Luciano Cesare Ascenzi

26 febbraio 2012

arringhe marinate

Filed under: Il fai da te per mangiare bene — dastella @ 21:47
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Per la facile preparazione di questo piatto per due persone occorrono tre filetti di arringa, una carota, un gambo di sedano, una cipolla di media grandezza e un ciuffo di prezzemolo.
Si lavano i filetti e si tagliano a pezzetti, si tritano finemente la carota, il sedano e la cipolla e anche il basilico.
In un recipiente adatto con coperchio ci si adagiano i pezzetti di arringa e si coprono con gli odori tritati si aggiunge inoltre bastante olio extra, tanto da quasi coprire i pezzetti e il trito e si mescola e si tappa con il coperchio. Poi ogni tanto mescolare.
Se la prepari per il pranzo è meglio prepararla 24 ore prima. Per la cena idem. Più sta a macerarsi nell’olio con il trito meglio viene. Più delicata e meno salata.
Da provare.

Oggi…

Filed under: Diario in sol maggiore,Religione — dastella @ 16:37
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Oggi è domenica, giorno da santificare e della parola di Dio e oggi la parola di Dio è di sconvolgente bellezza e poesia, come quasi sempre, ma risuona in me e nel mio animo come una campana di bronzo che rintocca a festa.
La prima letture è da Isaia, dal libro detto della consolazione…..
“Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che è finita la sua schiavitù, è stata scontata la sua iniquità, perché ha ricevuto dalla mano del Signore doppio castigo per tutti i suoi peccati”.
Una voce grida:
“Nel deserto preparate la via al Signore appianate nella steppa la strada per il nostro Dio. Ogni valle sia colmata, ogni monte e colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in pianura. Allora si rivelerà la gloria del Signore e ogni uomo la vedrà, poiché la bocca del Signore ha parlato”.
Una voce dice: “Grida” e io rispondo: “Che dovrò gridare?”
Ogni uomo è come l’erba e tutta la sua gloria è come un fiore del campo. Secca l’erba, appassisce il fiore, ma la parola del nostro Dio dura per sempre. Veramente il popolo è come l’erba. Sali su un alto monte , tu che rechi liete notizie in Sion; alza la voce con forza, tu che rechi liete notizie in Gerusalemme. Alza la voce, non temere; annunzia alle città di Giuda:
“Ecco il vostro Dio! Ecco, il Signore Dio viene con potenza, con il braccio egli detiene il dominio. Ecco, egli ha con se il premio e i suoi premi lo precedono. Come un pastore egli fa pascolare il gregge e il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul petto e conduce pian piano le pecore madri”…..
Isaia fu profeta in mezzo al suo popolo per quasi 50 anni a partire dalla seconda metà del VIII secolo A.C. in un periodo di profonda decadenza religiosa e civile dovuta proprio all’allentarsi del legame del suo popolo con Dio e la voce di Isaia tuona ed esorta il suo popolo alla fede in Dio sua unica salvezza, lo esorta a confermarsi nella fede in pagine di incredibili splendori profetici e letterari…..è bellissimo…..“…Come un pastore egli fa pascolare il gregge e il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul petto e conduce pian piano le pecore madri”….sono visioni di Dio di una trascendenza….veramente Isaia vede Dio e ha in bocca la parola di Dio per consolare e esortate la sua gente.
Dopo la messa vado a pranzare dalla mia zia Maria e ci sono anche mio cugino Alberto e mio zio Italo un buon pranzo in famiglia e discussioni interessanti, buon vino rosso inoltre. Finito il pranzo me ne torno a casa a riposare e a digerire e smaltire il buon vino e il pranzo. Verso le 15.30 mi arriva molto inaspettata una telefonata dal mio amico Claudio S…..mi si accende una luce rossa di allarme….Claudio mi dice alcune cose di nessuna importanza e vuole riattaccare e chiudere in breve la conversazione, questo in apparenza ma io porto la conversazione sulla mostra che dovrei fare a Trani che è il motivo per cui Claudio mi ha telefonato anche se lui non ne ha parlato perché sapeva che io avrei portato la nostra conversazione su questo tema e lui al riguardo mi dice che non ha visto la gallerista a Trani ma che posso telefonargli adesso io e dirgli tirandomela un po che vorrei sapere se è possibile fare questa mostra a Trani e sempre tirandomela un po fargli intendere che ho poco tempo da perdere e che ho molti impegni. Il fatto è che io non ho nessun impegno, voglio dire che non ho nessuna mostra da fare e so che la gallerista di Trani ne è a conoscenza, mi renderei così ridicolo e puerile se gli dicessi questo ed è questo che vuole l’istituzione. Ma in realtà a me di fare delle mostre per far conoscere il mio lavoro non interessa affatto perché so che il mio lavoro è già conosciuto sia dai critici che dagli artisti e non ho per questo il bisogno di fare delle mostre anche se in apparenza a causa della mia condizione il mio lavoro è negletto, la causa è l’istituzione, ma ripeto “in apparenza”.
Io dico a Claudio che non ho bisogno di fare l’indaffarato con la gallerista perché in realtà io so che ho un interesse relativo per le mostre il perché l’ho detto sopra ma non lo dico a Claudio e gli dico invece che non ho interesse per le mostre perché non ho più bisogno di soldi. Che è un altro aspetto della vicenda ed è vero anche questo. Claudio mi dice di non tirare i remi in barca e di seguitare a darmi daffare….insomma di correre… e a me mi viene da sorridere pensando che Claudio mi esorta a fare dei pompini all’istituzione quando invece l’istutuzione li deve fare a me come ha sempre fatto anche quando ero povero, adesso a maggior ragione. Dopo questa conversazione io capisco che la telefonata di Claudio mi è arrivata non a caso un ora prima che vengano a casa mia Iacopo e Micaela per vedere i loro ritratti ed eventualmente comprarli e capisco che secondo quanto ho detto a Claudio riguardo alla pittura, Iacopo e Micaela forse non verranno o verranno e comunque non compreranno i loro ritratti….passa il tempo e Iacopo e Micaela non arrivano proprio, io non mi preoccupo affatto perché adesso sono ricco e aspetto la prossima mossa dell’istituzione che prima o poi dovrebbe arrivare.
Mi arriva infatti una telefonata di Micaela verso le 18.00 circa e Micaela dice che si scusa perché non è venuta, il motivo è che se ne sono dimenticati, al che io replico che per aspettare loro sono stato tutto il pomeriggio in casa mentre avevo un invito per andare a Romena dalla mia amica Silvia, al quale avevo rinunciato proprio per aspettare loro, come dicevo, gli dico dunque di rifarsi viva dopo il 25. 1. 2004, che è il giorno che mi verrà accreditata la pensione di reversibilità di mia madre.
Con questo ho il culo parato.
Siate lieti

23 febbraio 2012

quanto a..

Filed under: Religione — dastella @ 18:12
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Quanto a quel giorno e a quell’ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre. Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e l’altra lasciata.

Esposizione critica in sintesi tratta dalla predica di Don Alessandro Santoro parroco senza chiesa delle Piagge:

Gesù è già tra noi e come ci comporteremo quando lo incontreremo dipenderà se saremo salvi nell’altra vita, questo è in sintesi.

da Matteo..

Filed under: Religione — dastella @ 16:40
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Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo. E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame. Il tentatore allora gli si accostò e gli disse ” Se sei Figlio di Dio, di’ che questi sassi diventino pane” Ma egli rispose “Sta scritto:
Non di solo pane vivrà l’uomo
Ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”
Allora il diavolo lo condusse con sé nella città santa, lo depose sul pinnacolo del tempio e gli disse: “Se sei Figlio di Dio gettati giù, poiché sta scritto:
Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia ad urtare contro un sasso il tuo piede”
Gesù gli rispose “Sta scritto anche:
Non tentare il signore Dio tuo”
Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse “Tutte queste cose io ti darò, se prostrandoti, mi adorerai. Ma Gesù gli rispose: “Vattene, satana! Sta scritto:
Adora il Signore Dio tuo
E a lui solo rendi culto.

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ieri

Filed under: Diario in sol maggiore,Religione — dastella @ 16:24
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Dal Vangelo secondo Giovanni

Ieri domenica 5 Gennaio ero nella chiesa della Sacra Famiglia della comunità Salesiana di via Gioberti, ero nell’ultima sedia sul lato sinistro della navata nella penombra tutto raccolto in me stesso, quando dall’altare iniziava la lettura del prologo del Vangelo di Giovanni apostolo prediletto di Gesù. Quelle parole….solenni, di ineguagliabile poesia mi penetravano nel fondo dell’animo e mi scuotevano e mi illuminavano. Niente poteva essere più adatto per spiegare il mistero di Cristo.
Le riscrivo, perchè questo mi da un profondo piacere.
In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio :
tutto era stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre,
ma le tenebre non l’hanno accolta.
Venne un uomo mandato da Dio
e il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per rendere testimonianza alla luce,
veniva nel mondo
la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Egli era nel mondo,
e il mondo fu fatto per mezzo di lui,
eppure il mondo non lo riconobbe.
Venne fra la sua gente,
ma i suoi non l’hanno accolto.
A quanti però l’hanno accolto,
ha dato potere di diventare figli di Dio;
a quelli che credono nel suo nome,
i quali non da sangue,
ne da volere di carne,
ne da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come da unigenito dal Padre,
pieno di grazia e verità:
Giovanni gli rende testimonianza
e grida “Ecco l’uomo di cui io dissi:
Colui che viene dopo di me
mi è passato avanti
perchè era prima di me”
Dalla sua pienezza
noi abbiamo ricevuto
e grazia su grazia.
Perchè la legge fu data per mezzo di Mosè
La grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio nessuno l’ha mai visto
proprio il Figlio unigenito,
che è nel seno del Padre,
lui lo ha rivelato.

lunedì 6 gennaio 2003

al…

Filed under: Religione — dastella @ 16:17
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Al 2° corso di spiritualità durato 3 giorni nella pieve di Romena don Luigi ha letto ad un certo punto questo brano del Vangelo:
Perciò vi dico: nella vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, nè mietono, nè ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? E perchè vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perchè il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.

Se si aggiunge il passo del Vangelo che dice di non accumulare tesori e denaro perchè i ladri ti possono derubare, ma invece di mettere da parte tesori nel cuore e nell’animo dove i ladri non ti possono derubare. Si capisce così la volontà di Dio….Dio non vuole che ci affanniamo per arricchirci, Dio sa di cosa abbiamo bisogno e se siamo meritevoli provvederà di ciò che ci è necessario.

22 febbraio 2012

oggi…

Filed under: Diario in sol maggiore,Religione — dastella @ 17:30
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Oggi è domenica, e la cosa più importante da fare oggi è andare in chiesa e ascoltare la Parola, la parola che edifica, la parola che nutre, la parola che consola e potrei dire la parola che risana. Oggi andrò alle Piagge da don Alessandro.
Oggi c’è la lettura di un brano del Vangelo di Giovanni, è la quarta domenica che siamo fermi al capitolo 6 di Giovanni, il passo è fondante per la chiesa, è basilare per la comprensione del mistero di Gesù e il magistero della chiesa, e inizia così “In verità, in verità vi dico….” don Alessandro una volta ci ha detto che quando un passo del Vangelo inizia con queste parole è come se si accendesse una luce rossa, di stare molto attenti, questo perché quelle che seguono sono proprio parole che Gesù ha pronunciato….perché non sempre tutto quello che viene attribuito a Gesù nei Vangeli è in realtà stato detto da Gesù….
Don Alessandro, dicevo, inizia a leggere “In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo”. Gli dissero allora; “Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?” e Gesù rispose “Questa è l’opera di Dio: credete in colui che egli ha mandato”.
Allora gli dissero” Quale segno tu fai perché vediamo e possiamo credere? Quale opera compi? I nostri padri hanno mangiato la manna del deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo” Rispose loro Gesù “In verità , in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi da il pane dal cielo, quello vero; il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo” Allora gli dissero “Signore, dacci sempre questo pane” Gesù rispose “ Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete. Vi ho detto però che voi mi avete visto e non credete. Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me, colui che viene a me, non lo respingerò, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo resusciti l’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell’ultimo giorno”……e il capitolo 6 del Vangelo di Giovanni prosegue ancora un pezzo….Gesù che esorta la gente a credere a lui e alle sue parole e la gente che non capisce e chiede un segno, perché è più facile credere a un segno che non alla parola. Gesù li ammaestra col suo insegnamento e dice che la Parola è il pane che sfamerà e leverà la sete alla gente in eterno. Avrà la vita eterna chi crede e mette in pratica la parola….e verso la fine del capitolo 6 del Vangelo di Giovanni, Gesù dice alla gente “…..è lo spirito che dà la vita, la carne non giova; le parole che vi ho detto sono spirito e vita”…..le parole di Gesù sono infatti il nutrimento dell’anima, il nutrimento che dà la vita eterna e non come la manna di cui si sono nutriti i padri nel deserto e dice Gesù poi sono morti.
Ascoltiamo la Parola, e crediamo dunque, e andiamo per il mondo, mettiamo in pratica il Vangelo, è questo che ci chiede Gesù. Non pensiamo che ci sia un altro modo di salvarci, tutto il resto sono solo atti di fede, atti di devozione, dei segni e i segni sono solo gesti parziali che non bastano da soli a salvarci o a definirci veramente cristiani.
Pregare dobbiamo pregare, e l’eucarestia la dobbiamo fare, ma pregare e l’eucarestia non bastano, seppure sono anche loro necessarie. Gesù e Dio attraverso Gesù ci ammaestra ad amare ad andare nel mondo e operare amando, solo così ci possiamo definire cristiani.
I cristiani sono il sale del mondo, dice Gesù e se il sale perdesse il potere di salare con cos’altro potremo salare ? Esiste un modo pieno d’amore, una misura colma d’amore, ed è quella cristiana, come ci ha insegnato Gesù, è questa la volontà di Dio.

Domenica 17 agosto 2003

oggi…

Filed under: Diario in sol maggiore,Religione — dastella @ 17:14
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Oggi domenica è l’ultimo giorno di un caldissimo agosto. A Firenze quest’anno d’agosto è piovuto brevemente per sole due volte, dico brevemente, in più ci aggiungi la mancanza di soldi e la presenza infestante di una moltitudine di zanzare, giorno e notte, così capisci che non è un bel vivere.
Dopo aver vuotato la stanza che occuperà lunedì Claudio G. sono andato alle Piagge a prendere la messa nel centro sociale il Pozzo. Vado alle Piagge perché lì c’è don Alessandro S. che fa un esposizione critica delle letture molto efficace e quel che mi piace parecchio è il fatto che Alessandro critica o perlomeno vede che gran parte della chiesa e dei fedeli ha frainteso l’insegnamento di Gesù e ha ridotto il Vangelo a una dimensione minima, meschina e ipocrita, Alessandro la pensa proprio come me. C’è proprio da domandarsi chi sono adesso i farisei? Gesù il più grosso attacco fra tutte le istituzioni dell’epoca lo portò alla classe sacerdotale che per questo lo crocifisse e se venisse di nuovo sulla terra condannerebbe di nuovo il sentimento religioso meschino di gran parte dei fedeli e la chiesa che lo promuove e verrebbe per questo crocifisso di nuovo.
Oggi c’è la lettura di un brano di Marco, il brano è quello nel quale alcuni scribi e farisei venuti da Gerusalemme chiedono spiegazioni a Gesù del perché i suoi discepoli mangiano in cibo con le mani sporche e non secondo la tradizione che prevede il lavaggio delle mani, allora Gesù risponde che niente di esterno al corpo lo può contaminare, ma è solo ciò che esce dal corpo che lo può ammalare e cita Isaia:
“Questo popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono culto, insegnano dottrine che sono precetti di uomini…” . A questo punto i farisei e gli scribi non hanno ancora capito e chiedono altre spiegazioni a Gesù e Gesù risponde con una lunga spiegazione che si conclude con queste parole… “Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori, non può contaminarlo perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va a finire nella fogna.” E prosegue “Ciò che esce dall’uomo, questo sì contamina l’uomo….fornicazione, furti, omicidi,, adulteri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza….” Il Vangelo riporta 12 peccati, 12 come le 12 tribù di Israele e questo significa che c’è dentro tutta l’umanità, tutti i peccati dell’umanità escono dal cuore dell’uomo nessuno escluso e pensare diversamente è dunque una ipocrisia.
Dopo tanta parola torno a casa rinfrancato e fortificato….
A pranzo alle 13.00 ci sono Pierluigi e Massimiliano V. Quando i ragazzi arrivano pranziamo con tortelloni alla pomarola, pollo in umido e cocomero il tutto bagnato con vino rosso, birra Jodler e acqua, tutte le bevande sono freddate.
Stiamo bene a tavola con il buon cibo, e le bevande fresche e alcoliche vanno giù che è una meraviglia e inducono una leggera ebbrezza e stupore e felicità per tanta benedizione, per questo cibo benedetto, è un inno al buon mangiare e bere in amicizia, condividere il cibo tra amici, bere tra chi si vuole bene.
Passo il pomeriggio armeggiando per la casa, per le necessità della casa e per la mia autonomia, mi agito per mantenermi indipendente, poi a cena replico perché sono invitato a cena da mia sorella Valeria e c’è anche mio nipote Massimiliano il quale sono venuto a sapere in tarda età, oramai avevo più di 50 anni che non si chiama in realtà Massimiliano, ma è stato battezzato Massimo…..misteri della mia famiglia.

lunedì 1 settembre 2003

oggi userò…

Filed under: Diario in sol maggiore,Religione — dastella @ 16:56
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Oggi userò l’esegesi di don Alessandro S. più che altro, e ribadirò alcune mie idee per commentare il brano del Vangelo di Marco….
….Di ritorno dalla regione di Tiro, passò per Sidone, dirigendosi verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decapoli. E gli portarono un sordomuto, pregandolo di imporgli la mano….
Questi sono i luoghi della perdizione, sono i luoghi che ogni buon giudeo evitava accuratamente e per gli abitanti dei quali Gesù è venuto. Lui dice che è venuto per i malati. Che posti erano quelli che vedevano la presenza e ascoltavano la predicazione di Gesù? Si possono rapportare a luoghi e i loro abitanti di oggi? Chi erano, chi sono?
Sono i posti della miseria morale e della miseria economica, dove abitano i miscredenti e gli empi, sono le circonvallazione dove lavorano le prostitute italiane e extracomunitarie, sono le piazze piene di extracomunitari , i campi rom, le periferie degradate, le carceri. Sono i luoghi dove non si va così per andare, per farsi vedere, per farsi belli, sono i luoghi dove la gente bene non va, che i farisei evitano accuratamente, dove se vai è perché lì ci sei proprio e non puoi fare a meno di imbatterti nel sordomuto, sono i soli luoghi dove puoi fare cose straordinarie, sono i soli luoghi dove è concesso fare cose straordinarie….Solo lì puoi trovare il sordomuto.
Dopo aver tirato di nuovo il fiato dopo tanta parola, me ne torno a casa per pranzare e lì mi cucino una fetta di fegato di vitellone. Infarino il vitellone e lo cucino con olio e salvia, viene buono. Verso le 17.00 dovrebbe arrivare Michele C. a prendere il suo ritratto. Io l’aspetto lavorando un po al computer e un po guardando la televisione. Michele arriva puntualissimo, alle 17.00 spaccate, glielo faccio notare e lui dice che ci prova sempre a essere puntuale.
Ci sediamo in giardino con una birra Jodler e mentre beviamo parliamo del più e del meno, dell’universo mondo. Dopo Michele supera tutte le mie aspettative e oltre il suo ritratto mi dice che vuole prendere anche quello della sua ragazza, Milena, se gli faccio un buon prezzo. Io gli propongo un prezzo per i due dipinti e lui accetta ma non li può prendere al momento perché è venuto in bici a trovarmi. Gli prometto che glieli porto io in serata, aspetto una sua telefonata verso le 20.30 e poi glieli porto. Rimaniamo d’accordo così, lui se ne va lasciandomi un anticipo sul prezzo dei dipinti, il resto me lo darà quando gli consegno i dipinti perché deve prelevare il tot al bancomat….ciao, ciao Michele e che Dio ti benedica e ti abbia in gloria.
È oramai l’ora di cena, mangerò con Claudio un risotto allo scoglio cucinato da me, viene buono anche questo, e dopo ci mettiamo ad aspettare la telefonata di Michele che arriva quando non l’aspettiamo più, alle 21.40.
Parto su lo scooter e con i suoi dipinti li porto a casa sua, lì c’è anche Milena, la bella Milena e glielo dico anche che è bella, bella in tutte le accezioni, con tutti i significati e sfumature si può intendere la parola “bella”.
Mi offrono una fetta di torta fatta in casa, è venuta buona anche questa, anche se non l’ho cucinata io, e un bicchiere di vino bianco fresco, e Milena mi interroga su cosa faccio in questo momento, io gli racconto dei miei movimenti e quando gli parlo dell’esperienza che sto facendo a Fuori Binario gli dico “Io sono il vaticanista di Fuori Binario”.
Domenica 7 settembre 2003

anche oggi..

