una risposta me la sono data “ho addomesticato la mia libido” oppure “ho la libido di Matusalemme”
Si parte da lì io non entro più in competizione con gli altri maschi per affermare la mia libido oppure guardo serenamente una bella ragazza e ne posso fare a meno.
Questa è una fonte di grande serenità e tranquillità, l’assenza di bisogno.
Sarà come Dio comanda.
18 luglio 2011
10 luglio 2011
Venerdì …
Venerdì scorso sono venuti a Firenze Licia e Marino della galleria Massella di Verona e sono passati anche da casa per prendere altri dipinti da portare a Verona e informarmi di tre o quattro cose.
I dipinti glieli avevo offerti io per email se gli occorrevano, occorrevano. Ne hanno presi altri dodici e con questi ne hanno trentadue a Verona.
Durante la visita ho fatto il ritratto a Licia come era stabilito da tempo. Il disegno non era venuto bene e ho accettato perciò alcuni suggerimenti da Licia (correzioni) paventavo un insuccesso che a lavoro ultimato non c’è stato.
Il dipinto non è niente male, Licia ci si potrebbe anche riconoscere, è una immagine sintetica e idealizzata. Speriamo gli piaccia.
Ho così trentadue dipinti a Verona che Marino si è impegnato a promuovere e mi ha chiesto per questo l’impegno a un atteggiamento congruo e considerare la stipula di un rapporto esclusivo con la galleria Massella che io ho accettato sulla parola.
Nei prossimi mesi parteciperò con i dipinti dati in consegna alla galleria ad
diversi eventi tra Verona e Padova e questo per la prima volta da quando dipingo mi fa sentire il peso della responsabilità di essere un artista a cui si chiede il meglio di se. Fino ad ora non mi era mai successo ero stravaccato data la mia condizione della quale ero consapevole.
Le cose piano, piano cambiano.
È giunta l’ora.
9 luglio 2011
8 luglio 2011
26 giugno 2011
Vacanza a Rimini
Domani mattina tornerò a Firenze, ho finito la mia vacanza di cinque giorni a Rimini. Sono venuto solo e devo dire che mi ha fatto bene la vacanza ho spostato un po più in là i miei limiti, le mie barriere mentali perché sono stato sciolto nel relazionarmi al prossimo, non mi ha ostacolato il fatto di essere solo e l’età.
E oggi ho ricevuto un encomio da una delle ragazze che puliscono quotidianamente le camere del primo piano. Alla mia domanda se andava bene come lasciavo la mia camera quando uscivo il mattino la brava ragazza mi ha risposto che andava bene e che da quando faceva questo lavoro non aveva mai trovato una camera più pulita di quella in cui abito io, anzi mi ha rimproverato dicendomi che dovevo sentirmi libero di sporcare un po. Io gli ho risposto che vivo da solo e mi occupo io delle pulizie della casa dove abito e la tengo come qui la camera. Lei a dimostrazione mi ha fatto l’esempio della camera che stava pulendo e ha detto che era abitata da alcuni giovani che se ne erano andati proprio il mattino e l’avevano lasciata in condizioni disperate, non gli riusciva finirla, avevano versato anche la Coca Cola in terra.
10 giugno 2011
Il 10 Giugno…
Il 10 Giugno è iniziato con schiarite e rannuvolamenti poi si è stabilizzato con il bello fisso ventilato. La temperatura è stata gradevole e anche io sono stato sereno tutto il giorno, più il pomeriggio che la mattina.
In questi giorni volevo decidere se fare alcuni giorni di ferie e tra rannuvolamenti e schiarite ho posposto la decisione sine die .
Per cena mi sono preparato del riso al curry, due scodelle.
Vivo nella più assoluta solitudine. Meglio oggi che non ho incontrato nessuno che ieri quando mi è venuto incontro Claudio G.
Aspetto che cali l’oscurità per andare a dormire tranquillo.
7 giugno 2011
Fino a pochi…
Fino a pochi minuti fa pioveva molto forte, la grondaia non ce la faceva a far defluire l’acqua che traboccava di fuori e ha fatto danno nel bagno. Dal muro nello spigolo con il soffitto accanto alla porta finestra filtrava un rigo d’acqua. Non ci voleva questo! Dal villino non mi manderanno l’artigiano a riparare il danno e con questo dovrei provvedere da me. Negli ultimi tempi tutte le volte che ho avuto bisogno di un artigiano dell’azienda nonostante le richieste non hanno mai mandato nessuno e questo mi da da pensare. Giuridicamente qual’è la condizione di questo appartamento adesso? Perché nessuno si preoccupa della sua manutenzione?
Altre volte ho provveduto da me senza autorizzazione e non so se ho fatto bene o male ma adesso mi piacerebbe essere autorizzato all’autonomia, se no che fare?
Come mi devo comportare adesso che sono meno impulsivo?
Proverò a chiedere ancora al villino.
Esempio: mentre uscivo nel primo pomeriggio ho visto Renzo nell’ingresso e gli ho chiesto “come va?” E lui mi ha risposto che stava andando alla riunione condominiale e ha anche precisato che io non ci sarei potuto andare, sarebbe piuttosto dovuto venire qualcuno dal villino ma non era venuto mai nessuno ha detto lui. Questo da quando l’edificio ha un amministratore, un paio di anni più o meno mi sembra.
31 maggio 2011
25 maggio 2011
Riso al curry
Per preparare un risotto al curry per 2 persone gli ingredienti sono : riso basmati quanto basta, una cipolla media, burro, un cucchiaino di curry, brodo di carne, va bene anche il brodo fatto con il dado.
Si procede così : affetta la cipolla e falla appassire con un po di burro dentro una casseruola. Intanto in un tegamino prepara il brodo con il dado e fagli mantenere il bollore mentre versi il riso nella casseruola e lo giri con un mestolo per fargli assorbire il burro e insaporire di cipolla. A questo punto incominci a versare un paio di ramaioli di brodo di dado nella casseruola con il riso e glielo fai assorbire un po, quando asciuga versi ancora brodo e così via fino a quando hai quasi portato il riso a fine cottura. Quando è quasi a cottura ultimata versi sul riso un cucchiaino di curry e mescoli il riso con un mestolo per amalgamarlo.