Filed under: Diario in sol maggiore,Religione — dastella @ 16:31
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Anche oggi santifico il giorno di Dio e lo faccio alle Piagge da don Alessandro Santoro e le letture sono da Isaia e da Marco.
La lettura di Isaia di oggi dice:
“Chi avrebbe creduto al nostro annuncio?
A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore?
È cresciuto come un virgulto davanti a noi e come una radice in terra arida.
Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per potercene compiacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre faccia, era disprezzato e non ne avevamo nessuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità . Il castigo che ci da salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti”.
e Marco dice:
“E gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: “Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo” Egli disse loro: “Cosa volete che io faccia per voi ?” Gli risposero: “Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra” Gesù disse loro: “Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato ?” Gli risposero: “Lo possiamo” E Gesù disse: “Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo ; è per coloro per i quali è stato preparato”.
All’udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: “Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra voi però non è così; ma chi vuole essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti ……”
Isaia profetizza un messia molto diverso da quello che si aspettano gli ebrei e profetizza realmente come si manifesterà, Isaia sembra che veda proprio Gesù venire in tutta la sua gloria, è la gloria del Salvatore dell’umanità dai suoi peccati.
Per la lettura dell’evangelista Marco userò invece le parole di Alessandro che dice che con questo discorso inizia il calvario di Gesù. Gesù è oramai a Gerusalemme e sferra un attacco mortale al potere imperiale e religioso dell’epoca, un attacco che lo porterà alla morte per crocifissione. Gesù va a toccare i gangli del potere, della concezione dell’esercizio del potere, anche religioso, e il potere religioso e imperiale lo riconoscerà come un nemico micidiale, un sovvertitore dell’ordine costituito, un sobillatore e lo ucciderà infine per questo.
Dopo aver ripreso fiato, schiacciato da tanta parola, prima di andare a casa mi compro un libro, lì alla comunità di base delle Piagge, è un libro scritto da Salvatore Ferraro & Chito che è un indiano Kiowa, il libro è intitolato “Radiobugliolo” e tratta della detenzione, centra in questa pubblicazione il carcere di Rebibbia e il libro che tra l’altro è un vero libro, e costa solo 2 euro, che è quanto dovrebbero costare su per giù i libri.
Nel pomeriggio arriva a casa Luca F. e porta un po d’hascish da fumare con Claudio G., porta esattamente del polline, che è un fumo pregiato, e a me viene l’acquolina in bocca di fronte a tanta grazia di Dio, ma mi astengo, perché se fumassi l’hascish avrei paura di aver la tentazione a ricominciare a fumare il tabacco. Comunque si spande per la casa un aroma inconfondibile, è l’odore del fumo, che a me piace tantissimo e a Claudio si scioglie la lingua, diventa logorroico, che non capisco se è per effetto del fumo o una manovra di condizionamento nei miei confronti.
Alle 18.00 vado al CPA per dipingere, devo iniziare il ritratto di Uta, la ragazza tedesca che lavora da Alinari e che ho conosciuto a una cena al CPA.
Al CPA trovo Marco, Daniele, Francesco e Daniela e dopo aver dipinto mi unisco a loro nell’auditorium e mi bevo una birra.
Marco mi dice che ha qualcosa per me, ha comprato due borse di cibo al supermarket e l’ha comprata come mercede per pagarmi un ritratto che gli ho fatto. Io sono felicissimo per la spesa di Marco, la vivo e la interpreto come un segnale positivo, come un buon auspicio e capisco che al CPA si può vivere e lavorare, aspettavo da tempo questa spesa, non per la spesa in se stessa, ma come segnale di qualcosa di buono per me e per la mia attività di pittore e per questo avevo fatto pressione su Marco, gli chiedo scusa per questo.
Domenica 19 ottobre 2003

21 febbraio 2012

oggi la…

Oggi la parola di Dio è questa.
Geremia cap. 31 dal versetto 7 al versetto 10
Poiché dice il Signore:
“Innalzate canti di gioia per Giacobbe, esultate per la prima delle nazioni, fate udire la vostra lode e dite: il Signore ha salvato il suo popolo, un resto di Israele.
“Ecco, li riconduco dal paese del settentrione e li raduno dall’estremità della terra; fra di essi sono il cieco e lo zoppo, la donna incinta e la partoriente; essi ritorneranno qui in gran folla. Essi erano partiti nel pianto, io li riporterò tra le consolazioni; li condurrò a fiumi d’acqua per una strada diritta in cui non inciamperanno; perché io sono un padre per Israele, Efraim è il mio primogenito…..
Questo è quanto per Geremia, poi c’è Marco cap. 10 dal versetto 46 al versetto 52 e dice…..
E giunsero a Gerico. E mentre partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Costui al sentire che c’era Gesù Nazareno, comincio a gridare e a dire: “ Figlio di David, Gesù, abbi pietà di me!”. Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte: “Figlio di David, abbi pietà di me!” Allora Gesù si fermò e disse: “Chiamatelo!”. E chiamarono il cieco dicendogli: “Coraggio! Alzati, ti chiama!” . Egli, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: “ Che vuoi che io ti faccia ?”. E il cieco a lui: “Rabbuni, che io riabbia la vista!”. E Gesù gli disse: “Va’ la tua fede ti ha salvato”. E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada……..………………….
Prosegue il Vangelo di Marco da domenica scorsa, e anche oggi Gesù chiede “Che vuoi che io ti faccia ?” e questa volta non agli alti dignitari (gli apostoli) che volevano sapere chi era il migliore di loro e chi gli sarebbe succeduto dopo la sua morte, ai quali Gesù non può rispondere, ma un cieco, e per i Giudei certe malattie come la cecità che ti costringeva a vivere sulla strada di elemosine e emarginato dai sani, era una specie di castigo di Dio da espiare per una colpa. Per il cieco è importuno e inopportuno disturbare Gesù e il suo seguito mentre passano, ma lui gridava anche più forte e Gesù si ferma, mentre si capisce che gli altri al seguito non si sarebbero invece fermati e Gesù gli chiede come aveva chiesto ai suoi discepoli “Che vuoi che io ti faccia?” e il cieco facendo un balzo e presentatosi di fronte a Gesù lo chiama “Rabbuni” che è un modo tenerissimo di dire Rabbi o Maestro, è un vezzeggiativo che puoi intendere anche in un senso molto allargato, anche come “Babbino” e il cieco gli chiede di poter vedere, di riacquistare la vista e Gesù di fronte all’innominato, al non visibile e a tanta fede gli dice “Va’ la tua fede ti ha salvato”….questo è quanto riguardo a Marco di oggi, e se vi sembra poco….
Dopo la messa ho sulla strada del ritorno l’Humanitas e mi fermo a salutare chi trovo di turno, oggi, come domenica scorsa, le stesse persone, che questa volta al contrario di domenica fanno finta di non vedermi, domenica erano invece affabili e cordiali e io capisco subito che è passato di lì l’arbitro per certe mie affermazioni sul fare con me un esperienza positiva. Io avevo dichiarato al dott. Giuseppe S. che in tutti i posti dove sono stato o sono passato hanno fatto un esperienza positiva, ne hanno tratto un beneficio insomma, compresa l’Humanitas, e l’arbitro aveva bisogno di sconfermarmi all’apparenza, ma se io sono arrivato a fare un affermazione simile e perché tutti i miei conoscenti si sono confessati inconsapevolmente con me in questo senso, in questi anni. Ma per l’arbitro questa è una strategia a più largo raggio e le sue teorie ne traggono più vantaggi. Provo a spiegarmi. Se fai finta di non vedermi nonostante io sappia, che tu sai, che io so chi sono e i meriti che mi sono conquistato, tu fai una molteplice azione a favore delle teorie dell’arbitro Primo mi mortifichi e mi frustri e l’effetto va a cadere proprio sulla mia sessualità che per rivalsa sul mondo si trasforma da genitale ad anale. Sì intendo dire proprio questo, che incomincio a desiderare di inculare le donne, tutte le donne, per rivalsa, perché ancora non sono riusciti a trasformare una persona eterosessuale in omosessuale, nonostante abbiano avuto a disposizione tutta la mia vita. Quando ero un pischellino avevano altri mezzi per trasformare la mia sessualità da genitale ad anale, le provocazioni di mia sorella Valeria e l’autoritarismo di mia madre. Adesso che vivo per fortuna lontano dai miei famigliari, hanno il mezzo di rendermi invisibile e mi fanno capire che per essere riconosciuto devo inculare almeno una volta una donna, così sarei riconosciuto, ma troverebbero purtroppo conferma anche le loro teorie su di me, teorie che io ho dimostrato negli anni infondate.
domenica 26 ottobre 2003

oggi 2…

Filed under: Diario in sol maggiore,Religione — dastella @ 21:55
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Oggi domenica 2 novembre è la Commemorazione dei Defunti e vado alle Piagge con Nerina di Fuori Binario, io gli faccio strada con lo scooter e lei mi viene dietro con la sua Panda, perché non conosce la strada. Arriviamo al centro sociale il Pozzo con ¾ d’ora di anticipo sulla celebrazione della messa, io propongo di metterci a sedere su una panchina di fronte al centro sociale e lei propone invece di fare una passeggiata, io ubbidisco e facciamo due passi lì intorno, poi sediamo sulla panchine e abbiamo contentato così tutti e due. Parliamo del più e del meno e affrontiamo anche l’argomento religione e lei dice che in questo momento si è avvicinata parecchio alla religione e che ne sente il bisogno, io gli rispondo che non ho mai nascosto di andare in chiesa la domenica nonostante abbia frequentato e frequenti ambienti dichiaratamente laici tipo San Salvi dove prevaleva l’aspetto scientifico razionale su quello religioso, oppure l’Humanitas che è una pubblica assistenza ed è scelta dai volontari per la sua laicità, se no avrebbero preferito la Misericordia dove prevale l’aspetto assistenziale religioso o il CPA ambiente manifestamente di sinistra, quasi anarchico e dichiaratamente laico e come Fuori Binario nonostante abbia incominciato a pubblicare i miei scritti, anche vecchi, di argomento religioso è un ambiente dove la fede non ha spazio, escluso proprio Nerina. Gli dico che la fede è una delle prerogative che mi rappresentano e dalla quale mi sento fiero di essere rappresentato e che mi sento fortunato di essere un credente e che non mi sono mai vergognato di questo.
Alle 11.10 inizia la messa e la lettura di Matteo è la stessa di ieri per la festività di Ognissanti dice don Alessandro per chi ieri non era in chiesa, è il discorso della montagna, è uno dei punti più alti del cristianesimo e un vertice assoluto della poesia mondiale, sì intendo dire che si può apprezzare anche per come è scritto, per l’aspetto squisitamente letterario, non potrebbe essere impostato meglio….ecco qua….
Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
“Beati i poveri in spirito
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.”
C’è anche l’aspetto letterario nella Bibbia e non solo le storie esemplari e insegnamenti morali, è lo stile di questo libro oltre a tutto il resto, lo stile è uno dei motivi per il quale questo libro quando ti è entrato nell’animo non cessa di operare e non ne sei mai sazio ed è uno dei motivi per il quale tanti convertiti si sono messi in ginocchio piangendo calde lacrime leggendolo, come è successo anche a me, è il libro per gente dal cuore e la mente in fiamme. L’impostazione poetica della Bibbia fa si che abbia una risonanza diversa negli animi, che insieme agli insegnamenti fa l’effetto di scuotere gli animi come arbusti in una tempesta.
Esco di chiesa stremato e per oggi ne ho abbastanza.
Domenica 2 novembre 2003

Oggi è…

Filed under: Diario in sol maggiore,Religione — dastella @ 21:40
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Oggi è domenica e bisogna santificare la festa, lo farò con Nerina a Paterno da don Fabio.
Nerina mi aspetta al CPA, perché non si può passare nel mio quartiere con l’auto, in quanto c’è il blocco del traffico per consentire il passaggio dei maratoneti della maratona di Firenze.
Arriviamo insieme, in perfetta sincronia al CPA, io e Nerina. Io lascio lo scooter e salgo sulla Panda di Nerina e mi accorgo subito che Nerina è turbata, il discorso va subito a cadere sul nostro rapporto e parte un accesa discussione di cui non vi riferirò, ma mi sembra che Nerina abbia l’impressione che io sto sciupando tutto per il mio troppo entusiasmo per lei. Io capisco che gli è arrivato alcuni segnali negativi e che l’arbitro si è interposto di nuovo in un rapporto fra me e una donna per ucciderlo. Io cerco di raddrizzare la situazione e all’inizio mi sembra una impresa disperata, come disperato è ciò che cerchiamo di intraprendere io e Nerina e capisco che Nerina è turbata e soffre proprio perché ci tiene a me e a noi due insieme, Nerina mi vuole molto bene e forse mi ama, come io amo lei e i segnali nefasti che ha ricevuto nel lasso di tempo che è intercorso da quando ci siamo lasciati ieri sera a adesso la turbano parecchio, non ultimo il segno che suo figlio Daniele non ci sarà a pranzo con me, lei e l’altro suo figlio Paolo.
Arriviamo a Paterno discutendo animatamente, io sono proprio partito in un accesa e disperata difesa di noi due, che a lei forse sembra soltanto la difesa di me.
Entriamo infine in chiesa discutendo e attendiamo un po l’inizio della messa e intanto io tengo d’occhio la Nerina e cerco di veder trapelare nel suo volto la sua vita interione e le sue emozioni, la vedo nervosa e infelice, io ne sono dispiaciuto anche se so che non ho nessuna colpa di questo ed a un certo punto Nerina mi dice “Lasciami stare questa messa è importante per me, lasciamela ascoltare”.
Inizia infine la messa con una lettura dal profeta Daniele e questo fatto ha il potere di rianimare Nerina che all’improvviso sotto la mia discreta sorveglianza, (l’ osservo con la coda dell’occhio), sembra tornata a nuova vita, per il profeta Daniele e per quello che dice. Poi c’è l’evangelista Giovanni che racconta il processo a Gesù con queste parole
:………Allora condussero Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l’alba ed essi non vollero entrare nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare per Pasqua. Uscì dunque Pilato verso di loro e domandò: “Che accusa portate contro quest’uomo?”. Gli risposero: “Se non fosse un malfattore, non te lo avremmo consegnato”. Allora Pilato disse loro: “Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge”. Gli risposero i Giudei: “A noi non è consentito mettere a morte nessuno”. Così si adempivano le parole che Gesù aveva detto indicando di quale morte doveva morire.
Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: “Tu sei il re dei Giudei?”. Gesù rispose: “Dici questo da te oppure altri te l’anno detto sul mio conto?”. Pilato rispose: “Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?”. Rispose Gesù: “ Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù”. Allora Pilato gli disse: “Dunque tu sei re?”. Rispose Gesù: “Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo io sono venuto al mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce”.
Gli dice Pilato: “ Che cos’è la verità?”. E detto questo usci di nuovo verso i Guidei…..
Non starò a dirvi l’esegesi di questo brano di Giovanni fatta da don Fabio, che tra l’altro non era pertinente la testo come ha affermato anche lui stesso, don Fabio ha impostato l’omelia sul significato che assume nelle diverse lingue ebraico, greco, latino e italiano la parola “parola”….era bellissimo e interessantissimo quello che diceva Fabio….ma io….ma io ero stato percosso, direi flagellato dal brano di Giovanni e dal processo a Gesù. Mi era venuta la pelle d’oca mentre ascoltavo il brano letto da Fabio e me lo immaginavo vividamente, mi sembrava di vederli Gesù e Pilato e pensavo che non avrei voluto essere testimone sul Golgota o a Betlemme, ma che darei una libbra della mia carne per poter testimoniare del processo a Gesù….sentire Pilato che chiede a Gesù….”Tu sei re, dunque?…” e guardare negli occhi Gesù mentre risponde al suo inquisitore, il romano Pilato “Lo sono, ma il mio regno non è di questo mondo…..” e infine Pilato….”Che cos’è la verità?”….caspita! Non c’è niente di più esaltante.
Nessuna testimonianza romana riporta di questo processo, l’unica fonte sono i Vangeli, non era ancora giunta l’eco a Roma della predicazione di Gesù in Palestina. Quando la verità si diffonderà nel mondo romano porterà a dissoluzione quella civiltà e inizierà una nuova era….ed è da 2000 anni, da allora, che la verità come un cespuglio in fiamme, arde inestinguibile.
Good time.
Domenica 23 novembre 2003

Oggi …

Filed under: Diario in sol maggiore,Religione — dastella @ 21:28
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Oggi domenica sono tornato alle Piagge dopo un certo periodo di assenza, breve periodo , e sorpresa! C’era un padre Comboniano, padre Eugenio che sostituisce don Alessandro che è a Pescara.
La lettura dal Vecchio Testamento è da Baruc ed è questa…..
Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto e dell’afflizione, rivestiti dello splendore della gloria che ti viene da Dio per sempre. Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio, metti sul capo il diadema di gloria dell’Eterno, perché Dio mostrerà il tuo splendore ad ogni creatura sotto il cielo. Sarai chiamata da Dio per sempre: Pace della giustizia e gloria della pietà.
Sorgi, o Gerusalemme, e sta’ in piedi sull’altura e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti da occidente ad oriente, alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio. Si sono allontanati da te a piedi, incalzati dai nemici; ora Dio te li riconduce in trionfo sopra un trono regale. Poiché Dio ha stabilito di spianare ogni alta montagna e le rupi secolari, di colmare le valli e spianare la terra, poiché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio. Perché Dio ricondurrà Israele con gioia alla luce della sua gloria, con la misericordia e la giustizia che vengono da lui…..
La seconda lettura è dal Vangelo di Luca…..
Nell’anno decimo quinto dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconitide, e Litania tetrarca tetrarca dell’Abilene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Ed egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:
Voce di uno che grida nel deserto
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri
Ogni burrone sia riempito,
ogni monte e ogni colle sia abbassato;
i passi tortuosi siano diritti;
i luoghi impervi spianati.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!
Che dire di Giovanni? È una figura gigantesca e terribile e come dice Gesù “nessun nato di donna è più grande di Giovanni il Battista”, ma è la morte di Giovanni che mi ha sempre impressionato per l’intreccio di eros e morte del suo contesto. Giovanni ha lottato contro l’eterno femminino e ha perso, ed è morto, è stato ucciso per questo, perché di fronte al ballo provocante di Salomè non è stata più possibile nessuna difesa, è per questo, le movenze di una fanciulla bellissima si immagina hanno prevalso su la santità di un uomo terribile per bontà e giustizia, un profeta, il precursore di Gesù in persona. Ancora più terribile della bontà è l’eterno femminino di fronte al quale l’uomo è preda ed è soggiogato.
Mentre la messa prosegue ad un tratto mi sento come uno sguardo addosso, sento che una persona seduta alla mia sinistra mi fissa, mentre io gli sono li accanto in piedi, so che alla mia sinistra due sedie più in la è seduta una ragazza mora, giovane e mi è sembrata quando è arrivata anche piuttosto bella anche se non gli ho portato molta attenzione….mi giro allora all’improvviso verso di lei e la fisso negli occhi che stanno fissando proprio me, lei ha un timido sorriso cordiale e mentre la guardo dall’alto in basso anch’io con un timido sorriso negli occhi e nel volto, lei non abbassa lo sguardo e restiamo così a fissarci con in volto l’espressione più accogliente l’uno per l’altro che possiamo, nessuno dei due abbassa lo sguardo fino a che questo diventa vitro e si incrina. Sono passati 7 o 8 secondi, un eternità, distogliamo di scatto insieme lo sguardo per l’imbarazzo, almeno proviamo a farlo ma visto che lo facciamo insieme la situazione diventa ancora più critica, dopo l’abbozzo del tentativo di fuga ritorniamo nella posizione iniziale e nel nostro volto si apre come quando il sole quando filtra dalle nubi, si apre dicevo, in un ampio sorriso e io gli faccio anche un cenno di saluto con la mano.
La messa è quasi a fine e io sento la mia sconosciuta vicina alla mia sinistra come una compagna e quando diciamo il Padre Nostro con la mano nella mano cerco di trasmettergli al contatto tutta la simpatia e il calore umano di cui sono capace…..infine la messa finisce e mentre lei se ne sta andando con una amica gli taglio la strada e gli chiedo chi è e perché non l’avevo mai vista alle Piagge. Lei mi dice che è di Napoli e che è la prima volta che viene in chiesa alle Piagge e che oggi è qui perché è ospite della sua amica, si chiama Valentina…..
Sono contento.
Domenica 7 dicembre 2003

oggi ho sentito…

Filed under: Religione — dastella @ 21:11
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Oggi ho sentito in chiesa a Romena letto da don Gigi un brano del vangelo di Luca, è questo:
Giovanni diceva dunque alle folle che andavano a farsi battezzare da lui: “Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire l’ira imminente? Fate dunque opere degne della conversione e non cominciate a dire in voi stessi: Abbiamo Abramo per padre! Perché io vi dico che Dio può far nascere figli ad Abramo anche da queste pietre. Anzi, la scure è già posta alla radice degli alberi; ogni albero che non porta buon frutto, sarà tagliato e buttato nel fuoco”.
Le folle lo interrogavano: “Che cosa dobbiamo fare?”. Rispondeva: “Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto”:
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero: “Maestro, che dobbiamo fare?”. Ed egli disse loro: “ Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato”. Lo interrogavano anche alcuni soldati: “E noi che dobbiamo fare?”. Rispose: “Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe”. Poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: “Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non sono degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Egli ha in mano il ventilabro per ripulire al sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula la brucerà con fuoco inestinguibile”.
Giovanni preannuncia già il cristianesimo quando dice che Dio può far nascere figli di Abramo anche dalle pietre, è proprio così che è andata, l’insegnamento di Gesù si e diffuso e propagato soprattutto fuori dalla Giudea, anche se i primi cristiani erano giudei. Paolo ha predicato fuori da Israele e ha diffuso il cristianesimo in occidente, lo ha predicato anche a Roma dove è stato martirizzato e a causa sua noi occidentali siamo figli di Abramo nella fede.
Quando capita una figura come Giovanni che veste con pelli di cammello e si nutre di povere cose e predica ispirato il regno di Dio prossimo e accusa il suo re di avere una donna che non gli spetta, cosa che lo porterà alla morte per decapitazione, allora tutti vanno a farsi battezzare e anche le persone più impresentabili come i pubblicani e la soldataglia gli chiedono “Cosa dobbiamo fare”….è il carisma di un giusto, di un coraggioso che muove le folle, il Vangelo dice proprio “Le folle lo interrogavano….e…..si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo”….e lo stesso Gesù va a farsi battezzare da Giovanni, Giovanni è degno di battezzare il Figlio di Dio.
Domenica 14 dicembre 2003

oggi ho ascoltato..

Filed under: Religione — dastella @ 20:48
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Oggi ho ascoltato la Parola di Dio e santificato la festa a Romena, sulla collina.
I brani erano da Geremia e dal Vangelo di Luca, il brano di Luca è uno dei momenti più alti dell’insegnamento di Gesù e spiega il mistero del disegno e della giustizia di Dio per l’umanità, inoltre nella forma è anche altissima letteratura, come tutto il vecchio e il nuovo Testamento del resto, ma qui tocca per la profondità e la forma nodi e gangli nervosi, facendo cortocircuito. Ve lo passo pari, pari.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e Sidone, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti.
Alzati gli occhi verso i discepoli, Gesù diceva:
“Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete. Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi ricchi, perché avete già la vostra consolazione. Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete. Guai a voi quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti”.
Qui c’è abbastanza per meditare per anni, i valori degli uomini vengono completamente ribaltati da Dio, la giustizia e di Dio non è la stessa degli uomini e sembra paradossale. È sicuramente più alta di quella di questo mondo e così deve essere perché è un Dio di amore e di misericordia.
Sono salito sulla collina per capire e eventualmente avere conferme, che ho avuto da don Dino quando eravamo riuniti nella sala del camino con pavimento in legno e Dino ha detto che bisogna liberarsi dalla cupidigia dalle cose e dalle persone per essere liberi e felici, che non bisogna accumulare e che non bisogna cercare il possesso delle persone e delle cose perché noi si sia liberi e felici e paradossalmente le persone siano nostre.
Dino a parlato a lungo in questo senso, tutte cose che sapevo già, l’ho detto anche a Francesca F. quando sul prato mi ha chiesto com’erano gli insegnamenti di Dino dato che lei non c’era ad ascoltarli e io gli ho risposto che a me certe cose non sono giunte nuove e che io ci sono già, sono un pezzo avanti in questo senso.
Francesca si è incuriosita e dopo durante il viaggio di ritorno in auto quando eravamo seduti accanto di dietro, ha fatto cadere il discorso su Dino e mi ha chiesto di spiegarmi. Io gli ho raccontato della mia vicenda esemplare con Sissi, fatti che sono accaduti 7 anni fa. Gli ho raccontato che mi sono innamorato di una pornostar e che mentre l’amavo intensamente, fino alle lacrime che ho mescolato con le sue, ma non ero geloso del lavoro che lei faceva di giorno perché sapevo che lei mi amava e amava solo me nonostante si accoppiasse per lavoro a tanti altri uomini, ho cercato di fargli capire che le persone si qualificano per i loro sentimenti e soltanto per quelli. Francesca allora ha detto che è difficile sapere cosa è veramente importante, io gli ho risposto allora che anche il cristianesimo giustifica e salva gli uomini per i loro sentimenti e solo per quelli. Gesù manda la prostituta in paradiso prima degli scribi, i leviti, i dottori della legge e i farisei perché la prostituta è capace di amare, perdona il figliol prodigo perché è veramente pentito e tanto altro ancora e ci sono esempi in questo senso anche nel vecchio testamento, re David viene perdonato da Dio che l’aveva maledetto perché aveva mandato a morire in battaglia il marito di Betsabea, viene perdonato perché si pente facendo un gran pianto dopo essersi cosparso di cenere per giorni. Sono dunque solo i sentimenti che ci giustificano, i sentimenti e neppure le capacità intellettuali, Gesù insegna infatti che bisogna essere semplici e tornare a essere come bambini per essere giustificati e amati da Dio, capito il senso ? La Bibbia nel vecchio e nel nuovo testamento insegna questo, infiniti sono gli esempi che ci si possono trovare.
Poi gli ho detto che nonostante il messaggio fondante il cristianesimo sia questo, la chiesa l’ha frainteso e ha insegnato una morale più bassa, pissera, basata sulla paura del peccato e non sulla giustificazione dei nostri errori e le nostre debolezze tramite i sentimenti. La chiesa tranne poche eccezioni ha insegnato un perbenismo ipocrita e piccolo borghese tale e quale il lievito dei farisei contro i quali Gesù si è scagliato, soprattutto.
Gli ho detto inoltre che se lei nutre il disprezzo fino alle sue estreme conseguenze, potrebbe di nuovo aprire i campi di sterminio, questo per fargli capire come i sentimenti guidino le nostre azione e ci qualifichino.
Gli ho detto infine che può aiutare meglio e di più una persona che sta male un buon prete che ha capito veramente il Vangelo, che uno psichiatra o uno psicologo, questa è la mia esperienza dato che ho conosciuto e capito entrambi.
Siate lieti

20 febbraio 2012

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 21:45
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Metto nello spazio sidereo un messaggio per te, so che lo leggerai….
sto arrivando, c’è ancora qualcosa da sistemare ma è quasi fatta.
Sappi che nessuno lo può impedire….ci devi soltanto credere, da parte mia l’ho sempre fatto.
Firenze è una piccola città e nonostante questo in otto anni ci siamo incontrati soltanto due volte e nelle due volte eri con un fidanzato diverso.
Fai mente locale ai luoghi e capirai che è quasi l’ora…… è possibile, ti ripeto credimi.
Tutto si è compiuto.
Sto arrivando…..oppure ti aspetto.

19 febbraio 2012

Frittata di spinaci e frittata di cipolle

Filed under: Il fai da te per mangiare bene — dastella @ 20:42
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Frittata di spinaci e frittata di cipolle
Le frittate si possono fare in diverse varietà, alcune ho già descritte, ne aggiungo altre due che sono solito preparare e mangiare, perchè a me la frittata piace parecchio.
Quella di spinaci per prima. Prendi spinaci quanti ne basta per una frittata per due persone, regolati sulla quantità ne tornano pochi dopo bolliti e quattro uova. Scocci le uova e le sbatti e regoli di sale mentre hai messo a lessare gli spinaci, bastano quindici minuti.
Scoli gli spinaci e li strizzi, ma non tanto e li metti sul fuoco in padella con un po d’olio extra. Mentre prendono la temperatura della padella li distribuisci sul fondo della padella e quando sono pronti di temperatura ci versi sopra le uova sbattute e le fai cuocere bene, poi volti la frittata con l’aiuto di un piatto piano, un movimento veloce sopra l’acquaio. Con il piatto viene meglio che con il coperchio di una pentola.
Quando l’hai capovolta la fai cuocere anche da l’altra parte.
Viene buona, rustica.
Con le cipolle invece, per due persone per fare la frittata ci vogliono due cipolle, quattro uova e burro. É più adatto il burro per la frittata con le cipolle, che farai schiumare in una padella dove poi aggiungerai le cipolle tagliate a fette e le farai appassire con poco fuoco, è facile bruciare il burro.
Intanto sbatti le uova, le regoli di sale e quando le cipolle sono appassite ci versi sopra le uova sbattute che porterai a cottura da quella parte e poi giri la frittata e la farai cuocere anche da l’altra parte.
È buona anche con le cipolle, sembra dolciastra.

17 febbraio 2012

perchè le…

Filed under: Medicine — dastella @ 17:11
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Avevo scritto un foglio sul bukkake e la sodomia visti sotto i diversi aspetti, quelli maschili e quelli femminili, questi me li immagino soltanto. Il fatto è che non l’ho salvato sul pc e l’ho perso e non saprei replicarlo esattamente anche se nella sostanza saprei riscriverlo.
Ma edesso mi è venuta un altra fantasia contorta sulle donne viste sotto l’aspetto sessuale, intendo proprio mentre stanno sotto.
Ve la dico e prendetela come volete.
Mi chiedevo perchè le donne non la danno a tutti e a questo interrogativo m’è venuta questa pensata….ed è perchè non deve essere proprio una bella e piacevole cosa essere trombate, intendo con questo trombate da chiunque ma intendo anche proprio l’essere trombate in se stesso, anche se le femmine sono predisposte e abilitate fisicamente per questo, loro lo fanno soltanto se sono veramente attratte e ispirate da un uomo o lo amano sul serio oppure se sono pagate veramente bene. Questo credo accada non per un condizionamento sociale imposto dalle diverse società patriarcali ma proprio per la particolare situazione di sottomissione della donna nel rapporto sessuale. Per quello che gli viene imposto dal maschio e che la femmina è disposta ad accettare e condividere con grande desiderio soltanto da chi le ispira e le accende, intendo dire con questo soltanto da chi amano veramente del tutto e senza condizioni.
É proprio sotto l’aspetto, l’immagine psicologica intendo dell’essere trombate che è strana davvero, non solo per me che mi eccita quando immagino di trombarne una, ma per loro e così loro diventano stitiche, ma fanno bene e fanno bene a farlo soltanto con chi vogliono loro.
Mi risulta anche che certe non concedono tutte le loro grazie nemmeno al marito, questa l’ho sentita e la prendo per vera. Potrebbe essere che anche se l’hanno sposato e il perchè lo sanno solo loro, forse non lo amano abbastanza o al riguardo lui non le ispira abbastanza almeno sotto quell’aspetto.
Non deve essere proprio facile essere donne.

il sesso

Filed under: Medicine — dastella @ 17:06
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Gran parte del piacere sessuale nell’uomo e nella donna è un appagamento psicologico. Non è soltanto il piacere puramente fisico che fa desiderare tanto il sesso negli uomini e nelle donne, ma invece la posizione psicologica che si recita nell’atto sessuale.
È tutto un fatto di dominio. Il dominare dell’uomo la donna e della donna di essere dominata dall’uomo. Il piacere è più intenso, quanto più intenso è il senso di dominio e possesso dell’uomo che prende la donna, e viceversa, è più intenso nella donna che si sente dominata e posseduta quando è presa.
L’uomo deve avere fantasia perchè in genere è l’uomo che propone e nel coito, l’uomo è anche l’unico dei due attivo. È la passività della donna che eccita psicologicamente l’uomo nel coito, la passività e la sottomissione della donna, e la passività e la sottomissione sono la bellezza della donna nel coito.
La donna deve essere sedotta e la donna è sedotta quando trova un uomo che psicologicamente la soggioga, quando trova un uomo o un maschio che psicologicamente o fisicamente la domina. Più è soggiogata e più è passiva e disposta a farsi sottomettere e possedere e vorrei dire più è anche generosa nel coito.
L’evoluzionista Darwin ha dimostrato che tutti gli sviluppi fisici sono un adattamento all’ambiente e servono alla conservazione della specie, così anche il fatto che abitualmente il maschio della specie umana e di quasi tutti gli esseri viventi è più alto e grosso e ha un aspetto decisamente più vistoso che serve a soggiogare e sedurre attraverso l’aspetto e la potenza dovuta all’aspetto, la donna e le femmine in quasi tutte le specie viventi.
Anche per questo viene tanto curato il look dei giovani maschi e con questo l’impressione che vogliono dare di loro alle femmine.

il coraggio

Filed under: Medicine — dastella @ 16:59
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Ci sono diversi tipi di coraggio, il più noto lo conoscono tutti è lo sprezzo del pericolo in battaglia per la propria incolumità fisica, non tutti sono capaci.
Poi dato che ne ho fatto l’esperienza so che ci vuole coraggio anche ad esprimere i propri sentimenti alla ragazza che ami, questo per il pericolo eventuale di essere rifiutati che mi avrebbe fatto sentire meno tra tutti gli uomini, anche in questo non tutti sono capaci per gli stessi motivi miei, io perlomeno non lo ero, ma fino ad una certa età.
Poi mi sono accorto che ci vuole coraggio anche per il modo di abbigliarsi, io questo non l’ho mai avuto, neanche adesso.
Per tutta la mia vita ho evitato accuratamente di comprare abiti troppo vistosi che non avrei avuto il coraggio di indossare, anche adesso.
Ho sempre cercato di non dare troppo nell’occhio, di passare abbastanza inosservato anche se confesso di aver sempre tenuto abbastanza al mio modo di vestire, più in passato che adesso, e che non è mai stato troppo ricercato, accurato, ma comunque è sempre stato importante, pur con certi limiti.
Mi terrorizzava il fatto che dovessi eventualmente sembrare ridicolo per avere indosso abiti eccessivi o troppo eccentrici, non avrei sopportato la vergogna che mi avrebbe causato questo.
Per questo mi è sempre mancato il coraggio.
Il fatto di vestire in modo da stare bene nei propri riguarda proprio
questo e anche evitare un modo di vestire troppo sciatto o banale perchè quando compro un capo opero comunque una scelta di gusto, l’abito mi deve far sentire comunque adeguato al confronto e all’indagine quotidiana di uomini e donne.
Noi esseri umani siamo fatti tutti così, ci piace giudicare gli altri anche dagli abiti che indossano, per farcene un idea più esatta, almeno riteniamo di farcela, pollice su o giù, secondo i gusti.
Per questo coraggio ne ho sempre avuto poco.
Non ho mai cercato il centro del riflettore sul palco, preferivo essere in platea, lì stavo bene nei miei comodi panni.

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 16:22
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Lei ha scelto me….ma lei mi conosce? In realtà, lei mi ha mai capito ? Non mi conosco io e a volte io mi sono intollerabile.
È la bellezza del mio carattere che a volte mi risulta intollerabile e non c’è solo bellezza. Troppo rigore, troppo ascetismo, troppa ingenuità, io sono il mio carnefice. In realtà lei mi ha mai capito? Cosa vede in me che io non so e che io non sono? Con me non ci si diverte, perlomeno io non mi diverto, troppo rigore, troppo ascetismo, troppa ingenuità, io sono la mia tortura.
Ho attraversato villaggi e città, ho saltato fossi, ho corso, ho imprecato e ho bestemmiato, mi sono ferito e ho sanguinato, ho ferito, e mi sono rotolato in pozze di fango, ho indossato il cilicio, sono un eretico, sono impuro e a volte sono terribile come un santo….vivo nell’ombra.

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 16:07
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Incominciai a frequentare la sede anche fuori dalle ore di servizio alle quali ero obbligato per contratto, incominciai ad andarci anche la sera, la dovevo studiare e capire.
Quando ce la trovavo ci guatavamo come due lottatori che si studiano per la presa. Elettricità passava nell’incrociarsi di un istante del nostro sguardo, eravamo entrambi seri, specialmente quando Claudio la coccolava tra le sue braccia….un istante…
Di struscio con noncuranza mi informava che fumava il doppio da quando era diventata volontaria all’Humanitas, e non gli restavano più unghie…erano proprio rase a sangue per il continuo rosicchiarsele…mangiarsele.
Quando si intratteneva un po di più nei miei pressi mi faceva confidenze che m lasciavano di pietra…del tipo “ Ho iniziato ad andare a scuola guida…il Giuliani mi da delle lezioni di guida private con la sua auto”….e proseguiva con un lamento…”Ma a me non piace guidare l’auto di Claudio…” (una Punto)…come a dire…Sono disperata…come posso fare?…
Io piano piano impazzii per lei, sempre di più….
Non ci sono limiti alla follia…

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 16:00
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Mi sembra che tu abbia studiato il greco e il latino….è vero o è soltanto un caso?

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 15:46
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Dico a voi! Potete disprezzare quello sguardo? Con gli occhi mi ha rifondato come essere umano. Ascoltatemi ,vi dico! Quello sguardo mi ha dato dignità, i suoi occhi mi hanno dato coraggio.
I suoi grandi occhi scuri mi hanno reso amabile, allora ho capito che potevo essere amato. Sentite! Quegli occhi illuminati mi hanno avvolto e acceso di purezza e voluttà. Il suo sguardo di donna bambina, mi comunicava la promessa di infinite tenerezze e mi carezzava l’animo, riscaldava il cuore ad un tizzone d’inferno ormai raggelato, ad un avventuriero oramai stanco come me, mi benediceva la bambina.

Chiara

Filed under: Pensieri liberati,Poesie — dastella @ 15:39
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Nella superficie oramai rasserenata degli oceani, vedo il tuo nome
Nel colpo di spada del torero, vedo il tuo nome
Nella vampa degli altiforni, vedo il tuo nome
Nel riflesso dell’argento, vedo il tuo nome
Nella coda elettrica della volpe, vedo il tuo nome
Nella picchiata vertiginosa del falco, vedo il tuo nome
Nel passare della folgore e nello schianto della folgore, vedo il tuo nome
Nella mia aquila e nel mio serpente, vedo il tuo nome
Nelle luci ed ombre delle notti di luna piena, vedo il tuo nome
Nel balzo sordo ed esatto del felino, vedo il tuo nome
Nei sandali consumati del profeta sul tetto, vedo il tuo nome
Nell’atto di fede dei martiri dell’idea, vedo il tuo nome
Nei petali puri della rosa canina, vedo il tuo nome
Nella preghiera dell’infermo, vedo il tuo nome
Nella remissione di tutti i miei peccati, vedo il tuo nome
Nello spruzzo benedicente dell’acqua santa, vedo il tuo sguardo, Chiara.

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 15:31
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Ho voluto bene a molte ragazze, voglio bene a tutte le ragazze che ho corteggiato in maniera piu o meno goffa, non ne ho dimenticata nessuna a cominciare da Deborah e Eleonora e le altre che ho incontrato nel tempo, me le ricordo tutte e di tutte ho nostalgia e struggimento. Ma una mi è rimasta confitta nel cuore come un sogno irrealizzato e fino a poco tempo fa credevo ancora di farcela a realizzarlo, me ne sono accorto oggi che ci sono stato quasi un’ora insieme ed è la ragazza per la quale ho fatto di più è la ragazza che in una giornata disumana mi ha fatto crescere come persona, mi ha fatto diventare uomo. Mi sembra di rivivere la storia di Lorenz e l’oca Martina. Il padre dell’etologia Lorenz allevò un uovo d’oca fino che non si dischiuse e ne venne fuori un pulcino d’oca che Lorenz chiamò Martina. Martina la prima cosa che vide al mondo fù Lorenz e Martina credette e si comporto come se Lorenz fosse sua madre, l’oca credeva di essere un uomo come Lorenz e lo seguiva e richiedeva col suo comportamento a Lorenz le cure che una femmina d’oca adulta riserva al suo pulcino. Bene, l’oca Martina sono io e l’etologo Lorenz è Chiara. Lorenz ha universalizzato nel mondo animale quest’esperienza e ha scoperto l’imprinting. Per quanto riguarda me non ripeterò lo stesso errore che ho fatto per ben due volte, adesso sono quasi rientrato all’Humanitas non mi farò buttare fuori per la terza volta, tratterò Chiara come tutte le altre ragazze, non la corteggerò più, anche se l’amo, mi basta starle vicino, aspettare come un cane aspetta un ghiotto boccone o una carezza dalla sua padrona che Chiara posi lo sguardo su di me, che mi sia amica e che ogni tanto mi parli. Ci sono molte persone nuove, persone che non conosco, specialmente ragazze, all’Humanitas, ragazze anche belle, oltre le ragazze che conoscevo da prima e che mi piacevano e che mi piacciono ancora, ma trattero tutte, compreso Chiara allo stesso modo, con gentilezza e un po’ di distacco. Ho aspettato tanto, ho fatto tanto per ritornare e adesso che ho capito non farò più errori che possono compromettere la mia permanenza in quest’associazione.