Un minuto o due ed è pronto, resta soltanto da servirlo nei piatti con una noce di burro.
É buono, aromatico, viene in mente l’India!
23 maggio 2011
Impepata di cozze
Per l’impepata di cozze per 3 persone occorrono 1 chilo e mezzo di cozze pulite e con la barbetta già tolta, è un lavoro che dovete fare voi quello delle barbette. Tre agli, un ciuffo di prezzemolo, olio extra un terzo di bicchiere e pepe macinato fresco a volontà.
Versare l’olio in una pentola o tegame che possa contenere le cozze e mettere a riscaldare a fuoco vivo, aggiungere le cozze e girare con un mestolo e coprire con il coperchio della pentola.
Tritare il ciuffo di prezzemolo e i tre spicchi d’aglio grossolanamente e a metà cottura delle cozze versare entrambi nella pentola e quasi a fine cottura far fare numerosi giri al mulinello del pepe nella pentola e girare con un mestolo le cozze, ancora un paio di minuti e le cozze sono pronte.
Il tempo di cottura dell’impepata calcolatelo tra i 10, 15 minuti.
Qui con i pranzi assolati di questa stagione pare di mangiare in riva al mare, specialmente con le cozze. Un ultimo consiglio, un pizzichino di sale mi sembra che ci stia, c’è chi non ce lo mette.
Buon appetito.
22 maggio 2011
Insalata di tonno
Questo con il tonno è un piatto freddo che va bene da questo periodo di metà primavera in avanti. Gli ingredienti per due persone sono questi : tonno sotto olio sgocciolato 150 grammi, capperi sotto aceto un cucchiaio, un pomodoro, quattro uova, olio, sale.
Occorrono due ciotole e un frullatore.
Prendi il pomodoro e lo tagli a pezzettini e ne metti metà in ognuna delle ciotole e aggiusti di sale. Metti nel frullatore il tonno sgocciolato e i capperi e fai frullare di modo che si sbricioli il tonno e si amalgami con i capperi, aggiungi un po d’olio extra e fai di nuovo frullare per rendere il tonno cremoso e meno asciutto. Versi nelle due ciotole sopra i pezzetti di pomodoro il tonno con i capperi e mescoli con un cucchiaio.
Assodi le due uova per dieci minuti e poi le sgusci e le tagli a fette che metti sopra gli altri ingredienti nelle due ciotole. Con i tuorli delle altre due uova fai una maionese che verserai a coprire il tonno e le uova nelle due ciotole.
La ricetta per fare la maionese la trovi in questo sito se occorresse.
Metti le due ciotole con l’insalata di tonno nel frigo almeno un ora prima di mangiare.
È questa una specie di insalata russa, piatto che si può preparare in molti modi.
Mi sono ispirato per prepararlo ai pomodori ripieni che preparava la mia mamma nella bella stagione.
È un buon piatto.
20 maggio 2011
26 aprile 2011
Mele cotte…
Per la preparazione delle mele cotte per un persona occorrono: una mela Golden, uno spicchio di limone e un cucchiaio e mezzo di zucchero.
Prendi la Golden e la dividi in 4 spicchi ai quali levi la buccia e il quarto di torsolo ciascuno e li metti in un tegamino con lo spicchio di limone e il cucchiaio e mezzo di zucchero e ci versi acqua fino a coprire i gli spicchi di mela a filo. Metti il tegamino sul fuoco e gli fai prendere il bollore e ce le tieni ancora 7 o 8 minuti e le mele cotte sono pronte.
Regolati, gli spicchi di mela a fine cottura devono avere ancora una certa consistenza.
Buono poi lo sciroppo di cottura non tanto dolce e leggermente acidulo.
In altri tempi le mele cotte come il semolino erano considerati cibi per vecchi e venivano serviti negli ospedali e negli ospizi, a San Salvi a metà pomeriggio vengono preparate ancora per gli ospiti.
nomi
Stamani martedì sono passato dal villino per lasciare il farmaco che mi ero procurato alla farmacia Ninci di via Gioberti. Come entro al villino dal fondo del corridoio come mi vedono entrare gli infermieri Roberto e Annalisa mi apostrofano alzando il braccio in un saluto romano “Ave Cesare!” E quando sono loro vicino continuano dicendo “O dobbiamo dire Ave Ascenzi” ? Gli rispondo dicendogli “Non sbagli a chiamarmi Cesare perchè il mio nome completo è Luciano Cesare Marzio “
Infatti il mio babbo aveva voluto chiamarmi anche Cesare perché il nonno che io non ho conosciuto perché è morto prima che io nascessi si chiamava Cesare ed era il babbo del mio babbo.
Marzio invece viene da Marzio il marito della zia Maria sorella minore della mia mamma.
Il babbo aveva messo tre nomi anche alla mia sorella minore che si chiamava per esteso Lidia Maria Teresa. Lidia è stato messo dal babbo in onore di sua sorella Lidia, Maria in onore della zia Maria sorella minore di sua moglie e Teresa in onore della sua mamma, la nonna Teresa.
25 aprile 2011
Meringhe
Per preparare le meringhe servono le chiare d’uovo. Per due persone servono due chiare d’uovo, un cucchiaio di zucchero semolato oppure un cucchiaio di zucchero a velo e alcune gocce di limone.
Metti in una insalatiera piccola le due chiare, lo zucchero e ci strizzi alcune gocce di mezzo limone e frulli il tutto a neve con una frusta elettrica fino a che inclinando l’insalatiera le chiare montate non rimarranno ferme senza scivolare.
Intanto avrai riscaldato il forno per un quarto d’ora a 80 gradi e rivestito una teglia o uno stampo grande quanto basta per le tue chiare con carta antiaderente da forno.
Adesso con un cucchiaino da tè prendi un po di chiara montata e metti il mucchietto di chiara sulla carta nella teglia e così via con i mucchietti con il cucchiaino fino a esaurimento delle chiare. Avrai fatto tanti mucchietti nella teglia da mettere in forno a metà altezza del forno.
Il tempo di asciugatura dei mucchietti di chiare lo devi trovare da te in base alle caratteristiche del tuo forno. A me a 80 gradi ci vogliono 5 ore per fare le meringhe che devono restare bianche e asciutte a fine cottura, friabili. Si devono sciogliere in bocca.