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 15:26
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La notte del mio scontento la passai come sempre sveglio. Ma questa volta a recriminare. Non avevo capito la situazione. Potevo passarla con la ragazza a cui volevo bene e invece, purtroppo la trascorsi fumando e bevendo caffè, infelice come non mai, in vita mia. Ma la mattina dopo andai a lavorare con una determinazione che non avevo mai avuto in queste faccende. Chiara, doveva partire a mezzogiorno per il mare con il fidanzato. Chiara aveva trascorso la notte all’Humanitas Firenze Nord. Quando arrivai speravo che fosse sempre nella camera nottanti. C’era. Era ancora nella brandina a dormire. La svegliai e gli dissi “Ti voglio bene,” mi rispose “Ho no ,DAI !”. Fu un dai che durò fino a sera. Gli avrò detto “Ti voglio bene” cento volte e lei rispondeva sempre “Ho no, DAI !” Fino a che la toccai con intenzione, e fui buttato fuori dalla sede dell’Humanitas Firenze Nord. Nella preghiera di un giorno ad una ragazzina di 28 anni più giovane di me, seppur respinto, nella preghiera ad una donna, seppur respinto, c’è tutto il mio orgoglio di uomo. Il mio orgoglio non è nell’esser ancora vivo a 48 anni, nonostante tutto. Il mio orgoglio non è nelle mie capacità intellettuali o nella mia energia. Il mio orgoglio di uomo è nella preghiera lunga un giorno ad una donna.

16 febbraio 2012

Vocalizzo numero 147

Filed under: Vocalizzi e musica — dastella @ 20:45
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14 febbraio 2012

frittata di patate e frittata di carciofi

Filed under: Il fai da te per mangiare bene — dastella @ 21:19
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Queste due frittate sono simili nella preparazione.
Iniziamo dalla frittata di patate. Prendi una patata grossa la sbucci e la tagli a fette che metti in padella con un po d’olio e gli fai prendere colore. Le porti a fine cottura. Quando sono cotte senza toglierle dal fuoco ci versi sopra tre uova sbattute e regolate di sale e fai cuocere il tutto fino a che devi girare la frittata perché se no viene troppo cotta da una parte e troppo poco dall’altra e non è buona. Per girarla prendi il coperchio di una pentola grande come la padella. Copri e giri e rimetti sul fuoco la frittata girata ancora un paio di minute ed è pronta da portare in tavola.
Buona, rustica.
Per quella di carciofi prendi due carciofi e sempre tre uova. Levi le foglie più coriacee e spunti tagliandole quelle rimaste sul gambo.
Affili i gambi nettandoli con un coltello e tagli i carciofi a fette che metti in padella dopo averli infarinati, e li porti a fine cottura. Falli indorare e che sembrino croccanti. Poi ci versi le uova sbattute e regolate, volti, tre minuti ancora ed è pronta.
Buona e rustica, è un cibo di prima sussistenza, come gli interventi di primo soccorso.

ciambellone con cacao

Filed under: Il fai da te per mangiare bene — dastella @ 20:54
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Gli ingredienti per fare il ciambellone con cacao per 6 persone sono : latte un bicchiere da acqua, farina quanto basta, olio extra un paio di giri, zucchero 4 cucchiai, sale un pizzico, 3 uova, scorza di 1 limone, cacao quanto basta, un pezzetto di burro, vanillina 1 bustina, lievito per dolci una bustina.
Si procede così : metti il latte intiepidito in una insalatiera insieme allo zucchero e lo fai sciogliere girando con una frusta poi aggiungi la farina a pioggia e inizi ancora a girare per farla amalgamare e levare i grumi, se vedi che l’impasto viene troppo liquido aggiungi farina quanto basta, vedi te. Deve venire un impasto di una certa consistenza e anche fluido. Aggiungi anche l’olio all’impasto e giri per farlo amalgamare. Separi i tuorli dalle chiare delle uova, i tuorli li sbatti in una ciotola con un cucchiaio e li amalgami all’impasto e con una frusta elettrica in una insalatiera sbatti le chiare a neve devono venire ferme, cioè se la inclini non devono scivolare e le aggiungi all’impasto e giri con la frusta (non quella elettrica) per farle amalgamare. Se a questo punto l’impasto è tornato troppo liquido spolveri ancora farina per addensare l’impasto e giri per amalgamarla al resto.
Quando hai finito di girare e l’impasto è abbastanza denso ci gratti la buccia del limone e il succo di mezzo limone spremuto e aggiungi il contenuto della bustina di vanillina e giri per amalgamarli.
Resta per ultimo il lievito per dolci che aggiungi e giri per alcuni minuti perche si amalgami diffondendosi uniformemente.
In precedenza con il pezzetto di burro avrai unto strusciandocelo il fondo e le pareti di uno stampo per ciambellone e impolverato con un po di farina. È arrivato il momento di versare 3 terzi dell’impasto sul fondo dello stampo e sul restante terzo rimasto nell’insalatiera versare il cacao in polvere e iniziare a girare per amalgamarlo, se quello che hai versato nell’insalatiera è polvere di cacao amara aggiungi un altro cucchiaio di zucchero o un cucchiaio e mezzo e se è diventato troppo denso aggiungi ancora un po di latte e gira. Il passo finale è versare l’impasto al cacao sopra gli altri tre terzi nello stampo, tutto giro giro e mettere in un forno precedentemente riscaldato per un quarto d’ora a 180 gradi e tenercelo per altri 45 minuti a 180 gradi senza mai aprire il forno se no addio lievitatura del ciambellone. Puoi anche provare a tenere il ciambellone a cuocere in forno solo 30 minuti, viene più soffice e potrebbe piacerti di più.
A fine cottura non aprire il forno prima che siano trascorsi almeno 30 minuti perché lo sbalzo di temperatura affloscerebbe il ciambellone.
Incide sulla lievitatura anche la densità dell’impasto, meglio un po più denso.
È un bel dolce e lo puoi fare anche senza cacao se ti piace di più a me piace di più senza.

minestra di ceci

Filed under: Il fai da te per mangiare bene — dastella @ 20:47
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Vi volevo invitare a provare un altra versione della pasta e ceci, più ricca e mi sembra più di soddisfazione.
Prendi una pentola e versi sul fondo un po di olio extra, tanto quanto ne basta per far soffriggere una cipollina, mezza carota, un gambo di sedano e un ciuffetto di prezzemolo tritati grossolanamente. Li devi soffriggere un quarto d’ora circa e poi aggiungi acqua quanta ne basta per cuocerci dopo la pasta e la porti al bollore. A questo punto ci versi la quantità di ceci che avrai precedentemente tenuti in ammollo 24 ore, 24 tempo consigliato, la quantità di ceci dipende dalle persone. I ceci devono bollire 1 ora poi ne togli con una ramina insieme agli odori tritati una buona metà e li passi al passino o li frulli al frullatore e li rimetti sfatti in pentola con gli altri e porti di nuovo al bollore. Quando bolle metti in pentola la pasta e se necessario aggiungi acqua con un romaiolo quanta ne basta perché a fine cottura della pasta rimanga un po di brodo perché bollendo il liquido del brodo evapora e anche la pasta ne assorbe.
Io ho trovato una qualità di pasta che è ideale per la pasta e ceci si chiama le, si chiama Calamarata e la produce la Coop.
Da aggiungere il parmigiano grattato nei piatti.
Importante è fare cuocere la pasta insieme al brodo e i ceci e fare attenzione che non si addensi troppo in qual caso aggiungere acqua.
Per questo piatto mi spreco, è eccellente.
So che c’è chi insieme al trito di odori a soffriggere ci mette anche dei dadini di pancetta ma io che cerco di mangiare vegetariano non so dirvi niente sul risultato finale, magari provate anche con la pancetta dopo.

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 15:46
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Chiara

Il 2 agosto del 97 affrontai finalmente le mie paure e feci quello che credevo non sarei mai riuscito a fare, data la mia vicenda. Mi venne di ritorno sentimenti che allora in quel giorno non sapevo definire e che avrei riconosciuto e isolato soltanto in seguito, col tempo, in completa solitudine.
Non riconobbi il dolore, perché era confuso con l’orgoglio di essere capace di esprimere i miei sentimenti a una ragazza che ripetutamente mi diceva di no, ero confuso e perso di ritrovarmi completamente solo, in un ambiente totalmente contrario ai miei propositi, ai miei sentimenti. Poi in completa solitudine mentre disinfettavo le mie ferite che oramai erano diventate ulcere, riuscii a capire i sentimenti che mi ingolfavano da quel giorno fatale per la mia vita. E riuscii a analizzarli.
Prima identificai il dolore che scandiva il tempo di ogni gesto quotidiano come certi strumenti che usano i musicisti, il dolore mi aveva allagato traboccando da chissà quale profonda sorgente interiore, o forse era come l’alluvione dell’acqua da una falla su una fiancata di una nave, che si piega lentamente di fianco, affondando .
Poi isolai lo sbigottimento e lo smarrimento tutti e due identificabili con l’impressione di essere come un torero incornato e poi pesticciato dal toro o come essere stato sbalzato dalla groppa di un cavallo selvaggio in un rodeo e essere anche scalciato a terra dal cavallo. Infine viene la solitudine, la comprensione della solitudine e la consapevolezza di essere destinato alla solitudine oppure alla rovina e alla malattia. La solitudine come assenza di una donna che ti possa consolare e curare i mali prodotti dalla vita, una donna con la quale crescere e condividere il pane e il vino e io con lei volevo condividere tutto e gli avrei dato tutto.

domenica 8 giugno 2003

12 febbraio 2012

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 16:01
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La surgelata Chiara è stato scongelata, c’è voluto ma il risultato finale è veramente meraviglioso.
Auguri Chiara, io sono sempre qua.

Chiara

Filed under: Pensieri liberati — dastella @ 15:46
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Il cuore pulsa fiotti di sangue e a volte mi viene la pelle d’oca….
E vivo sempre qui….
È per te Chiara…quando vuoi
Mi raccomando

11 febbraio 2012

i miei capelli

Filed under: Medicine,Memorie — dastella @ 14:05
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Andò così, che appena iniziai a prendere sembianze umane, intendo da uomo, appena dopo la puberta mia sorella Valeria incomincio a ingiuriarmi così ” che capelli brutti hai, tutti ricci, i capelli ricci sono bruttissimi” li aveva anche lei, e proseguiva così ” che denti brutti hai” lì forse aveva ragione perche passavo da un anno all’altro senza lavarli e per questo non mi preoccupai mai dei denti, i miei denti mi erano indifferenti, però fino ad una certa età.
La Valeria è andata a lisciarsi i capelli una volta alla settimana dalla parrucchiera, da che la conosco, e lo ha fatto anche da sola in mille modi, anche con la birra, per assurdo, tale e quale la Lidia, ma il complesso lo ha attaccato a me che arrivai a pensare che tutti i miei fallimenti con le ragazze dipendessero dai miei capelli, nonostante che una sera mentre ero seduto a giocare a carte al bar Fantiletti di via Orazio Vecchi, il mio bar e il bar dei miei amici, il mio amico Gheri, figlio della guerra, intendo di un saldato tedesco in ritirata, da qui il nome tedesco, dicevo che il Gheri era dietro di me mentre giocavo, e declamo “che bei capelli hai”…..non lo considerai, allora consideravo solo la Vittoria e il mio inferno, era l’epoca.
Considerai invece il Toni barbiere di via Cimabue e anche mio, che in un pomeriggio, io, lui e Beppe Esposito studente di architettura, ancora, mentre cazzeggiavamo tra noi proprio sui capelli, il Toni disse ” veramente belli li ha lui”….rivolgendosi a me.
Per la prima volta, e l’ultima accettai un complimento con piacere.

In memoria sua e che Dio l’abbia in gloria.
Voglio parlare della mia mamma e della sua assoluta assenza di vanità. La mamma aveva i capelli più brutti che avessi mai visto in capo ad una donna, la mia mamma andava dal parrucchiere 4 volte l’anno, ci andava soltanto quando aveva bisogno di accorciarli, nel frattempo, ma non sono sicuro, mi sembrava che tra una pausa e l’altra non se li lavasse mai.
Io l’adoravo, la percepivo soltanto come carattere, per me lei non aveva sembianze era una entità fonte di calore e da lei ho imparato molto,
fino a che è morta

i miei capelli

Filed under: Medicine,Memorie — dastella @ 13:58
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Dopo tutte quelle critiche, urlate e ripetute da mia sorella Valeria sui miei capelli perchè capissi bene, e io capii perfettamente, io ero fino allora un ragazzino che si faceva i cazzi sua e mi trovai improvvisamente biologicamente inferiore, diventai il razzista più intransigente di me stesso, capii tanto bene che mi appiattii a terra e seguitai così per un bel tratto della mia condizione, io andavo di pedina così appiattito e con quei capelli chiedendomi desolato ” perchè sono toccati proprio a me sti capelli e proprio nell’epoca dei capelloni dove il crine è importantissimo, e il look è determinante per la fica” non mi davo pace della disgrazia che mi era capitata.

Dopo, a fine degli anni ottanta mi inculai con il preservativo il trans Valeria Bonanno, in via Vinegia, proprio dietro Palazzo Vecchio, non costò niente, ne allora ne mai costera.

amare

Filed under: Medicine — dastella @ 13:39
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La mia amica Francesca L. stasera era a cena a casa mia insieme ad altre amiche e a un certo punto della cena mentre discutevamo appassionatamente di sentimenti lei mi ha detto “Tu ami il prossimo ma non ami te stesso” una cosa presso a poco così e io di rimando “ Ti sbagli io mi amo perché io ho il rispetto di me stesso”….è vero però non glielo ho spiegato il fatto io che mi amo perché ho il rispetto di me stesso….per spiegarlo bisogna prendere nientemeno che il Vangelo e l’amare come lo intende e lo insegna Gesù cioè “amare il prossimo tuo come te stesso” cioè amare come dedizione al prossimo, amare come servizio, amare in atti concreti il prossimo. Tutto questo quando lo metti in atto oltre a fare star bene il tuo prossimo, fa stare bene te stesso prima di tutto, perché amare è un atto di una bellezza sconvolgente e se sei in grado di amare in maniera matura e con dedizione finisce che stai bene in te stesso e la conseguenza è che impari ad avere il rispetto di te stesso perché non hai niente da rimproverarti e così stai bene….Perché io ho il rispetto di me stesso e sto bene in me stesso?….Porterò alcuni esempi ma ne potrei portare anche tanti altri in altri campi. Ecco qua, io mi amo perché ho il rispetto di me stesso e dunque sto bene in me stesso perché ho rinunciato a Deborah perché troppo giovane e ancora minorenne, perché ho rinunciato a una notte d’amore con Eleonora perché lei era fidanzata con un altro, perché sono venuto via una prima volta dall’ Humanitas Firenze Nord per Chiara e una seconda volta mi sono fatto buttare fuori sempre perché amavo Chiara, perché ho amato appassionatamente e senza pregiudizi e gelosie Sissi che faceva la pornostar di lavoro, perché ho scritto quasi trecento lettere d’amore ad Ambra senza ricevere nessuna risposta, perché non faccio il pazzo con Francesca F. e prendo atto e rispetto Giorgio suo attuale ragazzo….potrei portare tanti altri esempi in altri campi che potrebbero sembrare cause di sofferenza invece sono la causa del mio benessere, perché ho fatto quello che la situazione richiedeva e non ho nulla da rimproverarmi, semmai è chi mi ha messo di fronte a certi dilemmi o chi mi ha impedito di più che è da compatire….
Questo è cosa intende Gesù quando dice “ Vi porto la pace vi do la mia pace”

10 febbraio 2012

le leggi e i giudizi secondo le leggi

Filed under: Medicine — dastella @ 16:37
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Nella storia degli uomini fin dagli albori, da quando gli uomini hanno iniziato a vivere in gruppi prima, e tribù e villaggi, poi città stato e infine in nazioni, si sono ingegnati con le migliori intenzioni di darsi delle leggi per la convivenza civile.
Ma di fatto anche se con le migliori intenzioni i legislatori non hanno potuto prescindere dalla condizione umana che non è un gran che sebbene noi reputiamo esattamente il contrario.
C’è da dire che le leggi sono quasi sempre, intendo quelle odierne dei paesi democratici, i paesi più civili intendo, migliori dei magistrati che le interpretano e le applicano perchè gli uomini, “ i magistrati” non possono essere migliori di quello che sono in realtà, intendo con questo che non possono prescindere da se stessi e la condizione umana e con questo intepretano e applicano le leggi, leggi che di fatto sono impassibili, i magistrati possono soltanto misurare le persone e pesare i reati in base ai loro pregiudizi, insofferenze, idee politiche e sentimenti che hanno un peso nel loro giudizio, e proprio in questo che non possono prescindere da se e di fatto portano le leggi a un livello più basso e soggettivo.
Voglio dire con questo che lo stesso reato commesso dalla stessa persona e giudicato da 10 tribunali diversi dello stesso paese potrebbe avere 10 sentenze diverse.
Poi bisogna intendere tra giustizia e cosa è bene.
In Germania c’era una giustizia nazista e chi giudicava secondo le leggi naziste credeva nella legge nazista, con questo che fosse appunto giusta, almeno per loro, i tedeschi.
É infatti vero che dopo la resa della Germania e gli aguzzini dei lager quando vennero arrestati e sottoposti ad profonde analisi psicologiche e psichiatriche dagli alleati per capire come era stato possibile il lager, risultò che i carnefici erano persone assolutamente normali, ne più ne meno.
Avevano fatto quello che avevano fatto perchè ritenevano che fosse giusto ed era di fatto giusto secondo le leggi naziste e loro le avevano soltanto applicate senza nessun rimorso, neppure dopo la caduta del nazismo.
Dichiaravano “abbiamo eseguito degli ordini”. Vero, avevano applicato le leggi della Germania nazista.
E così centinaia di storie ed esempi nelle alterne vicende degli uomini riunitisi per vivere insieme a volte con le migliori intenzioni anche se in reatà a volte le migliori intenzioni non bastano e che le leggi saranno sempre migliori di chi giudica in base ad esse. La deriva tra la legge e chi giudica secondo la legge è che le leggi sono impassibili e gli uomini no.

cecità

Filed under: Medicine — dastella @ 16:27
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Omero il poeta greco che ha scritto l’Iliade e L’Odissea, mi sembra in questo ordine era cieco, lui non poteva vedere ma in quanto cieco nessuno poteva vedere lui.
Intendo con questo che non potevi fissare il suo sguardo.
Ray Charles, il cantante nero, cieco praticamente dalla nascita, morto da poco, era pure cieco e se qualcosa ti voleva dire al riguardo l’ha già detta o te l’avrebbe detta. Adesso non possiamo sapere più niente di lui, niente d’altro, in quanto lui è morto.
Lui non ci vedeva e neppure noi lui.
Adesso è troppo tardi.
Intendo dire che nei suoi occhi essiccati nessuno ha potuto fissare lo sguardo in quanto cieco.
Non potranno più adesso, perchè oramai è morto.
Steve Wonder, cantante nero, cieco pure lui, famoso soprattutto negli anni ottanta, è ed era nella stessa condizione di non vedente ma anche di non visto allora e adesso, anche se ancora vivo.
Il pipistrello, attivo solo la notte è difatti un uccello notturno ed è cieco e nel suo volo imprevedibile e irregolare, rotto in segmenti si orizzonta con degli ultrasuoni, una specie di radar naturale che gli segnala gli ostacoli che così può evitare, nella notte.
Solo lui sa dove va, a noi non è dato sapere ne prevedere, non va comunque a sbattere da nessuna parte.
Il pipistrello è anche il logo del rum Bacardi, rum prodotto a Cuba con altri rum famosi, della stessa casa Bacardi e con ingenti partecipazione di capitali statunitensi.
Molti governi tra i quali quello inglese cercano di far chiudere la Bacardi, chissà perchè?

Satana

Filed under: Divago — dastella @ 16:00
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Satana, il suo carro

Image via Wikipedia

Toc, Toc…Chi è? Sono Satana il seduttore sono venuto per lusingarla e rendergli la vita più facile, diventerà felice…..Venga rispose lei…
lui entrò e elegantemente e inavvertito gli salì in groppa…..adesso la cavalca bisbigliandogli all’orecchio.

Forse così si capisce meglio

potenza dei nomi…che ritornano

Filed under: Medicine — dastella @ 15:56
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Mi sono fumato Maria scrissi una volta e giù uno sbrodolio di insensatezza, non fumavo più in quel periodo ma forse ero comunque troppo stanco e avevo anche sonno.
Ma qui cade l’asino e tutti gli asini, perchè qui vive uno che si fa le canne (Marjiuana) e questo è in grado di impedire per la Legge che crea tutte le leggi qualsiasi accesso qui, per questo motivo e per il fatto che si chiama Claudio Gonnelli , intendi il significato di Gonnelli, paziente della dottoressa Stefania Pecchioli che solo per il nome è significativa per il fatto che io quando ero militare V.A.M a Grosseto avevo un compagno di corso che si chiamava Luciano Pecchioli di Brozzi, Firenze, e era considerato da tutti un omosessuale nonostante non ci fosse nessuna prova di questo, ma solo per il fatto che faceva il parrucchiere da donna sempre a Brozzi, la stessa Brozzi dove aveva fatto la custode ( bidella) in una scuola elementare la mia mamma,
Luciano era considerato così soltanto per i modi un po femminili che aveva, questo dava da dubitare ma non a me che non ci credevo. Tutto questo impedisce qualsiasi cosa in via Cimabue 14.
Aggiungi il Crespina a Mariannoud in via Cimabue e fai un tale macello e non sai da dove è arrivato nel culo a tutti, me compreso.

lussuriosi…

Filed under: Medicine — dastella @ 15:48
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Avete Satana alla porta….lui il seduttore via ha lusingato, avete aperto….e vi è saltato in groppa e adesso vi bisbiglia all’orecchio….

Dio avrà pietà di voi, della vostra miseria e la vostra vita miserabile?
Lo scoprirete solo vivendo…..

In uno dei primi libri del vecchio testamento c’è la vicenda delle città di Sodoma e Gomorra e l’ira di Dio per questo peccato.
Le due città e i suoi abitanti furono distrutte da una pioggia di fuoco e zolfo per volontà di Dio per purificare quella piaga….
soltanto a Lot e la sua famiglia fu concesso di salvarsi avvisati da un angelo…..mentre uscivano dalla città la moglie di Lot si girò un ultima volta per vedere la città che rovinava…..diventò per questo una statua di sale
unici superstiti Lot e le sue due figlie

si può intendere questo?

l’animale domestico di una volta

Filed under: Medicine — dastella @ 15:41
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Il contadino di una volta allevava il maiale nello stalletto ma non gli comprava da mangiare come si usa adesso negli allevamenti intensivi,
gli dava invece gli scarti della sua mensa, bucce di patate, torsoli di mela, ecc. ecc…tutte cose così per intenderci.
Il maiale ingrassava nello stalletto, diventava in capo ad un anno bello, grasso e lustro. Poi quando era diventato maturo, spesso però passava la maturazione, veniva liberato dallo stalletto e inseguito per tutta l’aia. Bloccato veniva ucciso dagli uomini con una saetta che gli doveva trapassare il cuore.

Cose viste nella prima infanzia in Casentino, Avena.

9 febbraio 2012

santificare la domenica…

Filed under: Religione — dastella @ 17:52
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Oggi nella lettura dell’antico testamento ci incontriamo con Isaia, capitolo 55, 6-9 che ci introduce alla comprensione del capitolo 20 1-16 del Vangelo di Matteo che è la lettura odierna del nuovo testamento.
Isaia:
Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
invocatelo, mentre è vicino.
L’empio abbandoni la sua via
e l’uomo iniquo i suoi pensieri;
ritorni al Signore
che avrà misericordia di lui
e al nostro Dio che largamente perdona.
Perchè i miei pensieri
non sono i vostri pensieri,
le vostre vie non sono le mie vie
-oracolo del Signore-
Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.

Vangelo secondo Matteo
cap.20 1-16

“Il regno dei cieli è simile a un
padrone di casa che uscì all’alba
per prendere a giornata lavoratori per la
sua vigna. Accordatosi con loro per un
denaro al giorno, li mandò nella sua vigna.
Uscito poi verso le nove del mattino, ne
vide altri che stavano sulla piazza disoccupati
e disse loro: Andate anche voi nella
mia vigna; quello che è giusto ve lo darò.
Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso
mezzogirno e verso le tre e fece altrettanto.
Uscito ancora verso le cinque, ne
vide altri che stavano là e disse loro:
Perchè ve ne state qui tutto il giorno oziosi?
Gli risposero: Perchè nessuno ci ha
presi a giornata: Ed egli a loro: Andate
anche voi nella mia vigna.
Quando fu sera, il padrone della vigna
disse al suo fattore: Chiama gli operai e
da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi
fino ai primi. Venuti quelli delle
cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno
un denaro. Quando arrivarono i
primi, pensavano che avrebbero ricevuto
di più. Ma anch’essi ricevettero un denaro
ciascuno.
Nel ritirarlo però mormoravano contro
il padrone dicendo: Questi ultimi hanno
lavorato un’ora soltanto e li hai trattati
come noi, che abbiamo sopportato il peso
della giornata e il caldo. Ma il padrone,
rispondendo a uno di loro, disse: Amico,
io non ti faccio torto. Non hai convenuto
con me per un denaro? Prendi il
tuo e vattene; ma io voglio dare anche a
quest’ultimo quanto a te. Non posso fare
delle mie cose quello che voglio? Oppure
tu sei invidioso perchè io sono buono?
Così gli ultimi saranno i primi e i primi
gli ultimi”

La lettura di oggi del vecchio e del nuovo testamento riguarda la giustizia divina e come viene applicata insidacabilmente da Dio verso gli uomini.
Riguarda la chiamata alla fede al Vangelo: tutti i chiamati avranno la vita eterna anche se saranno stati chiamati l’ultimo giorno.

anche oggi santificare…

Filed under: Diario in sol maggiore,Religione — dastella @ 17:41
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Anche oggi domenica vado a santificare la festa alle Piagge, da Alessandro, nonostante sia cattivo tempo e minacci di piovere e in realtà qualcosa casca dall’alto anche se non si può definire neppure una pioggerellina, ecco, è qualcosa a metà tra la pioggerellina e la nebbia umida, quasi bagnata e devo dire che se non bastasse alla mia malinconia che oggi sia domenica, si aggiunge il fatto che è una brutta giornata, in totale assenza di sole….che tristezza.
Alle Piagge celebra la messa Alessandro coadiuvato da un altro prete di origine polacca e tra i fedeli c’è un altro prete amico del polacco, entrambi venuti a trovare Alessandro.
La prima lettura di oggi è dal primo libro di Samuele e dice:
Gli abitanti di Zif si recarono da Saul in Gabaa e gli dissero: “Non è forse Davide nascosto sull’altura di Cachila, di fronte al deserto ?”. Saul si mosse e scese al deserto di Zif conducendo con sé tremila uomini scelti di Israele, per ricercare Davide nel deserto di Zif. Saul si accampò sull’altura di Cachila di fronte al deserto presso la strada mentre mentre Davide si trovava nel deserto. Quando si accorse che Saul lo inseguiva nel deserto, Davide mandò alcune spie ed ebbe conferma che Saul era arrivato davvero. Allora Davide si alzò e venne al luogo dove era giunto Saul; là Davide notò il posto dove dormivano Saul e Abner figlio di Ner, capo dell’esercito di lui. Saul riposava tra i carriaggi e la truppa era accampata all’intorno. Davide si rivolse ad Achimelech, l’Hittitta e ad Abisai, figlio di Seruia, fratello di Ioab, dicendo: “Chi vuol scendere con me da Saul nell’accampamento?”. Rispose Abisai: “Scenderò io con te”. Davide e Abisai scesero tra quella gente di notte ed ecco Saul giaceva nel sonno tra i carriaggi e la sua lancia era infissa a terra a capo del suo giaciglio mentre Abner con la truppa dormiva all’intorno. Abisai disse a Davide: “Oggi Dio ti ha messo nelle mani il tuo nemico. Lascia dunque che io l’inchiodi a terra con la lancia in un sol colpo e non aggiungerò il secondo”. Ma Davide disse ad Abisai: “Non ucciderlo! Chi mai ha messo la mano sul consacrato del Signore ed è rimasto impunito?”. Davide soggiunse: “Per la vita del Signore, solo il Signore lo toglierà di mezzo o perché arriverà il suo giorno e morirà o perché scenderà in battaglia e sarà ucciso. Il Signore mi guardi dallo stendere la mano sul consacrato del Signore! Ora prendi la lancia che sta a capo del suo giaciglio e la brocca dell’acqua e andiamocene”. Così Davide portò via la lancia e la brocca dell’acqua che era dalla parte del capo di Saul e tutti e due se ne andarono; nessuno vide; nessuno se ne accorse, nessuno si svegliò: tutti dormivano, perché era venuto su di loro un torpore mandato dal Signore.
Questo per quanto riguarda il vecchio Testamento, per quanto riguarda le epistole, non vengono mai lette alle Piagge, proprio mai no, vengono lette solo eccezionalmente. Per il nuovo Testamento invece oggi viene letto un brano da Luca, dal capitolo 6, ed è questo:
“Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Da’ a chiunque ti chiede; a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete ? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete ? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete ? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene senza sperarne nulla,e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio”.
Questo è il brano più controverso e scandaloso del Vangelo, anche il più alto della giustizia di Dio e tante volte mi sono sentito dire da chi non crede “Tu forse porgi l’altra guancia? Io no e non ne voglio sapere”.
Gesù parla di meriti, meriti che uno può acquisire, meriti che ti rendono degno se degno non sei e questo io lo posso confermare perché questa è stata la mia esperienza negli ultimi 20 anni, questo è stato il mio lungo cammino negli ultimi 20 anni.
Poi dopo la lettura da parte di Alessandro di questo brano di Luca, il prete polacco che lo ha coadiuvato nella celebrazione ha letto un brano bellissimo da Martin Luther King, sulla persecuzione del popolo nero e sul suo riscatto e acquisizione di uguaglianza e conquista dei diritti civili e affetto attraverso la loro immensa capacità di sopportazione e sofferenza.
Alessandro infine ha riletto il brano di Luca, lo stesso brano dopo la lettura del prete polacco..
Eravamo arrivati ad un momento di grande intensità emotiva a causa del brano di King, i più sconvolti erano Alessandro e il prete polacco che si è seduto con la testa tra le mani dopo aver letto il suo brano. Anche io ero commosso. L’unica persona dell’assemblea che non ha partecipato al pathos venutosi a creare nella baracca adibita a chiesa era un uomo che sedeva accanto a me, alla mia destra, che durante tutte le letture sacre e il commento fattone da Alessandro, era assorto nella lettura di un libro che aveva con se e che non era un Vangelo. Raramente durante la celebrazione quest’uomo ha distolto lo sguardo dal suo libro.
Infine io me ne sono dovuto andare, subito dopo le letture e il loro commento perché dovevo essere alle 12.30 da mia sorella per pranzare e non ho potuto così assistere a tutta la s. messa.
Il pomeriggio alle 17 e 15 sono andato con Maurizio D.V. e Silvia che mi ha invitato in un altro ambiente di chiesa situato all’estremo sud di Firenze, come le Piagge sono all’estrema periferia nord di Firenze. Sud che non è più comune di Firenze ma di Bagno a Ripoli, esattamente a S.Stefano in Paterno dove celebra don Fabio M. Oggi c’era una conferenza di don Domenico P. prete di Milano che veniva a raccontare la sua esperienza con gli omosessuali di Milano ai quali tiene dei corsi biblici.
Domenico ha detto parole di accoglienza verso gli omosessuali da parte della chiesa o perlomeno di una parte di essa, accoglienza senza remore e senza limitazioni della loro identità sessuale, degli omosessuali che si amano veramente, tra di loro, cosa questa arrivata del tutto nuova anche a lui da quando ha iniziato circa 20 anni fa a occuparsi di omosessuali tra molti timori per il giudizio che poteva avere dalla gente comune ad accostarsi come uomo di chiesa agli omosessuali. Preti e gay insieme pensava che potessero alimentare molti pregiudizi tra le persone meno aperte e più
infastidite dalla presenza di omosessuali in chiesa. Invece Domenico ha detto che ha raccolto moltissime simpatie e affetto da tutti, a tutti i livelli, compreso il cardinale di Milano che gli ha scritto di suo pugno una lettera di incoraggiamento.
Dopo come ubriacato, proprio ebbro e felice da tutto quello che aveva detto Domenico, alle 19,30 sono andato a cena al CPA dove c’era una cena etnica, oggi si festeggiava i palestinesi con una cena palestinese ed eravamo 61 commensali con me che mi ero aggiunto per ultimo.
Come può essere bella la vita.
Siate lieti.
23 febbraio 2004

il Dio…

Filed under: Medicine — dastella @ 17:29
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Il Dio degli inglesi non è il dollaro

anche questa volta

Filed under: Diario in sol maggiore,Religione — dastella @ 17:21
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Anche questa volta raggrupperò in questa pagina tre giorni e cioè venerdì, sabato e domenica.
La cosa più interessante che ho fatto venerdì mi è stata ispirata la stessa notte di venerdì, quando ho scannerizzato 62 foto di miei dipinti e che poi ho raccolto in un cd e la mattina seguente l ho portate nel negozio di stampa digitale di via Angelico.
Ho fatto stampare le 62 foto in tre copie ciascuna, ingrandite 13×18 cm in carta lucida e semipesante, rigida e le ho fatte rilegare, sempre al negozio di via Angelico, sotto una copertina con stampata una foto di un mio autoritratto che mi rappresenta raffigurato con una penna d’oca in mano che starebbe a significare che io sono uno scrittore, questa copertina è sotto una protezione in plastica, in pratica come sottovetro. All’inizio di questi 3 cataloghi rilegati dei miei dipinti ci sono 6 pagine di scritti teorici sul ritratto come lo intendo io e che spiegano il mio fare.
In tutto, con il lucido in plastica di protezione, le 2 copertine quella anteriore e quella posteriore, le 6 pagine di scritti teorici e le 62 pagine in grandezza a4 di riproduzioni di dipinti fanno un totale di 71 pagine per catalogo. Questi cataloghi mi servono per presentarmi ad eventuali mercanti, in tre copie perché una la darò alla mia amica Dana ex direttrice della Tinaia che mantiene molti contatti nel mondo dell’arte e una a Marta conosciuta da poco e che mi farà da promotrice per quello che pole nello stesso mondo e che lei conosce e una per me che mi farò promotore di me stesso a Firenze.
Il tutto mi è costato 125 euro,
Altra cosa interessante tra venerdì e sabato è l’email che mi ha inviato Giacomo Q. e le conclusioni che ne ho tratto, ma che non mi giungono nuove, sono cose di fatto che ho già realizzato da molti anni e cioè da quando ho un computer e la relativa connessione ad Internet.
Dunque, dicevo che Giacomo mi ha scritto un e-mail che mi invitava a pagare la indicizzazione del mio sito in Internet però dopo aver verificato se mi si trovava con i più comuni motori di ricerca. Io ho verificato e mi sono accorto che il mio sito non si trovava proprio nonostante avessi pagato per questo, allora ho risposto a Giacomo che non pagherò di nuovo per un servizio che non mi viene fatto, anzi è un servizio inutile per me e la mia vicenda, questo perché io ho comunque una totale visibilità in rete e con explorer sapendo l’indirizzo esatto del mio sito mi si può trovare lo stesso cosa che viene fatta quotidianamente da ogni parte del mondo.
Porterò un esempio di questo per farvi vedere che anche io ho capito quello che voi sapevate di già e questo fin dall’inizio. Le mie idee sull’omosessualità e la chiesa vengono recepite e fatte proprie proprio con le stesse parole dalle menti più aperte della chiesa, ne sono la prova don Alessandro S. che raccoglie alle Piagge un gruppo di omosessuali e don Domenico P. che tiene corsi biblici per gli omosessuali a Milano e il plauso che Domenico raccoglie dal suo cardinale e in concomitanza di quando ho reso noto questo fatto in rete, quello che è accaduto negli USA esattamente a S.Francisco, in perfetta sintonia 3000 coppie di omosessuali si sono sposate allarmando il negriero Bush che vuole cambiare un articolo della costituzione americana sui diritti civili e annullare i loro matrimoni.
Incredibile la potenza delle idee e come possono far prendere coscienza di se e dei propri diritti a chi prima non ne aveva e era disprezzato in quanto diverso.
Comunque la comunicazione è a senso unico e va da me al resto del mondo e non dal resto del mondo a me perché io subisco una censura, ma di questo non mi importa.
Poi, oggi domenica, sono come da un pezzo a questa parte alle Piagge ad ascoltare la Parola e si tratta di un bellissimo brano da Luca, il capitolo 4, ed è questo:
Gesù pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto dove per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni; ma quando furono terminati ebbe fame. Allora il diavolo gli disse “Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane”. Gesù gli rispose: “Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo”. Il diavolo lo condusse in alto, e mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse: “Ti darò tutta questa potenza e la gloria dei regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. Se ti prostri dinanzi a me, tutto sarà tuo”. Gesù gli rispose: “Sta scritto: Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai “. Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: “Se tu sei Figlio di Dio, buttati giù; sta scritto infatti:
Ai suoi angeli darà ordine per te, perché essi ti custodiscano;
e anche :
essi ti sosterranno con le mani, perché il tuo piede non inciampi in una pietra”.
Gesù gli rispose: “é stato detto: Non tenterai il Signore Dio tuo”.
Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato.
Alessandro ha infine detto che la parola diavolo significa colui che divide e che non dobbiamo credere ad una entità esterna a noi con coda e corna….il diavolo è di fatto dentro di noi, siamo due, siamo metà bene e metà male e il diavolo si manifesta in noi quando siamo suadenti e convincenti nel seminare zizzagna e disaccordo…..!
Adesso parlo della mia esperienza col grande seduttore, il principe delle tenebre, la vocina che ti bisbiglia all’orecchio e ti entra nel cervello e nell’animo e ti rode come un tarlo.
L’angelo caduto per orgoglio mi dice “ Guarda che vita fai….è miserabile…. inoltre ti hanno privato del piacere della carne….non sei più di fatto un uomo….questo è successo perché non mi hai voluto ubbidire….io ti offro l’estremo piacere, il successo, il potere, i soldi, basta che tu mi dia l’anima e ti consegni a me e che tu segua il destino che ti è stato preparato fin dall’inizio, affinché tutto si compia….è tanto che ti aspetto, infiniti lacci ti ho teso fin dall’inizio….anche in famiglia, io ti allevato….Stupido! Tu invece stai rovinando tutto con la tua vita insulsa e priva di piacere, povera e miserabile….rifletti Luciano… guarda….sarà tutto tuo….non ti piace?….non ti piacciono le donne?….guarda, guarda! Quante sono, sono tutte tua? Fatti comprare….venditi a me….”.
Cazzo! Cazzo!….Vade retro Satana, io faccio tutti gli esorcismi e prego, prego con fervore faccia a terra, mi bagno di acqua santa e prego….vattene!
Nel pomeriggio mi ha telefonato Francesca F. per chiedermi spiegazioni su quanto gli ho detto ieri sera mentre mangiavamo insieme alla pizzeria napoletana Funicolì di via del Prato…..e io gli ho risposto come potevo, non di più e gli ho detto quello che lei sapeva già e faceva finta di non sapere….opera del diavolo anche questa, insinuante è il diavolo, questa
volta si presenta con gli occhi chiari e falsamente ingenui della Francesca e si vuole informare su quello che so….gli ho detto senza rivelare niente che a Romena mi gira tutto intorno e che i frequentatori dei corsi non erano contenti che io ti corteggiassi e tu venissi lì e farti corteggiare e per questo ti avversavano e discriminavano, idem a me, ma a me non me ne fregava niente, ci isolavano perché non pensavano che ci fosse una via d’uscita allo stato delle cose e al mio destino…..invece abbiamo incredibilmente vinto noi dato che don Gigi ha detto sabato scorso di formare dei piccoli gruppi dei corsiti a Firenze e dintorni e di frequentarci….abbiamo vinto perché da anni sto facendo un lavorio nascosto per cambiare lo stato delle cose e il mio destino….dio lo vuole…..in realtà io credevo che ci volesse meno tempo, ma i tempi non li decido io, forse ho fatto alcuni errori ma nonostante i tempi, io arriverò prima o poi….l’ho promesso a una ragazza tempo fa….io arriverò con i miei pantaloni militari, l’ho promesso a una ragazza tempo fa, io ci credo.
Siate lieti
Domenica 29 febbraio 2004

i topini (gnocchi di patate)

Filed under: Il fai da te per mangiare bene — dastella @ 17:14
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La mia mamma che era originaria del Casentino li chiamava “topini” gli gnocchi di patate, la preparazione è semplice.
Gli ingredienti per due persone ; due patate grosse e altrettanta farina in volume e sale.
Metti a bollire le patate con la buccia, una ora circa e sul tavolo versi il mucchietto di farina che aggiusti di sale. Quando le patate sono cotte le sbucci e le tagli a pezzi che metti in un passino e le passi sul mucchietto di farina. Ora devi amalgamare con le mani la farina con le patate passate. Procedi impastando e amalgamando fino a che non viene una palla omogenea, se attaccasse al tavolo versi un po di farina sul tavolo e la spandi con una mano.
Della palla ne tagli un terzo e cominci a rollarla con il palmo di una mano poi quando incomincia ad allungarsi con due mani.
Rollando l’impasto deve allungare fino a diventare delle dimensioni di una grossa corda che taglierai con un coltello in segmenti di 4 o 5 centimetri.
Procedi così con il resto dell’impasto.
Metti sul fuoco una pentola con l’acqua salata necessaria per far bollire tutti i topini che quando bolle ci verserai dentro. I topini vanno sul fondo della pentola, quando iniziano a tornare a galla sono cotti e li scoli.
A questo punto resta solo da condirli con una salsa, pomarola o ragù come preferite, aggiungete parmigiano grattato.
Sono buoni.

spaghetti aglio, olio….