Parti da questi dati e fai delle prove. Le chiare montate per diventare meringhe devono asciugare lentissimamente in forno, non cuocere.
Le meringhe sono una variante alle tante cose.
Non te le dimenticare in forno e da non consumare ancora calde.
24 aprile 2011
Dal Vangelo secondo Matteo
“ A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”
20 aprile 2011
Giornata di grosso…
Giornata di grosso calibro qui nel deserto dei tartari dove presto servizio.
Di primo mattino sono riuscito a consegnare il RED al patronato dove ho dichiarato che non ho niente da dichiarare, secondo la legge.
Quando sono tornato a casa mi sono messo a pulire la mia camera da letto e dopo poco è arrivata una telefonata dal fotografo che mi diceva di passare in negozio per ritirare la Nikon digitale riparata, era pronta e non c’era niente da spendere.
Sono due cose che mi hanno rasserenato e tranquillizzato, Dio esiste! Non c’è bisogno di vedere Mosè che guida il popolo ebraico mentre attraversa il mare a piedi per credere, tommasoni che non siete altro.
A presto, dal vostro anonimo.
18 aprile 2011
Oggi è l’ultimo Lunedì…
Oggi è l’ultimo Lunedì prima di Pasqua. Bel tempo anche oggi.
Sono assorbito da alcune attività che mi interessano; il computer, la cucina e l’autonomia, che mi prendono tutto il tempo e non mi danno il tempo di pensare alle mie circostanze, le avverto di sfuggita ma sono ininfluenti alle mie attività.
Non soffro la solitudine e neanche l’abbandono, non ne ho il tempo che passa veloce.
Una buona notizia! Oggi l’assicurazione del mio scooter mi ha rimborsato di alcuni euro, quando avevo stipulato la polizza avevo pagato troppo. Tutto fa e mette di buon umore.
Dovrei passare la Pasqua con la Valentina, pranzo e cena come il Natale in pratica.
Io e lei abbiamo questo appuntamento, impegno che io da parte mia onorerò.
9 aprile 2011
Due uova
Con due uova ci si può preparare tanti piatti gustosi. Io consiglierei di romperle, dividere i tuorli dalle chiare e con i due tuorli preparare una mezza tazza di maionese e con le due chiare invece preparare 7 o 8 meringhe.
8 aprile 2011
Roberto P. T.
È venuto a mancare Roberto dopo breve e grave malattia, si sarebbe dovuto sposare il 7 maggio con Valentina. Io ero stato invitato alle nozze.
La nostra amicizia datava dal mio periodo trascorso all’Humanitas Firenze Nord dove eravamo entrambi volontari e che avevamo lasciato entrambi, prima io e poi lui. Un brav’uomo, valido e coraggioso.
Non lo dimenticherò.
6 aprile 2011
Uscita di sicurezza
Ero tornato sul luogo del delitto pur sapendo di non essere amato e mi sembrava che le cosa fossero cambiate almeno questa era stata la prima impressione, così ero piuttosto sciolto e mi avvicinai alla ragazza al bancone che serviva i drink che tra le facezie informa che si è tagliata i capelli cortissimi perché si asciugano prima e io poco dopo che conoscevo un mucchio di trucchi ma che ormai ero troppo vecchio per quelle cose e chiudo. La ragazza si allontana e dopo un quarto d’ora mi si avvicina l’ariano Andrea e tutti i suoi lunghi capelli biondi fino alle spalle e mi fa a muso duro “devi stare tranquillo” gli rispondo che va bene. Non chiedevo di meglio e capisco che si riferiva alla ragazza dai capelli corti ma chissà cosa gli aveva raccontato.
Poco dopo chiamano per la cena e il mi siedo sulla panca accanto ad una ragazza che si presenta come Olivia ma che ostentatamente inizia a cenare rivolta dall’altra parte o ho di fronte Daniele che ostentatamente ha lo sguardo sopra la mia testa e per tutto il tempo non mi rivolge la parola. Non ho quindi il modo di fare conversazione quando arriva dal terzo piano una vecchia conoscenza, il buttafuori Gianluca che mi si avvicina e chinandosi su di me con una mano nella tasca destra dei pantaloni mi fa durissimo “come stai ? “ Allora capisco a cosa si riferisce e gli rispondo “bene” c’è una grande tensione in sala da pranzo qualcosa è nell’aria incombente pronto a scattare ma non gliene do il tempo e mi alzo e mene vado chiedendomi “ ma che cosa è andata a raccontare la ragazza dai capelli corti ?”
Uscita di sicurezza
Sono stato costretto da delle nuove norme capestro a venire via.
Il vero motivo credo di averlo capito da parole e mezze frasi carpite e intercettate furtivamente e fortunosamente che legate tutte insieme formano una accusa di millantato interesse verso una delle operatrici e anche dell’altra ma in diverso modo, il che confermerebbe la diagnosi che grava su di me.
Cosa posso rispondere in mia difesa? Niente , se non che sono stato definito un disabile dalla mia precedente assistente sociale, Serena, dopo che avevo lasciato l’ Humanitas in quel modo ignominioso.
Questa diagnosi della Serena è più veritiera di quella precedente, la prima, quella degli inizi. Infatti la mia disabilità nello specifico riappare di volta in volta in mutati contesti, riemerge come un fiume carsico.
Devo dire che sono stato veramente fortunato ad aver avuto la possibilità di lasciare. Ero nel frattempo caduto in una spessa caligine che mi avrebbe portato in breve alle funzionalità di un demente, per portare un esempio in una cena con mio fratello quando il discorso cadde sulla zia Maria e la sua famiglia io non mi ricordavo più il nome di nostra cugina Sandra. Dopo alcuni minuti nei quali mi sforzai di ricordare fu costretto a dire il nome Giampiero perché io non ci ero potuto arrivare.
Ero proprio nella bocca del leone.
2 aprile 2011
Oggi sabato ho…
Oggi sabato ho tentato di nuovo le meringhe, dopo aver confrontato tra loro tre ricette trovate su internet, meringhe che non si sono afflosciate come ieri ma si sono comunque attaccate alla carta da forno antiaderente, dopo una cottura in forno consigliata di ben due ore a fuoco lento. Qualcosa è ancora da rivedere.