Filed under: Il fai da te per mangiare bene — dastella @ 17:05
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La base di questa ricetta è la classica aglio, olio e peperoncino che è già buona ma io vi suggerisco di arricchirla che viene più buona.
Si procede così: tritate 4 o 5 spicchi d’aglio e metteteli in un tegamino con del peperoncino sbriciolato, versateci olio extra tanto da coprire, in pratica un dito d’olio extra e mettete il tegamino sul fuoco al minimo. Quando inizia a cambiare colore l’aglio, in pratica prima che inizi a ingiallire versate nel tegamino mezzo cucchiaio o un po di più di pane grattugiato e mescolate e fate cuocere ancora tre minuti. Infine mettete nel tegamino un giro di pasta di acciughe un tubetto e mescolate. Un minuto o due e la salsa è pronta.
Vi sorprenderà, facile e buona.

8 febbraio 2012

Gesù

Filed under: Religione — dastella @ 21:40
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Beati gli ultimi perché saranno primi in cielo e anche..la pietra scartata dai costruttori è diventata pietra d’angolo e anche che la prostituta sarà davanti ai sacerdoti del tempio nel regno di Dio, perché ha molto amato e il ricco non riuscirà a passare per la cruna di un ago, ne allora ne mai, e non andrà in paradiso e poi ancora così, il Vangelo è tutto così.
Questa è la religione degli umili e degli umiliati, dei diseredati che erediteranno la vita eterna, e il regno di Dio.

dal Vangelo di Giovanni

Filed under: Diario in sol maggiore,Religione — dastella @ 21:31
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La lettura di ieri è da Giovanni.

Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me;
colui che viene a me, non lo respingerò,
perchè sono disceso dal cielo non per fare
la mia volontà, ma la volontà di colui
che mi ha mandato. E questa è la volontà
di colui che mi ha mandato, che io non
perda nulla di quanto mi ha dato, ma
lo resusciti nell’ultimo giorno. Questa
infatti è la volontà del padre mio, che
chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia
la vita eterna; io lo risusciterò nell’ultimo
giorno.”

Nessun commento si spiega da se.

Oggi ho riscosso la pensione, sarei allegro se fosse un po più alta, ma potrebbe essere anche peggio. Nessun commento.
Ho fatto l’accoglienza al villino, non c’era quasi nessuno, erano tutti in sciopero perchè ritengono l’aumento salariale inadeguato.
Intensità emotiva al villino, c’è chi sta male e chi invece è euforico. Io mezzo e mezzo.
La mia sorella Valeria quando gli ho accennato con tatto che mi sono accorto che gli viene la piazzetta senza capelli nella nuca mi ha risposto “é l’età”. Che è la stessa risposta che mi ha dato la Dott.ssa Pecchioli quando gli ho detto che duro fatica ha ricordare aneddonicamente, nomi e fatti “è l’età”.
Oggi c’era anche la Laura, la sorella di Stefano a pranzo, che non è del tutto riuscito perchè l’arista era cotta poco.
Tra amici non ci facciamo troppo caso, verra meglio la prossima volta.

la Vittoria

Filed under: Memorie — dastella @ 21:22
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Passo le giornate avvitandomi su me stesso nella sequenza dei ricordi di quando stavo peggio, è come un brulicare di bachi che si pasciono della mia materia grigia, un verminaio si nutre di quel che resta di allora, della mia carogna.
Tutto questo mentre sto seduto o semicoricato sulla mia poltrona finlandese in pelle nera Kroken ( di designer ) di legno piegato a vapore, ultimo e unico residuo di quando pensavo in grande.
Ancora la Vittoria e i fumi dell’alcool e i vapori della mente……
Quando era venuta ad abitare con gli zii e perchè? E come faceva di cognome.
Io la vidi per la prima volta quando era ancora ragazzina e lei ce la mise tutta, forse pensava che fossi uno che poteva dargli una risposta adeguata, più o meno normale invece ero già partito e preda di turbe psichiche, ero disturbato psicologicamente e l’ultima cosa che potevo augurarmi era di innamorarmi. Finii per questo e a causa soprattutto mia dritto dritto come un missile terra terra al manicomio, molto prima di quello che sarebbe dovuto essere. A questo mi aveva portato un lavorio sotterraneo iniziato praticamente dalla mia nascita che mi avrebbe, corroso, destrutturato, sgretolato….e rovinato del tutto.
Da chi ero guidato? Chi l’organizzava allora come adesso?
A quel tempo il mio desiderio d’averla ( la Vittoria ) e l’impossibilità di riuscire ad averla mi costrinsero nel vicolo chiuso di fargli dispetti, d’umiliarla, lei mi rispose in maniera molto più efficace, allegramente.
Tanto per dire il mio amico Fabio T. un vero Apollo, che era la cosa più grossa che avessi mai visto nella Firenze di allora, tipo il terzino dell’Inter e della nazionale Giacinto Facchetti, A Facchetti niente gli stava a paragone in prestanza fisica sui campi di calcio italiani dell’epoca, era un Apollo. Infatti il più famoso giornalista sportivo di quegli anni Gianni Brera, chiamava i calciatori italiani (abatini) tanto per dire, ci mettevano tutti sotto in europa per prestanza fisica, loro erano degli atleti noi delle foche ammaestrate.
A quel tempo, dunque, la Vittoria si fidanzò alla fine, la mia Vittoria, con uno che era il doppio di Fabio, io non credevo esistessero omoni così grossi, mai visto una cosa simile. Non so se poi ha sposato lui, ma di sicuro l’avrebbero fatto abile nei carabinieri per farsene vanto….ha! l’Arma.
Io immaginai in questo un ulteriore dispetto della Vittoria….
Bah! I vapori della mia mente, l’alcool e l’acido lisergico e tutto il resto…..
poi benzodiazepine e S. Salvi….

la Vittoria

Filed under: Memorie — dastella @ 21:10
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La mia mamma non mi insegnò a lavarmi, in pratica per quanto riguarda l’igene e le buone maniere niente di niente.
Iniziai a lavarmi una volta al giorno in vasca quando entrai a S. Salvi nello 83 e pensavo tra me e me “mi lavo tutti i giorni, sono guarito perchè mi tengono qui?”
Fin dall’infanzia mi lavavo una volta la settimana, il sabato e facevo un acqua! Direi piuttosto un brodo.
Va beh! Ci metti anche la masturbazione frenetica e forzata e lo sporco che tutto questo causava e capisci le turbe i dissesti tettonici della mia mente, ma senza capirne le cause.
Mi misi in queste condizioni a dare la caccia alla Vittoria, bella fresca, pulita truccata e profumata. Una volta gli chiesi ?Cos’hai nel viso? Era truccata, oltre le solite ciglia finte e gli occhi grandissimi questi veri, lei rispose “Fard !” Rispose altezzosa, già non ne poteva più di me, che cazzo è il Fard pensai e io stavo li ridacchiando con l’unica cosa pulita che avevo, i denti bianchissimi sotto mustachi nerissimi….come un cretino.
Io che non avevo nessuna idea politica ne mai ne avevo avuta una diventai comunista per andare la domenica mattina a vendere il giornale l’Unità perchè lo faceva la Vittoria. Andavamo a bussare nelle case e offrivamo se lo volevano il giornale, a pagamento.
Andammo anche a casa mia io e la Vittoria, aprì la mia sorella Lidia e mentre gli vendemmo l’Unità feci un breve raffronto tra la Lidia e la Vittoria e pensai ?troppo più bella la Vittoria?.
Ma la mia fine era già giunta e io non lo sapevo, ero già un cadavere per lei e non ne ero cosciente, voleva solo vendicarsi.
Mi risvegliò alla realtà uno strano odore mentre facevamo le scale con i giornali, mi sembrò odore di cacca….che la Vittoria avesse fatto una puzzetta per spregio?
Io su questo ci giurerei….da chiedere per verificare.
Tutto vero, secondo me.

castagnaccio

Filed under: Il fai da te per mangiare bene — dastella @ 20:57
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Gli ingredienti per la preparazione del castagnaccio per 4 persone sono: farina di castagne 500 grammi, pinoli quanti te ne piace, uvetta quanta te ne piace e un ramoscello di rosmarino.
Si procede così : metti un po d’acqua in un insalatiera, quanta ne basta per mezzo chilo di farina di castagne che versi a pioggia nell’acqua e incominci ad amalgamare con un cucchiaio e giri fino a quando sono spariti tutti i grumi. Deve venire una pastella densa. Quando ritieni che è fatta ci amalgami girando i pinoli e l’uvetta desiderati.
Ora prendi uno stampo e lo ungi sul fondo con olio extra e ci versi dall’insalatiera la pastella di castagne che si distenderà omogenea sul fondo.
Ci puoi versare sopra altri pinoli e dell’altra uvetta e gli aghi di rosmarino.
Nel frattempo dopo aver riscaldato per un quarto d’ora il forno a 200 gradi ci metti lo stampo con la pasta di castagne e ce lo tieni mezzora a 200 gradi ed è fatto.
Da consumare preferibilmente tiepido.
Il castagnaccio è un dolce della tradizione popolare toscana, della tradizione contadina lucchese sembrerebbe ed è composto di ingredienti poveri. Non c’è nemmeno lo zucchero, un dolce senza zucchero si può chiamare dolce?
Per calcolare la grandezza dello stampo pensa che lo spessore del castagnaccio deve entrare tra gli uno e i due centimetri.
Tra gli ingredienti se pensi che ti piacerebbero ci puoi aggiungere dei gherigli di noce insieme ai pinoli e l’uva passa.
Non è una eresia.

7 febbraio 2012

Filed under: Il fai da te per mangiare bene — dastella @ 16:46
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Gnocchi with ricotta.

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Per preparare gli gnocchi alla romana per 3 persone occorrono: mezzo litro di latte, 5 cucchiai di semolino, burro 50 grammi, 2 tuorli di uova, parmigiano, sale e noce moscata. Si procede così; versi il latte in una casseruola con un po di burro e lo sali e lo porti al bollore con un fuoco medio. Proprio prima del bollore versi il semolino nella casseruola e lo giri con un cucchiaio e seguiti fino a quando incomincia ad addensarsi e allora ci versi anche i due tuorli di uovo precedentemente sbattuti e seguiti a girare per amalgamarli . Deve solidificare il tutto, ci vogliono alcuni minuti. Quando ti sembra sodo lo versi su un piano e lo stendi, deve diventare un piano di un centimetro di semolino, un centimetro e mezzo di altezza e lo fai raffreddare. A questo punto prendi un bicchiere e lo premi rovesciato sul semolino per tirarci fuori dei cerchi di semolino che metterai in una teglia o uno stampo imburrati adagiati uno accanto all’altro senza sovrapporli. Per imburrare la teglia o uno stampo ti conviene mettere il burro in un tegamino e farlo fondere a fuoco vivo così diventa liquido e facilmente potrai imburrare il fondo della teglia o dello stampo. Poi ci gratti sopra la noce moscata e quindi anche il parmigiano e metti gli gnocchi nel forno precedentemente scaldato per 15 minuti a 200 gradi e ce li tieni dentro ancora 25 minuti sempre con il forno a 200 gradi. É un piatto delicato, non è niente male. Da provare. É un piatto della tradizione romana anche se le origini sono da ricercarsi in Piemonte.

orecchiette con i broccoletti

Filed under: Il fai da te per mangiare bene — dastella @ 16:40
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Orecchiette furbe

Orecchiette furbe (Photo credit: ci_polla)

Per le orecchiette con i broccoletti gli ingredienti che occorrono sono: orecchiette, cavolo broccolo, 1 aglio, parmigiano e olio extra. Tutto in proporzione secondo le persone.

Metti una pentola con acqua sul fuoco e quando inizia a bollire metti nella pentola anche il cavolo broccolo e dopo cinque minuti aggiungi le orecchiette. Quando le orecchiette raggiungono il tempo di cottura le scoli insieme al cavolo e metti tutto in padella insieme all’olio extra e l’aglio che avrai precedentemente fatto indorare e ce li tieni un paio o tre minuti a insaporirsi girandoli. A questo punto sono pronte per essere servite nelle scodelle con il parmigiano grattato sopra.
Piatto facile che non è male, per variare.

impepata di cozze

Filed under: Il fai da te per mangiare bene — dastella @ 16:32
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Italiano: Insalata di cozze Wikimangia 4 - Cas...

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Per l’impepata di cozze per 3 persone occorrono 1 chilo e mezzo di cozze pulite e con la barbetta già tolta, è un lavoro che dovete fare voi quello delle barbette. Tre agli, un ciuffo di prezzemolo, olio extra un terzo di bicchiere e pepe macinato fresco a volontà.
Versare l’olio in una pentola o tegame che possa contenere le cozze e mettere a riscaldare a fuoco vivo, aggiungere le cozze e girare con un mestolo e coprire con il coperchio della pentola.
Tritare il ciuffo di prezzemolo e i tre spicchi d’aglio grossolanamente e a metà cottura delle cozze versare entrambi nella pentola e quasi a fine cottura far fare numerosi giri al mulinello del pepe nella pentola e girare con un mestolo le cozze, ancora un paio di minuti e le cozze sono pronte.
Il tempo di cottura dell’impepata calcolatelo tra i 10, 15 minuti.
Qui con i pranzi assolati di questa stagione pare di mangiare in riva al mare, specialmente con le cozze. Un ultimo consiglio, un pizzichino di sale mi sembra che ci stia, c’è chi non ce lo mette.
Buon appetito.

affermo

Filed under: Medicine — dastella @ 16:20
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Il 14 maggio ho compiuto 56 anni e tutto questo è stranissimo, ci pensavo la notte scorsa o in prima mattina del 15 maggio,
era ancora buio e lo sarebbe stato ancora per ore.
Mi dicevo tra me e me, sto meglio di quanto sia mai stato, questo sotto tutti gli aspetti, anche in quello nella stima di me stesso, non sto tutto il giorno e la notte a autoflagellarmi e mi sento leggero e sciolto come mai in vita mia.
Le mie rotelle girano lubrificate al massimo e così anche il pisello, anche quello come non mai.
Ma qualcosa mi frena ed è il mio disinteresse per gli uomini e per le cose degli uomini perchè per tutto ciò non provo nessun interesse.
La realtà è che faccio la vita di un anacoreta, mi sono decisamente escluso da tutto per mancanza di motivazioni, di motivi validi.
Mi sembra per questo di stare meglio o perlomeno più in salute.
Comunque sono in pace e non bramo.
Qualcuno ci dovrebbe comunque spiegare cosa significa vivere meglio e cos’è la salute e cosa si intende per salute…..ascetismo o crapula?
Forse soltanto il monachesimo praticato con agio, questo per me e non intendo convincere nessuno.
Su questo le opinioni sono innumerevoli e anche confuse, ma ognuno fa riferimento a se stesso e rappresenta soltanto se stesso, come in tutte le cose, anche io, replico.
E c’è chi crede di vivere bene soltanto perchè non è riuscito a
vivere meglio o
meglio ancora, perchè non ha mai provato a vivere veramente bene.
Cosa intendo con questo?
Intendo che ognuno deve fare riferimento a se stesso, lo ripeto,
e al suo contesto e le
condizioni date,
che sono diverse per ognuno e irripetibili e non condivisibili e imitabili da nessun altro.
Dopo diverse esperienze mi sono convinto che questa è la mia strada e la mia vita…………fino alla prossima.
Tutto è relativo.
Il filosofo greco diceva che lo stesso uomo che si bagna ogni giorno nello stesso fiume in realtà è ogni giorno un uomo diverso perchè per lui
è trascorso un altro giorno e anche si bagna ogni giorno in un fiume diverso. (ogni giorno l’acqua del fiume non è la stessa del giorno precedente) è comunque un nuovo giorno e diverso.
Busillis ed enigmi.

divago

Filed under: Medicine — dastella @ 16:10
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Il capro espiatorio non è soltanto una figura retorica, è un simbolo della religione ebraica e non solo un simbolo perchè nell’ebraismo antico veniva realmente preso un capro e caricato dei peccati di tutta la comunità (città) veniva avviato al deserto a morire, la comunità così si purificava dai peccati .

Dio realmente esiste e non è il piccolo satrapo Pippo e nemmeno il Cioni e neppure Claudio Martini e neanche Silvio Berlusconi meno che mai George Bush o Vladimir Putin, è molto molto più potente, è nella Legge alla quale tutti sottostiamo.

Vasco Rossi cantava…..é l’ora che cresci le regole sono così……

Una battuta di Woody Allen…..Mao Tse Tung è morto e anch’io non mi sento molto bene…..Questa non centra un cazzo con tutto il resto ma è bellina.

la mamma

Filed under: Memorie — dastella @ 16:03
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Nel 2005 se fosse ancora viva la mia mamma avrebbe avuto 84 anni, non tantissimi, ci poteva essere, non sarebbe stato esagerato, invece è venuta a mancare il 19 marzo del 2002 lo stesso giorno nel quale è venuto a mancare il mio babbo ma lui nel 58 e se di lui non ho avvertito la presenza quando era vivo ne ho sentito invece inconsciamente la mancanza in quanto mi è mancata nello sviluppo e la crescita la figura maschile nella quale identificarmi.
Mi è rimasta soltanto la mamma nella fase più critica dello sviluppo di un bambino nella quale identificarmi, ed era arcigna e castrante, ma alla fine ce lo fatta lo stesso anche se in tarda età.
La mia mamma come molte donne della sua generazione era remissiva e paziente nonostante sembrasse il contrario, non poteva prescindere dall’epoca e il costume dell’epoca. Non ha mai rivendicato niente per se forse non sapeva nemmeno che avrebbe potuto, è stata a pecorina tutta la vita.
Io dalla mamma ho ereditato la remissività, non potevo evitare, ma la remissività non è passività la quale ha una connotazione sessuale negativa, quasi sempre si intende così, è invece uno stato della mente, un modo di rapportarsi al mondo e di relazionarsi al prossimo.
I remissivi sanno rinuciare come nessun altro, significa questo.
Grande virtù questa e che non sono le prerogative, con tutto quello che queste significano.
E infine a suo merito e gloria ho imparato la pazienza, ad avere pazienza e a vivere in solitudine, come lei ha vissuto, di questo gli sarò sempre grato. Lei per questo è nella mia memoria, lo sarà sempre

di cosa vivono

Filed under: Medicine — dastella @ 15:57
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Perchè si può vivere anche odiando e disprezzando.
Le Anime Tutta Armonia tipo Jesù e S. Francesco e anche altri tra i religiosi ma anche tra i laici se ne trovano, non si alimentano con l’odio e il disprezzo proprio perchè stanno bene e se ne vanno con passo leggero.
Lo stare bene è fondamentale per capire il perchè di questo.
Ma i malati che sono il resto, di che cosa vivono se stanno male perchè sono cresciuti male? Di che cosa si alimentano per vivere? Bisogna pur mangiare qualcosa.
I comuni che stanno male non si nutrono di amore per il prossimo, tolleranza e umiltà come invece i grandi e covano l’odio e il disprezzo per necessità, per fare un pasto grasso. Il fatto si spiega così….io sto male con me per un miliardo di motivi e per stare un po meglio bisogna che io sappia che ci sono persone che stanno peggio di me ( pensa te!) e se non ne vedo me le creo, odiandole e disprezzandole, lo zingaro, il negro, l’albanese, l’omosessuale, l’ebreo e così via….un infinità.
Il mio odio e disprezzo per loro mi pasce e quando vengo a sapere che un negro è stato linciato io allora mangio, il suo linciaggio mi alimenta, non mangio dunque tutti i giorni ma nei giorni di digiuno totale io covo il mio veleno in vista della disgrazia e rovina del mio nemico personale.
Dunque non mangio nella sostanza per questa distorzione della mia personalità ed è sempre vigilia per me, io non mi nutro amando ma ho trovato un modo velenoso per me e per gli altri e per entrambi dannoso di vivere sopra i miei mezzi. Si può vivere anche di questo se non abbiamo di meglio, se proprio non abbiamo niente di cui vivere.
Sempre non siamo coscenti di noi in questi casi, ci crediamo altro di ciò che siamo, ci crediamo altri che sono meglio di noi ma che non sono come noi.
Questo è lo schema mentale dei razzisti, gli omofobici, i misogini, gli intolleranti e di tutti quelli che escludono e godono delle disgrazie altrui, mettici anche gli invidiosi.

oggi domenica

Filed under: Diario in sol maggiore,Religione — dastella @ 15:49
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Oggi di domenica di primo mattino a messa. Ripeto, strani movimenti tra le panche. C’è chi arriva a metà omelia e se ne va alcuni minuti dopo e dopo essersi levato uno strano copricapo mostrando la sua calvizie sulla nuca.
Di sicuro manda un messaggio, ma a chi? Al sacerdote o a chi? A certi fedeli, vecchie conoscenze hanno smesso di venire in chiesa in viale Amendola. Paura di essere identificati? O cosa?
Non tutti vanno in chiesa per pregare, c’è chi ha altri interessi e desideri.
Oggi la lettura è da Giovanni.

Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei
e Gesù salì a gerusalemme. Trovo
nel tempio gente che vendeva buoi, pecore
e colombe e i cambiavalute seduti al
banco. Fatta una sferza di cordicelle,
scaccio tutti fuori dal tempio con le
pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei
cambiavalute e ne rovesciò i banchi e ai
venditori di calombe disse “Portate via
quaeste cose e non fate della casa del Padre
mio un luogo di mercato” I discepoli si
ricordarono che sta scritto:Lo zelo per la
tua casa mi divora.
Allora i Giudei presero la parola e gli
dissero “Quale segno ci mostri per fare
queste cose?” Rispose loro Gesù
“Distruggete questo tempio e in tre giorni lo
faro risorgere. Gli dissero allora i Giudei:
“Questo tempio è stato costruito in
quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai
risorgere?” Ma egli parlava del tempio
del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i
suoi discepoli si ricordarono che aveva
detto questo, e credettero alla Scrittura e alla
parola detta da Gesù.

Per oggi basta, mi sembra tanto.

dal Vangelo di Matteo

Filed under: Religione — dastella @ 15:35
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Oggi la lettura era da Matteo 25. 31,46

Quando il Figlio dell’uomo verrà nella
sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà
sul trono della sua gloria. E saranno riunite
davanti a lui tutte le genti ed egli separerà
gli uni dagli altri, come il pastore
separa le pecore dai capri, e porrà le
pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che stanno alla
sua destra: Venite, benedetti del Padre
mio, ricevete in eredità il regno preparato
per voi fino dalla fondazione del mondo.
Perchè io ho avuto fame e mi avate dato
da mangiare; ho avuto sete e mi avete
dato da bere; ero forestiero e mi avete
ospitato, nudo e mi avete vestito, malato
e mi avete visitato, carcerato e siete venuti
a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno:
Signore, quando mai ti abbiamo veduto
affamato e ti abbiamo dato da mangiare,
assetato e ti abbiamo dato da bere?
Quando ti abbiamo visto forestiero e ti
abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo
vestito?. E quando ti abbiamo visto
ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?
Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi
dico: ogni volta che avete fatto queste cose
a uno solo di questi miei fratelli più piccoli,
lo avete fatto a me.
Poi dirà a quelli posti alla sua sinistra;
Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco
eterno, preparato per il diavolo e per i
suoi angeli. Perchè ho avuto fame e
non mi avete dato da mangiare; ho avuto
sete e non mi avete dato da bere; ero
forestiero e non mi avete ospitato, nudo e
non mi avete vestito; malato e in carcere
e non mi avete visitato. Anch’essi allora
risponderanno: Signore, quando mai ti
abbiamo visto affamato o assetato o
forestiero o nudo o malato o in carcere e non
ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà:
In verità vi dico: ogni volta che non
avete fatto queste cose a uno di questi
miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto
a me.
E se ne andranno, questi al supplizio
eterno, e i giusti alla vita eterna.

L’amore per il prossimo puo anche essere declamato con grande poesia, come sopra e in modo che veramente tutti possano capire.

dal Vangelo di Matteo

Filed under: Religione — dastella @ 15:28
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“ A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”

Torta

Filed under: Il fai da te per mangiare bene — dastella @ 15:22
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Per preparare questa torta che trae ispirazione dalla schiacciata alla fiorentina gli ingredienti per 4 persone che occorrono sono : un bicchiere da acqua pieno di latte tiepido, mezzo bicchiere di olio extra, tre uova, farina quanta ne basta per il bicchiere di latte, zucchero 4 cucchiai, la scorza di un limone, lievito per dolci una bustina, vanillina, zucchero a velo e burro.
Si inizia così, versi il bicchiere di latte tiepido in una insalatiera e aggiungi lo zucchero e la farina a pioggia che inizi ad amalgamare girando con una frusta. Deve venire un impasto denso e fluido, per questo regolati con la quantità di farina. Aggiungi all’impasto il mezzo bicchiere d’olio e amalgama girando. Scoccia le uova e sbattile e le aggiungi all’impasto e inizia a amalgamare girando con la frusta. Se l’impasto con queste aggiunte fosse diventato troppo liquido aggiungi farina a pioggia e amalgama girando. Gratta sull’impasto la buccia del limone e strizzaci mezzo limone. Aggiungi ancora la bustina di vanillina e il lievito per dolci e gira a lungo per amalgamare bene.
Intanto avrai imburrato uno stampo con del burro. Abbi l’accortezza di imburrare anche le pareti dello stampo, è importante per una regolare lievitazione.
Avrai in precedenza preparato il forno accendendolo a 180 gradi per almeno un quarto d’ora e anche più. Adesso metti lo stampo con l’impasto in forno e ce lo tieni 40, 45 minuti a 180 gradi senza mai aprire il forno durante la cottura della torta, questo per una corretta lievitazione.
Quando è cotta sfornare dopo 30 minuti e spolverare di zucchero a velo.
É questa una bella torta, c’è chi all’impasto aggiunge i pinoli ma è parecchio buona anche senza.
Per a chi piacciono i dolci.

riso al curry

Filed under: Il fai da te per mangiare bene — dastella @ 03:28
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English: Indian curries

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Per preparare un risotto al curry per 2 persone gli ingredienti sono : riso basmati quanto basta, una cipolla media, burro, un cucchiaino di curry, brodo di carne, va bene anche il brodo fatto con il dado.
Si procede così : affetta la cipolla e falla appassire con un po di burro dentro una casseruola. Intanto in un tegamino prepara il brodo con il dado e fagli mantenere il bollore mentre versi il riso nella casseruola e lo giri con un mestolo per fargli assorbire il burro e insaporire di cipolla. A questo punto incominci a versare un paio di ramaioli di brodo di dado nella casseruola con il riso e glielo fai assorbire un po, quando asciuga versi ancora brodo e così via fino a quando hai quasi portato il riso a fine cottura. Quando è quasi a cottura ultimata versi sul riso un cucchiaino di curry e mescoli il riso con un mestolo per amalgamarlo.
Un minuto o due ed è pronto, resta soltanto da servirlo nei piatti con una noce di burro.
É buono, aromatico, viene in mente l’India!

dalla lettera ai Corinzi

Filed under: Religione — dastella @ 03:18
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Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino, Ma ,divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto. Queste dunque le tre cose che rimangano: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!

Sembra evidente che San Paolo per carità non intende l’elemosina, anche se l’elemosina è un aspetto della carità, un modo di amare. Cos’è la carità per San Paolo quando dice che la carità è più grande della fede? Per San Paolo la carità è la capacità di amare, l’amore per il prossimo, l’amore disinteressato, l’amore come annullamento di se stesso per il prossimo, l’amore che tutto perdona, l’amore per la giustizia, l’amore che non evita nessuno sforzo, fatica, dolore, impegno, l’amore per la verità, tutti i modi di amare.

orecchiette con zucchine

Filed under: Il fai da te per mangiare bene — dastella @ 03:05
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English: Uncooked orecchiette pasta

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Per preparare le orecchiette con le zucchine occorrono in primo luogo orecchiette quante ne basta e naturalmente zucchine, una a persona, inoltre olio extra e parmigiano e anche a chi piace peperoncino.
Lessi le zucchine tanto da renderle molli e le metti in una padella tagliate a rondelline con olio extra e peperoncino se ti piace il piccante.
Cuoci a puntino le orecchiette in una pentola e quando sono pronte le scoli e le versi nella padella con le zucchine oramai sfatte. Mescoli, fai insaporire tutto per un paio di minuti e levi dal fuoco e distribuisci nei piatti.
Resta solo da grattarci il parmigiano e sono pronte per essere mangiate.
Facili e sobrie. Può essere che vi piacciano.
Mi sembra che questa ricetta me l’abbia ispirata Giacomo.
Poi sentirò.

L

6 febbraio 2012

seppie con piselli

Filed under: Il fai da te per mangiare bene — dastella @ 21:51
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English: Tomato sauce with green peas (this is...

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Seppie con i piselli
Ingredienti : una seppia di gr. 300 circa, mezzo chilo di piselli surgelati di questa stagione e due pomodori maturi, olio extra, sale.
Tagli i pomodori a pezzetti e li metti in una casseruola con l’olio extra e che li tienti un quarto d’ora venti minuti, fino a che si fondono. Allora ci aggiungi i piselli surgelati e un po d’acqua. Quando prende il bollore ci aggiungi la seppia tagliata a pezzi. Vedi te se devi aggiungere ancora un goccio d’acqua, deve essere a pelo o poco meno dei piselli.
Copri la casseruola e al minimo deve bollire circa mezzora.
I piselli come le bietole si sposano benissimo con le seppie. Viene una cosa gustosa che saprà appezzare chi ama il mare.
Gli ingredienti sono per due persone.
Buon appetito.

 

chiudetele

Filed under: Medicine — dastella @ 21:00
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Dopo aver letto ciò che mi incuriosiva stamani, arrivato quasi in fondo, alla cronaca di Firenze del quotidiano Repubblica mi imbatto in un articolo sullo spazio estivo delle Rime Rampanti che dovrebbe chiudere, il perchè non lo so, ma lo vuol fare in grande con un canto del cigno e propone un reading di poesia, beat, quello duro e puro.
A me viene l’acquolina solo immaginare e mi pregusto la serata.
Arrivo in orario e senza soldi come sempre, alle 22.00 e mi siedo su una ringhiera di una rampa, non costa niente.
Inizia in orario il tipo dichiarando che leggerà dal primo libro tradotto in italiano di Keruac, dice lui e mi sorprende subito perchè comincia a declamare senza leggere niente e dico tra me e me “l’ha imparate a memoria”….”bravo”……ma vola basso e dopo poco mi rendo conto che è anche confuso e manca del tutto delle parole assolute e essenziali in incastro della grande poesia. Il tipo dice qualche volta “uccello” blatera e modula un po di frasi in inglese. Improvvisa o ha scritto lui il tutto e per questo sa tutto a memoria e ce le spaccia per il beat di Keruac, trasforma l’oro in piombo e spaccia biglietti di banca falsi, alle rampe.
Le volevano chiudere le rampe, guai se non lo fanno!
Che vadano a prendere per il culo qualche altro. La vita può diventare durissima, tra lacci, tagliole e campi minati.
Qui si tratta di credibilità, competenza e sapere quello che si dice e prendesi le proprie responsabilità
Statte accorto.

omosessualità e rapporti omosessuali

Filed under: Medicine — dastella @ 20:47
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Mi sembra ci sia una gran confusione e ignoranza e non ci dovrebbe essere proprio adesso che si cerca di legiferare sulle coppie di fatto.
Non ci sarebbe questo clamore se tra le coppie di fatto non ci fossero implicati gli omosessuali, le coppie omosessuali.
Bisogna distinguere tra omosessuali e rapporti omosessuali.
I primi sono gli uomini e le donne che desiderano sessualmente il loro stesso genere, gli uomini gli uomini e le donne le donne, invece i rapporti omosessuali sono i rapporti anali tra uomo e donna, la sodomia tra maschio e femmina.
Praticamente io che ho desiderato più del rapporto eterosessuale il rapporto omosessuale ma soltanto con le femmine e mai ho desiderato il culo di un uomo, io ho avuto tutta la vita desideri di rapporti omosessuali, pur non essendo omosessuale in quanto non mi interessa e mai mi è interessato il corpo di un uomo, ne il davanti ne il di dietro.
Detto in breve se una donna desidera prenderlo nel culo più che davanti desidera un rapporto omosessuale pur non essendo omosessuale e così è anche per l’uomo che desidera sodomizzare una donna, questo è scientifico.

inflessibili

Filed under: Medicine — dastella @ 20:40
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Essere consapevoli di se è già un impresa, così non resta che mentire a se stessi perchè fa comodo, perchè è facile e anche perchè in genere la gente non sa fare di meglio e diventa inflessibile che è molto diverso che essere disciplinati, la disciplina richiede esercizio e duro lavoro, essere inflessibili invece è facile, basta mentire a se stessi e credersi delle persone perbene senza mai aver fatto un esame di coscienza, cosa difficile questa che richiede disciplina e consapevolezza di se.

il cuculo

Filed under: Medicine — dastella @ 20:27
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Nei lunghi anni della mia cattività a S.S. una parola mi incuteva terrore per quello che per me rappresentava e mi veniva ripetuta decine di volte al giorno, la parola è ” l’operazione ” ed era a causa di un film che avevo visto nel 76 o 77, il film era Qualcuno volò sul nido del cuculo e l’operazione era la lobotomia che Jack Nicholson subisce nel finale, la parola me lo richiamava terrorizzandomi.
L’avete visto il film? Veramente singolare per l’argomento trattato.
Ve lo riassumo per chi l’ha visto facendogli intravedere una soluzione finale diversa, un significato diverso, assolutamente imprevisto e nascosto fino a stasera, anche per me.
Jack arriva in manicomio per una perizia che gli eviti il carcere prendendo l’affare alla leggera.
Arriva con Jack in manicomio la libertà, dopo niente sarà più uguale.
Dentro vige un regime di regole spietato e disumano, serve per mantenere l’ordine.
Jack fa scappare i suoi compagni di detenzione per una pesca d’ altura in barca, arriva persino ad introdurre dentro il manicomio delle puttane e le offre in un baccanale di sesso e alcool.
Queste le cose più rimarchevoli tra innumerevoli altre.
Fa gustare l’ebbrezza della libertà ai suoi compagni di cattività fino a che non saranno più gli stessi. Fino a quando un aguzzino sotto le vesti di infermiere lo informa con un sadico piacere che è lì per restare, non verrà più dimesso, è ergastolo in manicomio invece che in un carcere dopo tutto quello che ha combinato, ci mancherebbe altro.
La figura centrale che cambia il significato del film è l’indiano pellerossa creduto da tutti muto, anche dal personale sanitario.
L’indiano, è una montagna di carne questo indiano, una forza della natura come si vedrà nel finale.
A metà film Jack offre una gomma da masticare all’indiano e lui risponde “grazie”….cazzo! Jack salta sù come impazzito dalla gioia, gridando “l’hai fregati tutti, tu parli” e questo resta il loro segreto fino alla fine del film, l’indiano non pronuncerà nessun altra parola. Nella scena delle puttane viene svezzato e sverginato un ragazzo in cattività, talmente sverginato che si suiciderà per lo sballo e la consapevolezza che ciò non si potrà ripetere più.
è la kapò, che sarebbe l’infermiera caposala, la principale nemica di Jack per tutto il film.
Il film è un conflitto continuo tra l’inflessibilità dell’istituzione e la sregolatezza di Jack
La kapò, lei rappresenta , l’inflessibilità dei regolamenti interni, l’ordine disumano, molto più disumano di Jack, tanto che Jack dopo il suicidio del ragazzo tenta di strangolarla ritenendola la responsabile, come lo è difatti per freddezza e insensibilità, mancanza di empatia con chi deve curare
Per questa rivolta e tutto il resto sottopongono Jack a lobotomia, e la stessa notte dell’operazione, quando Jack viene riportato in camerata oramai inerte e rimarrà inerte per tutto quello gli rimarra da vivere, la notte stessa dicevo l’indiano muto divelte con la sola forza delle sue braccia un colonnino che distribuisce l’acqua, una fontana insomma e con questa sfonda una vetrata con sbarre, si carica Jack sulle spalle e fugge con lui nella notte.
Finalmente liberi, finalmente, e definitivamente tutti e due liberi.

il povero

Filed under: Medicine — dastella @ 16:38
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Un uomo non si sente veramente povero, anche se fosse l’uomo più povero del mondo, finche ha una donna da possedere (scopare), indipendentemente che lei si senta sua o no, basta che lui creda che lei sia sua.
A questo mondo c’è sempre un ultimissima cosa che puoi perdere ed è la donna che sta con te e puoi scopare quando vuoi e come vuoi.
Questa è la psicologia del maschio che come i cani e i gatti piscettano qua e la per marchiare il loro territorio, il loro possedimento.
Un uomo veramente povero, ma povero con la P maiuscola è quando non ha una donna da possedere, o illudersi di possedere, allora si che si sente l’uomo più povero del mondo.
La povertà non è da confondere con la miseria, parola simile ma non uguale, il miserabile porta con se anche lo stigma di un accezione morale negativa, indipendentemente abbia una donna da possedere e che lei sia veramente il suo possesso.

maschere

Filed under: Medicine — dastella @ 16:31
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In Grecia c’era tempio dedicato ad Apollo dove i greci andavano per sognare, perchè l’oracolo interpretasse il sogno, per capire e conoscere se stessi, c’era scritto sul frontone di quel tempio “Conosci te stesso”, appunto, per questo andavano lì a dormire, per la rivelazione.
Si credeva che la conoscenza di se fosse la cosa più difficile, in realtà è l’unica possibile dopo un lavorio interminabile di auscultazione di se.
Per questo serve uno stetoscopio.
Noi viviamo sotto uno strato incalcolabile di maschere delle quali non siamo neppure consapevoli e che ci siamo messi sul volto involontariamente e inconsapevolmente per proteggerci dal dolore, per essere meno vulnerabili nei nostri rapporti con gli altri. Le maschere servono per risultare più gradevoli al prossimo, per non essere giudicati troppo male e per affascinare, per risultare amabili e essere amati.
La tragedia inizia quando ci si convince di essere di volta in volta come reazione alle diverse situazioni, realmente una delle tante maschere che indossiamo invece di se stessi, che è la cosa più comune che accade e capita a tutti, sempre Perchè l’uomo non è poi quella gran cosa che crediamo. Ci piace ingannarci su di noi. Questo è necessario per la convivenza tra noi tutti, perchè ci rassicura su di noi.
I sistemi morali sono artifici, costruzioni molto superiori a l’uomo, a tutta la specie, anche ai costruttori dei sistemi stessi. Tanto per dire.
Di quì le maschere e la loro necessità, per la convivenza, appunto, dato che abbiamo dovuto costruirci questi sistemi.
Ma l’uomo è sempre lo stesso. La stessa è la specie.
E di qui l’ardua difficoltà della consapevolezza di se e l’impossibilità di conoscere il nostro prossimo.

panico

Filed under: Medicine — dastella @ 16:23
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Il pilastro, la struttura portante, tutto quello che reggeva e definiva la mia vita affettiva e la mia psiche era la mia paura che diventava panico e fuga a qualunque dimostrazione d’affetto nei miei confronti da parte di chicchessia, parenti, amici, amiche e più che altro le donne che amai.
Questo era risaputo da tutti nel mio ambito, di fatto persino la mia mamma non è mai stata diretta su questo aspetto, così non mi ha mai detto che mi voleva bene e non mi ha mai ne abbracciato, ne baciato, ne carezzato, l’avrei trovato insopportabile e intollerabile, sarei scappato perchè non avrei resistito all’angoscia.
Credetti così di stare meglio.
E crebbi con questa inispiegabile tara, malato, da qui le mie fughe e poi tutto il resto, e anche il manicomio.
Era questa la mia malattia, anche se in realtà ho desiderato di più il culo delle donne che il loro sesso.
Ma dovevo arrivare a fare i conti con la mia patologia e per ben due volte sono stato travolto dal panico e sono fuggito a causa di due dichiarazioni d’amore troppo dirette ed esplicite, anche se con entrambe in un modo o in un altro cercai di rimediare, dopo, ma quando era ormai troppo tardi.
E fu ancora troppo tardi quando decisi di scattare accettando l’la chiamata di Chiara,
ma non potei averla, questo per molti motivi, tutti importanti dei quali il più importante fu che feci passare troppo tempo da quando lei mi telefonò, come dicevo.
Guarii e fu lei, fu
lei
la causa di tutto, fu
in un bellissimo giorno dell’agosto del 97 nel
quale non guadagnai niente, non la Chiara,come mi proponevo,
intendo dire, ottenni invece la mia definitiva guarigione, la mia salute perfetta.
Nacqui quel giorno e dopo fu tutta un altra storia.
Siete ancora a cercarmi e non mi troverete mai più.
Come vuole la Legge.
Io comunque abito qui per chi mi vuole.

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la coscienza

Filed under: Medicine — dastella @ 16:12
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La coscienza non è data alla nascita agli uomini e forse ne anche l’anima, intendo “L’ Anima” come la vorrebbe la religione cristiana.
Sarebbe troppo bello per gli uomini averla così, noi siamo molto meno ed è già grandioso che ci proponiamo un simile traguardo, molto meno che presumiamo di averlo già raggiunto.
Forse non accadrà mai.
Alcune persone arrivano ad avere coscienza di se e di ciò che è bene e ciò che è male attraverso un percorso di vita che sembra più o meno uguale a quello degli altri, ma con un passo felpato e scalzi per una maggiore sensibilità registrando così il dolore dei piedi feriti su un rovo o il piacere di camminare su un tappeto morbido.
La coscienza è tutta qui, sentire una fitta di dolore per una azione malvagia, commessa, e pace interiore, armonia e benessere spirituale quando facciamo del bene agli altri, specialmente.
Tanti non discriminano tra bene e male perchè per entrambi non ricevono niente indietro, né dolore, né pace, sicchè non stanno tanto a guardare e con i loro scarponi cercano soltanto la soddisfazione dei loro appetiti, qualunque essi siano.

l’eros

Filed under: Medicine — dastella @ 16:06
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Siamo posseduti dall’eros in determinati momenti, quelli forti, appunto e in diversi gradi, come in una scala che misura l’intensità del calore ( gradi fahrenheit)..Per es. passiamo dall’arrapamento alla foia,e intendo dire posseduti perchè la possessione
agisce su di noi senza nessun controllo e freno da parte nostra,
in certi momenti sembra che un demonio alberghi dentro di noi.
Per usare un immagine.
Se invece cerchiamo di capire e analizzare le nostre sensazioni fisiche quando facciamo sesso, di individuare certi perchè arriviamo a capire l’arcano. Per es…..è dal ricordo
della sensazione più piacevole mai provata nell’atto praticato che veniamo marchiati e passiamo così nella foia quando intenzionalmente
vogliamo riportarla alla memoria nella pratica solitaria,
pensiamo sempre a quell’attimo e il cazzo risuona, vibra come non mai, uno spasmo,
è inevitabile,
sembra impossibile in una maniera differente, ne siamo bollati a fuoco per sempre.
Come accade a chi ha coscienza di se perche è introspettivo e cerca nel pozzo di capire e dare un nome preciso ai suoi sentimenti, di volta in volta provati, e di conseguenza capire il valore intrinseco dei suoi
pensieri, trascinati da quelli.
Accadrebbe dunque
che invece di essere posseduti possederemmo l’eros arrivando a controllarlo, quasi sempre. E perderebbero intensità
molte delle sensazioni di cui siamo preda. Ma anche tanta potenza di seduzione, diventerebbe una cosa così, di cui si potrebbe anche fare a meno.
È la mia realtà, di ora.
Es..un terzo del piacere è dato dal calore corporeo della femmina quando glielo metti e lo
tieni al calduccio, lì, dentro di lei, in profondità, nella fica o nell’intestino è l’apoteosi, l’apoteosi della cappella
che risuona come un cembalo
Ma se te lo aspetti e non vieni preso dallo stupore, perchè lo sai,
perchè l’hai capito e così tutto il resto di sensazioni fisiche piacevolissime che si trascinano dietro quelle psicologiche di appagamento e di
possesso della femmina che geme.
Quando hai capito tutto sei diventato troppo vecchio per il sesso e le femmine.
Questo sono io in gran parte.

la morte

Filed under: Medicine — dastella @ 15:54
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La Morte mi ha sfidato a una partita a scacchi.
Non è nuova questa, già nel film svedese“Il settimo sigillo”il cavaliere medioevale viene sfidato ad una partita a scacchi dalla Morte, in gioco vi è la vita del cavaliere e non quella della Morte e questo è ovvio.
Si tratta solo di vedere quanto il cavaliere la tira lunga.
Io credo di avere le mani sul collo dell’oscena Signora….conosco la mossa per dargli scacco matto in tutte le sue varianti e l’applico quotidianamente ma ogni nuovo mattino quando esco di camera convinto a volte di averla oramai stecchita….WHAM mi si para di nuova davanti nel corridoio la sdentata Signora….
E inizia un altra partita perchè con lei non ne basta una, si tratta di indebolirla piano,piano sconfiggendola quotidianamente, di devitalizzarla piano, piano e appassirà, seccherà accartocciandosi su se stessa come una foglia secca.
E non perdere nel frattempo neanche una partita.
Quante ne resta da giocare…?

il pensiero

Filed under: Medicine — dastella @ 15:48
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Mi sono accorto che pensare in silenzio è meno incisivo e meno articolato che pensare ad alta voce, il pensiero espresso verbalmente specialmente quando siamo soli è più articolato e meno frammentato, questo accade anche quando scriviamo, scrivere vi impone di mettere ordine e in fila una serie di spezzoni di pensieri che girano intorno ad una certa cosa, diciamo una teoria o un pensiero originale
Vi consiglio di provate ad ascoltare voi stessi, vi potreste stupire.

il benessere

Filed under: Medicine — dastella @ 15:42
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Ci sono un infinità di corsi, seminari, partiti e cattivi maestri, falsi profeti che promettono che ci faranno stare bene. Impossibile, l’essere umano non è fatto per stare bene, per quanto possa essere fortunato e dotato di talenti trovera sempre motivi di insoddisfazione o di invidia, gelosia e anche noia.
é sin dal’inizio che i fondatori di religione hanno cercato di insegnarci a stare bene.
Budda lasciò una nobile famiglia per cercare di capire perchè fosse infelice. Ci mise 10 anni di vita passata come un anacoreta per capire che la ragione principale di infelicità fossero i desideri e l’assenza di desideri avrebbe dovuto portare alla felicita a far stare bene e predico l’assenza di desideri.
Dopo Budda Gesù di Nazareth di cui non si sa niente prima dei suoi tre anni di vita pubblica.
Si sa che ha fatto il falegname nella bottega del babbo Giuseppe e lì nella piccola Nazareth e sotto la tutela del babbo ha visto, ascoltato e capito così tanto da annunciare una volta lasciata il paese
“che il suo giogo è lieve”.
ciò che sembra pesante e insostenibile è invece leggero. Tutto viene sciupato, quando un insegnamento divino viene scimmiottato.
I partiti si sono sostituiti alle religioni, perchè le religioni non erano più efficaci allo scopo,
“Il materialismo storico” e “l’ateismo di stato” ne ha ubriacati parecchi.
Cercavano solo di sostituire gli insegnamenti di uomini sublimi e divini e promettevano che sarebbero riusciti a farci stare bene con le merci e il mercato.
Grazie Karl, non importava.

il carattere deviato

Filed under: Medicine — dastella @ 15:32
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Non vorrei sembrare insistente con quelle che sembrano delle seghe mentali, ne ho già parlato con gli amici della mia vicenda e impotenza, e il timore ad affrontare una ragazza.
Lo devo anche scrivere.
Mia madre mi ha fatto un danno irrimediabile abbandonandomi; è stato come se mi avesse venduto come uno schiavo, al ritorno il mio carattere era già definito per il resto della mia vita e così il mio disperato bisogno d’amore e l’incapacità di chiedere amore. Mi intortavo su me stesso sempre di più ad ogni nuova ragazza che conoscevo.
Con Carlo e la Patrizia iniziarono i miei rapporti triangolari con le ragazze che mi piacevano. Sarebbero durati fino a ora.
E i miei desideri incestuosi indotti, nascondi e guarda, fai vedere e nascondi,di mia sorella maggiore, ero troppo bambino, troppo impressionabile .
Tornai in quelle condizioni e non potevo che peggiorare.
Il motivo era semplice, me lo ha fatto capire la zia Maria qualche mese fa mentre aspettavo il pranzo. La zia mi chiede “Perché volesti tornare a casa quando eri qua ?” Gli risposi “Non fui mica io a decidere il ritorno a casa, certe decisioni mi passavano sopra il capo. Ero venuto per studiare e non ero portato per lo studio e così ritornai ”, la zia continua “Hai fatto le medie qui alla Lastra….” “No! Ho fatto l’elementari, quarta e quinta, anche ripetuta la quinta, non ti ricordi ?” Va beh! Tutti conosciamo i diti medi.
In pratica quello che mi salvava mi ammazzava anche, e quello che mi ammazzava lo faceva da vero.
Sono rimasto per quasi quaranta anni emotivamente un bambino nel disperato bisogno d’amore, prima della mia mamma che ero arrivato ad odiare perche mi rifiutava e poi le ragazze che giocavano con me. Immagina un bambino irrisolto di quarantacinque anni e prima la Deborah poi l’Eleonora che ci lasciano le penne in un simile Frankstein. Infine in un giorno perfetto far crollare tutti i muri con la Chiara.
Cosa vedevano in me? Mi hanno sempre frainteso, sono sempre stato un pavido vecchio timoroso.
Avevano lasciato segni troppo profondi nella mia psiche i rifiuti di mia madre quando cercavo da bambino di sedere sulle sue ginocchia “Vai via Luciano mi sento male ! “ mi diceva.
Smisi di cercare il suo affetto e quello di qualsiasi altra donna sebbene ne avessi bisogno, ne temevo il rifiuto.
Diventai misogino, e cominciai a desiderare di sodomizzarle. Volevo umiliarle e fargli del male
Le amavo e le odiavo ma più che altro le temevo.

boheme

Filed under: Medicine — dastella @ 15:24
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Vediamo se questa distinzione è dimostrabile e anche se per altri è la medesima.
Io sono nato in una famiglia di mezzi modesti,la mia mamma faceva debiti e con il pizzicagnolo mandava me a fare la spesa quando non era in grado di pagare il debito contratto e il pizzicagnolo Sirio mi diceva di dire alla mamma che c’era un debituccio da pagare ; io mi vergognavo come un ladro e da lì mi sono sempre vergognato dei pochi soldi che mi sono girati per le tasche, proprio come un ladro.
Fino a che incominciai a dipingere, volli diventare un pittore.
Sembra una facezia ma fare il pittore si adatta alle persone povere, su questo c’è tutta una letteratura e storie di vita vissuta, storie vere, su tutte la vita di Van Gogh è emblematica.
E così di colpo non mi sentii più povero e ladro, anzi ci giocavo quando chiedevo di dipinti che valevano migliaia di euro poche centinaia e mi sentivo rispondere eeeeeeee!!! troppo!!! Era un sottile piacere psicologico per il colto nei confronti dello sprovveduto.
A volte riuscivo a venderli a un paio di centinaia e andava bene lo stesso, non ne ho mai fatto una questione di prezzo, il mestiere si doveva alimentare da se, la pittura provvedere a se stessa con le magre vendite, ci riuscivo e ne avanzava anche per il resto, in tutta modestia.
Fare il dandy, il raffinato dilettante o il bohemien ha un potere di attrazione anche nei nostri tempi.
Voglio dire che il pittore con pochi mezzi,psicologicamente sopporta meglio l’indigenza di qualsiasi altra categoria di poveri.
Provare per credere.

la lettura

Filed under: Medicine — dastella @ 15:18
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Ieri sono salito a Romena per ascoltare don Ciotti, e ho incontrato alcuni conoscenti, ragazzi e ragazze, vecchi amici e vecchie conoscenze, tra i quali Roberto M. psicologo che ha lavorato anche alla Tinaia.
Ci siamo messi un po a parlare e lui ad un certo punto mi fa “come fai a stare bene ?” e io sorpreso gli ho risposto in tutta spontaneità “leggo Repubblica e Il Corriere della sera”…sconcerto e sguardo interrogativo da parte sua, ma non sono stato a spiegargli.
In realta una affermazione come la mia è rivelatrice di più verita, cerco di spiegarne solo una ma con un po di immaginazione arrivate anche al resto. Se leggo il Corriere o La Repubblica è segno che ho il tempo per farlo e che ho interesse per quel che succede nel mondo. Questo è pacifico. Dedico tutta la mattina alla lettura del quotidiano, quello o quell’altro.
Sono in pensione e ho tempo e non ho strani pruriti, ho un sano interesse per le persone, ma con molti limiti.
La lettura è la cosa più importane delle mie giornate e mi assorbe tutto.
Poi viene il resto che è molto meno impegnativo.Questo è il mio modo di stare sano.
Come le tartaruge sono sempre in casa.

miscela

Filed under: Medicine — dastella @ 15:13
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Della rabbia, l’odio e l’invidia abbiamo detto, sono sentimenti che danneggiano più che altro chi li nutre, fanno male a loro.
Vorrei parlare dell’amore incondizionato e senza limiti “ama il prossimo tuo come te stesso” che spinto fino a lì consuma e divora, come una follia scarnifica, dissecca, è un esperienza estrema.
Se non bisogna alimentare l’odio e gli altri sentimenti distruttivi sembrerebbe che per stare bene di dover essere equidistanti tra amore e odio, dunque è meglio essere tiepidi?
Una cosa voglio dire, che ho imparato a non odiare nessuno ma anche a non amare tutti incondizionatamente, senza limiti, mi sembra di stare bene così, un po tiepidino.
E essere tiepidi significherebbe forse essere un po vili oppure più saggi? Un po buddisti intendo dire….
C’è una maledizione per i tiepidi nei Vangeli verso chi non prende parte, per chi non è caldo ne freddo. Gesù li allontana da se.
Sembrerebbero troppo cerebrali, cadaveri da obitorio.
E del sospetto che dire? Si insinua nella mente come un tarlo, un rovello e rode, rode scavando gallerie indebolendo anche delle belle menti.

un sogno

Filed under: Medicine — dastella @ 15:08
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Oggi è venuto Stefano e mentre aspettavamo l’ora di andare al David per un buffet di pesce a prezzo fisso gli ho raccontato la fine del lungo sogno che ho avuto stanotte. Gli ho confidato che ero con una donna che aveva sotto le vesti un bambino con un laccio al collo, una specie di nodo scorsoio che si sarebbe potuto stringere fino a strozzare il bambino se lei si sarebbe mossa fino a tanto. Lei inizia a muoversi in preda di un desiderio sessuale sempre più intenso e il bambino è vicino a morire mentre lei è prossima all’orgasmo e qui io inizio a eccitarmi fino godere di un formidabile orgasmo e mi sveglio con il ventre bagnato di sperma e gli occhi spalancati supplicando Dio e invocandolo a testimoniare “ tu lo sai, mi conosci io non ho mai sofferto di simili perversioni, pietà, pietà “
Il buon dottor Freud diceva nei sogni si appagano desideri che nella veglia non trovano soddisfazione.

la memoria

Filed under: Medicine — dastella @ 15:03
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Ieri sera ero da Chille a San Salvi dove c’era uno spettacolo sulla memoria che io avevo visto martedì scorso. Dopo aver sorseggiato una bottiglietta d’aqua liscia e fredda mi sono messo un po a parlare con la ragazza che staccava i biglietti, la Martina e il discorso è caduto sulla memoria, la mia quando ho affermato che nessuno potrebbe capire le mie vicende se non reputasse che io sono stato una persona ostinata. L’ostinazione era tra le mie peculiarità la maggiore e la più importante, non ero un duro, anzi ero timido e ombroso, sensibile e romantico, tenero, ma terribilmente ostinato. L’ostinazione è una strana droga molto vicina all’esaltazione, lo diventa sopra un certo grado, tenere duro, resistere. Da bambino prendevo bizze che duravano giorni e ho odiato la Vittoria per anni tenendo acceso il sacro fuoco del risentimento, il rancore per un tempo spropositato così come ho amato la Chiara incondizionatamente fino a che la memoria affievolendosi a curato la mia nostalgia e simile a queste la mia prigionia a Montelupo si spiega soltanto con una ostinazione divenuta pertinacia.

Il solitario

Filed under: Medicine — dastella @ 14:58
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Uno si domanda io per primo come faccio a stare così bene nella solitudine più assoluta. Una risposta me la sono data “ho addomesticato la mia libido” oppure “ho la libido di Matusalemme”
Si parte da lì io non entro più in competizione con gli altri maschi per affermare la mia libido oppure guardo serenamente una bella ragazza e ne posso fare a meno.
Questa è una fonte di grande serenità e tranquillità, l’assenza di bisogno.
Sarà come Dio comanda.

5 febbraio 2012

Panna cotta

Filed under: Il fai da te per mangiare bene — dastella @ 20:24
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Panna cotta
Ho cambiato titolo alla sezione di cucina del sito, è sempre una cucina proletaria se vuoi oppure monacale, economica sempre ma comunque dignitosa; io ci sono cresciuto e l’ho intitolata “La cucina della fratina” dato che in sala da pranzo ho una fratina e anche per il fatto che sono diventato astemio da più di due anni e vegetariano da quasi un anno simile in questo ad alcune regole monastiche che prevedono l’astensione dalla carne e dall’alcool proprio come me, ma io per scelta e devo dire che non me ne sono accorto.
Nei monasteri non si indulge ai piaceri della buona tavola ma comunque si mangia notoriamente bene, con una cucina curata.
La panna cotta è un dolce della tradizione italiana, precisamente quella piemontese, buono, sobrio.
Ingredienti per la panna cotta per due, tre persone : mezzo litro di panna fresca, un centilitro di latte, tre cucchiai di zucchero, uno o due fogli di colla di pesce, dipende se preferisci la panna più o meno solida, e vaniglia o vanillina.
Metti in un tegamino la panna, il latte e la vaniglia e porti al bollore a fuoco lento girando la panna continuamente con un cucchiaio. Intanto metti in un piatto pieno d’acqua fresca i fogli colla di pesce in modo che si ammorbidiscano. Non aver paura, nell’acqua fresca la colla si ammorbidisce ma non si scioglie. Quando la panna inizia a bollire spegni il fuoco e metti nella panna bollente la colla di pesce ammorbidita e giri con un cucchiaio, si scioglie subito.
Puoi a questo punto devi versare la panna nelle ciotole o negli stampini e quando si sarà raffreddata copri le ciotole con una pellicola per cucina e le metti in frigo. Qui per solidificare per far divenire la panna secondo la tradizione dipende da quanta colla di pesce hai usato, con un foglio devi tenere la panna in frigo otto, dieci ore è non sarà mai soda abbastanza ma è comunque buona. Con due fogli di colla invece sei, otto ore e viene secondo la tradizione. Cioè quando la levi dal frigo puoi rovesciare la panna dalla ciotola in un piattino e la panna mantiene la forma della ciotola.
Ci puoi versare sopra del cioccolato che avrai precedentemente fuso o delle fragole precedentemente passate al frullatore o anche niente che è buona lo stesso.
Facilissima.

4 febbraio 2012

Autoritratto numero 36

Filed under: Dipinti — dastella @ 20:39
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Uova trippate

Filed under: Il fai da te per mangiare bene — dastella @ 20:28
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Per fare la frittata al pomodoro per una persona ci vogliono tre uova, parmigiano grattugiato e duecento grammi di pomodori pelati, oppure un paio di pomodori maturi della bella stagione.
In una padella media fai una frittata con le uova e il parmigiano e quando è pronta pieghi in due o in tre e poi tagli con un coltello in strisce di due centimetri di larghezza. Poi tagli i pomodori a pezzetti e li metti con un filo d’olio nella padella ormai vuota dove hai cotto la frittata e fai cuocere il trito di pomodori per cinque minuti. Quando i pomodori sono pronti ci metti insieme le strisce di frittata e mescoli tutto più volte. Ci vogliono ancora cinque minuti di cottura ed è pronto.
Più facile a farsi che a dirsi, gustoso e rustico.
Ricordati di regolare a piacere di sale prima le uova e poi i pomodori.
Da provare.

vivo

Filed under: Video e immagini — dastella @ 14:18
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31 gennaio 2012

Vocalizzo numero 146

Filed under: Vocalizzi e musica — dastella @ 22:08
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28 gennaio 2012

nella cameretta

Filed under: Istantanee — dastella @ 16:53
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una immagine gotica…

20 gennaio 2012

Io

Filed under: Istantanee — dastella @ 20:39
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Io in pizzeria

19 gennaio 2012

Vocalizzo numero 145

Filed under: Vocalizzi e musica — dastella @ 21:55
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Vocalizzo numero 145

18 gennaio 2012

Camilla e Marino

Filed under: Istantanee — dastella @ 11:06
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(continua…)

17 gennaio 2012

Camilla

Filed under: Istantanee — dastella @ 21:52
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(continua…)

Licia M.

Filed under: Istantanee — dastella @ 21:27
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(continua…)

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