È venuto in mattinata a trovarmi un giovane amico, Giacomo G. per farsi ritrarre. Erano più di 10 anni che non ci vedevamo e non avevo saputo più nulla di lui. Lui nel frattempo e si è laureato in ingegneria elettronica e ha girato il mondo per lavoro, Asia e sud America .
Siamo stati quasi due ore al tavolo a parlare per approfondire un rapporto di amicizia che si è rinnovato. La giornata era bella, con il sole fuori dalla porta finestra spalancata splendente e un tepore quasi da metà primavera invece che degli inizi.
Giacomo ha portato delle meringhe come si deve, comprate al forno Tortu, lì all’angolo di via Cimabue ma io non ho tralasciato di fargli assaggiare le mie, oggi soltanto un mezzo flop.
Ci rivedremo per cenare insieme.
Poi ai giardini assorto e trasognato, stupefatto, seduto su una panchina guardavo giocare a ping pong da lontano, al tavolo del chiosco. Sono stato circa un ora. C’erano i cani con i loro padroni in giro e nel recinto apposito dei giardini. Al proposito vorrei lodare i padroni dei cani che raccolgono in un sacchetto i loro escrementi e li gettano nei cassonetti, se ne vedono sempre di più. Oggi sono stato testimone di due casi di tanta civiltà.
Questo fa ben sperare sui fiorentini e i possibili progressi futuri di convivenza civile.
Che altro dire? Oggi sto veramente bene, tranquillo e sereno, con un sacco di buoni pensieri e ben disposto verso il mondo e i suoi abitanti.
1 aprile 2011
Giornata piena anche…
Giornata piena anche oggi, ogni giorno è speso bene.
Volevo tentare la preparazione delle meringhe come faceva la zia Lidia quando ero bambino e andavamo a trovarla con tutta la famiglia in Casentino ma il ricordo mi ha tradito e ho floppato il dolce che si è sgonfiato miseramente.
Mentre ero all’opera, sul più bello hanno suonato al campanello così mi sono distratto e agitato ma questa è solo una scusa, il fatto è che non conoscevo la ricetta e alla porta c’erano due persone inviate dall’amministratore del condominio che dovevano misurare l’appartamento. Una delle due si è presentata come architetto, erano due a cui dovevo prestare la necessaria attenzione ma che non potevo fare entrare in casa senza l’autorizzazione dal villino Borchi. Arrivato il permesso hanno misurato velocemente le stanze e il giardino di casa, tanto velocemente che nella fretta hanno poi trascurato di misurare la cantina.
E poi le meringhe erano alte come un uovo al tegamino. Io le ho mangiate ugualmente, avevano un sapore strano, non male nonostante l’aspetto.
Da ritentare.
31 marzo 2011
Ieri ho pranzato…
Ieri ho pranzato con mio cognato Gianfranco e Fabio in piazza Mascagni, da una amica di Fabio, la Vittoria, che non conoscevo. Il primo erano farfalline con seppioline e pomodorini ciliegini, buono.
Fabio e Gianfranco sono entrambi vedovi e per varie circostanze liberi di pranzare con un vecchio amico e ricordare i vecchi tempi. Con Gianfranco ho pranzato spesso ultimamente, è una buona compagnia e tempo fa mi disse che gli avrebbe fatto piacere se lo consideravo più un amico che un cognato. Per me è comunque una persona a cui sono ancora legato a vari titoli.
Sono stato senza avere sue notizie una decina di anni e più, adesso sono contento di averlo ritrovato, mi sembra lo sia anche lui.
Con Fabio che dire ? È un caro amico di gioventù fino a quando mi congedai dal servizio militare e mi innamorai della Vittoria, non questa e le mie suggestioni me lo fecero temere come un rivale in amore e mi ingelosii fino a perdere la testa, è noto, l’ho già scritto ma non l’avevo mai confessato a Fabio. Ieri l’ho fatto e lui mi ha risposto che non sa chi sia quella Vittoria non la conosce e non l’ha mai conosciuta.
Io mi sono levato un peso e ho ritrovato un amico, un brav’uomo.
I giri della vita.
30 marzo 2011
Ciambellone con cacao
Gli ingredienti per fare il ciambellone con cacao per 6 persone sono : latte un bicchiere da acqua, farina quanto basta, olio extra un paio di giri, zucchero 4 cucchiai, sale un pizzico, 3 uova, scorza di 1 limone, cacao quanto basta, un pezzetto di burro, vanillina 1 bustina, lievito per dolci mezza bustina.
Si procede così : metti il latte in una insalatiera insieme allo zucchero e lo fai sciogliere girando con un cucchiaio poi aggiungi la farina a pioggia e inizi a girare per farla amalgamare e levare i grumi, se vedi che l’impasto viene troppo liquido aggiungi farina quanto basta, vedi te. Deve venire un impasto di una certa consistenza e anche fluido. Aggiungi anche l’olio all’impasto e giri per farlo amalgamare. Separi i tuorli dalle chiare delle uova, i tuorli li sbatti in una ciotola con un cucchiaio e li amalgami all’impasto e con una frusta elettrica in una insalatiera sbatti le chiare a neve devono venire ferme, cioè se la inclini non devono scivolare e le aggiungi all’impasto e giri con il cucchiaio per farle amalgamare. Se a questo punto l’impasto è tornato troppo liquido spolveri ancora farina per addensare l’impasto e giri per amalgamarla al resto.
Quando hai finito di girare e l’impasto è abbastanza denso ci gratti la buccia del limone e il succo di mezzo limone spremuto e aggiungi il contenuto della bustina di vanillina e giri per amalgamarli.
Resta per ultimo il lievito per dolci che aggiungi e giri per alcuni minuti perche si amalgami diffondendosi uniformemente.
In precedenza con il pezzetto di burro avrai unto strusciandocelo il fondo e le pareti di uno stampo per ciambellone e impolverato con un po di farina. È arrivato il momento di versare 3 terzi dell’impasto sul fondo dello stampo e sul restante terzo rimasto nell’insalatiera versare il cacao in polvere e iniziare a girare per amalgamarlo, se quello che hai versato nell’insalatiera è polvere di cacao amara aggiungi un altro cucchiaio di zucchero o un cucchiaio e mezzo e se è diventato troppo denso aggiungi ancora un po di latte e gira. Il passo finale è versare l’impasto al cacao sopra gli altri tre terzi nello stampo, tutto giro giro e mettere in un forno precedentemente riscaldato per un quarto d’ora a 190 gradi e tenercelo per altri 45 minuti a 190 gradi senza mai aprire il forno se no addio lievitatura del ciambellone. Puoi anche provare a tenere il ciambellone a cuocere in forno solo 30 minuti, viene più soffice e potrebbe piacerti di più.
A fine cottura non aprire il forno prima che siano trascorsi almeno 10 minuti perché lo sbalzo di temperatura affloscerebbe il ciambellone.
Incide sulla lievitatura anche la densità dell’impasto, meglio un po più denso.
È un bel dolce e lo puoi fare anche senza cacao se ti piace di più a me piace di più senza.
29 marzo 2011
Lettera a Giacomo G.
Avevo smesso di dipingere e avevo distrutto tutti i dipinti in mio possesso, anche i tuoi. Ho ricominciato da capo un paio d’anni fa, adesso faccio cose più piccole e un po diverse ma sempre ritratti e autoritratti.
Puoi venire a trovarmi quando vuoi anche di sabato. Se vieni per il ritratto mi devi avvisare prima, anche la mattina per il pomeriggio comunque prima perchè devo procurarmi le tele.
Ti passo il mio numero di cellulare per un altro modo di comunicare, secondo le necessità 3396079432.
Saluti e salute, anche alla Sara diglielo, Luciano.
27 marzo 2011
Torta alla fiorentina
Per preparare questa torta che trae ispirazione dalla schiacciata alla fiorentina gli ingredienti per 4 persone che occorrono sono : un bicchiere di latte, mezzo bicchiere di olio extra, tre uova, farina quanta ne basta per il bicchiere di latte, zucchero 4 cucchiai, la scorza di un limone, lievito per dolci mezza bustina, vanillina, zucchero a velo e burro.
Si inizia così, versi il bicchiere di latte in una insalatiera e aggiungi lo zucchero e la farina a pioggia che inizi ad amalgamare girando con un cucchiaio. Non devi fare grumi, schiacciali con un rapido movimento strisciato del cucchiaio alle pareti della insalatiera. Deve venire un impasto denso e fluido, per questo regolati con la quantità di farina. Aggiungi all’impasto il mezzo bicchiere d’olio e amalgama girando. Scoccia le uova e frullale e aggiungi all’impasto e inizia a amalgamare girando con il cucchiaio. Se l’impasto con queste aggiunte fosse diventato troppo liquido aggiungi farina a pioggia e amalgama girando. Gratta sull’impasto la buccia del limone e strizzaci alcune gocce di mezzo limone. Aggiungi ancora la bustina di vanillina e il lievito per dolci e gira a lungo per amalgamare bene.
Intanto avrai imburrato uno stampo con del burro fuso. Abbi l’accortezza di imburrare anche le pareti dello stampo, è importante per una regolare lievitazione.
Avrai in precedenza preparato il forno accendendolo a 180 gradi per almeno un quarto d’ora e anche più. Adesso metti lo stampo con l’impasto in forno e ce lo tieni 40, 45 minuti a 180 gradi senza mai aprire il forno durante la cottura della torta, questo per una corretta lievitazione.
Quando è cotta sfornare e dopo una buona mezzora impolverare di zucchero a velo.
É questa una bella torta, c’è chi all’impasto aggiunge i pinoli ma è parecchio buona anche senza.
Per a chi piacciono i dolci.
Cocktail di gamberetti
Per fare il cocktail di gamberetti gli ingredienti che occorrono sono ; gamberetti, maionese e ketchup, facoltativa una foglia di lattuga.
Metti a bollire per 5, 10 minuti i gamberetti sgusciati e senza testa mentre prepari la maionese con due tuorli di uova. Quando i gamberetti sono pronti li metti su una foglia di lattuga a freddare mentre intanto nella maionese pronta ci versi un po di ketchup e inizi a girare con un cucchiaio fino a farli amalgamare. La ketchup che hai aggiunto deve essere tanta da far cambiare impercettibilmente colore alla maionese, poca insomma, assaggia per capire. A questo punto versi il cocktail sui gamberetti nella foglia di lattuga e se non hai la foglia intingi nel cocktail con una forchetta i gamberetti ad uno a uno e li mangi così.
Il cocktail si sposa benissimo con i gamberetti bolliti.
Provate è semplice e facile.
24 marzo 2011
Lettera a Giacomo Q.
Hai visto il dipinto con i capelli bianchi ? Il significato è questo; il colletto rosso acceso sono i gradi di calore della mia salute fisica. Mai avuta prima con questa intensità.
I capelli invece denotano il mio disinteresse psichico per tutto ciò, l’assenza di desideri, la nausea per tutto ciò.
Mi daresti un parere?
A presto, Luciano.
23 marzo 2011
Orecchiette con i broccoletti
Per le orecchiette con i broccoletti gli ingredienti che occorrono sono: orecchiette, cavolo broccolo, 1 aglio, parmigiano e olio extra. Tutto in proporzione secondo le persone.
Metti una pentola con acqua sul fuoco e quando inizia a bollire metti nella pentola anche il cavolo broccolo e dopo cinque minuti aggiungi le orecchiette. Quando le orecchiette raggiungono il tempo di cottura le scoli insieme al cavolo e metti tutto in padella insieme all’olio extra e l’aglio che avrai precedentemente fatto indorare e ce li tieni un paio o tre minuti a insaporirsi girandoli. A questo punto sono pronte per essere servite nelle scodelle con il parmigiano grattato sopra.
Piatto facile che non è male, per variare.
22 marzo 2011
21 marzo 2011
Cenci
La preparazione dei cenci per 3 o 4 persone richiede questi ingredienti: farina 350 grammi, 2 uova, 3 cucchiai di zucchero, zucchero a velo, un pizzico di sale, un pezzetto di burro, lievito per dolci mezza bustina, vanillina e un goccio d’acqua per gli astemi, per gli altri un goccio di liquore a piacere o magari un po di vino bianco e olio extra per friggere .
Fai un montagnola con la farina su un piano liscio meglio di tutti sarebbe una tavola con il piano di marmo per intenderci. Fai una buchetta sulla cima della farina e ci versi le 2 uova sgusciate, lo zucchero, un pizzico di sale, il pezzetto di burro, il lievito per dolci, la vanillina e cominci ad amalgamare il tutto con le mani impastando fino a fare una palla di pasta.
Se l’impasto e troppo asciutto lo bagni con un goccio d’acqua se sei astemio, se no con il liquore che preferisci e con le mani lo amalgami all’impasto. Vedrai che l’impasto mentre lo lavori con le mani diventerà appiccicoso tendendo ad attaccarsi al piano, per evitare questo inconveniente impolveri la pasta e il piano con un po di farina e seguiti a lavorare l’impasto con le mani. La farina si amalgamerà di nuovo e tu spolveri ancora il piano e la pasta. Devi lavorare la pasta con le mani 10 o 15 minuti poi metti la palla della pasta al centro del piano e la stendi con vari passaggi di un mattarello fino a ridurre la pasta ad una sfoglia con una altezza di 3 o 4 millimetri. A questo punto con una rondella dentata o un coltello incidi la sfoglia in linee diagonali a fare dei rombi di 5 o 6 centimetri di lato. Se vedi che la sfoglia attacca impolvera con un po di farina.
In una padella fai riscaldare l’olio extra e quando è ben caldo ci metti i rombi di pasta quanti ce ne sta che poi giri, i tempi di cottura sono un paio di minuti per parte, lo vedi quando hanno preso il colore desiderato, marroncino. Attento a non bruciarli, niente di più facile.
Levi la prima padellata di cenci e metti l’altra mentre la prima la metti in una insalatiera su della carta che assorba l’olio in eccesso e impolveri con zucchero a velo, operazioni da ripetere con le successive padellate di cenci.
I cenci se vengono bene sono eccellenti.
I cenci sono un dolce della tradizione toscana e vengono preparati di solito nel periodo del carnevale.
Ci vuole un po di tempo a prepararli ma ne vale la pena.
Provate.
17 marzo 2011
16 marzo 2011
Ieri ho finito di leggere…
Ieri sera ho finito di leggere la tesi di Elisa su San Salvi e gli ho subito telefonato per fargli i miei complimenti, un lavoro notevole che mi ha fatto vedere San Salvi da un punto di vista più alto di quella che era stata la mia esperienza, diciamo da un punto di vista panoramico.
Alcune persone mi si sono rinnovate sorprendendomi, di altre nulla sapevo. Mi sembra che la sua esperienza sia stata faticosa ma che ne è valsa la pena e per quanto mi riguarda spero di non essergli dispiaciuto troppo. È da un pezzo che mi sembra di deludere chi entra in contatto con me, non è quello che voglio e a tutto c’è rimedio fuori che alla morte, anche queste poche righe eventualmente potrebbero servire.
13 marzo 2011
Ieri è venuta a trovarmi…
Ieri è venuta a trovarmi a casa Elisa insieme a Agata. Elisa portava con se la sua tesi di laurea fotocopiata in dono per me. Ero stato invitato da Elisa ad assistere alla discussione della sua tesi in facoltà il 4 marzo. Era per me la prima esperienza del genere anche se ero già stato invitato ad assistere alla discussione della tesi di laurea del mio amico Claudio Suzzi alcuni anni fa, ma allora non andai, non era un buon periodo per me quello.
Elisa mi aveva promesso che me l’avrebbe fatta leggere e che trattava della sua esperienza in Tinaia, di tutto quello che trattava e componeva la Tinaia e dunque anche di me e la mia malattia in rapporto con l’istituzione mi sembra di aver capito per ora. Ieri sera ne ho iniziato la lettura e quando la avrò terminata ne saprò parlare con cognizione, per adesso sono arrivato soltanto a pagina 65 e mi sembra che si tratti di antropologia medica.
Devo dire che è una lettura scorrevolissima e piacevole, mi ha preso e la terminerò in breve tempo e vi saprò dire.
Per adesso resto piacevolmente colpito dal fatto di essere stato preso sul serio con tutto quello che questo significa.
7 marzo 2011
è ormai…
È ormai calata la sera e ho già finito di cenare. Ho pulito e scrivo con questa nostalgia di inizio marzo per chi non c’è più, mi struggo di questa stagione dopo una giornata fredda e ventosa, assolata.
Mi sto preparando per andare a letto.
I piccioni maschi corteggiavano le femmine ai giardini.
Oggi ho telefonato a mio cognato per pranzare insieme mercoledì, ha accettato andrò a Novoli.
A pranzo mi sono cucinato un polpo con una patata lessa, è venuto bene.
Non mangio più la carne a giugno ricorre un anno. Devo dire che non è un sacrificio, non me ne sono quasi accorto, c’è tantissime altre cose che la possono sostituire degnamente ed è anche più facile se vivi solo e cucini per te tutti i giorni.
Cominciò con un boccone di carne di manzo che stavo masticando quando mi arrivò dalla bocca alle narici attraverso i due buchi che abbiamo nel palato un odore ferino di stalla che mi nauseò e così pensai di tentare di diventare vegetariano, temevo di non essere abbastanza forte, invece non mi ha richiesto il minimo sforzo di volontà, anzi è piacevole e formativa la disciplina a tavola.
Prima di cena ho scaricato nel computer LibreOffice 3.3 che sostituisce nel mio portatile OpenOffice 3.2 che ho cancellato. Per questo queste poche righe, volevo testarlo.
Metto in rete e buona notte.
6 marzo 2011
Gnocchi alla romana
Per preparare gli gnocchi alla romana per 3 persone occorrono: mezzo litro di latte, 5 cucchiai di semolino, burro 50 grammi, 2 tuorli di uova, parmigiano, sale e noce moscata.
Si procede così; versi il latte in una casseruola con un po di burro e lo sali e lo porti al bollore con un fuoco medio. Proprio prima del bollore versi il semolino nella casseruola e lo giri con un cucchiaio e seguiti fino a quando incomincia ad addensarsi e allora ci versi anche i due tuorli di uovo precedentemente sbattuti e seguiti a girare per amalgamarli . Deve solidificare il tutto, ci vogliono alcuni minuti.
Quando ti sembra sodo lo versi su un piano e lo stendi, deve diventare un piano di un centimetro di semolino, un centimetro e mezzo di altezza e lo fai raffreddare. A questo punto prendi un bicchiere e lo premi rovesciato sul semolino per tirarci fuori dei cerchi di semolino che metterai in una teglia o uno stampo imburrati adagiati uno accanto all’altro senza sovrapporli.
Per imburrare la teglia o uno stampo ti conviene mettere il burro in un tegamino e farlo fondere a fuoco vivo così diventa liquido e facilmente potrai imburrare il fondo della teglia o dello stampo.
Poi ci gratti sopra la noce moscata e quindi anche il parmigiano e metti gli gnocchi nel forno precedentemente scaldato per 15 minuti a 200 gradi e ce li tieni dentro ancora 25 minuti sempre con il forno a 200 gradi.
É un piatto delicato, non è niente male. Da provare.
É un piatto della tradizione romana anche se le origini sono da ricercarsi in Piemonte.
5 marzo 2011
Per il polpo con patate…
Per il polpo con patate per due persone occorrono un polpo di mezzo chilo circa, una patata grossa, una cipollina, una carota, un gambo di sedano, un ciuffo di prezzemolo, due foglie d’alloro, mezzo limone e sale.
Prima di tutto pulisci il polpo e lo spelli poi metti a lessare la patata con la buccia in una pentola con acqua salata, le due foglie d’alloro, la cipollina, la carota, e il sedano e li fai lessare per mezzora a questo punto metti in pentola a lessare anche il polpo insieme con gli altri ingredienti e tieni il tutto a bollire ancora venti minuti. Ora è tutto cotto.
A parte mentre gli altri ingredienti bollivano avrai tritato il prezzemolo e messo in una ciotola insieme a olio d’oliva extra quanto ritieni che basti per condire il polpo e le patate, aggiungi anche il sale necessario nella ciotola.
Togli la patata e il polpo dalla pentola, tagli il polpo a pezzetti e sbucci la patata e la tagli a pezzi che metti insieme a quelli del polpo in una scodella e ci versi sopra il prezzemolo con l’olio extra e mescoli. A questo punto resta soltanto di strizzare sopra il limone e mescolare un po.
É pronto, meglio tiepido d’inverno e freddo d’estate.
É buono, da provare.
4 marzo 2011
Pasta e ceci versione lusso
Vi volevo invitare a provare un altra versione della pasta e ceci, più ricca e mi sembra più di soddisfazione.
Prendi una pentola e versi sul fondo un po di olio extra, tanto quanto ne basta per far soffriggere una cipollina, mezza carota, un gambo di sedano e un ciuffetto di prezzemolo tritati grossolanamente. Li devi soffriggere un quarto d’ora circa e poi aggiungi acqua quanta ne basta per cuocerci dopo la pasta e la porti al bollore. A questo punto ci versi la quantità di ceci che avrai precedentemente tenuti in ammollo 24 ore, 24 tempo consigliato, la quantità di ceci dipende dalle persone. I ceci devono bollire 1 ora poi ne togli con una ramina insieme agli odori tritati una buona metà e li passi al passino o li frulli al frullatore e li rimetti sfatti in pentola con gli altri e porti di nuovo al bollore. Quando bolle metti in pentola la pasta e se necessario aggiungi acqua con un romaiolo quanta ne basta perché a fine cottura della pasta rimanga un po di brodo perché bollendo il liquido del brodo evapora e anche la pasta ne assorbe.
Io ho trovato una qualità di pasta che è ideale per la pasta e ceci si chiama le, si chiama Calamarata e la produce la Coop.
Da aggiungere il parmigiano grattato nei piatti.
Importante è fare cuocere la pasta insieme al brodo e i ceci e fare attenzione che non si addensi troppo in qual caso aggiungere acqua.
Per questo piatto mi spreco, è eccellente.
So che c’è chi insieme al trito di odori a soffriggere ci mette anche dei dadini di pancetta ma io che cerco di mangiare vegetariano non so dirvi niente sul risultato finale, magari provate anche con la pancetta dopo.
Stamani alla facoltà di Lettere…
Stamani alla facoltà di Lettere e Filosofia Elisa nell’aula magna ha discusso la tesi che l’ha laureata in storia dell’arte con 108 su 110.
Io ho conosciuto Elisa alla Tinaia dove era venuta per la sua specializzazione. Lì è venuta spesso per un certo periodo, poi ci siamo visti anche in altre occasioni a San Salvi e anche fuori.
Stamani ero invitato da Elisa ad assistere al suo esame. Erano saliti ad assistere e confortare anche i suoi genitori dalla Sicilia e il fratello.
Mi sono sentito onorato ma non è finita qui, Elisa mi ha rivelato che la sua tesi di 650 pagine l’ha scritta su di me e la mia arte tra Normalità e Alterità .
Ho chiesto a Elisa se potevo scrivere queste righe e lei mi ha risposto di si e io l’ho riportate come mi è stato permesso.
Gli sono grato di tutto.
Oggi 4 marzo…
Oggi 4 marzo è il compleanno della zia Maria e all’ora di pranzo gli ho telefonato per fargli gli auguri e dopo il piacere di scambiarsi i saluti e gli auguri al momento di lasciarci gli ho chiesto se aveva il mio numero di cellulare e la zia mi ha risposto “dammelo me lo segno “ e io “339…” lei “aspetta lo scrivo 3..3..9… ” poi io “60…” lei “ aspetta… 60…” e io “ 79… “ e lei “aspett…79..” e io “4…3…2..” e lei “4…3…2… Accidenti che numero lungo tu c’hai ! “ e io “ è madre natura… “
26 febbraio 2011
Ritratti
Ieri è capitato a casa Alessandro, Alessandro è un amico di Giacomo e io l’ho rincontrato recentemente a una mia mostra a San Salvi, da Chille della Balanza .
Lì al vernissage mi chiese se potevo fargli un ritratto, io accettai e ieri è venuto il giorno. Ieri Alessandro ha posato per il disegno e oggi l’ho colorato e finito, non è male.
Mi sono specializzato nel ritratto, genere minore era considerato nei secoli scorsi, stava dietro la pittura di argomento religioso e quella di storia.
La mia pittura di ritratti è arrivata a una definizione dei tratti distintivi del modello che si caratterizza per la sottrazione di alcuni dei dati dati. È un minimalismo pittorico eppure risulta completo allo scopo. Sembra che non ci possa aggiungere altro della somiglianza, l’espressione e un po di introspezione psicologica del modello. Tutto questo c’è, seppure in una economia dei mezzi espressivi e in tono sommesso. Tutto quello eventualmente in più appesantirebbe.
È invece la leggerezza della carta di riso, l’impalpabile, una visione in filigrana. È concisione e sintesi, riassunto.
24 febbraio 2011
23 febbraio 2011
Il castagnaccio
Gli ingredienti per la preparazione del castagnaccio per 4 persone sono: farina di castagne 500 grammi, pinoli quanti te ne piace, uvetta quanta te ne piace e un ramoscello di rosmarino.
Si procede così : metti un po d’acqua in un insalatiera, quanta ne basta per mezzo chilo di farina di castagne che versi a pioggia nell’acqua e incominci ad amalgamare con un cucchiaio e giri fino a quando sono spariti tutti i grumi. Deve venire una pastella densa. Quando ritieni che è fatta ci amalgami girando i pinoli e l’uvetta desiderati.
Ora prendi uno stampo e lo ungi sul fondo con olio extra e ci versi dall’insalatiera la pastella di castagne che si distenderà omogenea sul fondo.
Ci puoi versare sopra altri pinoli e dell’altra uvetta e gli aghi di rosmarino.
Nel frattempo dopo aver riscaldato per un quarto d’ora il forno a 200 gradi ci metti lo stampo con la pasta di castagne e ce lo tieni mezzora a 200 gradi ed è fatto.
Da consumare preferibilmente tiepido.
Il castagnaccio è un dolce della tradizione popolare toscana, della tradizione contadina lucchese sembrerebbe ed è composto di ingredienti poveri. Non c’è nemmeno lo zucchero, un dolce senza zucchero si può chiamare dolce?
Per calcolare la grandezza dello stampo pensa che lo spessore del castagnaccio deve entrare tra gli uno e i due centimetri.
Tra gli ingredienti se pensi che ti piacerebbero ci puoi aggiungere dei gherigli di noce insieme ai pinoli e l’uva passa.
Non è una eresia.
22 febbraio 2011
Finocchi gratinati
Per preparare i finocchi gratinati si procede come per preparare il cavolfiore gratinato, la ricetta la trovate nel sito.
La preparazione è identica; scottare in acqua bollente il finocchio per dieci minuti e metterlo in una teglia o stampo imburrato sul fondo e coprire i fonocchi con la besciamella, parmigiano grattato e una grattata di noce moscata e mettere in forno per 40 minuti a 200 gradi. Stai attento a non mettere la teglia o lo stampo troppo vicino alla fonte di calore in forno. Vengono deliziosi.
Il finocchio è più adatto del cavolfiore a essere gratinato ricoperto di besciamella perché ha un vago aroma spaziato che si sposa perfettamente alla besciamella e alla noce moscata.
Densa la besciamelle! Più la mescoli più diviene densa.
21 febbraio 2011
La cecina
Per preparare la torta “la cecina” per due persone occorrono 250 grammi di farina di ceci, olio di oliva 4 cucchiai, foglie di un rametto di rosmarino, sale e pepe.
Metti poca acqua in un insalatiera, quanta ne basta per 250 grammi di farina di ceci. Deve venire una pastella fluida e omogenea. Sopra questa acqua versi a pioggia la farina di ceci e il sale e inizi a girare con un cucchiaio fino ad amalgamare tutta la farina e senza far venire grumi. Quando è tutta amalgamata ci versi due cucchiai d’olio extra e le foglioline di rosmarino e fai amalgamare l’olio alla pastella girando ancora.
Adesso occorre uno stampo per dolci, tondo o quadrato, non grande in cui versi 2 cucchiai d’olio e lo spandi sul fondo in modo che nella cottura la pastella non attacchi al fondo, versi la pastella nello stampo, la fai spandere e se lo spessore della pastella nello stampo è di un centimetro, un centimetro e mezzo è la misura ideale, quindi la fai riposare un paio d’ore, infine aggiungi sopra ancora alcune foglioline di rosmarino e il pepe.
Resta solo da infornare lo stampo con la pastella in un forno precedentemente riscaldato a una temperatura di 180 gradi per un quarto d’ora e poi dovrai tenere per 45 minuti circa lo stampo in forno per ultimare la cottura, sempre a 180 gradi.
É una torta della tradizione toscana esattamente pisana, semplice, se vuoi puoi anche dire povero ma mette appetito più ne mangi più ne mangeresti, non sazia.
É preferibile consumarlo appena tiepido.
Autoritratti numero 1 e numero 2
Cerco di rispondere ai dubbi di Giacomo riguardo ai miei ultimi due dipinti, sempre autoritratti e intitolati radiografia numero 1 e radiografia numero 2.
Radiografie perché sono stato esposto al radio al volto e ho pensato a Hiroshima e Nagasaki. La vampa accecante dal calore, il vento nucleare, il bagliore solare che tutto nasconde, dove la carne e tutto fonde a causa dell’esplosione nucleare.
Ecco, io voglio riprodurre l’accecamento che nasconde i tratti del volto che si sciolgono, cieca la vittima e anche chi osserva, ma voglio comunque essere riconoscibile nelle mie sembianze anche se ho mantenuto gli occhi più scuri del solito e la bocca.
Maionese
Ingredienti per fare una mezza tazza di maionese : 3 tuorli d’uovo, olio extra quanto basta, sale e succo di mezzo limone .
Occorre un frullatore con una o due fruste e una tazza.
Metti il sale e i tre tuorli d’uovo nella tazza e incominci a frullarli con il frullatore mentre con l’altra mano inizi a versare un filo d’olio extra e vai avanti cosi, con la destra tieni il frullatore e la sinistra seguiti a versare l’olio, fino a quando basta, non deve affogare nel olio, giudica.
La maionese deve addensare, più è densa meglio è. Più la frulli e più s’addensa. Quando ritieni che è omogenea ci strizzi il mezzo limone e frulli ancora per amalgamare.
Hai presente quella che si trova in commercio, la consistenza ? Deve venire uguale ma la nostra è più buona.
Ora è pronta per tutti gli usi.
Buon divertimento.





























